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#27 Commenti

  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Caro Paolo,
    piacere leggere questi tuoi pensieri, mi fa piacere le cose ti vadano bene e ti stia espandendo e dando spazio alla fantasia, stai collaborando a creare valore per il territorio.

    Io personalmente per le mie creazioni non ho seguito nessun disciplinare, per il Dolcetto per esempio prima di avventurarmi in digressioni, come faremo col 2009 dove iniziamo la sperimentazione per la creazione di un cru dedicato, ho provato a dare il massimo in purezza (2008), come dire prima "ci conosciamo" nella forma massima e poi si sceglie.

    Sull'albarossa per esempio è difficile fare delle scelte precise, c'è ancora molta disommogeneità nei vini che si assaggiano: io ho la sensazione che possa essere grande ma ancora non ho assaggiato niente che possa essere definito tale, in purezza. Probabilmente da una parte la pecca della gioventù (cioè ancora poche "vendemmie" all'attivo e ancora meno vini affinati disponibili.

    Circa gli inediti per le zone, come per esempio abbiamo fatto noi col bianco di tollu, occorre la "vista lunga" (non ringraziero mai abbastanza mio nonno), cioè capire quello che quel territorio potrebbe darti, magari partendo proprio dai suoi difetti. Mio nonno ha impiantato bianchi in terra di rossi, li ha fatti maturare per bene e poi ha cominciato a fare cuvee stile champagne e rifermentazioni in bottiglia. Certo di bottiglie ne abbiamo buttate, ma oggi abbiamo un paio di cuvee niente male, di cui solo una in produzione (l'altra richiede investimenti importanti, troppo per ora).

    Sono meno rigido sull'impianto del vigneto, nel senso che il cru puro è troppo rigido come concetto per fare veramente la differenza, in quanto ti devi lasciare lo spazio per aggiustare il tiro. Preferisco ragionare in termini di vigneti monovarietali e poi faccio microvinificazioni tutti gli anni per sperimentare quello che ho in mente: quando mi convince faccio una tiratura limitata, vedo se piace (non vorrei fare dei gran 10.000 bottiglie da bernmi comodamente con gli amici) e poi via.
    Ti consiglio anche di cercare se c'è qualcuno che fa qualcosa che si avvicina, al di la del fatto che non è sul tuo territorio, io sono stato ispirato da un vino francese degustato una sera che mi ha letteralmente rapito, non tanto in quanto tale ma per il parallelismo che mi ha fatto venire in mente.

    Non ho capito quando dici "Nel comporre mentalmente questi vini devo tenere in considerazione fattori ambientali e climatici, evitando tutte quelle varietà che potrebbero ammalarsi" sono ignorante, quali vigneti non a piede franco potrebbero ammalarsi più di altri da te?

    Ah, perchè no: fare un giretto all'estero? Loro sono partiti dal nulla e sperimentano continuamente in zone dove c'erano prati...certo poi finiscono a fare dei vini che finiscono si in "aia" ehm come "legnaia" ma quello è un difetto di cantina....

    Buona creazione!

    Ciao
    Tom
    P.S. certo che le cose quando le fai le fai in grande: io per sperimentare uso sempre pochi filari, tu vai a 5 ettari....ammazza!

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    #1
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    grazie mille per esserti fatto conoscere, e per la tua barbera. spero che possiamo vederci di nuovo, così ti farò assaggiar i miei di figli!
    carolina.

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    #2
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Tomaso,

    Amico mio nonchè collega, entrambi noi abbiamo la visione delle nostre eno-imprese interpretata anche sotto chiavi di lettura provenienti da esperienze diverse.

    Apprezzo molto la tua analisi, voglio però dirti che non vado a lottizzare ettari per volta, se ho dato questa impressione ho sbagliato.

    In realtà io mi assicuro, quando possibile, una espansione ragionata in funzione dello scongiurare la conversione di terre magnificamente vocate alla viticoltura alla malefica urbanizzazione.

    Cerco solo di salvaguardare il grande patrimonio rurale e biologico che qualcuno prima di me, forse inconsapevolmente, ha preservato.

    Ai tempi nostri, ogni missione personale, per quanto giusta che sia, sottostà a logiche di mercato e sopratutto alle leggi dell'economia.

    Dico questo sorridendo sapendo quanto tu in realtà lo sappia meglio di me.

    La mia sfida si basa sul frutto, rendere una terra capace di generare frutto, esprimere frutto, un frutto a sua volta così capace di far fruttare la terra stessa preservandola.

    Col palmare d+ non posso. approfondirò.

    @ Carolina
    Sono io che ringrazio te perchè dai soddisfazione alle mie aspettative, la barbera è per me una icona che racchiude l'antidoto a tante manifestazioni deleterie per il vino.
    Non vedo l'ora di condividere con te il frutto delle tue fatiche, l'epressione della tua personalità, il tuo vino !

    Ciao
    Paolo

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    #3
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @Paolo: sono preoccupato, eri col palmare e hai commentato "brevemente" e solo il ps...Ma quando risponderai anche al commento, magari da PC che faccio, scappo?
    :-D
    :-)
    Certo esperienze diverse ma obiettivi simili, cercarsi una strada "nostra" nell'eno-marasma.....
    Io ho dato semplici suggerimenti, chiamale visioni, fanne cio che vuoi!
    Ciao
    T

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    #4
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Paolo il metodo classico, il rosè e il rosso da meditazione sono vini che faresti da quale tipologia di uva?

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    #5
  • Bravo Italy Gourmet

    Bravo Italy Gourmet

    complimenti Paolo, un piacere leggerti.

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    #6
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Tomaso,

    Proprio non riuscivo a tenere a mente la quantità di spunti del tuo commento, arrivato alla fine rimaneva proprio solo quella in memoria..

    Credo che chiunque, io stesso, si trovasse delle vigne prima di decidere di inventarsene altre opterebbe con prudenza e saggezza per la scelta che hai fatto tu, quella di conoscersi appunto.

    Sull'Albarossa ho applicato lo stesso ragionamento che ho applicato nella composizione delle mie CRU già esistenti. Ho "sentito" quel vitigno in bocca, il suo epitelio, la carica tannica e poi ho degustato qualche bottiglia in annate diverse, per carpirne l'essenza.

    Io ritengo che lavorando l'Albarossa ( in purezza e no ) sui miei terreni e vinificando "facendo finta" di stare trattando uve nebbiolo da Barolo, con la stessa cura e gli stessi procedimenti, verrà fuori un vino che attualmente mi manca in gamma del cui colore, naso e gusto io ho già l'immagine mentale. Minimo tre anni di elevazione e sicuramente 2 di affinamento.

    La tua scelta di lavorare il monovarietale ed eventualmente assemblare in cantina è una delle pratiche più usate per i grandi vini, perché ti consente di smussare eventuali spigolature, ottima scelta.

    Io ho preferito concepire la vigna in modo più istintivo, irrazionale e razionale allo stesso tempo, alcune sono monovaritali altre assolutamente no anche perché io non voglio fare l'ennesima barbera, timorasso, cortese, albarossa, ecc ecc , ma ho una collezione di vini da completare per ciascuno dei quali uso una tavolozza di colori diversa, cioè la vigna.

    Deriva un po' dalla concezione che ho io del vignaiolo artista capace di plasmare la materia per ottenere un opera emozionale.

    Anche io come te sono stato ispirato da altri vini e spesso vado nelle cantine di altri produttori a carpire con la curiosità ogni possibile suggerimento, mi sono accorto ultimamente però, che ciascuno di noi pur avendo un processo standard da esguire, ci mettiamo dentro una cosa che ciascuno di noi ha diversa dall'altro, l'anima.

    Sulle malattie, è risaputo che ci sono varietà più soggette di altre a determinate malattie, per esempio se io volessi mettere dello Chardonnay nel mio territorio so che mi porterei la flavescenza in casa quindi evito.

    La sperimentazione è uno degli aspetti che più mi intriga nel fare vino, preferisco farla sui miei di prati, anche se non disdegno di andare a vedere quel che fanno gli altri e tu sarai una delle miei prossime mete perché mi devi fare vedere alcune cosette che molto mi hanno incuriosito.

    @ Andrea,

    Posso svelarti solo parte della questione perché in particolare sul metodo classico mi sono inventato una cosa che se riesce io credo spaccherà e tanto.

    Ho una vigna bellissima di Moscato d'Amburgo le cui uve io le ho sempre vendute, sono più che certo che potrebbe venire fuori un rosé strepitoso, magari vinificato con piccole quantità di barbera come ci fanno il chiaretto sul lago di garda.

    Rosso da Meditazione assolutamente Albarossa, una cru la cui composizione potrò svelare più avanti, ma che potrà produrre vini da invecchiamento spinto, anche 25 anni, ne sono certo.

    Abbasso le rese a 50 Q.li x ha, fermento in legno e faccio elevazione in legno grande, poi due annetti di affinamento in bottiglia e poi voglio proprio vedere se non sarà un grande vino !

    @ Bravo… nn mi ricordo il nome

    Ti ringrazio per i complimenti

    Ciao
    Paolo

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    #7
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Paolo: dove hai assaggiato le annate diverse di albarossa? Accetto msg anche in pvt, anche io su quel vitigno sto facendo sperimentazione ma non ho ancora trovato niente sul mercato capace di farmi ridestare dal torpore quotidiano. E' vero parte molto complesso (direi quasi incomprensibile in vinificazione, può essere scambiato per un vino da taglio) ma poi strada facendo cambia molto. Per gli invecchiamenti parli con uno che fa verticali con dolcetto del 1970....
    Ho notato che l'albarossa muore molto, cioè ha un tasso di reimpianto da barbatella alto (e confrontandomi con altri nelle mie zone mi hanno confermato).
    Ciao
    Tom

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    #8
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Tomaso,
    Le ho assaggiate in giro per sagre e fiere, prevalentemente al confine occidentale della nostra provincia dove si sono buttati prima di noi su questa varietà.

    Non ho potuto andare indietro più di 5 anni, ma ti parlo di due o tre anni fa, quindi è ragionevole pensare che in giro adesso si possa fare una verticalina di 10 anni.

    Non rilevo invece in vigna la moria che tu mi accenni ed a questo punto mi auguro di non doverla proprio rilevare :-))

    Tieni presente però che conta molto il clone e l'innesto ed il fatto che le mie sono vigne che non sono state reimpiantate su vigneti preesistenti, ma su prati vergini.

    Ho scoperto che questo fattore influenza molto alcuni cloni.

    Ciao
    Paolo

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    #9
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Non telo auguro, io ho fatto un vuoto di tre anni a sovescio a favino, come sempre, ma non è come piantare in terra vergine (prato). Non so che dire, io dopo analisi e discussioni ho usato SO4 (che è tutto tranne debole), perchè date le situazioni era il più adatto. Bò!
    Confine occidentale della provincia di Alessandria? Qualche riferimento un pò meno "nautico" :-)))?
    grazie
    Tom

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    #10
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ma poi dipende dal clone, comunque l'SO4 è molto resistente anche se va invitato a scendere in profondità perchè tende a radicare subito data la sua vigoria. ( almeno così ho notato nella mia esperienza )

    Sto recuperando qualche riferimento per te... porta pazienza che purtroppo io e memoria stiamo su universi paralleli :-)))

    Ciao
    Paolo

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    #11
  • Bravo Italy Gourmet

    Bravo Italy Gourmet

    ehehe...federico :)

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    #12
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ah ecco, grazie Federico...

    A proposito di vigna, .. oggi sono germogliate, che spettacolo !

    Ciao
    Paolo

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    #13
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Buona Pasqua a tutti !!

    Paolo

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    #14
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Tra i mille contenuti realizzati e letti stavo per perdermi questo. Shame on me!
    Paolo, il primo paragrafo che scrivi è la chiave di tutto.
    In secundis, sono con te per il rose'.. Ne ho assaggiati diversi a Vinitaly e solo in pochi casi ho provato il piacere che invece bianchi e rossi mi danno da tempo. Il mercato del rose', secondo me, merita maggiore attenzione, probabilmente perche' ce ne sono non molti di valore, quindi sara' più facile avere attenzione, presentandone uno ottimo.

    Ale

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    #15
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Ale,
    Grazie, l'idea è di usare una varietà che da colore rosè da sola, quindi permettendomi una macerazione sulle bucce più consistente che vinificando una rossa in rosa... staremo a vedere ...

    Ciao
    Paolo

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    #16
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    E' un'efficace e convincente partenza.

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    #17
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    :-))
    Come sempre tutto parte da qualcosa che esiste già dentro ciascuno di noi, occorre solo trovare il modo di "tirarla fuori "

    Ciao
    Paolo

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    #18
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    E' un piacere leggerti.

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    #19
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Grazie di cuore Luciano, detto da te ha ancor più valore per me.

    Ciao
    Paolo

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    #20
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ciao a tutti,
    a proposito di "sentire" dalla terra i sogni del futuro...
    Ecco un risultato ottenuto da una pensata di 10 anni prima

    http://www.vinix.it/gallery/slide.php?ID=1767

    Grazie a tutti
    Paolo

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    #21
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Sei un grandeeeeeeeeeeeeee!!

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    #22
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Andrea,
    Credo di amare davvero i vini che faccio, in senso viscerale.
    Probabilmente mi è molto utile la scheda di valutazione dei giudici proprio per oggettivizzare ciò che rischia spesso di rimanere soggettivo.

    Ti ringrazio perchè conoscendoti personalmente so che dietro al complimento c'è sincera approvazione per il vino fin da prima che fosse premiato.

    Ciao
    Paolo

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    #23
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Paolo se puoi mi mandi le foto della premiazione?

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    #24
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Molto volentieri !

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    #25
  • Quarantuno

    Quarantuno

    Carissimo Paolo,
    aggiungermi ai complimenti che ti anno profuso, sarei solo banale. La strada giusta è quella che stai percorrendo e te ne danno atto gli attestati di stima che stai ricevendo. Sono contento di averti conosciuto e in futuro quando sarai famoso, potrò pregiarmi nel dire: Quel ragazzo l'ho conosciuto prima io di voi". Un grande abbraccio. A presto e continua così.

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    #26
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Adelio,
    Grazie per il bellissimo pensiero, posso solo aggiungere che in certi momenti ti rendi conto che sei soddisfatto di essere arrivato ad un traguardo non tanto per il traguardo ma per il percorso che ti ci ha portato e credo che tu questo lo possa condividere pienamente visto anche il tuo di percorso !

    Ciao
    Paolo

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    #27

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