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#31 Commenti

  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Ciao Maurizio
    Secondo te ha senso partecipare ad un concorso come questo non essendo presenti nel mercato inglese?
    Luca

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    #1
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    il costo è minimo, e se per caso si riuscisse ad entrare nei premiati, ci sarebbero discrete possibilità di essere notati da qualche distributore o importatore (tra l'altro il prosecco "tira molto")
    di sicuro il potenziale costo-beneficio è ben maggiore della partecipazione all'unica fiera del vino in Inghilterra (LIWSF Excel, tra meno di un mese)
    ciao
    m

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    #2
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    ah, per la cronaca, ho assaggiato anche degli "sciampagnini" di basso livello e degli spumanti anche rosati del nuovo mondo davvero scarsi...

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    #3
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    per quest'anno ormai è andata a quanto pare, ma l'anno prossimo spedirò i campioni.
    Luca

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    #4
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Ciao Maurizio ben tornato,
    ciao Luca....
    riprendo questo scritto di Maurizio :

    "prendere una medaglia per un vino presente sul mercato del Regno Unito significa mediamente un incremento del 30\40% sulle vendite, e il concorso gode di buon prestigio oltre che a Londra anche sui mercati del Far East, del Commonwealth e anglosassoni in generale."

    Ti posso garantire che la stessa identica cosa vale anche per il CMB ( il secondo al Mondo dopo quello londinese ), personalmente ero stato accreditato già alcuni anni fà a Londra ed anche a Tokio, ma ancora non posso permettermi di partecipare a spese mie, poi se ci mettiamo di mezzo pure la lingua, e non per degustare il vino, sono fritto !!
    Ciao ed a tutti i produttori che hanno prodotti apprezzabili consiglio di partecipare ai concorsi internazionali, perchè come ha scritto Maurizio non è che in altre nazioni hanno tutti super-vini.....Forza e coraggio

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    #5
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    comunque anche l'IWC evidenzia i gravi limiti del mondo del vino italiano: il PROVINCIALISMO e la MANCANZA DI STRATEGIA UNITARIA.
    Andate a vedere chi sono gli sponsor del concorso: ci sono TUTTI gli enti di promozione delle grandi nazioni produttrici, nostre concorrenti (Spagna, Francia, Australia, Sud Africa, Cile...) ma l'Italia NON c'è.
    Ovviamente nella giuria ci sono molti esponenti di queste nazioni, che anche in buona fede tenderanno a privilegiare vini e stili che meglio conoscono. Per questo quando si trovano davanti ai tannini del Barolo o del Nobile di Montepulciano, pochi li sanno davvero apprezzare, e cercano spesso morbidezze facili ma fasulle...
    E gli italiani? non sanno l'inglese...

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    #6
  • Cascina Tripoli Azienda Agricola

    Cascina Tripoli Azienda Agricola

    un bel mercato quello britannico, peccato per il campanilismo condito con un pò di arroganza degli inglesi che, come dice maurizio, alzano un muro con il resto del mondo che non sà dialogare con loro

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    #7
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Eccomi.....mi sono sentito in qualche modo tirato in causa!!!!
    Ci sono delle cose che in Inghilterra dobbiamo fare a prescindere se abbiamo un qualche interesse di entrare in questo mercato: la prima è partecipare ai concorsi. Decanter vale più dell' International Wine & Spirit Competition e costa meno...ancora non so in base a che cosa ma la prima cosa che ti chiedono quando proproni un nuovo vino è "che medaglia ha preso con decanter?"
    Secondo me ha senso partecipare ad eventi in Inghilterra perchè comunque gli importatori sono sempre ovunque e magari chissà.....
    In questo momento questo mercato riesce ad assorbire solo vini di una certa fascia (bassa in verità) ma c'è grande fiducia....molto più che in Italia!
    Una cosa vale sempre....per entrare qua in Inghilterra ci vuole tanta, ma tanta pazienza! Gli inglesi bevono molto, ma in questo momento la fascia di prezzo più apprezzata è quella da 4 a 7 sterline...bene per la Spagna, per il Cile, per il Sud Africa , ma ahimè...non per l'Italia!
    Ciao
    Simone

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    #8
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    @ Paolo: mai parlato di campanilismo inglese nel vino (non sono produttori, come potrebbero?) ne' di arroganza (quella ce l'hanno avuta verso l'Euro, e la stanno pagando tutta ora). Il muro non lo alzano di certo, solo che la massa dei consumatori beve vino da pochi anni, ha cominciato con la fascia bassa di prezzo e con i residui zuccherini alti e le morbidezze "easy" del nuovo mondo, e ora ha quel metro di paragone...
    come dice Simone, poi, ora la fascia di prezzo è più importante (un Pound vale 0,30 € in meno di pochi mesi fa).
    Ma ripeto, l'Italia all'estero paga colpe sue, non è vittima di complotti

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    #9
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Ciao Simone.
    Fammi capire una cosa, in inghilterra non si vendono baroli, brunelli, ecc ecc perchè troppo costosi?
    Se il mio prosecco costa, supponiamo 4 euro ed è un prosecco di qualità , è fuori mercato rispetto ad un prosecco che costa 2.5 euro ed è pessimo?(1.5€ di differenza possono impedirmi di entrare nel mercato inglese?)
    Grazie per le delucidazioni
    Luca

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    #10
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    stai sereno Luca, nella categoria "premium wines" c'è spazio per vini più qualitativi, a parità di denominazione. Perfino nella grande distribuzione... (ma lì servono i volumi di produzione maggiori...)

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    #11
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Buon giorno a tutti,
    @Luca,
    c'è anche chi fa un buon prosecco da 2 euro e questo perchè ne vengono prodotte milioni di bottiglie...per rispondere all tua domanda diciamo che è più difficile, ma c'è mercato anche per quello, come c'è mercato per i brunelli, i baroli, gli amaroni, ecc...
    come ho detto nel post di roberto gatti la concorrenza non è solo tra vini italiani, ma tra vini italiani e tutti gli altri. Vero è che il prosecco, il barolo, il brunello, ecc...vengono prodotti solo in Italia, ma è al momento una questione marginale.
    Detto questo è chiaro che il mercato inglese rimane uno dei più importanti per noi, ma come dice Maurizio, abbiamo da espiare colpe proprie...
    Certo è che se dovessi scegliere di investire qualcosa su questo mercato mi concentrerei su obiettivi mirati, su eventi che ti possono mettere a contatto con i piccoli importatori piuttosto che con i grandi, che sono più in difficoltà al momento...inserire anche solo un'etichetta in questo mercato è già un bel passo avanti. Io li chiamo "i carrarmatini del risiko"...quando ne hai messo uno hai fatto già molto!
    @Maurizio
    è vero che c'è spazio per i vini di qualità anche nella grande distribuzione, ma purtroppo i buyer ragionano in maniera leggermente curiosa adesso...a me uno di loro ha detto: "qualsiasi vino mi proproni io lo compro alla metà!" e allora?
    Ciao
    Simone

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    #12
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    e allora... bisogna distinguere tra vino e denominazione: è chiaro che se basta che sia toscana o francia il ragionamento fila, ma se si vuole Masseto o Laffitte il ricatto non vale.
    oltre alla leva del Brand, c'è quella della qualità vera: i prosecchi che tu dici (da 2 euro) sono comunque fuori prezzo per la GDO, perchè ce ne sono in giro da 1 € a bottiglia, e quelli vinceranno la battaglia, se si combatte sul prezzo.
    ma lo spazio per un prodotto serio, che non perda il perlage dopo 5 minuti dall'apertura, e che abbia una bocca che non sia solo un impastino di zuccheri residui, e che magari sia davvero prodotto nella zona di origine... beh, quello spazio a mio parere c'è.
    Poi, come confermi tu, il danno vero ce lo facciamo da soli, non facendo cultura sul prodotto, non investendo in conoscenza del consumatore, lasciando passare l'idea che il prosecco, o il pinot grigio, o il gavi, siano tipologie di vini cheap e clonabili a piacere...

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    #13
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Un problema da non sottovalutare, come citava l'amico Simone, è la concorrenza molto agguerrita, sia per la qualità che per i prezzi, di Spagna e Portogallo. Sono ormai 4/5 anni che lo vado scrivendo...ed ora mi sembra che c'è ne stiamo rendendo conto :
    mi arrivano direttamente a casa dal Portogallo bottiglie di OTTIMI vini a 12/15 euro( trasporto compreso ) , e da noi i pari qualità non li trovi a meno di 25 euro a salire. Poi si potrà anche discutere di ore/ha e di costi che da noi sono piu' elevati, ma anche di una politica dei prezzi non sempre misurata.
    Arvedras

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    #14
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    @ Roberto: mi sembra che tu stia molto alto sui prezzi: in Italia a 12\15 euro si trova roba eccezionale...

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    #15
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Maurizio,
    certo che hai ragione...io dico sempre che c'è spazio per tutto/i...la difficoltà sta nel trovare il canale giusto. Vero è che è molto più semplice vendere un prodotto già conosciuto (sia per nome che per denominazione) rispetto ad un vino, seppur ottimo, prodotto in una zona commercialmente meno nota.
    La politica del vino cheap, come tu sai meglio di me, ha prodotto negli anni danni enormi. Mi viene in mente il caso del Chianti, che anni fa era conosciuto solo per il fiasco dentro al quale c'era poco più che acqua colorata, oppure il caso del lambrusco quassù, dove alcune compagnie hanno spacciato bottiglie di qualità infima guidando il consumatore dritto dritto in bagno dopo il secondo bicchiere...ecco perchè è a volte difficile far capire che c'è anche chi produce ottimi lambruschi, come ottimi pinot o gavi. In questo caso i consumatori sono anche disposti a spendere qualcosa in più, ma solo qualcosa...ma è già un passo vanti, no?
    ciao
    simo

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    #16
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    I completely agree with you. Ci si incrocia prima o poi, magari al LIWSF o al Definitive Italian Wine Tasting di giugno. ciao

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    #17
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    ....dimenticavo una cosa importante secondo me, che quassù la maggior parte dei consumatori è orientata agli "easy drinking wines", il che significa che molti dei nostri vini di punta hanno bisogno di tanta promozione se consideriamo che, ad esempio, la spagna è campione in questo tipo di vini con rapporto qualità/prezzo davvero eccezionale. Questo giustifica anche perchè in Inghilterra, parlando dei nostri vini, si beve molto prosecco (fresh and friendly", molto pinot grigio e molto rosè...se poi c'è il tappo a vite meglio ancora!
    Cosa volete, sono inglesi!!!
    simo

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    #18
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    quando vuoi Maurizio...sono ovunque! Sono ormai il Big Brother dei vinai qui a Londra, non perchè sia particolarmente divertente (anche se in realtà lo è), ma per necessità di comunicazione!
    ciao
    simo

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    #19
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    @ Simone
    Quindi te a che concorsi mi consigli?
    - decanter
    -IWC
    -??

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    #20
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @ Maurizio,

    Desidero ringraziarti per avermi erudito sull' IWC, avevo avuto richiesta di partecipazione, ma poi, mi son detto che con i miei volumi e con i miei vini forse era meglio aspettare.

    Alla prossima edizione non mancherò di spedire i campioni ma non perchè non reputi commercialmenete validi i concorsi nostrani, semplicemente perchè i concorsi svolti in Italia anche quando di carattere internaizonale, all'estero hanno poco appeal e l'esportazione è il mio secondo amore.

    Sui concorsi nazionali devo dire che io trovo apprezzamento e riscontro prevalentemente da parte dei privati, mio primo amore, anche se, va detto, la visibilità te la devi fare da solo..

    @ Luca,
    Dai che spediamo assieme

    Ciao
    Paolo

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    #21
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    paolo , te tienimi informato che poi spediamo assieme

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    #22
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    Non credo moltissimo nell'effetto sulle vendite di una medaglia avuta in questi concorsi, anche se ovviamente male non fa. Pero' concordo che una presenza maggiore, e sopratutto organizzata, del nostro Paese sarebbe un beneficio per il mercato dei nostri vini in UK.
    Si e' sviluppata una interessante discussione con Luciano Pignataro (giornalista del Mattino) che credo fosse anche lui giudice all'IWC, sui vini italiani e il mercato britannico, pero' e' su FB e non so se e' visibile a tutti (http://www.facebook.com/home.php#/profile.php?id=1335759761&ref=mf)
    Per quanto riguarda questo mercato ho fatto un post tempo fa sulla formazione del prezzo in UK (http://poggioargentiera.com/blog/2009/02/07/la-formazione-del-prezzo-in-uk/) che forse puo' essere d'interesse capire quando si parla di fasce di prezzo che vanno sul mercato e capire come per la maggior parte delle nostre aziende quelle siano fasce impossibili (il vino deve partire da sotto i due euro per essere sotto le 10 sterline allo scaffale e le 16 al ristorante).

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    #23
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    dal link di fb non si accede alla discussione con Luciano.
    comunque lui è stato con Carlo all'altro concorso inglese, il IWSC (International Wine&Spirit Competition)
    Differenza sostanziale, all'IWC i giudici sono a spese loro (ahimè), le giurie sono miste e assaggiano tutti i vini senza una "regia di competenza", mentre ad esempio al IWSC i vini italiani sono affidati a giudici italiani ecc.
    a mio parere per capire il mercato inglese il sistema IWC apre maggiormente gli occhi del degustatore...

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    #24
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Buon giorno a tutti,
    per dovere di cronaca alla degustazione dell'IWC la settimana scorsa non c'era anima viva...come cantava Celentano "neanche un prete per chiacchierar"! Mah...
    Ciao
    Simo

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    #25
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    in che senso "non c'era anima viva" ?

    perchè la prima settimana (quando c'ero io) c'era una ressa di bottiglie e di gente...

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    #26
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Ciao Maurizio,
    nella sezione "Discovery Tasting" eravamo io e la signora che apriva le bottiglie e nella sezione degustazione c'erano molti ma molti tavoli vuoti...di bottiglie ce n'erano un'infinità! Diciamo che forse sono stato sfortunato e che ho scelto il momento sbagliato...
    Mah...
    Ciao
    Simo

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    #27
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    no, probabilmente stiamo parlando di due cose diverse: io del concorso, tu di questa sezione destinata agli assaggi da parte dei "non giudici".

    ma oggettivamente questi banchi d'assaggio pubblici funzionano poco, anche al Definitive o in altre manifestazioni...
    gli operatori, poi, all'IWC sono già nelle commissioni di assaggio.

    del resto il produttore che presenta il vino a un concorso non credo che punti a quelli (e forse potrebbero essere tranquillamente aboliti) anche se qualche decina di pounds in più la paga anche lì.

    ciao
    m

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    #28
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    ..tu sei stato al Barbican Center?

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    #29
  • Maurizio Fava

    Maurizio Fava

    confermo, le degustazioni erano al Barbican, con ingresso su una via laterale

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    #30
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    sì sì ... è dove sono stato anche io

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    #31

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