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Genesi di una vigna ( e di un vino.. ) oggi Timorasso,

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Genesi di una vigna ( e di un vino.. ) oggi Timorasso,

Le vigne di Cascina I Carpini sono prevalentemente contigue alla cantina e si ergono su terreni collinari di medio impasto argilloso-calcareo ad una quota di 300-400 mtslm con impianto ad elevata densità allevato prevalentemente a cordone speronato basso.

 

Fattori quali la composizione del terreno, l'andamento climatico, l'esposizione al sole uniti al tipo di allevamento sono le condizione volute per ottenere vini eleganti e fruttati senza rinunciare alla struttura, alla longevità e ad una "caratteristica di unicità riconoscibile."

Dopo aver passato oltre un decennio a cercare di "carpire" l'essenza del vitigno Timorasso dalle tante vinificazioni dei miei colleghi del Tortonese, alcuni dei quali veri maestri, mi sono fatto l'idea ( speriamo corretta ) che questo vitigno necessiti, per dare il meglio di se ( secondo il mio gusto ), di condizioni particolari.

E' per questo motivo che la vigna che ho chiamato Brigitte, è stata impiantata nella frazione di Cà del Bruno, in leggera pendenza, protetta dai venti del nord e in pieno sole, distante solo qualche centinaio di metri dalle sue sorelle, ma situata in condizioni fondamentalmente diverse.

Il nome della vigna, questa volta è quello di mia mamma, la quale ha curiosissime affinità con le peculiarità caratteriali del vitigno Timorasso ed è stato scelto con lo stesso criterio con il quale in passato sono stati scelti i nomi di tutte le altre vigne, attingendo cioè ai nomi delle persone più vicine, per affinità di varia natura alla vigna stessa.

Sino ad oggi e sin dalla prima vigna i nomi si sono legati a quelli di figli e nipoti, ( Riccardo, Camilla, Eleonora, Carloalberto ) vigne i cui vini già esistono da qualche tempo, fatta eccezione per la vigna Vittorio ( mio papà ) e la vigna Patrizia ( mia compagna ) che andranno in produzione quest'anno per la prima volta.

Scegliere il terreno adatto ( o presunto tale ), per me passa necessariamente attraverso uno studio di qualche anno dell'andamento climatico della zona unito all'analisi della composizione del terreno, non senza il conforto del confronto fra dati scientifici con i necessari riscontri recuperabili ( a fatica ) nella saggia memoria contadina "autoctona". ( mi piace un po' di empirismo nella scienza )

Dopo aver fatto questo si può passare a decidere il sesto di impianto e la futura forma di allevamento, elementi che secondo la mia filosofia devono servire a ridurre al massimo l'intervento in vigna in termini di impiego di risorse e abbassare la probabilità di insorgenza delle malattie pur consentendo una rigogliosa crescita alla pianta.

Una vigna piantata con criterio ecologico può ridurre di quasi la metà l'impiego di risorse e quindi contribuire alla sua stessa ecosostenibilità.

Quindi la genesi di una vigna, secondo "il mio sentire", ha una storia antecedente l'impianto, potremmo chiamarlo un periodo di gestazione, durante il quale si passa dall' immaginare lo sviluppo della vite in quel determinato territorio, stagione per stagione, alla preparazione del campo, con i disegni e successivi calcoli, allo scasso, i rilievi ed infine, cosa importantissima, come conclusione ultima si decide quale varietà impiantare.

La scelta della varietà ( clone e portainnesto ), è un momento di grande tensione emotiva, si ha la pretesa di aver compreso così a fondo il territorio, di aver preparato la migliore delle dimore possibili secondo scienza e coscienza che non si può non scegliere quella particolare "barbatella" unica al mondo che troverà in questo habitat il migliore possibile per dare il meglio di se.

Ed è qui, nel momento che la prima barbatella affonda le sue tenere radici nel suolo, che ha luogo la genesi di una nuova emozionante vigna.

Da questa emozione carica di speranze il pensiero muta e da qui in poi penserà al frutto ed al vino che da questo di potrà ottenere, naturalmente, con amore.

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#10 Commenti

  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Il giorno in cui stavano piantando le barbatelle c'ero e posso assicurare a tutti che sia io che Paolo eravamo molto emozionati, è una nuova avventura che inizia e a Paolo auguro che il suo Timorasso abbia il successo che merita

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    #1
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    tu sei pazzo, ma uno di quei pazzi veri :-)

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    #2
  • Essepi Wine Services

    Essepi Wine Services

    può essere che sei davvero pazzo, ma di quelli pazzi che mi piacciono perché appassionati di quello che fanno. Spero tanto che vada bene! Ammiro tanto i produttori che hanno il coraggio o la pazzia di produrre gli autoctoni del territorio e che sperimentano con buoni risultati come spero sia questo caso.
    Sandra

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    #3
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    Ti seguo a ruota fratello !

    Le barbatelle "stanno piantate", come dice un amico mio "della Puglia"!

    Lele

    PS - il mio impianto nuovo c'ha pure "1 foglia" per pianta !!!

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    #4
  • P.A.N.E.T.H. Prodotti-Ambiente-Necessità-Ecologia-Territorio-Hospitum

    Modello Brigitte, allora: ecosostenibile, eliocentrico, poco palestrato ma taaanto vanitoso.

    Avanti tutta allora, peccato solo per tutti gli anni di attesa. Ma si sa bisogna allevarli i figli.

    Ciao, Francesco.

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    #5
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Andrea,
    Hai proprio ragione, vedere tutte quelle barbatelle finalmente messe a dimora è una grande emozione, adesso tu sei il padrino di quella vigna, tienila nel cuore !

    @ Carolina,
    Capisco cosa intendi ed è un grande complimento per me perchè se non fossi stato tanto pazzo anche in passato non avrei potuto realizzare le soddisfazioni che invece alimentano la mia voglia di fare sempre meglio. Evviva la pazzia !!

    @ Sandra,
    Sperimentare è in effetti uno dei "motori" della mia avventura vinicola, alcuni lo considerano un lusso, altri una pazzia, altri ancora una pericolosa perdita di tempo, ma per me è la strada per impadronirsi della materia, anche correndo qualche rischio, ma certamente anche potendo arrivare a scoprire nuove vie.

    @ Ugo,
    La capisco bene Carolina e non posso che essere d'accordo con Lei, la "pazzia" è la principale ispiratrice dell'innovazione umana.
    Sono contento, anche se non certo sorpreso, che tu abbia colto la poesia manifesta del sentimento che governa quelle che io chiamo le "mie visioni", che null'altro sono se non proiezioni della propria volontà e dei propri desideri.

    @ Lele,
    Bello davvero, è commovente quando spunta quella prima, tenera, verdolina foglia ! Dai dai daiiii !!!

    @ Fra,
    Ah ah ah, assolutamente vero, approfondirò anche questo tema, la vigna e la vinificazione in genere rischiano troppo spesso di sottovalutare l'impatto ambientale.
    Una progettazione strizzando l'occhio all'ecologia, oltre a tradursi in economia, salvaguarda gli sprechi, uno per tutti, l'acqua !

    Ciao
    Paolo

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    #6
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Mizzega sono padrino.....
    Spero di non fare la stessa fine :-)
    Ogni anno verrò a veder la vigna e a fotografarla e, ovviamente, sarò onorato di veder nascere anche il vino che ne verrà

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    #7
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Andrea,
    Bellissima idea quella di seguire una vigna che hai visto nascere ed ottimo pretesto anche per ritrovarsi una volta in più !

    Ciao
    Paolo

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    #8
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Guarda che con tutto il ben di Dio che avete sui colli tortonesi di pretesti per venirti a trovare ce ne sono un migliaio circa...a partire dal tartufo...

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    #9
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Andrea,
    Hai proprio ragione, è una zona intensa di prelibatezze !
    Allora vieni in autunno a sentire l'odore dei mosti !!

    eh ?!
    Ciao
    Paolo

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    #10

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