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#34 Commenti

  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    Tasto dolente questo,caro Tomaso, per molti motivi che spaziano da quelli economici a quelli di pura educazione.

    Il mondo del vino risulta parecchio viziata da questa abitudine dell'assaggio che, pur avendo delle solide motivazioni di base, non trova eguali in nessun altro settore alimentare. Per lo meno in queste proporzioni.
    A volte io stesso mi sento come il pescatore che butta la pastura in acqua sperando che questo aiuti la pesca..... non è un bel sentirsi!

    Come unico piccolo suggerimento mi permetto di invitarti a non lasciare mai una bottiglia tappata nelle mani del cliente ma di creare/cercare il momento per stapparla insieme in modo tale che il riscontro sia immediato.

    Invidio,in questo, i miei colleghi d'oltre oceano che sono ben accolti quando arrivano dal cliente con la loro borsa termica contenente le bottiglie già stappate (al mattino, con calma in ufficio, non si sa mai che abbiano un difetto...) e si limitano ad offrire un bicchiere del prezioso nettare.....
    Se fai una cosa del genere da noi sei giudicato un barbone!

    Poi bisognerebbe sentire il punto di vista dei ristoratori/enotecari.....
    Ciao
    Giuliano

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Caro Giuliano, il punto di vista del ristoratore lo sai bene: è quello di chi ti sta facendo un piacere anche solo a prenderti in considerazione quei 5 minuti per l'assaggio. Poi è chiaro, c'è ristoratore e ristoratore ed enotecario ed enotecario il grosso però ragiona così. Il problema secondo me è che ci sono troppi produttori di vino e pochi ristoratori/enotecari con le idee veramente chiare, che prendano una strada eliminando il resto. Ci sono ancora tanti che ragionano con frasi del tipo: eh, ma quello devi averlo per forza. E ragionando così non se ne esce.

    Aggiungi il problema che tizio o caio tuoi colleghi (tuoi di Tom) regalano il vino in conto vendita a parecchi risto-enoteche e capisci come mai tu, piccolo, fai una fatica bestia.

    E' un mondo difficile, mai quanto il mio comunque, fidati.


    Fil (in apnea economica).

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    #2
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @Giuliano: mi avevi già dato il tuo consiglio di assaggiare in compagnia del (ri)venditore, lo trovo prezioso ma di difficile attuazione, per quanto mi riguarda. Soprattutto in questa stagione, dove sono fuori temperatura pure i rossi e io normalmente scappo dall'ufficio per andarli a trovare.

    @Fil:io quei tipi di operatori li elimino dall'elenco abbastanza facilmente non presentandomi se non dopo aver riscontrato un interesse a conoscere piccoli produttori.
    E' vero che il grosso ragiona così come dici tu, comunque, perchè sento le testimonianze continuamente di miei colleghi produttori, ma anche (e soprattutto) di commercianti all'ingrosso che "marginando" oltre misura alimentano il gioco creando una sostanziale barriera all'ingresso a noi piccoli.

    C'è però anche pieno, e quello è secondo me il vero anello debole della catena, di produttori che non devono semplicemente vendere ma più che altro devono ormai svuotare la cantina....

    E in questo mi arrabbio, perchè li vedo spingere come pazzi sui volumi dei prodotti per recuperare invece che mantenere la dignità e ridimensionarsi: scende il rpezzo dell'uva e invece di pensare a riprendere il mercato lavorando su tutte le leve (vendi l'uva se non vendi il vino, ti tieni le vigne ma almeno incassi subito, perdi uguale ma non sput*ani le eitchette) aumentano le gemme e le rese ettaro aggravando il problema.

    A quel punto campionare diventa quasi un gioco, tanto stai svuotando, e magari vedi pure che nei numeri ti ci esce pure la vendita....

    Io ho basato la mia strategia al contrario, ho prima di tutto deciso di ripartire sulle superfici dei cru migliori togliendo il resto e immediatamente dopo ho intrapreso, con calma, la strada della crescita. E posso dire di essere tra i pochi fortunati che nonostante il momento invecchiano solo quello che vogliono...e crescono.

    E il bello che avendo io un network derivante dal mio altro lavoro quando mi adottano nella loro carta dei vini vincono pure una serie di persone che spesso scoprono un locale interessante e diventano clienti.

    Ma questo non glielo dico mai subito, altrimenti finiscono a comprarmi le 6 bottiglie per farmi felice e poi non li vedo più.

    E se mi permetti, la difficoltà vinicola si ripercuote su tutta la filiera, perchè il produttore cerca di aggrapparsi sui fornitori e paga lentissimo e pretende la luna da quelli che fanno comunicazione, pensando che quella parola voglia dire vendere (= svuotare la cantina) mentre continua a significare, almeno per me, far sapere al mondo che esisti.

    E se di vino ne hai poco e vuoi crescere ti costa molto meno far sapere al mondo che ci sei raggruppando più assaggi ad una fiera che fare rigogliose campionature....anche quello andrebbe notato dagli operatori....

    Ah, un'ultima cosa: ho notato che chi compra banalmente nomi commerciali, senza investire su etichette minori ma interessanti perde il suo vantaggio competitivo giorno dopo giorno, perchè quei nomi, quelli che non puoi non avere, li trovi spesso in GDO...ma allora perchè (x esempio) devo sbattermi ad andare in enoteca?

    Ciao
    Tom

    PS: bello sarebbe davvero poter leggere qui il parere di qualche enotecario / ristoratore....o più en général, operatore.

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    #3
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Su vinix non ho mai visto nessun ristoratore/enotecario che abbia voglia/tempo di scrivere.
    Lo trovano solo per pubblicizzare il loro locale....

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    #4
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Io nutro sempre buone speranze :-)

    ....never say never....

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    #5
  • Fiorenzo Sartore - Vinoteca Online

    Fiorenzo Sartore - Vinoteca Online

    be', tom, come gia' detto su feissbucc (ammappala ma quanto sei multitasking?) ci sono pure i commercianti che ricevono quantita' industriali di campionature e le mettono tranquillamente in vendita, mica stanno li' ad assaggiare tutto. una volta ho conosciuto uno che aveva adibito allo scopo un bel cestone. da quel che vedo, con l'aria pesa che c'e' le campionature arrivano a pacchi pure ad una bottega di quartiere come la mia, quindi mi immagino che succede alle enoteche con dimensioni grandi. io spesso dico di no alle campionature che chiaramente non mi interessano. fossi te lo considererei un costo, come tanti, e non ti crucciare troppo. comunque, il consiglio di aprire le bottiglie assieme al possibile cliente resta il migliore. piuttosto prendi un appuntamento allo scopo; logisticamente, con un ristoratore dovrebbe essere piu' facile; e' un sistema usato da molti, quindi non dovresti sconvolgere nessuno con una richiesta cosi'.
    sugli enotecari che vendono referenze da GDO mi espressi in tempi remotissimi. vox clamans in deserto. gli enotecari sono gentaglia :)

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    #6
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @ Fiorenzo: Grazie, ho collegato tutti i social network insieme, non chiedermi come ma ha funzionato. (Paglia docet) Ora il problema è lo strabismo, ma per quello ci sono gli occhiali :-D

    @ Andrea: uno è arrivato, si ora mi dirai Lui non conta....

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    #7
  • Azienda agricola Samperi di Giovanni Trovati

    @ Andrea. Vero l'unico è Mimmo.

    @ Tom. Io invece di andarci a cena gli telefonerei o spunterei nel locale verso le 16/17 quando i ristoratori sono più liberi. Se sono interessati lo capisci subito e non perdi molto tempo e soldi andando a cena. Resta comunque la fiera lo strumento più efficace. Solitamente gli operatori che vengono ad una fiera sono tutti interessati a comprare qualcosa.... è già molto.

    Una campionatura non aperta/provata insieme è, per la mia esperienza, assolutamente inutile. Purtroppo mi capita spesso di essere costretto a lasciare i campioni. In questi casi infatti mi tocca ritornare con un'altra campionatura altrimenti non si conclude niente.

    @ Fil. Coraggio :-)

    Giovanni

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    #8
  • Salvatore Landolfo

    Salvatore Landolfo

    @ Tommaso
    Quasi per gioco noi di WINeVENT (siamo in due e facciamo tutt'altro mestiere) abbiamo messo su questa società e per capire chi siamo e non per pubblicità ti inserisco il link del sito www.winevent.it e per motivi economico amministrativi ci appoggiamo ad un Enoteca.
    Da ottobre 2008 abbiamo deciso su richiesta di amici produttori di metter su un servizio di Rappresentanza che ha richiesto innumerevoli sforzi nostri e degli amici e soci dell'Enoteca e ci siamo resi conto di quello che nel post stai esplicando. In pratica nelle enoteche e nei ristoranti qui della zona vi sono stipati o vengono venduti innumerevoli campioni che voi produttori avete creduto di cedere in assaggio. Purtrooppo per voi piccoli (solo per dimensione) produttori non vi è altra via da percorrere se non quella delle guide e delle riviste con la speranza che, anche se avendo un ottimo prodotto, entri nelle grazie (in svariati modi) di qualche critico.
    Con l'inizio di questa attività ci siamo resi conto che cio che ribatte @ Giuliano quando parla di mondo viziato è vero e definirlo viziato è un complimento tutta questa gente che però può spaziare nella ristorazione è guidata dalle nostre abitudini e dai nostri gusti quindi dovremmo essere anche noi ad essere più esigenti e a fare più domande quando ci sediamo in un locale. E con ciò ritorno sul discorso di @Filippo che giustamente dice che sembra ti facciano un favore, si perchè ormai il loro ventaglio di clienti ce lo hanno già coperto, ma questi sono i posti che non mi vedranno mai loro ospite, ma quanti la pensano così.
    A questo punto non ci resta che insistere ad essere ciò che vogliamo essere e non a scimmiottare gli altri, ma quanti "piccoli" sono disposti a farlo?

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    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Mettetevi però anche nei panni del ristoratore / enotecario, anche per chi seleziona le aziende - rispetto al mercato - risultano sempre troppe.

    Ciao, Fil.

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    #10
  • Salvatore Landolfo

    Salvatore Landolfo

    @ Fil
    allora invece di mettersi le bottiglie omaggiate a scaffale dovrebbero aver il coraggio di dirti che non vogliono o non possono inserire il tuo prodotto o di aprire la bottiglia seduta stante e dirti se c'è interesse o no

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    #11
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    La mia era una considerazione a prescindere ma calcola che i campioni arrivano di continuo per le più svariate vie (direttamente non richiesti, tramite l'agente non richiesti, lasciati da un amico di passaggio non richiesti, ecc.). Che poi si possa alzare il telefono per ringraziare e si possa evitare di venderli mi pare il minimo per una persona seria ma il mio era proprio un discorso di difficoltà oggettiva a prescindere dalle più buone intenzioni.

    Ciao, Fil.

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    #12
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @Giovani: aspetta, io però non ho un tasso di insuccesso così grande. Per il momento. Forse perchè mi propongo dopo aver filtrato per bene, boh! Sta di fatto che prima di andare a cena chiedo, senza dire che vado a cena, se è interessato a conoscermi e poi prenoto. Anche perchè mi preme capire comìè il locale, perchè se non mi va manco gli faccio la campionatura.

    Di solito i soldi non vanno mai persi perchè i posti dove vado mi sollazzano (e passo sempre, se non ho preso un chiodo) una bella serata. Certo poi pretendo feedback, ma per adesso melo danno tutti. In fin dei conti stai anche facendo analisi del merito di credito: perchè se il tipo ti convince quando fai fattura a 60 gg hai un pensiero in meno, se lo conosci appena e non vedi come lavora allora ti affidi proprio....o fai lo 007 da fuori, ma non è la stessa cosa...

    @Salvatore: chiaro, ma se i piccoli non sono disposti a farsi la loro strada melo dici che speranza hanno di sopravvivere? E come dire che io coi miei mezzi mi metto a fabbricare vetture utilitarie. E chi le compra? Minimo costano 1000 volte tanto quelle sul mercato e poi in cosa mi differenziano? E poi che gusto c'è?? No, io vado per la mia strada, mio nonno melo ha dimostrato lasciandomi un prodotto che in tempi ben lontani dagli attuali (dove il vino torbido si vende nei canali commerciali) pur essendo a dir poco "caratteristico" ha sempre conquistato e mantenuto il suo spazio. No, io non cambio, anzi sto sviluppando un rosso che invece di avere sottolineature punta tutto sulla finezza. E poi dicono, allora fatevi comprare dai vari grandi e facciamo prima: nessuna agonia e abbandono delle terre!

    @Fil: nessuno pretende una rappresentazione totalitaria. Però se ti attrezzi riesci a mantenere lo sguardo verso il panorama...dai, si tratta semplicemente di scegliere quale sfumatura assumere tra l'estremo di avere 100% nomi stranoti che vengono e ti chiedono (che al banco ci può stare anche uno astemio) e fare dei gran cestini regalo per natale da una parte e dall'altra vivere per scoprire talenti....E poi mancano persino di spirito imprenditoriale, scommetto che qualunque piccolo non noto con un vino degno ti fa guadagnare molto di più rispetto ai noti. Senza contare che probabilmente hai un esclusiva di fatto...E comunque straquoto Salvatore. Probabilmente son pirla i produttori a non scrivere in etichetta campione omaggio NON VENDIBILE a chiare lettere.

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    #13
  • Azienda agricola Samperi di Giovanni Trovati

    @ Tomaso. Scusa. No avevo capito che filtro facevi all'inizio. Così certo che funziona di più. A volte mi capita anche a me di fare lo stesso. Rimango però dell'idea che la campionatura vada aperta insieme.

    Giovanni

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    #14
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Ok, lo metto sulla lavagna e provo al prossimo giro.

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    #15
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    @Fil:sulla sprporzione domanda/offerta hai più che ragione ed è altrettanto vero che questo si traduce in un impegno di energie importante da parte di chi eno-ristoratore deve valutare un prodotto.
    Questa mattina ho visitato un ristorante (su appuntamento.....) dove tra atttesa del titolare,saluti e convenevoli, pianti sulla crisi ed ordine delle 3 referenze che normalmente mi acquista (penserai mica di inserire in carta un nuovo prodotto di questi tempi?...) risaluti e carezza al pargolo ho impiegato 35 minuti.
    Quando abbiamo aperto la porta del locale c'erano 4(!!!?) colleghi in fila ad aspettare:avrei voluto fotografare lo sconforto del ristoratore e registrare quello che gli stava passando per la testa....

    @Tomaso: non farti fermare dal problema della temperatura! Porta la bottiglia il giorno prima, mettiti d'accordo con il bar sotto l'ufficio ho attrezzati con un piccolo "coso" da macchina.
    Una degu "guidata" vale più di mille bevute solitarie....

    Sulla pratica di monetizzare le campionature da parte di alcuni preferisco non commentare....su Vinix gli insulti non sono tollerati!(poi mi tocca bannarmi da solo!)

    Esiste comunque una terza via tra la manifestazione e l'assaggio personale che è quella di riunire piccoli gruppi di clienti,potendo ben amalgamati per tipologia, insieme a produttori di altri settori (olio, salumi, formaggi.....)creando così micro eventi; così anche chi ci affianca nella comunicazione ha da poter lavorare ;-)
    Giuliano








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    #16
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    A Giulià sei diabolico, ci stavo già lavorando....

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    #17
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    Io ti dico come faccio io, vedi se per te puo' essere di aiuto:
    1-te lo hanno gia' detto, lasciare una bottiglia e sperare che siano loro a chiamarti dicendoti qualcosa come: "wow, ho assaggiato il tuo vino, e' buonissimo, mandamene 10 cartoni" e' facile quanto vincere al superenalotto, anche se in effetti il tuo vino puo' essere buonissimo. Quindi, il vino si assaggia insieme, o con te (meglio) o almeno con il tuo rappresentante. L'alternativa non esiste, e' solo un omaggio di una bottiglia.
    2-le campionature richieste. Capita, e anche spesso, che siano loro a chiederti dei campioni, ovviamente gratis. Ebbene, forse non ci crederai perche' giustamente pensi che se uno ti ha chiesto il vino un certo interesse ce lo deve avere, ma non cambia molto da quando sei tu ad offrirti. Mai, o quasi mai venduto nulla in questo modo. Quindi, di solito quando mi chiedono faccio questa proposta, mi paghi 100 euro e ti mando tutti i vini che vuoi, e poi se compri i vini ti posso scalare in tutto o in parte la tua spesa, oppure ti do i vini gratis ma tu mandi il corriere a prenderli a spese tue. L'80% di chi richiede i vini quando sente questa risposta non si fa piu' vino. Bene, tanto non ti avrebbero quasi sicuramente comprato i vini. Il 20%, quello veramente interessato, accetta e nel 70/80 % dei casi diventa tuo cliente.

    Se mi domandi il perche', ti dico che sono anni che me lo chiedo, e la risposta che mi sono dato che mi sembra piu' plausibile e' questa: il vino avuto gratis non vale nulla. Il vino che hai dovuto pagare almeno in parte o dove comunque hai dedicato tempo, merita di essere analizzato con attenzione.
    my two ml of wine

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    #18
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Grazie prof! E non scherzo, molto interessante la 2, ne sono appena stato vittima: stile richiesti e poi sorry, cercavamo una cosa diversa, per carita buoni eh.
    Davvero grazie a chiunque altro abbia voglia di dire la sua
    Tom

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    #19
  • Azienda agricola Samperi di Giovanni Trovati

    Anche io mi comporto come Giampaolo soprattutto il punto 2.

    Giovanni

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    #20
  • Salvatore Landolfo

    Salvatore Landolfo

    @ Giuliano: è circa un anno che noi abbiamo intrapreso la strada degli assaggi con enotecari ristoratori e produttori che a turno ci fanno assaggiare i loro prodotti, ma qui entra in gioco un'altra situazione che i partecipanti che poi dovrebbero essere interessati all'acquisto non si sento obbligati a farlo e comunque organizzare queste cose ti garantisco anche avendo lo spazio a disposizione o meglio ancora come facciamo noi in enoteca è comunque impegnativo e dispendioso se vuoi far le cose perbene.

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    #21
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    @Salvatore è sicuramente impegnativo. Poi molto dipende da come imposti il tutto: prendiamo l'esempio di Tomaso
    Lui ha una struttura recettiva a disposizione, i costi vivi possono essere coperti dai produttori (pochi e continuativi) con i quali crea la cena o la merenda...
    Quando una decina di persone sono allo stessso tavolo e l'argomento di discussione non è "solo" il vino ed il cibo tutto diventa un pochino più facile......
    Queste cose servono a creare e rafforzare quei rapporti umani che sono la base del nostro lavoro quotidiano...

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    #22
  • Cromobox

    Cromobox

    @ gianpaolo , io faccio esattamente come te al punto 2. E funziona.
    certo devi passare lo "stato mentale" che ti dice che forse avrai un cliente in più regalando loro qualcosa, ma non ha mai funzionato e non funzionerà mai, perlomeno nella ns. italica-cultura ( P.S. quanto odio i luoghi comuni che si rivelano poi sempre veritieri).
    Vi faccio un esempio che potrà sembrarVi fuori luogo ma secondo me calza alla perfezione.
    Io con le mie confezioni di legno ho a che fare oltre che con il mondo vinicolo anche con altri settori, tra cui quello dei cesti di natale.
    Ebbene, siccome io sono un'azienda italiana devo accettare un pagamento a 90-120 gg, mentre normalmentre chi importa dalla Cina paga 120 gg in anticipo !! A voi le considerazioni del caso.
    Un abbraccio a tutti

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    #23
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Se tu, caro ugo, sei ignorante, allora siamo apposto: gli altri come li chiamiamo? Intendo quelli che non gliene frega di imparare nè hanno voglia di capire. Si perchè son quelli il vero problema e il fatto è che ci sono sia nei consumatori che nei professionisti. Solo che mentre nei consumatori mi sta bene, perchè non sta scritto da nessuna parte che il vino debba essere uno degli interessi di una persona, quando si entra nel campo professionale allora ho un atteggiamento diverso.
    Il fatto è che e qui sono proprio str*nzo lo so, sta crisi cade proprio a fagiuolo, perchè sto notando che chi non gestisce il proprio locale ma semplicemente gioca con gli ordini e faceva il figo con le etichette che si vendono da sole ora ha da penare. E in più, cosa ridicola, quando i furboni cominciano a fare i 20+10 con pagamento a 180 giorni si dimenticano che i 180 giorni passano e quelle 20 comunque vanno pagate.....A sto giro io fatico, ma mela godo tutta la battaglia (mi sono attrezzato al contrario, se vendo troppo sono nei guai :-)) ).
    Ciò detto, mi son tolto il sassetto, io lo faccio già quel discorso, il fatto è che il lavoro per selezionare distributori che abbiano voglia e tempo per aggiungere un etichetta al loro già coroposo catalogo è molto più difficile rispetto a quello dell'enoteca o del ristorante, anche perchè lì hai anche un problema di dimensioni: se sei piccolo come me potresti addirittura aggiustarti con pochi nomi, ma ti esponi al grande rischio che se uno non paga chiudi. Quindi, almeno io, preferisco seguire il principio tanti clienti, tra i quali anche piccoli distributori.
    I distributori poi non dimentichiamocelo, rivendono alle enoteche e ai ristoranti, quindi dato un prezzo al pubblico e dato un margine per entrambi i soggetti ne consegue il prezzo in cantina. Viceversa se il prodotto non è ancora sul mercato, dove loro secondo me sono utilissimi per capire in quale fascia di prezzo puoi collocarti.
    Ciao
    Tom

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    #24
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    La foto l'ho trovata per caso su internet, se clicchi la parola Foto trovi il link.

    Riguardo al "mai daur" ti dico solo che il mio motto è "se sei incerto tieni aperto": rozzo lo so, ma ero un motociclista (ora lo sono ancora, solo dentro però)...
    Comunque esprime bene il concetto.
    Ciao
    Tom

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    #25
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    ciao tom, posso aggiungere poco ai commenti letti. evitare di regalare il vino, come è stato detto da alcuni, è la prima cosa. verificare l'interesse effettivo, con i vari sistemi consigliati nei commenti precedenti, è l'unica cosa ragionevole. per il resto, pedalare.

    ti ricordi avevo scritto un post sui rappresentanti dove + o - lamentavo simili difficoltà anche per questa realtà.

    un saluto, vincenzo

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    #26
  • Terra Dei Sensi - Typical Marchigiano Food&Wine

    Il problema della campionatura non va sottovalutato perchè è un costo non da poco.
    Farla pagare per non sminuire i prodotti che presentiamo o regalarla per far si che accettino? Bisognerebbe trovare un compromesso, se un eventuale cliente è realmente interessato potrebbe anche farsi carico delle spese di spedizione o almeno una parte dei costi (naturalmente io parlo così perchè diretto interessato!!!) ma alla fine la maggior parte dopo una proposta del genere sparisce. A buon intenditore poche parole!!!!
    Io mi occupo principalmente di commercio estero per cui non posso ogni volta andare a trovare il ristorante o i piccoli distributore devo fidarmi o capire chi è interessato effettivamente ai prodotti presentati con la speranza che arrivi una risposta!
    Dobbiamo tenere duro.
    Un saluto Simone

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    #27
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Grazie Vincenzo. Il fatto è che sto proprio imparando come ci siano diversi mestieri in gioco, ognuno dei quali non può prescindere dalle conoscenze che si porta dietro.
    Fare il produttore significa produrre, lo so sembra stupido, ma vendere è un altro mestiere. Poi il fatto che il produttore debba fare entrambi è ovvio, ma un conto è vendere a grossisti da volume, un conto è vendere a distributori di bottiglie e un conto ai dettaglianti.
    Ora il problema è che le regole delle campionature si applicano a tutti, ma il grossista da volume non lo campioni a caso lo campioni solo se c'è interesse. Idem il distributore, ovviamente si parla sempre applicando un precedente filtro.
    Invece il dettagliante è diverso, lì trovi l'umanità....in senso lato....
    Son quelli i casi che richiedono, almeno per me, competenze nuove, che probabilmente un rappresentante (che sta in piedi da un po, non che ha deciso ieri di vender vino) ha ma non mi può mettere a disposizione per colpa dei volumi esigui che produco. A trovarne poi di rappresentanti seri, ma quello è un altro problema.
    Comunque da come si parla è chiaro che quello del vino è un mercato saturo, simile a quello delle auto, dove guardando le cose dall'alto dei numeri, ora sorpassati, come avevo fatto qui http://tinyurl.com/c5pb8p mi sembra difficile darmi torto.
    Il bello è che noi piccoli giochiamo nelle nicchie, quindi il discorso dei troppi produttori cade e nasce piuttosto il discorso del cosa voglio avere di esclusivo (per il negoziante). E quindi così fila perfetto il discorso di Gianpaolo, meno quello di Simone, perchè se "inondi" vuol dire che il prodotto non ti manca.....
    Ciao
    Tom

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    #28
  • L'Arcante

    L'Arcante

    Scusandomi per la mia eterea partecipazione negli ultimi mesi vorrei portare la mia esperienza su questo post, davvero interessante.

    1- ho letto qua e là gli interventi, come sempre puntuali e ragionevoli che evidenziano (quasi come sempre) l'atavico ritardo professionale del nostro (tipicamente italiano?) modo di operare, ma su questo ce ne sarebbero di post da scrivere (molti per la verità si sono già scritti) quindi vi dico io come la penso:

    a- ci si deve rendere conto che ormai di produttori di vini ce ne sono TANTI, TROPPI, per il nostro mercato. Quindi non si può dire di sì, ma nemmeno nì a tutti coloro che si propongono sennò stiamo sempre pieni di querelle e problemi irrisolti.

    b- I piccoli numeri, la distribuzione deve cambiare, bisogna pensare a microconsegne, 12- 24-36 bottiglie. Le enoteche soffrono, stiamo soffrendo l'ira del demonio, è un momento difficilissimo, darsi da fare significa dover accettare anche dei cambiamenti con tutti gli oneri ne constano: spese di consegna, giacenze ecc...

    c- promozione e divulgazione: ormai tutti "siamo" diventati comunicatori del vino, chi sa scrivere e possiede un minimo accettabile di cultura enoica ed intelligenza comparativa sa come raccontare un vino, un'azienda, un territorio. Per cui oggi il produttore deve affilare i denti e sapere bene a quale "partito" rivolgersi. Proprio qui su vinix ne sono passati di squali "squamati", ricordate?

    d- I rappresentanti, aahhhhhhh i rappresentanti!!

    LA MIA ESPERIENZA: amo scrivere, raccontare ciò che vivo, lavorando, il mio blog e le mie attitudini sono il mio manifesto. C'è chi mi ama (e mi segue) e chi magari fa bene a guardare oltre. Però, già prima come enotecario a L'Arcante molto più adesso da Sommelier al Capri Palace di contatti non ne riuscivo a mantenere la conta, "NO GRAZIE" esposto nel più cordiale dei modi mi ha risolto molti imbarazzi, ma non nascondo che mi ha creato non pochi problemi di rapporto.

    Ho, senza ombra di dubbio, lavorato per diversi anni allacciando rapporti profondi con tantissimi produttori, ho smesso con il mio format non appena tutti intorno a me (a noi de L'Arcante, produttori stessi, giornalisti e pseudo tali, clienti) hanno pensato che ripetere queste iniziative potessero essere la manna dal cielo per risolvere i loro problemi, triplicando i miei...adesso così fan tutti!

    Continuano ad arrivarmi campionature per assaggi e degustazioni a L'Arcante a Pozzuoli come a Capri (ringrazio vivamente, di cuore tutti costoro) nella speranza di poter essere utile alla causa, ma sono sempre di più fermo a che queste iniziative abbiano un fine davvero utile alla causa e non appaiano, come vedo appaiaono per molti altri, un modo per aver regalato un'altra bevuta " a gratis"!!

    Spero di riuscire a seguire perbene questa discussione, bravo Tomaso!

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    #29
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @Angelo, vorrei solo un paio di chiarimenti:
    1-tu vedi la campionatura come una cosa positiva di per se, giusto?
    2-Mi spieghi la differenza, per te, tra contribuire alla causa ed aver dato una bevuta aggratis? Come si svolge l'una e come l'altra?

    @Tutti: giusto per capire, i.e. approfondire la fase assaggio-ordine: quando prendete un appuntamento per degustare col proprietario poi il primo ordine avviene subito dopo la degustazione o passa del tempo?

    @16, Giuliano: con la parola clienti intedevi potenziali miei clienti o clienti dei miei fornitori coi quali si potrebbe fare cross selling o miei clienti o...

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    #30
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    @Tomaso: i clienti ,per questi inconti, sono
    a) potenziali clienti per tutte le aziende presenti
    b) clienti già acquisiti da parte di una o più aziende, da gratificare con un incontro e da presentare alle altre aziende.
    Altrimenti che network è!

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    #31
  • L'Arcante

    L'Arcante

    Ciao Tom, rispondo alle tue..:

    1- utilissima, nel rispetto dell'iniziativa dell'azienda (che investe tempo e denaro) e che deve sapersi scegliere i beneficiari, e naturalmente nel rispetto del beneficiario stesso (nel senso che per il solo fatto di avergli fatto assaggiare il vino non bisogna poi per forza aspettarsi l'ordine) che quanto meno puo' e deve far seguire una risposta della prova d'assaggio.

    2- la differenza è tutta qui: io non ho mai comprato vino senza averlo conosciuto, e non ho vini a Pozzuoli di cui non posso raccontarne peculiarità, ciò ha implicato un mio investimento personale quando incuriosito di questo o quel vino, che mi sono spesso cercato, pagato, e magari poi ricomprato per venderlo a L'Arcante.
    Chi mi manda una campionatura perchè gli fa' piacere sottopormelo ai fini commerciali o apprezza il mio modo di fare comunicazione sul web, ha tutta la mia stima per l'iniziativa e credo di aver sempre ricambiato, in primis l'attestato di stima, poi ho spesso inserito i suoi vini in enoteca (se "giusti") o quantomeno ne ho parlato qui su vinix o in altri blog. Cioè alla fine, per quello che può valere, nulla è sprecato, o tempo perso, comunque "utile alla causa" di promozione e comunicazione.

    Saluti capresi...

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    #32
  • Valentina Vago - Bottega dell'Arte del Vino

    anche io come Angelo mi trovo dall'altra parte, ora come ora nella mia cucina ho una decina di bottiglie "campione", e sono perfettamente d'accordo con lui.
    Io non tengo i rapporti con le aziende o con i rappresentanti, lo fa il titolare dell'enoteca, io li apro, li provo, scrivo le mie note e le comunico. Stop.

    Quel che vi posso dire è che ci metto la massima cura, e questo significa a volte tempi di analisi un po lunghi, evito se posso di aprirli da sola, tento di aprirli in abbinamento ad un piatto adeguato, alla temperatura adeguata e cerco di farli assaggiari a più persone, amici e conoscenti più o meno addentro al mondo del vino, per vedere l'effetto.
    l'offerta di vino è molto alta e non si può tenere tutto, soprattutto oggi che i cartoni escono a fatica dal magazzino.

    Noi teniamo un elenco con tutti i vini provati, relativa valutazione e dall'elenco attingiamo quando serve.
    Quindi non è detto che l'ordine segua in tempi brevi la campionatura, anche se il prodotto è valido.
    D'altro canto non comprerei mai un vino senza conoscerlo.

    Insomma produttori abbiate un po più di fiducia, non siamo tutti sciacalli ;-)

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    #33
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Grazie,
    la speranza è vedere sempre meno bottegai, al momento, purtroppo e secondo me non sono troppi i produttori, ci sono veramente troppi bottegai. Poveri consumatori, credono spesso di entrare in enoteca o che la carta del ristorante sia sintomo del blasone del locale e spesso si basano sul prezzo per scegliere.
    Non è questione di sciacalli, è che siamo il paese delle "facciate", basta apparire, la sostanza per i grandi numeri non serve: ecco perchè c'è questa situazione....ci tornerò in un altro post, raccontando la mia esperienza e quanto già ampiamente condiviso. ma ora fa troppo caldo, buona cottura a tutti.
    ciao
    Tom

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    #34

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