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Voi lo comprereste il vino di uno stronzo?

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Sgombriamo subito il campo da ogni dubbio: il titolo di questo post l'ho copiato, paro paro, dall'ultimo numero di Porthos. In un articolo a pagina 8 l'ottimo Damiano Raschellà indaga sulla questione morale legata alla produzione del vino, ponendo il problema da un punto di vista etico. Logica condivisibile, se non condivisibilissima. Ma il pensiero mi frullava nella testa già da un po' di tempo e da un punto di vista leggermente diverso. 

In tempi non sospetti infatti (ovvero prima dell'arrivo nella cassetta postale dell'ufficio della rivista), avevo scritto su Twitter "Indago, dentro me stesso, sulla [stretta] correlazione fra la simpatia del produttore e il valore percepito del vino". E la cosa non è assolutamente da sottovalutare. Quante volte abbiamo sentito ripetere che la nostra percezione di un vino è influenzata da una somma di fattori esterni, quali l'ambiente, i commensali, il cibo a cui il vino è accompagnato, lo stato d'animo e compagnia bella. Nessuno ha però mai indagato, né ha mai parlato, della variabile "produttore", inteso come persona fisica che sta dietro ad ogni vino. 

Perché ormai le possibilità che abbiamo di conoscere personalmente il produttore, per noi appassionati e un po' malati, si moltiplicano. Non bastano le visite in azienda, le fiere, le manifestazioni come Terroir Vino o Vinitaly. Adesso ci sono anche i social network, come Vinix (per te Fil ;-), come Facebook, Twitter o Friendfeed, che ci permettono di avere un contatto diretto in prima persona con il produttore. E in questo modo possiamo farci un'idea del signor produttore, capire come la pensa, verificare la compatibilità della sua personalità con la nostra. Ciò ci permette di avere un ulteriore criterio di scelta o, vedendola da un altro punto di vista, una ulteriore variabile di assaggio e di valutazione. E di complicare le cose.

Tornando alla domanda di partenza, comunque, la mia risposta è semplice e lapidaria: no. Io il vino di uno stronzo ho deciso di non comprarlo.

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#65 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Grazie per questo bellissimo post Davide che mette insieme due argomenti interessanti: l'utilità di essere presenti su un social network per un'azienda e l'influenza che l'attività della stessa sul social network può riverberare sugli acquisti (notevole). Sono d'accordo che i "fattori esterni" influenzino moltissimo la degustazione così come tanto tempo fa diceva e scriveva anche sul suo sito l'amico Alessandro Dettori dell'omonima azienda.

    Sulla regola però sono forse l'eccezione che la conferma. Faccio un esempio. Io sono un fissato del Pinot Nero di Bruno Gottardi eppure dovrei odiare quell'uomo che non si riesce a trovare, che è un fantasma, che vive in Austria e fa un vino strepitoso in Italia che non risponde alle e-mail, al telefono, ai fax. Forse è proprio un caso anomalo ma no, credo che si possa amare un vino di un produttore che si detesta. O forse amore e odio sono due facce della stessa medaglia, due sentimenti comunque forti che in qualche modo attraggono.

    L'importante è non essere il nulla, indifferenti.

    Ciao, Fil.

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    #1
  • Christian Fabrizio

    Christian Fabrizio

    Si, l'argomento è interessante ed è uno di quei temi di cui non si parla quasi mai.
    Credo che anche nel vino, come in tanti campi di espressione "artistica", la figura dell'Autore sia difficilmente separabile da quella delle sue creature, però ciò non toglie che si possano apprezzare anche opere realizzate da personaggi diciamo...discutibili.
    Il punto, forse, è che la personalità del produttore tende forse inconsciamente a diventare un attributo immateriale del vino che inevitabilmente ci influenza nella sua valutazione.
    Penso, Fil, proprio a Dettori che hai appena citato: chi conosce Alessandro sa che la sua personalità, così (forse eccessivamente) anticonformista e irrequieta è la migliore chiave di lettura dei suoi vini, spesso difficili da sondare con i soliti strumenti e sostanzialmente inafferrabile. Come lui.
    Il risultato è che il vino si apprezza, sì, ma che risulta forse sovraccaricato di troppe valenze che, con il vino, non hanno proprio nulla a che fare.
    Per ritornare alla questione posta da Davide, credo che il vino di uno stronzo lo si possa anche comprare due o tre volte, ma se poi lo stronzo lo si conosce davvero, mi sa che la voglia poi passa...;-)

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    #2
  • Stefano Caffarri

    Stefano Caffarri

    è bello per una volta non essere d'accordo con te, tanto per cambiare. Abbiamo letto libri, ascoltato dischi, visto film di stronzi con il pedigree, e magari godendone grandemente. Comprerei sì il suo prodotto, mica il suo codice morale.

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    #3
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    @Stefano: hai ragione per quel che riguarda il lavoro del 'intelletto.
    Ma come la mettiamo con la non-etica dei prodotti (non è ,in linea di massima, il caso del vino) realizzati con sfruttamenti vari e calpestando ogni diritto elementare? Non sono forse prodotti da Stronzi?

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    #4
  • Stefano Caffarri

    Stefano Caffarri

    temo che i prodotti non siano etici: sono solo buoni o cattivi in relazione alla quantità di denaro da cui ti devi separare per acquistarli.. RIcordo un grande musicista che ha inciso album epocali mentre era pieno fino agli occhi e si faceva mantenere dalle sue donne, non disdegnando che facessero mercimonio delle loro carni. Eppure gli album restano epocali lo stesso.
    Poi ci sono i prodotti realizzati illegalmente, ma essere stronzi ed essere criminali non è la stessa cosa.
    PS.: sto tagliando i concetti con l'ascia, quindi c'è un mondo di sfumature che va perduto: ma passami la semplificazione, via.

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    #5
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    Quando si e' cominciato a sentire piu' forte l'impatto dell'etica (come odio questa parola) nelle scelte del consumatore, mi sono posto una serie di domande, molte delle quali ancora senza risposta.
    Se uno dei punti di forza per vendere un prodotto e' la posizione etica di un azienda o di un produttore (ma e' etico usare l'etica per venere?), allora vediamo che tutti noi cominciamo a raccontare la nostra storia. La prima cosa e' l'ambiente. Tutti vogliono essere o sembrare rispettosi dell'ambiente. La seconda e' l'approccio filosofico (altra parola che odio in questo contesto), e anche qui tutti vogliono essere o sembrare contadini con le mani sporche di terra, adesso anche un po esoterici, vedi interesse per la biodinamica e i vini "naturali", e bizzosi.
    Il mio dubbio e' il seguente: se accanto al vino, prodotto che e' sempre stato sopratutto commercializzato per il suo consumo e quindi per le sue proprieta' intrinseche (se buono/non buono), cominciamo a venderci anche per la nostra posizione etica, allora dove fermarci? Non mi basta sapere se il produttore e' biologico/biodinamico. Voglio sapere se paga le tasse, se tratta bene i dipendenti, se picchia moglie e figli o va a festini con le veline. Voglio sapere se quando esce di casa spenge tutte le luci e non lascia gli apparecchi in stand-by, se paga le tasse, se parcheggia in doppia fila o nei posti riservati agli handicappati, se si mangia le unghie e attacca la cingomma sotto la sedia al cinema.
    Insomma, per comprare un vino, se lo devo fare per modalita' etica e filosofica, devo sapere tutto di lui, non solo se ha montato i pannelli fotovoltaici sulla cantina, se poi dopo gira con un Hammer smarmittato o lascia i rifiuti al mare!
    Non staremo andando troppo oltre? In fin dei conti comprare un vino perche' e' buono, o comunque mi piace, mi sembra ancora il metro di giudizio piu' razionale, ed etico!

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    #6
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Vedi Gianpaolo, le sfumature dell'odiata etica sono talmente tante e personali, che difficilmente si riescono a razionalizzare e incanalare in una definizione universale e condivisa. Io infatti affrontavo il problema da un punto di vista diverso, diciamo più leggero.
    Mi è capitato più volte di incontrare un produttore e che mi abbia trattato in maniera sgradevole, oppure che sia nata un'antipatia a pelle. E visto che mi faccio influenzare da queste cose dico solo che non comprerò mai il vino di uno che mi sta antipatico, perché ritrovo nel suo vino la sua personalità. E questo modifica i miei parametri di giudizio personali in maniera pesante e irreversibile.

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    #7
  • Pasquale De Vico

    Pasquale De Vico

    Probabilmente avete ragione un po' tutti.
    Certo se un buon vino è prodotto da un produttore gentile, cordiale, che ti ascolta e ti delucida sul come lo crea, che ti invita a visitare la cantina o le vigne....beh è naturale che compreresti tutti i suoi prodotti.
    Però se ti piace un vino ma chi lo produce è decisamente antipatico devi effettuare una scelta:
    o segui il tuo carattere e mandi a quel paese il produttore cercando un altro vino che ti possa dare analoghe sensazioni
    o mandi a quel paese il tuo carattere e te ne freghi del produttore ma ti godi uno splendido bicchiere di vino.

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    #8
  • Bio Enoteca

    Bio Enoteca

    Ribalto la domanda... chi comprerebbe un vino che fa schifo da un produttore che è la quintessenza della gentilezza? Forse la prima bottiglia, ma se costui non è proprio capace, inutile sprecare soldi (e pezzi di fegato). Dal punto di vista "consumatore" poco importa dell'etica professionale di chi produce, a meno che non ci si abbia a che fare direttamente, ma la cosa diventa piú ardua dal punto di vista del distributore, che ogni volta ha a che fare con un tiranno.

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    #9
  • Cosimo Errede

    Cosimo Errede

    ...mah...
    quelo che differenzia il "liquido odoroso" (come usa definirlo Sandro Sangiorgi) da quasi tutto il resto delle cose che si possono comprare, è proprio il fatto che possieda un'anima. Che dietro ad ogni sorso chi vuole possa scorgerci un carattere, un sorriso, una sofferenza o un piacere...daltronde se così non fosse potremmo tranquillamente star qui a parlar di Cocacola, no ?

    No, io il vino da uno stronzo non lo comprerei.
    Cosimo

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    #10
  • Marco Pizzutti

    Marco Pizzutti

    Accidenti..... questo post mi ha messo in difficolta'...
    Ma daro' una risposta breve : se il vino merita', ha dei parametri d'eccellenza ( o li' vicino) e mi soddisfa...si', anche se il produttore brilla per antipatia relazionale il vino lo compro in ogni caso.
    E magari avro' cura di gustarmelo con la giusta compagnia e l'obbligo assoluto di non rimembrare il produttore ed il suo carattere...!
    Perche' la sua antipatia mi deve privare del piacere di godere di qualcosa di valido ed interessante?
    Certo che se la piacevolezza e ricchezza olfattiva e gustativa di un vino si accompagnano ad un produttore che, con simpatia riesce a farti partecipe del suo lavoro ed impegno, ed a trasmettere la sua passione....tanto meglio!

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    #11
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    E' un po come dire: sono più belle le bionde o le more?

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    #12
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    More tutta la vita, Luca

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    #13
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    @11 Marco
    Concordo con Te...quando il vino è buono è buono....al limite se ne compra un po meno....se chi lo produce è antipatico....cosi' anche se costa troppo....


    12@ Luca
    le more da sempre....però tra una mora discreta ed una bionda molto bella........??
    Ma ad una certa età si guarda molto anche al sale in zucca....ed un po meno alla bellezza.....tanto quella con gli anni se ne va

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    #14
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Mi allineo al commento 5 di Stefano Caffarri, ma mi comporto anche come dice Davide al commento 7. Quindi una regola non c'è.
    Poi se vogliamo sprecare altri milioni di parole sull'argomento *etica & dintorni* abbiamo voglia..

    Saludos maremmanos
    Ale

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    #15
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Ale, non ti ho mai ringraziata per i credits sulle foto del tuo articolo. Ne approfitto qui: grazie!

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    #16
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    La prima a ringraziare sono io per le foto, in realtà dovremmo ringraziare il "sistema" e la mentalità, che permettono questi interscambi.

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    #17
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Ciao a tutti,
    tempo fa, forse qulcuno si ricorda, ho pubblicato un post dove raccontavo di un certo vinello che viene spacciato qua in Inghilterra...ora, vista l'assoluta mancanza di qualità del vino mi viene da pensare che il produttore non sia proprio uno stinco di santo! La questione è che forse per noi "operatori" è anche più semplice entrare in contatto con i produttori, ma ci sono milioni di persone che nella vita fanno tutt'altro ai quali del produttore non importa assolutamente nulla perchè va al supermercato e compra semplicemente una- due bottiglie seguendo i suoi parametri di guidizio e gusto. Sinceramente di produttori stronzi che producono ottimi vini ne conosco, ma non è una buona ragione per non godere dei suoi prodotti...magari è l'enologo che è simpatico (che è più importante!)
    Bye bye
    Simo

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    #18
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @6: Gianpaolo, la moda che dici tu nelle aziende impazza da anni, io quando facevo l'università sentivo già parlare della cosiddetta responsabilità sociale d'impresa (Corporate Social Responsibility. Ci sono aziende che addiriuttura già fanno il bilancio sociale, per descrivere non solo come vanno i loro numeri ma anche per descrivere come si comportano nei confronti dei cosiddetti portatori di interesse (Stakeholder), che possono avere divergenze di visioni anche non banali sulla conduzione dell'impresa rispetto agli azionsti (Shareholders).
    A torto o ragione in effetti in molti campi il monitoraggio di questi aspetti non è nè banale nè te ne puoi fregare, basti pensare alla questione degli acquisti in paesi dove viene utilizzato il lavoro minorile per la produzione di semilavorati poi assemblati altrove: chi compra non sa quella parte della catena, a meno che non ci sia un'impegno reale nell'evitare l'acquisto di quella tipoologia di soggetti. Per tornare nel vino, pensiamo ai paesi extra UE...i cui vini impazzano, magari lì due ragionamenti li farei.
    Inoltre anche andando a sbattere nella legge il discorso secondo me va un attimo visto con occhi realisti: siamo in un paese con più di 80.000 leggi, pensare di essere certamente in linea con la legge è una cosa, esserlo effettivamente è un'altra, quindi potremmo tutti, senza saperlo magari per un'interpretazione lavorare in modo illegale....
    Un'altra cosa, poi, è cercare di adoperarsi per raggiungere un risultato con gli standard superiori a quelli previsti dalla legge, come per esempio fa Gianpaolo (e altri) con la conversione Bio, dove ti adoperi per abbattere l'uso di derivati di sintesi a valori ben inferiori a quelli previsti per legge.
    Ora da lì a rincoglionire e fare gli esoterici ne passa, ma sappiamo tutti che le masse "prese per tali" sono in genere minchione, gli esempi nella cronaca si sprecano, il bello però è che tutti noi sappiamo che le masse son fatte di individui, ecco se parliamo con quelli allora la questione diventa un min più gestibile. Poi esistono anche lì i fenomeni, ma basta non prendersi in giro e dire quello che si pensa e alla fine la tua strada va dove deve.
    Per venire in vece al post in sè: beh bisognerebbe defiinire lo stronzo un pelino meglio, se è solo antipatico ma è bravo mi sembra di tornare a scuola, mi fa venire in mente il secchione: beh cosa fai non copi da lui (i.e. non usufruisci della sua bravura) perchè ti sta antipatico?
    Se invece ha dei comportamenti non solo legalmente ma socialmente discutibili allora è sbagliato, secondo me, acquistare i suoi prodotti, perchè acquistandoli indirettamente stai alimentando qualcosa che non condividi. E poi, non c'erano troppi produttori? Proprio i vini di quello devi bere!?!?!?
    Ciao
    Tom

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    #19
  • Enoteck'house

    Enoteck'house

    Innanzitutto mi presento con il mio nome, Elisa.
    Ho letto questo post che dal titolo mi è subito piaciuto, beh io, da enotecaria (se così si può dire) posso dire che effetivamente prima di comprare un vino si guarda tutto cio che è collegato a lui a 360 gradi.
    Per lavoro sono in contatto con molti produttori e devo dire che è sicuramente difficile, moralmente, comprare da un produttore stronzo ma è anche vero che molto spesso la moralità viene dopo altre cose. Per esempio, io ho un' enoteca, come faccio a non tenere un vino ottimo che la gente chiede e che piace molto solo perchè il produttore è antipatico, alla fine dei conti io ho un' enoteca e molte volte devo essere al di sopra delle parti.


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    #20
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Io cerco invece di evitare, giornalisti, guide, consumatori e quanti ragionano come te preferendo gente forse più rustica ma dentro la scorza più genuina, come i suoi prodotti.


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    #21
  • Enoteck'house

    Enoteck'house

    Anche io sono come te, e nella mia enoteca cerco sempre di conoscere, di approfondire con i produttori ma certe volte con certi grandi vini non è possibile stare a vedere come si comporta il produttore...

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    #22
  • Enoteck'house

    Enoteck'house

    Per azienda agricola Capellini Luciano,
    se le va un giorno faccia un salto in enoteca da me così ci potremo conoscere e magari cambierà il pensiero che ha su di me...

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    #23
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Ciao a tutti,
    in questi giorni di inizio vendemmia abbiamo proprio voglia di spaccare il capello in quattro… da enologa mi sono guardata lo specchi e mi sono chiesta….'ma io sono una str…za?
    Lo sono con i ragazzi in cantina se non fanno il loro lavoro, con i produttori che portano le uve in ritardo senza avvertire, con il fornitore che prima porta la fattura per il pagamento, poi viene a fare il lavoro.
    Istintivamente vi quoto tutti, ed è questa la bellezza del vino, il suo valore intrinseco , la capacità che ha di suscitare emozioni e poesia in chi lo apprezza altrimenti, come scrive Cosimo, tanto vale parlare di Cocacola.
    Io non compero i vini fotocopia, dove è evidente la mano dell'enologo ‘fly', dove l'espressività del territorio di appartenenza è stata abbandonata , dove non noto una coerenza produttiva.
    Come al solito: spero di essere stata spiegata.

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    #24
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @ 20 Enoteck'house: perchè hai messo Vigne Regali come Avatar?

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    #25
  • Enoteck'house

    Enoteck'house

    @ 25 Tomaso Armento: purtroppo abbiamo il computer che non ci carica le foto... abbiamo provato con un sacco di foto poi alla fine abbiamo detto proviamo questa pensando che non la caricasse e invece per sbaglio l'ha fatto.
    In realtàla non c'entriamo molto con la Vigne Regali a parte che siamo nello stesso paese e che abbiamo alcuni dei loro vini.

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    #26
  • Cosimo Errede

    Cosimo Errede

    Riprendo un pezzetto dell'articolo di Tristam...

    ...di questi tempi, l'ultima cosa da fare, per chi scrive di vino, è interrogarsi sulla figura del produttore. Deificato e decantato da anni di peana, declinato in tutte le sue sfumature, da contadino a industriale, da poeta a scienziato, da esoterico a empirista, il produttore resta un soggetto di narrazione, non di analisi.

    La domanda " Lo compreresti il vino di uno stronzo", alla luce di queste poche righe, forse suona semplicemente come un invito all'analisi, sbaglio ?

    Cosimo

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    #27
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Magari parlatene con Filippo, Lui può aiutarvi.
    Tom

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    #28
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si Elisa, Tom mi ha preceduto. Mandami il file che vorresti caricare come avatar a: info@vinix.it ci penso io.

    Fil.

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    #29
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Cosimo, mi hai infilato nel tempo: col 28 mi riferivo a Enoteck'house.
    Gia che ci sono dico a Cosimo che secondo me il produttore va analizzato eccome, a meno che non lo si voglia lasciar trasperire quello che vuol'essere a mezzo strumenti di comunicazione.
    Tom

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    #30
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    @Cosimo @Tomaso la questione non è se è arrivato ormai il momento di analizzare anche i produttori, oltre che i vini. La questione è che l'analisi oggi si può fare con una facilità disarmante.

    Ritornando al tuo commento 19 Tomaso, io sono molto infantile su queste cose, ma è il mio approccio. Non copio da un secchione se non mi piace, è il mio modo di fare selezione. E lo faccio anche nel mondo del vino. Non scriverei nemmeno su Vinix se giudicassi Fil uno stronzo, pur ritenendolo un ottimo social network. E ho anche smesso di seguire alcuni blog enoici, proprio perché non mi piace l'autore. Ma io son io....

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    #31
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    @31: se solo mi sta antipatico non basta per farmi desistere :-) anzi mi stuzzica ed esattamente come facevo alle elementari mi fiondo a rompergli le palle!
    Se invece la questione diventa morale, legale o quant'altro allora cerco di stopparlo.
    Anche io sono infantile, direi anche rompicoglioni....
    Ciao
    tom

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    #32
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bere un vino buono (poniamo, di uno stronzo) non implica una relazione diretta con quest'ultimo. Più difficile sarebbe farci un giro in cantina per dire. Intendo dire che per alcuni riesce più semplice bere una cosa buona di una persona antipatica rispetto a stringergli una mano per via del fatto che nel bere non vi è un rapporto personale diretto con l'autore ma solo indiretto e questo mitiga molto le eventuali frizioni.

    Pensavo anche che io in fondo Gottardi lo adoro e non lo odio affatto e fatico e che forse hai ragione tu, se veramente mi stesse sulle palle qualcuno il suo vino non lo berrei. Il punto è che non ho riferimenti in tal senso al momento, per fortuna.

    Ciao, Fil.

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    #33
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    23 Enoteck'house il mio commento non era riferito a te ma all'autore di questo blog che, correggetemi se sbaglio, si firma come giornalista. Giornalista che diachiara il suo pregiudizio, persona sincera si opotrà dire ma quanto obbiettiva come siamo messi? poniamo che debba commentare un vino: cosa dirà? dirà che ha l'aceto perchè secondo i suoi parametri il produttore è antipatico?
    Oppure dirà che è eccelente perchè sempre secondo i suoi paramentri è persona gradevole?
    Un commentatore deve parlare dei fatti e tenere per se le considerazioni personali.

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    #34
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    23 Enoteck'house il mio commento non era riferito a te ma all'autore di questo blog che, correggetemi se sbaglio, si firma come giornalista. Giornalista che diachiara il suo pregiudizio, persona sincera si opotrà dire ma quanto obbiettiva come siamo messi? poniamo che debba commentare un vino: cosa dirà? dirà che ha l'aceto perchè secondo i suoi parametri il produttore è antipatico?
    Oppure dirà che è eccelente perchè sempre secondo i suoi paramentri è persona gradevole?
    Un commentatore deve parlare dei fatti e tenere per se le considerazioni personali.

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    #35
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Gentile Luciano (credo), io mi sono firmato come Davide Cocco, che è il mio nome. In fase di registrazione su Vinix ho inserito giornalista/blogger perché, effettivamente un blog ce l'ho, ma non sono giornalista. Ma poco cambia. Tutti, anche i giornalisti, hanno il diritto e il dovere di avere delle opinioni. Poi in un mondo come quello dell'enogastronomia credo poco nell'obiettività, proprio per la natura stessa dei prodotti di cui stiamo parlando. Credo nell'onestà, è diverso. Tutti hanno le proprie preferenze, tutti fanno delle scelte, tutti, in un modo o nell'altro sono influenzati e influenzabili. Metti anche che si faccia una degustazione alla cieca: i primi e gli ultimi vini saranno comunque penalizzati, perché con i primi tari il palato, mentre con gli ultimi sei stanco, in assuefazione. Ma a parte questo stavo parlando del mio comportamento d'acquisto come consumatore e riflettevo indirettamente sui cambiamenti che stanno avvenendo nel campo della comunicazione (ambito in cui opero) e che fanno viaggiare le informazioni alla valutazione della luce. Pensavo alla reputazione on line. Al comportamento di certi produttori. Perché ormai voi produttori non coltivate più solo sotto al cielo, ma coltivate alla luce del sole. E questo sole illumina molte cose, volenti o nolenti. E non sono solo io un commentatore. Lo sei anche tu, tutti quelli che hanno scritto i commenti su questo post, tutti quelli che utilizzano Vinix e tutti gli altri strumenti sociali che oggi la rete mette a disposizione.
    Mi dispiace solo che cerchi di evitare le persone come me. Probabilmente mi hai già giudicato uno stronzo ;-).
    Con stima e rispetto, Davide.

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    #36
  • Enoteck'house

    Enoteck'house

    @ Azienda Agricl Cappellini Luciano
    Scusi del fraintendimento e grazie del chiarimento.
    Comunque L'invito rimane valido.

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    #37
  • Enoteck'house

    Enoteck'house

    @ 28 Tomaso per Cascina Tollu
    @ 29 Filippo Ronco
    Grazie Mille per le dritte... ora una foto la sono riuscita a caricare, sicuramente però dovrò rivolgermi a Filippo in futuro.

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    #38
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Egregio signore o dottore, se preferisce, io cerco solo di non farmi contagiare dal pregiudizio, so tuttavia d'essere umano, come gli altri.
    Parlo dei fatti, come li ho percepiti. Lei si è presentato come giornalista e ci ha indicato il suo modo di operare, ebbene a me quel modo non piace e non scarto il suo prodotto perchè Lei è antipatico, non la conosco e non posso dirlo. Non compero il suo prodotto semplicemente perché, secondo i miei metodi di lavoro non può corrispondere ai miei bisogni. Io credo tuttavia (e questa è la mia umana opinione) che Lei sia persona giovane ed intelligente come tanti vignaioli che a volte possono sbagliare un'annata ma non è detto che debbano ripetere l'errore.
    No non mi occupo di comunicazione, ho solo le scarpe grosse e si faccio mio malgrado comunicazione, genuaina, mi permetta, come il mio prodotto che poi ciò piaccia o meno, be questo è un'altro discorso.
    A risentirla con l'auspicio di poterla incontrare. Luciano Capellini da Volastra

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    #39
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Me lo auguro Luciano che tu lo possa incontrare presto Davide perché è una persona umile e veramente molto in gamba oltre che decisamente competente e simpatica.

    Solo una nota.
    Come correttamente ha indicato Davide, su vinix - per scelta dittatoriale mia - giornalisti e blogger sono parificati ed esiste quindi un'unica categoria di registrazione comune, categoria che essendo Davide anche un blogger - risponde perfettamente al suo profilo.

    Penso che Davide, soprattutto, volesse testare il tipo di feedback che un network come vinix potesse dargli e il tipo di commenti che un post come questo avrebbe potuto generare. Spero solo non sia un tentativo isolato perchè Davide qui può solo alzare ulterioremente il livello.

    Un caro saluto a tutti.

    Fil.

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    #40
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @ ciao a tutti ,
    forse non ho letto attentamente tutti i commenti, ma qual'è la vostra definizione di roduttore stro...o??
    claudia

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    #41
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Beh, certamente Davide sa interagire e pure provocare. Questo post ne è una prova. Non siamo arrivati a nessuna conclusione alla fine, ma sono molto chiare le linee di ciascuno di noi sul tema. E leggendo pure gli spazi bianchi, col tempo e con la paglia, si arriva a conoscersi.
    That's good.

    Ale
    (temporale finito, vo a passeggiare tra le pietre bagnate del centro medioevale di grosseto).

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    #42
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    aaaaaaaaaahhhh... Se si parla di stronziiiiii... cosa faccio, non partecipo?!!!

    Eccomi qua: "produttore stronzo per passione" (pay-off)

    E il bello è che mi considera stronzo proprio chi non mi conosce, e pensare che mi sento un "pomodorino"...

    Sono un pomodorino. sono un pomodorino. sono un pomodorino...

    Emanuele

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    #43
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ema, sai il rimpianto mio qual è ?
    Non essere cresciuti insieme, saresti stato l'amico ideale. Però, meglio che niente, sarai forse un amico acquisito, col tempo che si sa, sa aspettare.

    Fil.

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    #44
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    arrivo in ritardo.... uffff.... che dire?davide è sagace ehehehe ed io sono stronza, anzi, se mi si fà incazzare abbastanza iena anche.... però il vino lo faccio buono, e con chi merita sono buona come il mio vino. anzi, sono ruspante e genuina! :-) volete comprare? sono qua, non volete comprare? fa lo stesso ;-) (tutto questo è una provocazione s'intende...).
    trovo strano che ugo non abbia commentato.... hihihihi

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    #45
  • Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    Tipografia A.S. - Etichette in bobina

    ciao...
    @ carolina.. ho avuto il piacere di conoscerti di persona e tu sembri come il tuo vino che è di piacevole gusto...quindi...rispecchi il tuo vino...di qualità...

    io sn dell'avviso che il vino è un prodotto...e come tutti i prodotti la simpatia del venditore è determinante, influente....ma questo credo che sia pacifico...logico....non vedo dov'è la novità...
    mik

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    #46
  • Bio Enoteca

    Bio Enoteca

    L'equilibrio sta nel mezzo direi. Proprio ieri sera ho avuto una piacevole chiacchierata su skype con il titolare di un'azienda agricola che tra l'altro è anche inserita qui su vinix. Mi ha detto una cosa che mi ha fatto riflettere, cioè che la degustazione è importante, le caratteristiche del vino sono importanti, il sapore, l'odore, ma oggigiorno arrivano dopo, un elemento fondamentale è la bontà della azienda vinicola, come si presenta, la sua serietà, il suo modo di porsi.

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    #47
  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    E se analizzassimo anche l'altro punto di vista
    Volevo aprire un post, per chiedere ai produttori: MA VOI IL VOSTRO VINO LO VENDERESTE A UNO STRONZO?
    Che dite lo apro (il post)?
    Sono curioso....ah, al mia risposta è no...ma il perchè lo spiego se interessa strada facendo...

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    #48
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    ...della serie: "non ci s'ha altro da fa'?" ;-)

    scusa Tomaso, non ho resistito alla tentazione della battuta, ehehe so' sempre la solita vipera maremmana, ormai mi conoscete.
    Ovviamente ognuno è libero di parlare di ciò che vuole quando vuole, i blog ci sono per questo. Vi auguro una buona continuazione.

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    #49
  • Maurizio Gily

    Maurizio Gily

    Definire un produttore "stronzo", se non si vuole essere molto superficiali, dovrebbe comportare una sorta di "audit della stronzaggine", impresa decisamente al di sopra delle possibilità di un normale consumatore che compra un vino in un negozio o sul web o anche dal produttore stesso. Certo che però se il produttore, invece di dissimulare la sua stronzaggine, la manifesta apertamente grazie a strumenti come i social network, uno può anche tenerne conto, perché la fonte è attendibile. Ed in tal caso no, non lo comprerei. Aggiungendo che quel produttore non è solo stronzo, ma anche molto stupido.

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    #50
  • Mike Tommasi

    Mike Tommasi

    È già stato detto tutto. Soprattutto sul thread FB dove lo stronzo in questione ha gettato olio sul fuoco, o meglio, merda sulla boassa.

    Tentai di spiegare che posso apprezzare i Canto di Pound pur sapendo che personalmente era abbastanza stronzo per allinearsi con il fascismo. Simile discorso per Wittgenstein.

    Ma qui non si parla di arte, filosofia o poemi. Si parla di un prodotto artigianale; complesso, certo, e talvolta comparabile ad un'opera d'arte, ma non sarà mai arte.

    Quindi per un prodotto, visto che ho alternative, posso permettermi di non comprarlo. Per l'arte, è differente, so separare la creatura dal creatore, no problem, in un certo senso non me ne frega niente dell'artista (so che oggi c'è il culto del creatore, artista o chef o vigneron chessia; è sbagliato, una moda).

    Anticipo già obiezioni: e per un film? Beh, c'è film-prodotto e film-arte, dipende. Per il vino non c'è zona grigia, è chiaro: se il produttore è stronzo, anche se fa un vino leggendario, ci sono tanti produttori che possono fornire un prodotto sostitutivo. Nel'arte no.

    Per me, no more Bressan.

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    #51
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Eppure Mike qualche sedia (prodotto) è finita al museo d'arte moderna, qualche auto di giugiaro un po' all'arte fa pensare. Non so se sia arte o meno ma ma a me ciò che riesce più difficile non è tanto comprare o meno bressan dopo aver appreso della vicenda contro la ministra kyenge quanto bere il suo Pignol e pensare che non sia più il vino che credevo fosse fatto da un profondo idealista.

    Secondo me Fulvio Bressan in questi anni ha lentamente lasciato prendere il sopravvento al suo personaggio grottesco, autocostruito e alimentato: "wine maverick". Un personaggio a cui col tempo ha concesso tutto, ben oltre credo, quello in cui lui stesso credeva. Più le sparava grosse, più maverick prendeva campo, centimetro dopo centimetro.

    Dalle già eccessive botte di frocio a Vendola si è arrivati in breve tempo al fuori controllo completo del "sporca scimmia nera" di cui si è trattato in questi giorni, indirizzati alla ministra (in gamba o meno, non è questo il punto), apice della trasformazione totale di Fulvio in Wine Maverick.

    A me Fulvio pare uno che non farebbe male a una mosca così a pelle, sai quelli che più alti sono e più rumore fanno quando cadono, quelli che parlano parlano ma poi..., non so se sia un puro di cuore, di certo è stato stupido a lasciare così tanto campo al suo alterego distruttivo fino ad un punto di non ritorno, guadagnando perfino una medagli di #epicfail in data 23 agosto 2013.

    Quando la botta è arrivata, con tutta la sua forza esplosiva, all'interno di una nicchia silente che forse non se n'era mai accorta o lasciava correre per pigrizia o non curanza, era troppo tardi.

    Se Fulvio si riapproprierà del suo spazio di uomo scacciando Maverick?
    Non so dirvi ma di sicuro oggi ha imparato una lezione importante al netto delle ipocrisie: se semini merda, raccoglierai letame se lo farai in pubblico il letame sarà presto tradotto in varie lingue.


    Ora, lungi da me difendere Fulvio Bressan le cui parole sono e restano inqualificabili ma mi danno fastidio in egual misura le sassaiole di gruppo e, per deformazione mentale, anche gli inviti ai boicottaggi - pratica che ho personalmente subito non per motivi etici ma per atteggiamenti mafiosi - per qualsiasi ragione.

    Credo che la scelta di non acquistare un prodotto sia del tutto legittima quando condotta in conformità alle proprie scelte e convinzioni morali ma quando questa prende la forma del boicottaggio di gruppo, dell'invito al boycott, diventa anch'essa una forma di violenza in qualche modo a cui io non mi sento di aderire in quanto convinto sostenitore della NON VIOLENZA, in qualsiasi modo essa possa manifestarsi.

    Tra poco si vendemmia, wine maverick dovrà per forza di cose trovare qualche altra occupazione e spero che al termine della vendemmia a parlare restino soltanto i vini.

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    #52
  • Manilo Frattari

    Manilo Frattari

    In questa sassaiola sei il terzo appassionato, che ha dato una versione dei fatti intelligente, complimenti.
    Ciao Manilo

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    #53
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Non so cosa sia successo, non sono informato, tuttavia considero Fulvio un grande quando parla di vino e con i suoi vini, adoro i suoi vini e io ho sempre qualche sua bottiglia in cantina e ne comprerò, certo é che Zorro non si sarebbe mai alleato con il sergente Garcia, invece lui o chi per lui lo ha fatto, seguendo logiche di potere, alle quali tanto va contro.
    Indipendentemente da questo ultimo episodio con il Ministro, che non conosco e non giudico, Fulvio é un grandissimo quando fa il vino e per me era un eroe, da qualche mese non lo é più:-))

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    #54
  • Maria Cristina Nicoletti

    Maria Cristina Nicoletti

    Si dice che il vino per esser venduto debba avere personalità e che la stessa debba ovviamente attingere dalla personalità dello stesso produttore.

    Si dice che l'impronta del vitigno, l'incidenza del territorio e la personalità del produttore siano fattori di vendita e scelta di acquisto del vino stesso.
    e come dice COSIMO "è proprio il fatto che possieda un'anima" la ragione per la quale molti intenditori intraprendono l'acquisto.
    Allora NO non lo comprerei da uno "stronzo" sempre però restando il fatto che la stessa parola andrebbe delucidata....





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    #55
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Penso ulteriormente che, il vino é figlio del produttore, e mio padre é uno stronzo, allora per questo motivo nessuno vorrebbe o dovrebbe conoscermi?
    Anche io sono stronzo, perché dico sempre ciò che penso e rifuggo a certe logiche, magari ci vorrebbero più stronzi al mondo?

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    #56
  • Maurizio Gily

    Maurizio Gily

    Max Beretta, se uno definisce sporca scimmia nera una persona di colore non è stronzo perché dice quello che pensa: è stronzo perché pensa quello che dice.

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    #57
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    X me Stronzo è soggettivo , posso essere Stronzo per qualcuno e per qualcun altro no.
    Poi c'è chi "fà" lo Stronzo.. E allora il concetto diventa oggettivo e passibile di giudizio.

    A me sta sui maroni chi giudica la gente per il colore della pelle, la diversità, ecc, che guardasse la sua di vita .
    Devo dire dall'altra parte che ho avuto problemi con qualche personaggio( extracomunitario e/o italiano ) di pelle bianca che , dell'Italia, ha preso solo i vizi e non i pregi..
    Ecco, una volta scoperto il fatto, li si che mi sono comportato da Stronzo e se scoprissi che fa il vino, non lo comprerei

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    #58
  • Andrea D'Ascanio

    Andrea D'Ascanio

    Sarà il turno di Montevertine? #avolteritornano

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    #59
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Perché dici Montevertine Andrea? Mi son perso qualcosa?

    Ciao, Fil.

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    #60
  • Andrea D'Ascanio

    Andrea D'Ascanio

    Si Fil,

    Sembrerebbe stia montando il caso sugli ""stati FB"" di Martino Manenti se ne parla da ieri sulla pagina FB di Scuteri e oggi è venuto fuori su Dissapore e Intra, la cosa bella è che Bressan fu alla quasi unanimità fu sfanculato qui qualcuno si pone il dubbio...

    A.

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    #61
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Un riassuntino veloce per chi come me al momento è immerso in fine adesioni terroirvino e non può gettarsi nella mischia? :) Grazie!

    Fil.

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    #62
  • Andrea D'Ascanio

    Andrea D'Ascanio

    O_O Ma che cazz ho scritto...

    'Manetti

    sorry
    A.

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    #63
  • Andrea D'Ascanio

    Andrea D'Ascanio

    Tra le altre cose Manetti ha scritto nel suo profilo Facebook:

    “Tutta la mia solidarietà al ragazzo bresciano che ha ammazzato il ladro che gli è entrato in casa. Una medaglia al valore ci vorrebbe”.

    “In una mia personale classifica della feccia umana che popola questo mondo, i telecronisti Rai occupano uno dei primi posti, diciamo tra i cinesi e gli zingari”.

    “Fori da’ coglioni marocchina di merdaaa!!!” (riferendosi a Rachida, la concorrente marocchina di Masterchef 3).

    “L’anno prossimo cambierò il nome al vino, si chiamerà Mein Kampf”.

    Cit: Dissapore.com

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    #64
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ho letto, vabbè.
    Torno a lavorare.
    Che tristezza però.

    Fil.

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    #65

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