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#27 Commenti

  • Bruno Forieri

    Bruno Forieri

    Io non ho ancora avuto la possibilita' di testarlo e per questo mi collego alla valutazione di Filippo.

    Sono assolutamente d'accordo con Filippo - struttura, visione esterna d'insieme e profumo - e avrei una domanda in particolare: la composizione della pellicola, immagino da fonte naturale ha durata infinita o indefinita?

    Infine, i costi?

    Prosit,
    Bf

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    #1
  • Dan Lerner

    Dan Lerner

    Piccola nota tecnica Fil:
    "mi chiedo se la pellicola superiore sia effettivamente indispensabile o se non sia sufficiente quella inferiore (quella a contatto col vino)"
    Al momento dell'imbottigliamento non puoi sapere da che lato il tappo viene infilato, la macchina lo pesca a caso, e dunque non è possibile prevedere un "sopra" e un "sotto".
    As simple as that..!

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Hai ragione Dan, ci ho pensato immediatamente ma non conoscendo alla perfezione il modo in cui i tappi vengono presi dalla macchina tappatrice pensavo fosse possibile inserirli tutti nello stesso verso. Si verificherebbe però l'errore (umano o meccanico) che potrebbe a sua volta ri-compromettere il vino (pellicola che finisce in alto ma non in basso).

    E' che il fattore estetico su queste chiusure alternative è importante tanto quello tecnico secondo me. Probabilmente, se si riuscisse, sempre con procedimenti naturali, a rendere più opaca la pellicola, si risolverebbe il problema estetico.


    Fil.

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    #3
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Probabilmente testerò la bottiglia mercoledì prossimo con alcuni amici.
    Ma, a parte il tappo, il vino come era?

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    #4
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Non ho ancora assaggiato, ho ritappato, tolto aria e destinato ad altro momento.

    Fil.

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    #5
  • Azienda Vitivinicola Vendrame Rosalba

    Azienda Vitivinicola Vendrame Rosalba

    Ciao a tutti,
    non ho ancora stappato ma mi intrometto solamente per precisare che in realtà esistono dei tappatori dotati di particolari accessori, i cosidetti orientatori, che permettono di inserire alcune tipologie di tappi, tutti nello stesso verso. E' da capire solo se è possibile farlo con i tappi in questione.
    Ciao, Marco

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    #6
  • Domenico Sciutteri

    Domenico Sciutteri

    Ciao fil.
    Hai per caso notato se la parte a contatto con il vino e leggermente espansa, tale da non permettere il trafilare del vino nel tempo.
    Mimmo

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    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Mimmo, direi di no.
    Ho pubblicato qualche foto in più per darti altri dettagli:
    http://www.vinix.it/myPhoto_albumDetail.php?ID=2807

    Ciao, Fil.

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    #8
  • Essepi Wine Services

    Essepi Wine Services

    Ciao Fil,
    Come al solito sei un grande professionista! Adesso aprirò la bottiglia stasera e vediamo come va...
    A presto.
    Sandra

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    #9
  • Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Mi chiedo quale sia il rationale dell'avere a che fare con un tappo di sughero in tutto e per tutto se a contatto col vino c'e' un altro materiale. Ho notato la considerazione sulla microssigenazione. Veramente si ritiene che un tappo di sughero pressato dentro il collo di una bottiglia "respiri"?

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Filippo, in effetti mi sono posto anche io lo stesso interrogativo, probabilmente è un compromesso per salvaguardare il lato estetico (o l'abitudine al sughero) da un lato e l'eliminazione del difetto tecnico dall'altro. Io comunque credo fermamente che vi sia microossigenazione, basta prendere una qualsiasi bottiglia con 40-50 anni sulle spalle e noterai senz'altro che il liquido, sia pur di poco, è calato. Da qualche parte sarà uscito.

    Fil.

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    #11
  • Gaspare Buscemi

    Gaspare Buscemi

    Difficilmente intervengo, perchè mi sembra di essere troppo radicale, ma gli ultimi 2 commenti mi spingono ad intervenire.
    Anche se lo scambio di ossigeno è possibile, il sughero ha poco senso se si impediscono le cessioni che contribuiscono negli anni alla positiva evoluzione della qualità di un vino in bottiglia. L'influenza del sughero in bottiglie importanti è molto superiore a quella del legno della botte il cui contatto è normalmente limitato ad un paio di anni|
    Nessun grande vino, grande proprio per aver vinto la sfida del tempo che conferma ed evolve la sua qualità, è mai stato tappato diversamente dal sughero intero.
    Purtroppo il sughero da molti anni è usato per dare qualità apparente a vini destinati ad essere consumati nell'anno e che per questo potrebbero essere tappati in qualunque altro modo anche molto più economico: proprio questo consumo eccessivo ha portato al decadimento della sua qualità ed ai problemi che conosciamo.

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Caro Gaspare, come non concordare in tutto con il tuo ultimo commento. Ma certo, infatti penso che la soluzione procork non si rivolga a quei vini che per grandezza e possibilità evolutive mirano a sfidare il tempo. Ma forse Davide Cocco che conosce meglio l'azienda potrà intervenire in merito.

    Ciao e ben ritrovato!


    Filippo.

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    #13
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Buongiorno a tutti.
    @Filippo Cintolesi: certo che respira. L'azienda sta anche facendo fare al CSI delle prove proprio in tal senso.
    @Gaspare Buscemi e Filippo Ronco: il prodotto è fatto per durare nel tempo. Nulla vieta di usarlo per bottiglie destinate all'invecchiamento.
    Buona giornata,
    Davide

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    #14
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Non mi sembra di averlo letto per cui volevo chiedere se il tappo era di sughero monoblocco. Secondo me sì però, non essendo un tecnico, hoil dubbio.

    Grazie

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    #15
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Ce ne sono di vari tipi, comunque quello della foto è monoblocco, sì.
    Ciao,
    Davide

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    #16
  • Gaspare Buscemi

    Gaspare Buscemi

    Solo per chiarire che non ho messo in dubbio che il tappo possa durare nel tempo, ma l'innegabile suo diverso effetto sul vino.

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    #17
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Gentile Gaspare, grazie per la precisazione. Mi riferivo più che altro all'affermazione di Filippo.
    Buon lavoro,
    Davide

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    #18
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Ho aperto la bottiglia insieme ad altri 10 amici lo scorso mercoledì chiedendo anche a loro, neofiti del vino, che ne pensavano del tappo del vino australiano.

    In questo caso, per non farla troppo lunga, più o meno concordo con quanto scritto da Filippo nel suo primo commento e cioè:

    la capsula, in materiale adesivo, spero sia così solo per questo tapping panel e che, a regime, il vino venga venduto senza la scritta "nonsaditappo.it", comunque beneaugurante, perchè sminuirebbe la confezione del vino.

    La cosa che salta subito agli occhi, di tutti, è chiaramente il tappo in sughero che, diversamente dagli altri, ha alle sue estremità questa membrana protettiva che, il sito internet della Procork, mi dice sia formata da cinque strati ognuno con uno scopo preciso: regolazione dell'ossigeno, ritenzione dell'umidità, prevenzione delle contaminazioni e mantenimento del gusto.

    Anche il mio tappo era macchiato dal vino, in maniera uniforme, per circa 3-4 mm che, al contrario di quanto scritto da Filippo, non mi dava un totale effetto di naturalità. Era, come dire, troppo perfetto, sembrava disegnato. Ora non so se questo è un bene o un male, non sono affatto un esperto, però la sensazione era di un qualcosa che aveva bloccato come una barriera il vino. Il sughero è un materiale poroso e questa cosa, ripeto, mi è sembrata forzata.

    Altra piccola considerazione finale: il tappo sembra di buona fattura, Davide mi ha confermato che trattasi di sughero monopezzo, però esteticamente non mi convince appieno. E' troppo lucido e il fatto che le due estremità abbiano una membrana dello stesso tipo rende il tutto troppo artificiale. Il sughero è un materiale naturale ma quel tappo, non solo a me, è sembrato un pò "bionico".
    Magari la Procork starà pensando che non ci capisco una mazza di tappi e che quello che sto scrivendo era esattamente il fine ultimo di produzione, per cui abbiate pietà di me :-))

    Ah, un consiglio: cambiate il vino che c'è dentro, una vera spremuta di legno...

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    #19
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Ciao Andrea e grazie per le considerazioni.
    Per la capsula c'è una spiegazione: le bottiglie sono arrivate senza capsula dall'Australia. Abbiamo quindi pensato fosse simpatico rimpiazzarle con un adesivo, anche se cominciano ad esserci in giro bottiglie senza capsula, ma giocano molto sull'eleganza della bottiglia, cosa che in questo caso, ti do ragione, non si verificava.
    Per il vino siamo molto su uno stile "australiano", che fa, come dici te, un gran uso di legno. Magari con il tempo si amalgama meglio. Io ho deciso di lasciare la bottiglia una decina d'anni in cantina. Magari a quel tempo ci risentiamo. (ah, le bottiglie sono finite).
    Comunque mi interessava di più l'impressione sul tappo.
    Ciao, e di nuovo grazie
    Davide


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    #20
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Sul blog ho messo anche qualche foto e informazione in più

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    #21
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Ho visto Andrea. Non ho messo commenti perché avevo già scritto qui.
    Grazie,
    Davide

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    #22
  • Roberto Giuliani

    Roberto Giuliani

    Per coloro che hanno trovato sulla capsula "nonsaditappo.it", preoccupandosi che in futuro i vini non vengano venduti così, vi rendo noto che nella bottiglia a mia disposizione il bollino adesivo non c'era.
    Per quanto riguarda la pellicola, ho fotografato i due lati del tappo (ne scriverò su esalazioni etiliche) e debbo dire che sono rimasto perplesso da alcuni particolari. La parte a contatto con il vino non era distinguibile per il colore (la tinta rossa del vino ha prevalso rendendo omogenea la colorazione tappo-membrana) se non per l'evidente lucentezza della membrana, è risultata facile da togliere, mentre quella dal lato della capsula presentava una macchia azzurrina da un lato ed è risultato estremamente difficile toglierla, tanto che ha finito per frammentarsi, con il rischio che qualche piccola parte possa finire nel vino se accidentalmente viene ritappato da questo lato.
    Ovviamente nessuno ci impone di togliere le due pellicole, anche perché non ha alcun senso farlo, ma quella macchia azzurra mi ha fatto riflettere sulla possibilità che ci possano essere delle disomogeneità sul tessuto che la compone, e quindi sul possibile rendimento.
    Infine, il test a mio avviso ha poco senso se non viene effettuato con un tappo che abbia voutamente dei problemi di TCA o di altri generi.
    Se il tappo è sano, come si fa a dimostrare l'efficacia del procork?

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    #23
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Ciao Roberto,
    la macchia azzurrina era dovuta all'imbottigliamento da parte di Mount Avoca, non era un problema del tappo. Ce lo hanno confermato gli australiani. Non ho capito il discorso della membrana lato capsula: se è difficile da togliere non capisco come possa frammentarsi e finire nel vino.
    Il test era più che altro un modo per capire le impressioni sul tappo da parte dei consumatori, dei produttori e dei comunicatori del vino.
    Per quanto riguarda l'efficacia non abbiamo molti dubbi, visti i test di laboratorio che sono stati fatti (a tua disposizione se credi).
    Molto interessante è invece il confronto fra l'evoluzione dello stesso vino tappato Procork o con sughero tradizionale. Se ti può interessare fammelo sapere.
    A presto e grazie per le tue impressioni,
    Davide

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    #24
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Solo due righe per dire che ho notato anche io quella macchiolina azzurrina anche se poi ho dimenticato di riportarlo. Essendo all'esterno comunque non mi aveva colpito più di tanto. Sarebbe curioso in effetti provare il vino tappato con un tappo affetto da TCA e vedere la soluzione procork in atto.

    Approfitto per fare una domanda ai più esperti: dopo quanto tempo un vino tappato con sughero normale (no procork) ma affetto da TCA viene "contagiato"? Voglio dire è anche un problema di tempi di esposizione e contatto o basta un semplice contatto sporadico per trasferire il fungo?


    Fil.

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    #25
  • Roberto Giuliani

    Roberto Giuliani

    Filippo, credo che il tempo sia assai breve, non sonon in grado di quantificarlo, ma con il TCA non si scherza, agisce sicuramente in tempi brevi, forse giorni se non ore. Lo dimostrano tanti vini assaggiati in anteprima imbottigliati appositamente per l'occasione che avevano un chiaro "sentore di tappo".

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    #26
  • Massimo D'alma

    Massimo D'alma

    Meglio tardi che mai :)
    Non ho avuto difficoltà nell'estrarre il tappo, che trasmette, netta, una sensazione di artefatto:la pellicola, c'è poco da fare, è "posticcia".
    Non so, e qui potrebbe rispondermi qualcuno più esperto (leggasi produttore), ma il problema TCA, che può toccare percentuali basse (ma anche "uccidere" intere produzioni), non è controllabile anche attraverso una corretta "gestione" dei luoghi d'imbottigliamento e dei materiali utilizzati?
    E se sì, in termini di costi, incide di più l'utilizzo di un prodotto come Procork o il controllo preventivo di materiali, acque ed ambienti?
    E senza dimenticare anche TeCA e TBA, altri due "simpatici" nemici, non vorrei che con l'utilizzo di tecnologie come quella sviluppata da Procork, il vino si faccia seriamente in vigna e poi lo si vada ad imbottigliare "alla bell'e meglio", tanto c'è il "tappo"...
    Ah, per quel che riguarda il risultato nel tempo, ho deciso di attendere ;)

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    #27

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