assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#15 Commenti

  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    condivido il tuo pensiero al 100%. meglio scrivere di vino con poche e semplici parole che fare una scheda lunga un km e attribuire cinque chiocciole solo perchè il vino è di un produttore amico o perchè si è distributore del prodotto.

    link a questo commento 0 0
    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Andrea, al di là di quello che scrivi tu che comunque è un problema ricorrente - anche se cerco di starci dietro il più possibile - i mio timore è che questa chiusura del nostro mondo impedisca ai tantissimi che avrebbero qualcosa da dire di fare il primo passo. Questo post vuole essere una sorta di abbraccio virtuale, un invito a provare senza paura o, se preferisci, una rete sulla quale cadere comodi senza farsi male.

    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Io penso che se una persona frequenta Vinix assiduamente si rende conto che questa è un'isola felice dove c'è rispetto e amicizia, anche se a volte virtuale.

    link a questo commento 0 0
    #3
  • La Divina Enoteca

    La Divina Enoteca

    Purtroppo ci sono troppi Guru del vino che spesso sparano una marea di ca..ate ma tutti li osannano perché tutto ciò che dicono è legge.
    Poi ci sono quelli che degustano il vino leggendo solo il nome del produttore ed i voti sulle varie guide (tanti).
    C'è qualche anima pia poi che si diverte ad assaggiare senza dar peso a quello che c'è scritto sulla bottiglia ma considerando solo quello che c'è dentro e penso che il vero divertimento sia questo.
    Il vino è bello perché è soggettivo, ogni bottiglia è unica, ha una sua storia, una sua vita, ogni vino (quasi) è degno di esser bevuto e perché no anche giudicato.....senza che nessuno si offenda o si arrabbi...
    By Livio

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Qualche buon critico in giro Livio c'è, prendi per esempio la coppia Rizzari / Gentili. Sparare sul mucchio non fa mai bene. Però è vero, in buona parte è colpa del linguaggio e della comunicazione del vino, così autoreferenziale a sé stessa e così chiusa rispetto alla massa. Noi con TigullioVino in particolare, da anni cerchiamo di fare informazione pulita in questo settore cercando di usare un linguaggio comprensibile.

    Sui guru, per farti capire quanto io sia d'accordo sulla necessità di un approccio quanto più possibile umile - anche e soprattutto da parte degli esperti - ti segnalo questo bellissimo articolo dell'amico Davide Cocco che da qualche giorno mi onoro di avere tra i collaboratori:
    http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=6533

    Ciao, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Rinaldo Marcaccio

    Rinaldo Marcaccio

    Due le opzioni possibili: descrivere il vino oppure raccontarlo. Entrambe legittime. La prima la vedo più come una forma di servizio all'utente; la seconda come un'esigenza di esternare emozioni o anche idee, strettamente legate alle radici culturali di chi le fa e che per questo ha una portata più ampia, a volte di tipo intellettuale.
    Basta scegliere dove collocarsi.

    link a questo commento 0 0
    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Credo che la degustazione di tipo tecnico sia più utile al produttore che al lettore appassionato. Oggi è sempre più piacevole fermarsi a leggere di un vino attraverso un racconto. Capita sui siti dei blogger del vino ma può ben capitare anche attraverso le semplici parole di un appassionato, magari arricchito dal racconto del contesto. L'importante secondo me è trasferire un'emozione.

    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #7
  • Rinaldo Marcaccio

    Rinaldo Marcaccio

    Dal punto 4: "C'è qualche anima pia poi che si diverte ad assaggiare senza dar peso a quello che c'è scritto sulla bottiglia ma considerando solo quello che c'è dentro e penso che il vero divertimento sia questo".
    Oggettivamente questo è il pensiero più diffuso. Non che io lo condivida, però bisogna tenerne conto nel momento in cui il vino lo comunichi; perchè si rischia di appesantire o essere fuori portata dell'utente semplice; originando autoreferenzialità o comunque escludere parte dell'utenza.


    link a questo commento 0 0
    #8
  • Domenico Sciutteri

    Domenico Sciutteri

    Fil.
    Non bisogna fare confusione.
    Come al solito, la confusione regna, sia nel web, che fuori.

    Se è vero come te e altri dite, che un appassionato beve il vino e dalla necessità di comunicare le sue emozioni, che senso ha voler dare, i bicchieri, i punteggi, le chiocciole, ecc.

    Comunicare emozioni, vuol dire comunicare emozioni. E basta.

    Vuol dire, mi piace, non mi piace è bello e brutto e via dicendo, godo non godo ecc.

    Nulla a che vedere con i consigli, ho una valutazione di un prodotto. Invece, quasi tutti vogliono diventare esperti senza prima di aver sudato a imparare qualcosa.

    Chissà come mai io non parlo di calcio, di medicina, di astrofisica ecc.

    Mi limito a dire: quella partita mi è piaciuta, quella stella è bella, quel quadro mi esprime queste emozioni, ecc. ciao Mimmo.

    link a questo commento 0 0
    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Questo è vero Mimmo ma penso anche che la valutazione di un vino, sia essa accompagnata da votazione o meno, va anche presa per quello che è a seconda di chi la scrive (suo livello di competenza, suo lavoro, categoria di appartenenza, numero di vini o ristoranti recensiti in passato, reputazione di cui gode, ecc.) e di come la scrive. Potrei anche toglierli i voti ma ancor oggi sono, purtroppo, il modo più sintetico di esprimere un parere favorevole o meno su un prodotto. Immagina che siano stellette, pollici puntati verso l'alto o il basso, non so, non gli darei un peso così grande, resta pur sempre il parere di un tale rispetto a quello di un altro.


    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #10
  • Domenico Sciutteri

    Domenico Sciutteri

    Allora, è proprio qui, che nasce la confusione.

    Se non c'intendiamo di una cosa, possiamo solo dire, mi piace non mi piace è bello e brutto.

    Tra l'altro, anche questa definizione, e molto soggettiva.

    Quante volte capita, e mettendo insieme più persone, lo stesso prodotto, ha delle risposte diverse.
    Capita molto ma molto meno ha delle persone che sono preparate a esprimere non solo una sensazione mi piace o non mi piace, ma una valutazione corretta sulla vera essenza di un prodotto.

    Se ci sono quattro più persone esperti collaudatori, esempio di moto, valutando la stessa moto, hanno capacità di esprimere pregi e difetti. Se ad esempio la moto in una determinata curva perde aderenza con la ruota posteriore, per un problema.
    Tutti i preparati diranno, perde aderenza per questo problema.

    Tornando al vino, se non hai imparato cosa vuol dire, tannico, giustamente tannico.
    Se non sai giudicare l'acidità.
    Se non se non sai conoscere l'equilibrio di un vino e tante altre cose.
    Ripeto poi solo dire, mi piace non mi piace.
    Se non meglio stare zitti, perché fare più danni che altro.
    Nel Web, non è democrazia a possibilità di dire tutto quello che si vuole, ma è democrazia dare valore a quello che si dice. E dai valore a quello che dici, se ci sono dei contenuti che hanno valore.
    Il resto è quaquaraquà.
    E anche vero che molta didattica, ha creato un linguaggio, alle volte, poco comprensibile, ai più comuni, secondo me fate maniera strumentale, in modo da rendere sempre dipendenti e legati a una casta.
    Ciao Mimmo


    link a questo commento 0 0
    #11
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Però questo che dici è proprio il problema di cui stiamo parlando, il linguaggio e l'atteggiamento di chiusura di questo mondo: "puoi parlarne solo se ne capisci".

    Io invece credo che dipenda dai contesti.
    Se leggo una rivista specializzata mi aspetto di trovare pareri di persone competenti, preparate, se mi trovo su un social network valuterò caso per caso chi sta parlando e come per farmi un'idea su quello che dice.

    Penso che sia molto importante fare una distinzione anche in base al contesto. Qui, è vero, ci sono moltissimi professionisti ma in primo luogo ci sono anche moltissimi appassionati e in secondo luogo non è una rivista specializzata in degustazioni di vino. E' uno spazio libero di condivisione.

    Per farti contento basterebbe togliere la possibilità di inserire voti in chiocciole e lasciare solo la possibilità di inserire un commento scritto però questo impedirebbe quella sintesi d'espressione che è rappresentata dal voto e che è anch'essa l'espressione di un giudizio, in modo sintetico. Sia pur sempre un giudizio estremamente personale e soggettivo.

    In altre parole, un voto dato su vinix ha molto meno peso di un voto dato altrove, in un contesto dove trovo esclusivamente professionisti della materia.

    Infine ci sono i commenti a moderare tutto.
    Se qualcuno scrive uno strafalcione, c'è sempre la possibilità di farglielo notare. Ma se partiamo con le barricate saremo sempre e solo a parlarci addosso tra noi quattro gatti.


    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #12
  • Domenico Sciutteri

    Domenico Sciutteri

    Propio io le barricate!

    Io radical libertaio.

    Mi tocca rspondere cosi:

    Alcune ore passate con Zimberno Aglianico del Vulture DOC di Laluce Michele

    Zimberno: Ciao! Mi chiamo Zimberno

    Mimmo: Ciao! Io sono Mimmo Sciutteri

    Zimberno: Zimberno, Zimberno oh oh che nome! Io Orgoglioso e antico vitigno importato dai greci, secoli e secoli fa. Sai perché mi hanno chiamato così?

    Mimmo: certo, il vignaiolo ti ha dato il nome di un torrente generoso che costeggia la tua vigna.

    Zimberno: ma?! Non sono contento lo stesso.

    Mimmo: ma dai, sei un cru!

    Zimberno: di' un po'... non ci hai messo troppo tempo a venirmi a trovare per questa degustazione?!

    Mimmo: volevo che stessi in bottiglia il tempo necessario per apprezzati al meglio.

    Zimberno: mi hai preso dalla cantina un po' di tempo fa, sarò a 19º, ti vado bene?

    Mimmo: secondo me vai benissimo.

    Zimberno: però mi hai stappato da poco, non sono ancora pronto.

    Mimmo: perché?

    Zimberno: ero in dolce "affinamento"... stavo dormendo così bene! Sono un vino autentico del territorio, verace, anche se un po' rude...

    Mimmo: Ssssssss... vorrei degustare. Al naso sono colpito dalla tua pulizia nonostante tu sia stato in botte di legno.

    Zimberno: ...grazie alla fatica del mio vignaiolo...

    Mimmo: silenzio!... i tuoi profumi mi portano in un campo di lamponi e sotto alberi di cerase mature.

    Zimberno: non senti nient'altro?

    Mimmo: appena un accenno di cuoio e spezie che stimolano le mie narici, aspetta... arriva un leggero sentore di terra vulcanica.

    Zimberno: io lo dico sempre, pur essendo un 2005, sono ancora giovane. Sono ancora giovane!

    Mimmo: il tuo riflesso rosso mi accompagna come un tramonto sulle colline della tua terra.

    Zimberno: e in bocca cosa ne dici?

    Mimmo: ti trovo ancora con un'acidità viva, frutto maturo, pulito, ritrovo cerase mature, con tannini in evoluzione, fini e vellutati.

    Zimberno: sapessi che vita che faccio! Vento gelido, pioggia, neve, sole cocente... voi, se non sbaglio, la chiamate " escursione termica" io la chiamo: lotta per la sopravvivenza

    Mimmo: posso continuare?

    Zimberno: ti sei offeso?

    Mimmo: no! Stai tranquillo, di Aglianico ne ho bevuti molti. Vorrei aggiungere che in bocca sento un po' di liquirizia e spezie, ma non ti trovo molto persistente...

    Zimberno: persistente?! Persistente?! Ti ho detto che secondo me sono ancora giovane! E poi devi sapere che non mi hanno stordito con la Barrique, niente mosto concentrato e niente Cabernet Sauvignon. Ti basta?!

    Mimmo: su questo devo darti ragione. Sei autentico, vera espressione del tuo territorio; forse un po' troppo per essere compreso da chi beve vini di scarsa personalità.

    Zimberno: conosci il mio vignaiolo?

    Mimmo: conosco Michele ormai da parecchi anni. A proposito di persistenza, è quasi un'ora e mezza che siamo insieme e devo dirti con onestà che nel finale le tue note speziate si fanno sentire.



    Zimberno: che ti dicevo! Calma... pazienza

    Mimmo: Tornando a Michele, lo definiscono vignaiolo autentico e selvaggio (altri direbbero "nature") leale, caparbio, riscossa contadina dalla terra di Basilicata.

    Sono convinto che adesso, costruita la sua nuova cantina e con l'aiuto di sua figlia Maddalena, farà ancora meglio.

    Zimberno: cosa dici allora, potrai farmi varcare i confini della mia regione, farmi conoscere agli amanti del buon vino nella tua regione?

    Mimmo: è già un po' che lo faccio e, non ti nascondo, con un po' di difficoltà.

    Zimberno: come mai?

    Mimmo: l'ho già accennato sopra, non è facile proporre vini di ottima personalità, espressione del territorio, è più facile proporre vini morbidi, vini facili, dai nomi altisonanti, e poi ci vuole tempo molto tempo.

    Zimberno: io ho molto tempo, ormai da secoli sono qui, sono sicuro che chi riuscirà a conoscermi non mi abbandonerà più, sapendo anche che sono un Vino sano, vera espressione del mio territorio, la Basilicata.

    Fiducioso anche di essere in ottime mani, le tue, cin cin al nostro prossimo incontro, saluti, da Zimberno Aglianico del Vulture di Michele Laluce.

    Mimmo: ciao Zimberno alla prossima bottiglia.

    Cosa dico gli appasionati?

    link a questo commento 0 0
    #13
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Io ritengo che il parere di un appassionato sia indicativo del suo gusto e altrettanto utile e gradito a me come produttore quanto un parere tecnico referenziato.

    A volte alcuni "suggerimenti" vengono proprio da chi il vino, semplicemente lo consuma, se ne innamora e con la sua passione riesce anche a trasmetterti qualcosa in più.

    Siamo noi che "leggiamo" le recensioni, le critiche o semplicemente che raccogliamo i commenti a dover applicare il filtro dell'esperienza nella loro lettura.

    A me capita non spessissimo ma diverse volte di ricevere un commento da abitanti di questo come di altro network che per pudore, per indole o perchè si sentono "intimiditi" o "inadeguati" , ma solo in privato e con esplicita preghiera che il rapporto rimanga tale.

    Confesso che nel bene o nel male a me piacerebbe invece molto poter condividere pubblicamente tali espressioni convinto che aiuterebbero tutti ad ampliare le proprie conoscenze o esperienze, ma d'altro canto si deve anche rispettare l'altrui sacra volontà.

    Speriamo che qualcuno colga questo invito e con il tempo ci onori delle proprie esperienze condividendole.

    Ciao
    Paolo

    link a questo commento 0 0
    #14
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Eccomi eccomi.. Visto che non sono un sommelier ma una mamma che cucina, ama i buoni vini ed è lieta di parlarne, nelle degustazioni che pubblico sono senza dubbio un'esperta della metafora :-). Ma quali tannini e quali retrogusti, io parlo di calore, colore, primavere...

    Avevo anch'io paura di aprire bocca per non scandalizzare gli esperti. E' stato proprio Filippo un annetto fa ad incoraggiarmi, basta presentarsi correttamente in modo che gli altri leggano le informazioni nel modo giusto.

    Saluti maremmani e senza paura ;-).
    Ale

    link a questo commento 0 0
    #15

inserisci un commento