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#5 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Sono completamente d'accordo su questo aspetto, tanto è vero che credo che ci siano manifestazioni che diventano più importanti del loro stesso oggetto. Il vino in questo caso. Vale a dire, andarci è importante per fare pr, perché ci sono tutti. Poi se c'è del buon vino meglio. Penso che nel casino generale comunque anche gli espositori qualcosa a casa portino, altrimenti non ci andrebbero.

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    #1
  • Giuliano Boni @ Vinidea

    Giuliano Boni @ Vinidea

    Io non ci sono mai andato, e in queste condizioni non ci andrei neanche sotto tortura...

    Per le public relation il Vinitaly basta e avanza.

    Piuttosto, ti auguro che presto anche il Meeting di Tigullio Vino debba confrontarsi con questa problematica (trovando possibilmente soluzioni migliori che a Merano) ... ;-)

    giuliano

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    #2
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Arrivo giusto ora dalla lettura del blog di Lizzy, al solito, chiarissima ed efficacissima....
    Indubbiamente Merano riesce a dare qualche riscontro e ai produttori e , soprattutto, agli organizzatori...altrimenti avrebbe già cambiato fisionomia. Vero è, che è diventata una di quelle manifestazioni da mettere in agenda, alle quali non puoi mancare..un po' come il Vinitaly. Una di quelle occasioni alle quali 'si deve' partecipare. Non che sia obbligatorio, ma fortemente consigliato, soprattutto per chi 'nel vino' ci lavora. Per fare pr, come giustamente dite. Non credo siano queste le occasioni dove i vini/prodotti riescano a risultare i veri protagonisti; diventano un pretesto per ritrovarsi, incontrarsi. A parer mio, sono le occasioni meno adatte per concentrarsi sui prodotti. Come dice Giuliano, il Vinitaly basta e avanza...
    Mi piacerebbe sapere, da chi c'è andato, dai produttori, cosa ha dato loro quest'occasione d'incontro.
    Io ho glissato..sarà (forse) per il prossimo anno...
    Verrei invece volentieri al Meeting di Tigullio....

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Guarda tra questa e la prossima settimana dovremmo avere qualche certezza in più su date e location. Vi farò ovviamente sapere.

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    #4
  • Damiano Gardoni

    Damiano Gardoni

    Le fiere in fondo hanno bisogno di ressa, un po' come le sagre paesane: se sono spopolate non richiamano altre persone. L'accesso massiccio è fonte di contatti per gli espositori che traggono così aggio dall'investimento ma è anche un termometro dell'appeal che la fiera in questione ha sul pubblico. Poi occorre, ovviamente, considerare il fatto che i contatti possano essere più o meno qualificati, ossia se i frequentatori rappresentino con buona approssimazione il "target" che ciascuna azienda espositrice si prefigge di aggredire.

    Mi permetto di segnalare (in qualità di semplice frequentatore) la rassegna fieristica "Alimentarti" (http://www.alimentarti.it/) che si svolge nella mia regione, a Bologna.
    L'ho visitata il giorno 8 (data di apertura) perché proprio quel giorno, a Bologna, si chiudeva un'altra fiera: la COM PA (stavolta del mio settore: l'informatica e servizi).

    Incuriosito, in qualità di appassionato, sono andato a visitare tutti e tre i padiglioni di "Alimentarti" dove ho trovato interessantissimi stand che proponevano delizie alimentari da mezza Italia.

    A farla da padrone: i salumi e i formaggi (molto rappresentati quelli del comprensorio territoriale) e, ovviamente, i vini (da tutta l'Emilia, dal Veneto, dal Trentino, dall'Alto Adige, dalla Puglia, dalla Sicilia etc.)

    Presenti anche altre tipicità: dagli olii alle olive, dai biscotti alla cioccolata, ogni tipo di carni

    La rassegna, alla sua seconda edizione, mi è parsa sufficientemente frequentata, pur trattandosi della giornata di apertura (pieno previsto per il fine settimana).


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    #5

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