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Si fà presto a dire e-commerce..

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Si fà presto a dire e-commerce..
Ieri sera ho ricevuto un ordine tramite il mio e-commerce di prodotti tipici (anche vini) da un cliente francese, un privato che aveva acquistato ben 72 bottiglie di vino di diverse aziende presenti sul catalogo on-line, il cliente aveva già effettuato il pagamento tramite carta di credito.
La cosa, anzichè farmi piacere mi ha dapprima perplesso e poi depresso, vi spiego il perchè. Mi sono sorti dei dubbi in quanto ero a conoscenza, seppur vagamente, di alcune problematiche legate alla vendita di alcolici in paesi intracomunitari da parte di rivenditori a soggetti privati, stamane ho deciso di chiedere lumi all'agenzia delle Dogane della mia città.

Esposta la situazione è emerso quanto sospettavo, stando alla legge, infatti, non è assolutamente possibile spedire vino a privati residenti in paesi intracomunitari, in quanto sprovvisti di numero delle accise, ma ecco il paradosso:

Secondo l'art.11 del testo unico sulle accise che gestisce le vendite a soggetti privati all’interno della comunità europea, fermo restando i limiti di 90 litri di vino di cui max 60 di vino spumante… non si è soggetti ad obbligo alcuno a patto che il trasporto venga effettuato dall’acquirente.
In sostanza se il cliente fosse venuto nel mio negozio ed avesse acquistato le stesse 72 bottiglie e se le fosse caricate in macchine e fosse poi tornato a casa sua a Montpellier non esisterebbe alcun tipo di problema, se invece, la spedizione è affidata ad un corriere ecco che è vietato! E sinceramente non capisco il motivo, cosa cambia? mah!

Inoltre è possibile effettuare vendite di vino solo a soggetti economici che abbiano un registro per le accise, allora penso, ok chiedo al cliente se ha un amico ristoratore o enotecario che ha questo registro con numero accise e risolviamo così...e invece no!
Perchè io anche qualora avessi a che fare con un cliente provvisto di numero di accise, per effettuare la vendita delle mie 72 bottiglie (vale anche se fosse 1 sola bottiglia o un camion intero) dovrei provvedere ad alcuni "semplici" adempimenti:
  1. anzitutto individuare, e stabilire con essi un preventivo accordo commerciale, i soggetti che fungeranno da “debitori dell’accisa” nei Paesi destinatari. “Rappresentanti fiscali già registrati secondo le procedure stabilite da ciascun Stato membro”, stabiliti dunque in ognuno dei Paesi comunitari che io vorrei includere tra i potenziali territori destinatari dei miei prodotti sottoposti ad accisa;
  2. prestare la cauzione a garanzia del pagamento dell’accisa nel Paese comunitario di destinazione;
  3. tenere un’apposita contabilità delle partite che verranno trasferite in ambito comunitario;
  4. presentare, anteriormente ad ogni singola spedizione, una dichiarazione ai fini del rimborso della nostra accisa nazionale con l’onere, a mio carico, di dimostrarne l’avvenuto assolvimento “a monte”;
  5. di volta in volta, distruggere i contrassegni sulle bottiglie di liquore, previa specifica autorizzazione del mio Ufficio delle dogane che all’uopo c’è il caso mi mandi i funzionari ad assistere e verbalizzare, con spese a mio carico;
  6. emettere dunque il documento di accompagnamento semplificato DAS, anche se per una sola bottiglia di vino (da moduli previamente vidimati dal mio Ufficio delle dogane e registrati in apposito registro dei DAS anch’esso previamente vidimato);
  7. appurare contabilmente il buon esito della spedizione mediante la ricezione dell’esemplare n. 3 del DAS contenente, nell’apposito riquadro B, l’attestazione del “rappresentante fiscale” e corredata quasi sempre da un’ulteriore attestazione dell’autorità fiscale del Paese comunitario di destinazione;
  8. se l’esemplare 3 del DAS non ritorna entro 2 mesi, comunicarlo al proprio Ufficio e non svincolare quella quota parte di cauzione;
  9. presentare infine idonea istanza di rimborso, a pena di decadenza, entro 2 anni dal giorno in cui è stata effettuata ogni singola spedizione.
Tutto ciò, avendo premesso all'agenzia delle Dogane che si tratterebbe di una vendita una-tantum...
Dico ma è normale tutto ciò? Si parla tanto di globalizzazione del mercato e poi in pratica vietano la vendita di vino a privati che non siano residenti in Italia salvo che il trasporto non avvenga con il mezzo privato dell'acquirente, ma che senso ha?

All'agenzia delle dogane mi hanno suggerito vivamente di lasciar perdere, nonostante la constatazione che esiste un immenso mercato anarchico ad esempio sul più importante negozio elettronico di aste on-line dove vengono venduti qualsiasi tipo di prodotto tra cui anche vini, dove quotidianamente avvengono migliaia di transazioni tra privati di diversi paesi...

L'altra soluzione sarebbe stata quella di "rischiare" e spedire la merce al privato, alchè ho chiesto a cosa sarei andato incontro nel caso di controllo dela merce da parte delle autorità competenti, la risposta è stata che queste situazioni, nonostante regolare fattura, sono inquadrate come contrabbando di alcolici punite con sanzioni amministrative e penali con la reclusione sino a 3 anni!

Morale della favola?
Ho restituito quanto pagato dal cliente con le scuse per non poter evadere la fornitura.

Evviva l'Unione Europea!

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#79 Commenti

  • Antonio Consoli

    Antonio Consoli

    Discussione interessante e che chiaramente interessa pure me. Avvierò il mio e-commerce a giorni e non poter spedire vino in Europa sarebbe una grandissimo limite.

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    #1
  • Giuseppe Carlucci

    Giuseppe Carlucci

    @Antonio: purtroppo non è che "sarebbe un grandissimo limite", è un grandissimo limite.

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    #2
  • Essepi Wine Services

    Essepi Wine Services

    Che indignazione!!! Non ci posso credere! si suppone che in Unione Europea le dogane sono libere ed aperte. Non ho parole per esprimere la mia indignazione...
    Che schifo di legge!!!

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    #3
  • Antonio Consoli

    Antonio Consoli

    Ma quasi tutti gli shop dei nostri competitor, Giuseppe, spediscono se non ovunque almeno in Europa. Come fanno?

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    #4
  • Giuseppe Carlucci

    Giuseppe Carlucci

    @Antonio: ANARCHIA come su e-bay

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    #5
  • Antonio Consoli

    Antonio Consoli

    Ho trovato questo documento, Giuseppe, non so se si puà mettere il link

    http://www.ups.com/content/it/it/about/news/service_updates/06092009_alcohol.html

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    #6
  • Giuseppe Carlucci

    Giuseppe Carlucci

    @Antonio: Capitolo Tassazione e dogane recita: "Prodotti come alcol o tabacco sono soggetti ad accisa in tutti gli stati membri della UE. Per questo motivo tutte le spedizioni internazionali, ed anche alcune nazionali, devono essere accompagnate dalla specifica documentazione o marche da bollo fiscali.

    La suddetta documentazione permette alle autorità di controllare e assicurare il pagamento delle tasse applicabili. Una documentazione corretta permette anche ai mittenti di recuperare, o in caso di merci in daziato sospeso, di evitare il pagamento di alcuni dazi quando effettuano spedizioni internazionali. Se richiesto, il mittente deve fornire prova del pagamento dell'accisa o dell'applicazione del corretto regime di sospensione. Vi preghiamo di notare che UPS non ottiene automaticamente la firma del destinatario sui documenti di accisa, nè restituisce automaticamente tali documenti al mittente"

    Lascia perdere UPS et simili, la bibbia è il Testo unico delle Accise, non c'è scampo.

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    #7
  • Antonio Consoli

    Antonio Consoli

    Un bel casino. Sarebbe interessante sentire qualche esperienza di altri merchant...

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    #8
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    Tempo fa mi sono trovata anch'io di fronte ad ordine da privati Uk e mi sono arresa, ho rinunciato all'ordine.
    Non che le cose vadano tanto meglio per spedizioni con codice accisa in Europa, la burocrazia uccide.
    Anch'io a scuola avevo studiato del sogno di Mazzini e poi il mercato unico europeo. Poi è arrivata la comunità europea e poi l'euro.
    Mi ero immaginata cose diverse o forse non avevo capito io
    :(

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    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Proprio in questi giorni mi sono trovato in grane analoghe. Per poter regolarmente fatturare 3-4 espositori esteri a terroirvino, ho dovuto fare mille pratiche intrastat. Per poter lavorare con una p.a. con vinoclic il modello di regolarità contributiva c.d. (durc). Insomma, per fare qualsiasi cosa, anziché alleggerire e snellire, così come ci sarebbe bisogno, ci sono mille balzelli e paletti che non fanno altro che intralciare il traffico di chi lavora onestamente.

    Li facessero agli evasori (parziali o totali) i controlli e comunque a posteriori, che l'impresa ha bisogno di rapidità e agilità.


    Fil.

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    #10
  • Magda Beverari

    Magda Beverari

    wow.... ecco a cosa servono gli importatori... fatta la legge, scoperto l'inganno :P

    Comunque se si è tanto grossi, con tanti soldi e con tantissimi avvocati non ci sono problemi... :P

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    #11
  • Massimiliano Cochetti

    Massimiliano Cochetti

    Un dubbio, ma Chateauonline come fa?
    http://www.chateauonline.co.uk/service/TP14_Services.aspx?Service=Livraison

    Parla solo di IVA, non di accise

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Secondo me ci sono dei carrier che a prezzi salati ti risolvono tutte le beghe.

    Fil.

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    #13
  • Antonio Consoli

    Antonio Consoli

    @Massimiliano, non è solo quello shop che lo fa. Ma tantissimi (tutti?) gli italiani. Tutti fanno spedizioni all'estero, perchè è una grande, grandissima, fetta di mercato. Il problema è quello del TU delle Accise (che non mi ha fatto dormire, stanotte) che impone le spedizioni tra due depositi fiscali. Con i privati, in buona sostanza, non puoi e nemmeno un corriere (come per esempio UPS, citato da me) può.

    Altri non hanno risposto. Sarebbe interessante capire come fanno. O forse non si deve sapere? :-)

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    #14
  • Antonio Consoli

    Antonio Consoli

    Proviamo con Aicel

    http://aicel.it/forum/showthread.php?t=30189

    @Giuseppe, dimmi se ho scritto qualche cazz... :-)

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    #15
  • Etica Vitis Di Natascia Artosi

    Etica Vitis Di Natascia Artosi

    Purtroppo questo problema non presenta attualmente strade di uscita. Non è possibile vendere al privato nella UE, mi sono informata alla Dogana, corrieri, dai produttori stessi e ho fatto ricerche personalmente.
    C'è da sperare che prima o poi l'UE legiferi a favore dell'e-commerce ma credo purtroppo come ha commentato justsicilia.it che il potere decisionale sia in mano ai grandi distributori!

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    #16
  • Stefano Possis

    Stefano Possis

    Ciao amici. Come vi capisco!!!!
    Dovrò aprire un mio sito e-commerce di prodotti tipici più o meno come quello di Giuseppe. In questi giorni sto navigando in questo inferno e lo sto facendo senza nemmeno caronte.
    Da quello che mi hanno spiegato all'agenzia delle dogane questa mattina sembra che la soluzione per spedire vini e alcolici fuori dell'italia bisogna farlo fare ai produttori o grossisti che possono rilasciare la DAS (documento che accompagna i prodotti soggetti ad accise). Noi da commercianti prendamo quasi le sembianze dei procacciatori; dico quasi perché noi diamo al titolare del deposito fiscale (dunque alla cantina del vino o grossista che sia) l'incarico di spedire i prodotti all'indirizzo del nostro cliente tramite un corriere che possiamo anche noi scegliere (difatto sulla DAS si inseriscono i dati del mittente, cioè cantina o grossista, del corriere e del destinatario nostro cliente) e la cantina o grossista emettono fattura a noi e noi al nostro cliente.
    Nel caso di un grosso ordine ci può anche stare questo metodo, ma immaginate che io dovrò vendere anche altri tipi di prodotti e se un cliente mi ordina un paio di bottiglie di vino e dei formaggi io dovrò chiedere alla cantina una DAS solo per alcune bottiglie e poi dovrò andare sul posto e prepararmi il pacco sul posto perché le bottiglie non possono lasciare il deposito se non sul mezzo del corriere. DA NON DORMIRE. VIVA L'EUROPA UNITA. UNINA NON SO PER COSA E NON SO PER CHI.
    Al di la di tutto volevo chiedere a chi è già sceso in campo come si fa per i vini e gli alcolici venduti dentro l'Italia, sia ai privati sia B2B (ristoranti, hotel, catering etc). sempre un inferno oppure io acquisto tranquillamente dalle mie cantine, preparo il pacco anche con altri prodotti e spedisco?
    Vi ringrazio in anticipo. Vi terrò informati di quanto saprò.
    Ciao a presto.

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    #17
  • Stefano Possis

    Stefano Possis

    Spizicando qua e la nel web ho trovato questo articolo, un po' lungo ma esaustivo.
    http://www.acciseonline.it/argomento_mese/archivio/st_circo_naz_intra.htm
    Fateci un salto, magari risolve qualche perplessità.
    Ciao

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    #18
  • Stefano Possis

    Stefano Possis

    Vi chiedo una cortesia ancora: per la vendita di alimenti, vini e altri prodotti non alimentari via e-commerce, quale codice ATECO di attività bisogna usare?
    Sono stato dal commercialista e sembrerebbe che vadano bene il codice 47.11.40 (Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari) più il codice 47.91.10 (Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet).
    Voi che ne dite? Grazie mille.

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    #19
  • Davide Greco

    Davide Greco

    ho letto il link suggerito da Stefano Possis.
    Praticamente è sempre un bel casino, perché chi opera con i privati, deve sempre avere l'appoggio di un deposito fiscale per il pagamento delle accise.

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    #20
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma secondo voi, per chi come me organizza una manifestazione - nella fattispecie TerroirVino a Genova - e deve far arrivare campionature per degustazione alla manifestazione e quindi non per la vendita, solo a scopo espositivo, ha qualche obbligo di questo tipo? Di solito per ovviare li facciamo portare direttamente dalle aziende in auto per chi viene dai paesi limitrofi (francia e slovenia).

    Ciao, Fil

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    #21
  • Davide Greco

    Davide Greco

    e allora durante le fiere internazionali, come avviene ? penso ai produttori italiani per il Prowein e Vinitaly per i produttori stranieri.

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    #22
  • Davide Greco

    Davide Greco

    alla fine si riesce a trovare qualche soluzione "legale" per vendere nella UE a privati, in modo "legale" ?

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    #23
  • Stefano Possis

    Stefano Possis

    Mi sa proprio che al momento non vi è soluzione alcuna. Bisogna dotarsi di un magazzino sul quale istituire un deposito fiscale per le dogane (oltre che munirsi di santa pazienza), pagare l'anticipo delle accise se dovute (il vino è ad accisa zero) e acquistare in una cartoleria ben fornita dei blocchetti con le DAS da portare all'agenzia delle dogane per farli vidimare con i timbri a pressione. Poi anche per una sola bottiglia venduta in UE bisognerà utilizzare un modulo DAS.
    Fin qui è ok. Quello che non ho capito è se io posso spedire tranquillamente al mio cliente destinatario in UE, oppure se devo recapitare al deposito fiscale più vicino.
    Per il momento non mi metto il problema perché non vendo fuori Italia se non grosse quantità che faccio spedire direttamente dalle cantine produttrici che conoscono tutta la prassi. Poi loro fattureranno a me ed io al mio cliente.

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    #24
  • Giuseppe Carlucci

    Giuseppe Carlucci

    @Stefano: dalle mie varie indagini, il verdetto è impietoso: se ci si vuol attenere alle regole, vendere a privati residenti in paesi comunitari NON è possibile! Per vendere hai bisogno che chi riceva abbia deposito fiscale, numero accise ecc ecc, cose che un privato non ha.

    PS: le accise sul vino IN ITALIA sono pari a 0, ma se vendi in altro paese europeo devi pagare le accise di quel paese che possono essere diverse da 0. Ad ogni modo anche quando si è di fronte a paesi con accisa 0, ciò non ci solleva da tutti gli obblighi burocratici a cui bisogna comunque adempiere.

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    #25
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Poi c'è l'opzione e-bay e l'anarchia totale, che mi pare funzionino alla grande.

    Fil.

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    #26
  • Stefano Possis

    Stefano Possis

    !!!!! E per la burocrazia dell'UNIONE EUROPEA ... IP IP URR !!!!!!
    Meno male che vogliono facilitare tutto; immaginiamoci se avessero voluto renderci le cose difficili.

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    #27
  • Davide Greco

    Davide Greco

    non voglio fare pubblicità a nessuno ma ho trovato un'enoteca online, itremercanti.it, che vende anche all'estero e addirittura da i prezzi differenti se si risiede nella UE o Extra UE.

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    #28
  • Antonio Missanelli

    Antonio Missanelli

    La soluzione del problema è più semplice praticarla che spiegarla.

    Per essa trova applicazione l'art. 10 bis del testo unico accise 504/1995. Leggetelo attentamente e pretendete che sia correttamente applicato, senza vessazioni.

    Occorre prima di tutto designare un proprio rappresentante fiscale nel paese comunitario di destinazione (in caso di difficoltà a trovarlo, perchè non pensare di aprire un ufficio per assolverne gli obblighi connessi? Potreste aprire un'altra attività di servizi. In Italia già ce ne sono).

    Le altre incombenze (documento di circolazione, cauzione, registro e domanda di rimborso dell'accisa) sono pratiche burocratiche che possono essere facilmente avviate esigendo dal personale delle dogane la fattiva collaborazione dovuta.

    Per quanto riguarda la predetta domanda di rimborso, essa non è prevista per il vino (finchè l'aliquota è zero) e comunque non è un obbligo, ma una facoltà. Nel senso che per piccole partite di liquori, ad esempio, considerato trascurabile l'importo dell'accisa afferente, vi si pùò preventivamente rinunciare, evitando in tal caso anche l'obbligo della rimozione dei contrassegni di Stato.
    Pretendere i propri diritti, con fermezza e determinazione, aiuta a vincere l'atavica pigrizia mentale dei nostri burocrati, che tutti vorremmo che fossero una risorsa e non un ostacolo.
    Antonio Missanelli - Imperia
    antoniomissanelli@alice.it
    missanelliantonio@gmail.com

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    #29
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Grazie Antonio per il prezioso contributo alla discussione.


    Fil.

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    #30
  • Jadore Sushi Restaurant

    Jadore Sushi Restaurant

    Ho letto il problema delle accise, e devo dire che ho provato disgusto! Pero' forse mi e' venuta in mente una soluzione. Facendo riferimento alle 72 bottiglie ordinate da un francese on line. Si potrebbe fatturare il vino anche a se stessi o ad un privato qualsiasi e far partire la spedizione con il nome del privato. Quindi non sarebbe più una vendita grossista-privato, ma solo una consegna pacco tra privato a privato.che ne pensate?

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    #31
  • La Viarte - Azienda Agricola, Società Agricola Semplice

    Purtroppo la situazione sembra senza soluzione, anche noi abbiamo cercato informazioni presso uffici, spedizionieri, Poste ecc, ma senza soluzioni apprezzabili e rinunciando a qualsiasi spedizione all'estero a privati. Nell'epoca della globalizzazione e dell'Europa Unita è una vera assurdità.
    Il dover ricorrere agli escamotage è pur sempre una frode, per quanto legalizzata visto che le stesse Poste Italiane chiudono un occhio spesso e anche gli spedizionieri, (salvo ovviamente non rendersi responsabili se poi la merce viene bloccata).
    Ma secondo voi si può fare una sorta di interrogazione all'Agenzia delle Dogane?
    Qualcuno ha idea di come ci si potrebbe attivare in gruppo per chiedere che ci sia un chiarimento chiaro (scusate il giro di parole) e anche una definitiva interpretazione di una norma che, per questo aspetto, è lacunosa ed iniqua?

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    #32
  • Artevinum

    Artevinum

    In merito al messaggio di Stefano Possis che menzionava:"Noi da commercianti prendamo quasi le sembianze dei procacciatori; dico quasi perché noi diamo al titolare del deposito fiscale (dunque alla cantina del vino o grossista che sia) l'incarico di spedire i prodotti all'indirizzo del nostro cliente tramite un corriere "..questo modo di operare è legalmente corretto....in quanto io vorrei esattamente operare in questo modo spedendo solo in Italia...secondo voi è necessario possedere la licenza fiscale di commercializzazione di vino...in quanto sembrerebbe che l'agenzia delle dogane, senza un deposito fiscale, non possa concedere la licenza. Avete qualche delucidazione i merito...?

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    #33
  • Winexplicit Srl

    Winexplicit Srl

    Buongiorno a tutti,
    in effetti ciò che è stato detto a proposito delle accise è tutto vero.

    Ci occupiamo da anni di spedizioni di alcolici e vini in Unione Europa ( www.magazzinibrianza.it)

    Visto che molti nostri clienti ci hanno posto il problema di come vendere vini in Unione Europea a privati (ma anche ristoranti wine bar etc..) abbiamo creato una società ad hoc che aiuta chi vuole esportare vino italiano all'estero.

    Per questa ragione abbiamo sviluppato www.winexplicit.com, una soluzione studiata appositamente per chi vende vino all'estero. Nella home page potete trovare tutte le info che vi possono servire.

    Ovviamente tutta gli adempimenti accisa di cui si parla li svolgiamo noi, in collaborazione con i nostri corrispondenti in Europa. In sostanza riusciamo a consegnare al destinatario, garantendo il pagamento dell'accisa nel paese di destinazione (o meglio la "regolarizzazione" in quanto spesso l'aliquota è zero...). Voi dovete solo emettere la fattura di vendita.


    Un saluto
    Alessio Barbazza

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    #34
  • Davide Greco

    Davide Greco

    Sto vedendo parecchi siti francesi di e-commerce che vedono vino e champagne anche all'estero senza problemi. Qualcuno mette il limite a 18 bottiglie per la UE ma non si parla di accise da nessuna parte !

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    #35
  • Winexplicit Srl

    Winexplicit Srl

    Buongiorno a tutti,
    vi do qui di seguito i riferimenti di Legge come riportato all'art. 36 specifico per le vendite a distanza, direttiva 2008/118/CE del 16/12/2008:
    "i prodotti sottoposti ad accisa già immessi in consumo in uno stato membro che sono acquistati da una persona, diversa da un depositario autorizzato o un destinatario registrato (cioè soggetti con codice accisa), stabilita in un altro stato membro che non esercita un'attività economica indipendente e sono spediti o trasportati in un altro stato membro direttamente o indirettamente dal venditore o per suo conto sono sottoposti ad accisa nello stato membro di destinazione".

    saluti
    www.winexplicit.com

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    #36
  • Cantina Di Ruscio

    Cantina Di Ruscio

    L'Europa unita...ma per favore! Che tristezza vedere il mio (come quello di tanti altri) vincolato solo all'Italia quando l'export di vino fa faville è uno scandalo, l'ennesimo scandalo!

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    #37
  • Cantine Della Corte

    Cantine Della Corte

    Ma invece di lamentarci così, perchè non organizziamo una bella azione incisiva volta a semplificare i riferimenti normativi? Io ho personalmente consultato gli Uffici delle dogane di: Veneto, Lombardia, EmiliaR, Toscana, con esiti deprimenti, nonchè la sede centrale delle dogane di Roma, con esiti più che deprimenti. Il livello di professionalità di questa gente è a dir poco penoso...chissà che con i "tecnici" al governo non si riesca a mettere in moto qualcosa che consenta alle migliaia di aziende italiane attive nel settore di poter vendere con più facilità al consumatore finale europeo.

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    #38
  • Cantina Di Ruscio

    Cantina Di Ruscio

    mi unisco alle tue consultazioni regionali aggiungendo le Marche, niente da fare... ne parliamo anche nel mio gruppo su facebook insieme a comunikafood http://www.facebook.com/CantinaDiRuscio

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    #39
  • Feudi Di Guagnano

    Feudi Di Guagnano

    http://images.es.camcom.it/f/UEistruzioniperluso/76/767_ESUCCP_1122011.pdf

    si legga la pagina 66 del documento.

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    #40
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ho letto tutto con attenzione, molto dettagliato e anche molto complicato. In definitiva la sostanza è che è reso in pratica molto complicato poter vendere direttamente a privati dall'Italia all'estero, sia verso paesi UE, sia verso paesi extra UE. L'assolvimento delle pratiche burocratiche relative alle accise nei casi in cui l'accisa applicabile sia pari a zero poi, è decisamente frutto di una mente diabolica.

    Fil.

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    #41
  • Berenaturale.it

    Berenaturale.it

    @Feudi Di Guagnano
    @Filippo
    @Tutti gli interessati

    scusate, relativamente al documento a cui fa riferimento Feudi di Guagnano (molto interessante davvero) c'è un passaggio che mi lascia interdetto ed è a pagina 79, punti 3 e 4:

    3. Il debitore dell’accisa esigibile nello Stato membro di destinazione è il venditore.
    Lo Stato membro di destinazione può tuttavia prevedere che il debitore sia un rappresentante fiscale, stabilito nello Stato membro di destinazione e riconosciuto dalle autorità competenti di tale Stato membro o, nei casi in cui il venditore non ha osservato la disposizione di cui al paragrafo 4, lettera a), il destinatario dei prodotti sottoposti ad accisa.
    4. Il venditore o il rappresentante fiscale si conformano alle seguenti prescrizioni:
    a) prima della spedizione dei prodotti sottoposti ad accisa, essere registrato e fornire una garanzia per il pagamento dell’accisa presso l’ufficio competente appositamente designato e alle condizioni stabilite dallo Stato membro di destinazione;
    b) pagare l’accisa presso l’ufficio di cui alla lettera a) dopo l’arrivo dei prodotti sottoposti ad accisa;
    c) tenere una contabilità delle forniture di prodotti.

    ora, cosa significa "o, nei casi in cui il venditore non ha osservato la disposizione di cui al paragrafo 4, lettera a), il destinatario dei prodotti sottoposti ad accisa." Significa che se il venditore, "sbadatamente" si scorda di fare quanto indicato nel punto 4a allora tutti gli obblighi legati all'accisa sono a carico del destinatario?

    mah... veramente un intrigo che lascia poche speranze!

    Fermo restando che concordo sul fatto che sia assurda la normativa in questione in quanto limita in maniera inverosimile il mercato del vino, il problema vero, secondo me, è la mancanza di controlli sugli "anarchici" che se ne fregano delle leggi. Questo genera, implicitamente, concorrenza sleale. Intendo non gli anarchici, quanto il fatto che esistano delle leggi che nessuno fa rispettare, lasciando la scelta ad ogni singolo venditore. Certo, io ho scelto di non correre rischi, gli anarchici rischiano. Ma cosa rischiano? Sarebbe veramente utile, interessante, istruttivo, un qualche intervento, in questo blog, delle autorità competenti. Sarebbe utile sapere, ad esempio, quanti "anarchici" sono stati sanzionati o hanno avuto ricadute penalmente rilevanti a seguito del loro mancato rispetto delle leggi in vigore.

    Meglio ancora (un suggerimento a Filippo), perchè Vinix non prova ad organizzare un convegno o un dibattito sull'argomento, ospitando anche chi può illuminarci su questo intrigo?

    Michele Pavan

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    #42
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Michele,

    raccolgo l'invito e ci provo per la prossima Vinix Unplugged Unconference a Genova, prima di terroirvino, a giugno 2013.


    Ciao, Fil.

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    #43
  • Berenaturale.it

    Berenaturale.it

    I corrieri si fanno carico delle pratiche solo per chi ha il codice accisa o anche per i privati? Perchè, secondo me, se si fanno carico della burocrazia anche per i privati, non sono io (venditore) che devo dire se vale la pena o meno, dal momento che il costo lo ribalterei sul cliente finale. So di russi e americani, per fare un esempio, che spenderebbero più che volentieri 135€, oltre al prezzo delle bottiglie, per vedersi recapitare a casa 48 bt di vino che altrimenti o non troverebbero nel loro mercato interno o, pur trovandolo nel mercato interno, lo pagherebbero molto di più....

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    #44
  • Berenaturale.it

    Berenaturale.it

    Molto volentieri Colle Manora! Passa passa.... :-)

    Grazie!

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    #45
  • Alessio Zanotto

    Alessio Zanotto

    Ciao a tutti, ho letto tutti i commenti precedenti e ho capito che c'è moltissima confusione nella burocrazia di questo settore!! Io sarei interessato a capire, in modo dettagliato e preciso, se e come poter spedire vini (ma non solo, anche oli, aceti e prodotti alimentari di vario tipo a media/lunga conservazione) a privati potenzialmente di tutto il mondo (qundi non solo dell' UE).. Ho notato da questi commenti che ci sono persone molto esperte del settore, per cui mi rivolgo a loro con la speranza di risposte esaustive in merito (compreso Filippo Ronco, founder di Vinix)..
    Mi sarebbero molto utili anche le info del corriere di Colle Manora..
    Ultimo consiglio: pensate che possa servire a qualcosa andare a chiedere info presso una delle sedi ICE ( www.ice.gov.it )??
    Lascio inoltre la mia mail personale per chi volesse contattarmi in privato.
    alessio.zanotto@gmail.com
    Grazie in anticipo a tutti.

    Alessio

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    #46
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Caro Alessio,

    abbiamo lavorato quasi 1 anno alla progettazione di un grande mercato che partirà da qui a breve su Vinix e pur con tutti i tentativi, abbiamo temporaneamente accantonato l'idea di partire internazionalmente, ripiegando per il momento solo al mercato Nazionale. Se fosse stato semplice poter vendere vino all'estero (anche a privati), lo avremmo fatto.

    Per poter spedire è necessario che il ricevente abbia un codice accisa ed un privato non ha codice accisa. Ci sono spedizionieri che si occupano di tutto mettendo a disposizione il proprio codice accisa e coprendo anche l'ultimo miglio dal loro luogo di ricezione al cliente ma non coprono tutte le zone e costano moltissimo.

    Ad oggi la soluzione a cui abbiamo pensato noi è che se in Italia il nostro progetto andrà bene, lo geolocalizzeremo stato per stato e faremo prima. Ma nel frattempo non smetteremo di cercare soluzioni alternative nella speranza che l'unità europea (almeno quella, spedire in usa coinvolge anche la legislazione di ogni stato e regole assolutamente complesse, diverse per ogni stato) si trasfomi da unità formale ad unità di fatto con parlamento centrale, stati federati, regole comuni uguali per tutti gli stati.

    Allora, quando avremo raggiunto l'obiettivo di una nuova europa veramente unita, i giovani (quasi dai) di buone speranze potranno perseguire al meglio i loro sogni di espansione ed internazionalizzazione.

    E quando sarà venuta meno qualche lobby, anche.


    Fil.

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    #47
  • Vini Rizzi

    Vini Rizzi

    Buongiorno,
    Mi inserisco nella discussione per esporre un mio quesito. Come fanno tutti gli e-commerce che ci sono online a spedire ai privati esteri quando noi incontriamo tutte queste difficoltà?
    Tutto illegale?
    Grazie Micaela

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    #48
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si assumono il rischio di una procedura illegale, si.
    Fil.

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    #49
  • Berenaturale.it

    Berenaturale.it

    Sicuramente ha ragione Filippo. Aggiungo che, a quanto pare, il rischio è praticamente inesistente, visto quanto riescono a fare questi "fuorilegge", alla luce del sole. E qualora venissero "presi", cosa rischiano? In teoria il carcere, ma son quasi certo che con una multa se la caverebbero... e forse a sto punto il gioco vale la candela... al solito si fanno le leggi senza porre in essere controlli adeguati.

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    #50
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    Mi piace constatare come alcuni post rimangano aperti diventando "cantieri" a cui fare riferimento. Bello!

    Spulciando in rete alla ricerca di notizie sull'argomento vino on-line ho trovato questo articolo relativo ad una delle più importanti realtà di questo mercato in Europa : parlo di 1885com .

    http://blogs.rue89.com/no-wine-innocent/2012/08/01/vente-de-vins-primeurs-en-ligne-les-plaintes-contre-1855com-saccumulen-0

    Ora, al di la delle grane relative ad una gestione "facile" delle vendite en primeur, i numeri sviluppati sono davvero impressionanti, a conferma di quanto possa essere potenzialmente valido il modello.

    Come al solito pare che per i cugini francesi sia molto semplice vendere in tutta Europa a prezzi e condizioni di trasporto sostenibili. Poi dicono la concorrenza sleale ;-)

    Interessante anche questa piattaforma http://www.ocavo.com/ che mette in contatto diretto produttori e consumatori: nulla in confronto al radioso futuro su questi schermi :-)



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    #51
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Per tutti coloro che seguono ancora questa discussione (e so che siete molti), segnalo che mi sto muovendo per provare a far fare un convegno in proposito anche prima di Vinix Unplugged 2013, direttamente a Vinitaly. Vi terrò aggiornati sempre qui nei commenti nel frattempo invito Colle Manora a mandare anche a me info sul corriere a cui ha fatto riferimento in precedenza che assolverebbe tutte le pratiche anche verso privati.


    Ciao, Fil.

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    #52
  • Alessandro Olivieri

    Alessandro Olivieri

    Ciao Filippo, come sai qualcuno che segue le regole c'è anche in Italia. È sempre questione di investimenti ma se vogliamo che l'ecommerce non sia un attività secondaria ma il proprio business principale, gli investimenti sono un obbligo. In Italia siamo indietro rispetto ai francesi ma seguire le regole si può e si deve se si vuole crescere e far crescere il settore. Spero di rivederti presto.

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    #53
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Alessandro, piacere vederti su Vinix.
    Sono assolutamente d'accordo e noi siamo tra coloro che le rispettano e stimiamo chi fa altrettanto. Voi per esempio come avete gestito le vendite verso privati esteri in relazione al problema accise? Un vostro contributo alla discussione sarà senz'altro utile a tutti.

    Ciao, Fil.

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    #54
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Al momento, per quanto è la mia diretta esperienza, in europa non c'è altro modo che spedire con aziende strutturate per esplicare le pratiche doganali e versare le accise. C'è da dire che una semplificazione deriva dal fatto che l'esportatore (io) può decidere di pagare le accise in partenza al posto del destinatario ricomprendendole nel prezzo e quindi non obbligando il privato a destino ad avere questo fastidio burocratico.
    Fuori dalla Cee le cose cambiano di stato in stato.
    Negli USA per esempio, non è solo una questione di tasse, ma di licenza.
    Nei paesi scandinavi addirittura c'è il monopolio di mezzo.. insomma
    So però che tanti, spediscono come privato a privato generalizzando la descrizione delle merci e di fatto rischiando una confisca in dogana ma, per quanto mi è stato detto funziona ed è conveniente, se si accetta il rischio..
    Personalmente ritengo che noi in quanto aziende ed operatori del settore di uno dei paesi produttori di vino più importanti del mondo dovremmo poter avere un ministero degli esteri che faciliti queste transazioni stringendo accordi bilaterali seri con gli altri governi.. Di modalità alternative, se proprio non vogliono rinunciare alla loro tassa, ce ne sarebbero a tonnellate.
    @Fil e tutti, In tale ottica, credo sia interessante davvero parlarne, già proponendo soluzioni praticabili e ben venga l'occasione migliore.
    Ciao,
    Paolo

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    #55
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    E logisticamente come funziona, tu tratti l'ordine col cliente lato economico poi mandi la merce a in-wine che si occupa di spedire al cliente finale nello stato europeo? Nessun'altra burocrazia? In tal caso sembrerebbe comodo, nel senso che basta che il cliente sia disposto a sobbarcarsi i costi di spedizione alti previsti ma la procedura sarebbe molto snella. Oppure la merce che mandi a in-wine deve essere corredata di una moltitudine di documenti di accompagnamento?

    Fil.

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    #56
  • Michele Salcone

    Michele Salcone

    Salve a tutti, sono un nuovo utente, mi sono appena registrato perchè ero alla ricerca di notizie sull'export del vino. Ho letto tutti i post precedenti e ho trovato utenti e risposte molto interessanti.
    Vi espongo subito il mio quesito.
    A breve, abbiamo deciso con un'altra persona che attualmente vive nel Regno Unito, di aprire una società inglese, una LTD che si occupi della vendita di prodotti dell'enogastronomia italiana, nello specifico pugliese. Oltre a svariati prodotti di nicchia che la mia Terra, la Puglia, oggi può offrire, il nostro "presunto" (viste le notizie apprese dai post precedenti) cavallo di battaglia dovrebbero essere i vini. Già ero a conoscenza della questione burocratica e le accise da versare ma leggendo le esperienze di chi mi ha preceduto, vedo la cosa abbastanza complicata.
    Qualcuno saprebbe darci delucidazioni in merito al nostro caso? O meglio, essendo una LTD inglese, è come se venissimo in Italia ad acquistare il vino per poi spedirlo nel Regno Unito direttamente al destinatario,visto che ancora non abbiano un magazzino di stoccaggio. Al momento nel regno Unito l'accisa sui vini fermi è di 1,99 sterline. Dobbiamo ottenere un codice accisa? O potrebbe assolverci dagli obblighi il nostro venditore (la cantina produttrice) o il trasportatore?
    Certo di una vostra collaborazione, vi ringrazio anticipatamente.

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    #57
  • Cembrani Doc Consorzio

    Cembrani Doc Consorzio

    Buona sera a tutti!
    Volevo ringraziare per i suggerimenti forniti. Come Consorzio Cembrani DOC attualmente avevamo abbandonato l'idea di commercializzare in modo diretto all'estero attraverso l'e-commerce per gli ostacoli burocratici incontrati, nonostante le richieste. Se per Vinitaly ci sarà qualche appuntamento in merito, di certo non mancheremo!!!

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    #58
  • Elianto Srl

    Elianto Srl

    Apparte che sono alibita.... dalla nostra "bella" legislatura,
    mi pongo una domanda da ignorante: se è il cliente a pagare un corriere per il ritiro (quindi se non c'è la spesa del trasporto in fattura) può essere equiparato a suo trasporto privato? potrebbe essere un'idea per il futuro magari!
    In bocca al lupo!

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    #59
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Segnalo che è partita una discussione interessante su slowine:
    http://www.slowfood.it/slowine/connessione-lenta-per-le-commerce-di-vino/#.UUmKiRcz2Sr

    Ciao, Fil.

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    #60
  • Michele

    Michele

    ciao a tutti! E complimenti per le vs. competenze!
    vorrei un chiarimento: a breve inizierò a fare l'agente di commercio e poichè ho un caro amico in UK che mi troverebbe i clienti, vorrei inviare qualche ordine anche lì!
    faccio un es.: se voglio inviare vini ad un ristorante, quest'ultimo deve avere per forza un codice accise e provvedere all'aspetto burocratico da sè oppure queste pratiche burocratiche può farle il produttore italiano, in prima persona o affidando il tutto ad un corriere?
    grazie davvero! ciao! ;)

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    #61
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Il ristorante ricevente deve avere un codice accise per ricevere direttamente la merce altrimenti puoi appoggiarti ad uno spedizioniere con deposito fiscale in UK. Il documento da preparare credo sia il solito DAA a tua cura in Italia o a cura dello spedizioniere.

    Ciao, Fil.

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    #62
  • Michele

    Michele

    Ringrazio Filippo Ronco per la spiegazione molto chiara! Ciao ciao! ;)

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    #63
  • Joseph De Maio / STI Internazionale SpA

    Joseph De Maio / STI Internazionale SpA

    La mia società è specializzata nella logistica vini e disponiamo di nostro deposito fiscale. Riceviamo continuamente richieste da parte di aziende che vogliono iniziare attività di e-commerce di vini per privati che però non si rendono conto che il problema principale da risolvere non è tanto quello della gestione accise (per la quale offriamo già da diversi anni soluzioni attraverso corrispondenti con codice accisa nei principali paesi UE) quanto quello dell'assoggettamento dell'IVA e al suo versamento nel paese di destinazione. Se infatti le cessioni a ristoranti, enoteche o comunque destinatari con partita IVA comunitaria valida (verificabile sul portale "VIES" dell'Agenzia delle Entrate) il problema non si pone in quanto normalissime cessioni intracomunitarie, per la vendita a privati la vendita online diventa
    impossibile, in quanto la normativa UE impone che per la vendita a distanza di prodotti soggetti ad accisa, gli stessi siano assoggettati ad IVA nel paese di destinazione e quindi è possibile operare solo identificandosi ai fini IVA
    direttamente nel paese di destinazione oppure operando attraverso un rappresentante fiscale IVA. Ricordo che l'IVA va applicata sul valore merce + accise. Date le incombenze burocratiche non indifferenti, i costi di gestione (emissione e successivo appuramento EAD, pagamento accise, rappresentanza fiscale IVA ecc) incidono pesantemente, soprattutto per le
    spedizioni di poche bottiglie. L'unico modo quindi di abbattere l'incidenza di tali costi è quello di raggruppare più spedizioni possibili anche di diversi produttori verso lo stesso paese. Credo che i vari consorzi ed enti di promozione potrebbero svolgere un ruolo significativo nel creare queste forme di aggregamento, magari iniziando dal mercato tedesco ed
    inglese, sicuramente fra i più importanti per i vini italiani. Nel caso, siamo disponibili a fornire il ns. supporto.

    logistico.

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    #64
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Joseph e grazie per il tuo intervento.
    Ti invito a leggere anche qui e a dirmi cosa potete fare per noi:
    https://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=7213&lang=ita

    Con #vgm, il nostro mercat su vinix ( https://www.vinix.com/shop ) siamo realmente interessati ad espanderci all'estero, ho sentito praticamente qualsiasi corriere e moltissimi spedizionieri italiani, ognuno con la sua versione e questa dell'iva è l'ultima in ordine di arrivo (uno degli spedizionieri sentiti mi diceva che fino a 100.000 euro di fatturato non ci sono problemi ai fini iva ma che oltre occorre aprire posizione iva anche all'estero). Ma ormai ho sentito tutto e il contrario di tutto, devo ancora trovare l'azienda che ci prende per mano e ci "risolve il problema" completamente.

    Bada bene che noi non siamo rivenditori ma "facilitatori" di vendite, le aziende del nostro mercato vendono, fatturano e incassano direttamente.
    Diaponibile anche in privato eventualmente.


    Ciao, Filippo

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    #65
  • Michele

    Michele

    forse ho la possibilità di spedire del vino ad un cliente in uk: però non vuole la pedana intera ma 25 scatole da 6. il mio dubbio è duplice: queste scatole devono essere collocate tutte insieme su una pedana o li posso spedire come colli sfusi? ho visto qualche preventivo su ups, ma costa più la spedizione che il vino stesso: è corretto oppure avrò sbagliato qualcosa?

    grazie per l'aiuto! ;)

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    #66
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Purtroppo temo sia corretto.
    Non ti conviene spedire con ups (corriere espresso) se devi mandare 25 colli. Ti conviene usare uno spedizioniere.

    Ciao, Fil.

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    #67
  • Michele

    Michele

    grazie per l'info! ;) ma conviene fare la porzione di pallet? i migliori spedizionieri quali sono?

    auguri di buona Pasqua! ;)

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    #68
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @Michele,
    UPS può risultare conveniente a certe condizioni che devi trattare con un accordo commerciale quadro, devi sentire un commerciale e fare un contratto, per spedire in UK mezza paletta puoi sentire svariati spedizionieri, puoi iniziare con Fercam o Palletways.. li trovi su G.
    Bye, Paolo

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    #69
  • Marianna Pinto

    Marianna Pinto

    buongiorno a tutti,
    sono nuova in questo sito e ho letto i vostri commenti tutti interessantissimi purtroppo però ancora non mi risulta ben chiara la procedura.
    Avrei intenzione di avviare questa attività di e-commerce come piccolo produttore ma lo sconforto aumenta all'aumentare delle notizie che si leggono :)
    Già per il trasporto del vino in Italia non ho ben capito se il vecchio e classico DDT sia stato sostituito per tutti dal MVV.
    La cosa si complica con le cessioni intraCEE. Vi sintetizzo quello che mi sembra di aver capito:
    ai fini IVA sia che la cessione sia posta in essere nei confronti di privati e che soggetti passivi è non imponibile in Italia ex art. 41 D.L. 331/1993. tuttavia ci si dovrà identificare direttamente o nominare un rappresentante fiscale nel Paese UE di destinazione dei beni affinchè questi possa espletare gli adempimenti IVA. Quindi io produttore emetto fattura non imponibile al rappresentante fiscale e questi poi farà altra fattura al cliente finale.
    Ai fini delle accise devo avvalermi necessariamente nel Paese UE di destinazione di un deposito fiscale autorizzato o destinatario registrato o eventualmente un destinatario non registrato che si sia fatto rilasciare dalle competenti autorità il codice accisa per ricevere occasionalmente i beni. Che documenti di accompagnamento devo rilasciare?
    E' questa la procedura?? Leggevo di spedizionieri che si occupano di tutto quindi in pratica io produttore ricevo l'ordine emetto fattura a questa società di logistica e poi loro si occupano di tutto il resto ..
    Grazie per quanti possano fornirmi delucidazioni sull'argomento.

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    #70
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Cara Marianna, stiamo ancora lavorando a pieno ritmo sulla cosa senza aver concluso perfettamente l'iter (ma ci siamo quasi) questo è un luogo dove potrai essere aggiornata sulla situazione a mano mano. Ad oggi posso dirti ciò che penso di aver capito:

    se spedisci all'estero a operatore munito di codice accisa puoi fare una spedizione diretta con fattura senza iva perché si applica l'intrastat. Come documento doganale credo cambi in base alla dimensione dell'azienda. Fino a 1.000 hl l'anno puoi spedire con il solo MVV, sopra serve il DAA. Non è dato sapere per ora se il DAA assorba l'MVV quindi se uno fa il DAA sia esentato da fare l'MVV o meno (ma suppongo di si).

    Per quanto riguarda la spedizione all'estero a privato sorgono i problemi per via dell'iva (di tutta la parte burocratica accise può occuparsi lo spedizioniere specializzato che naturalmente si fa ben pagare). In questo caso infatti, come dici giustamente tu, non è possibile fatturare con iva italiana semplicemente ma bisogna fatturare con iva del paese di destino. A tal fine è necessario avere un referente estero che espleti questo genere di servizio. Stiamo indagando se ci sono spedizionieri che oltre a tutte le pratiche accise assolvono anche questo genere di servizio per l'iva in modo da avere un servizio chiavi in mano.

    Nel frattempo, Vinix è una fucina per idee e coordinamento. Abbiamo dato vita a iniziative a livello parlamentare italiano e a livello europeo sia tramite nostri contatti diretti in parlamento che stanno avanzando interrogazioni parlmentari sui punti controversi, sia a livello europeo dove da nostro impulso iniziale è poi partito un iter di collaborazione tra la FIVI italiana, l'agenzia delle entrate e l'agenzia delle dogane di Roma, il tutto con la collaborazione come dicevo di Sergio Boccadutri che ha dato una mano nel processo di coordinamento.

    A livello europeo la CEVI, si sta muovendo come può e siamo tutti in attesa di sviluppi sul punto. E' a cuore di tutti infatti cercare di sbloccare al più presto le normative necessarie per consentire che anche per il vino si possa parlare in modo serio di libera circolazione delle merci (anche e soprattutto verso privati visto che questo è il senso dell'e-commerce e della disintermediazione portata dalla rete).

    Nel frattempo distributori, spedizionieri ed altri partner logistici professionali possono essere validi alleati.

    Fil

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    #71
  • Marianna Pinto

    Marianna Pinto

    ciao Filippo innanzitutto grazie per la tua risposta.
    La cosa però che non riesco a capire è ai fini IVA sia che io spedisca ad un privato sia che spedisca a soggetto passivo devo aprire una posizione IVA nel Paese UE??Leggevo una consulenza giuridica dell'Agenzia delle Entrate di febbraio 2013 nella quale si conclude che "sia nel caso di cessione effettuata nei confronti di consumatore finale che di soggetto passivo UE, l’operazione è territorialmente rilevante nel Paese UE di destinazione, se il trasporto o la spedizione è effettuato/a dal cedente o per suo conto"!!!!

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    #72
  • Pubes2014

    Pubes2014

    Io ho la soluzione ai vostri problemi infatti EEUU è una merda ehehehehe
    Saluti Cordiali
    Mariam Aarab

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    #73
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Contributo di alto livello Miriam.

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    #74
  • Giuseppe Vitale

    Giuseppe Vitale

    Vendita di vino da parte di piccolo produttore italiano (produzione fino a 1000 hl/annui) verso operatori commerciali UE.

    I piccoli produttori di vino non sono dotati né di deposito fiscale, né di codice di accisa e per la circolazione intracomunitaria del vino non sono tenuti ad emettere il DAA telematico (e, in pratica, almeno per il momento, non sono toccati dalle innovazioni in tema di telematizzazione delle accise).
    Fino al permanere dell’aliquota zero sul vino, sono previsti per il piccolo produttore: (i) emissione Modello MVV (acronimo francese di: Mouvement des produits vitivinicles) e (ii) esonero dall’obbligo del prestare cauzione per il vino detenuto e spedito.
    Per la circolazione intracomunitaria, si ricorda che il documento denominato MVV ha sostituito il vecchio documento di accompagnamento di prodotti vitivinicoli denominato DA/IT (c.d. documento amministrativo); il suo utilizzo è divenuto obbligatorio per l’Italia dal primo agosto 2013 a seguito dell’entrata in vigore del DM 2 luglio 2013 del MIPAAF, che ha recepito il contenuto del Reg. (CE) 314/2012, andando a disciplinare, oltre il trasporto, anche la tenuta dei registri obbligatori nel settore vitivinicolo.
    L’autorità doganale di destinazione di alcuni Paesi UE, in primis Belgio e Germania, - sebbene si tratta di un comportamento non contemplato dalla Direttiva 2008/118/CE -, non riconoscono il documento cartaceo MVV e pretendono l’emissione di un e-AD, anche da parte di un piccolo produttore nazionale di vino. In questo caso il venditore, è costretto ad istituire un deposito fiscale, o, in alternativa, deve appoggiare la propria spedizione ad un altro deposito fiscale italiano.
    In generale, il piccolo produttore italiano che cede il vino a soggetto passivo d’imposta di altro Paese UE (l’imposta deve essere pagata nel Paese di destino), non essendo titolare di codice di accisa, deve scortare il trasporto mediante MVV.
    Detto documento deve essere emesso nei confronti di uno dei seguenti soggetti:
    a) deposito fiscale autorizzato;
    b) destinatario registrato (munito di codice di accisa);
    c) destinatario registrato che intende ricevere solo occasionalmente prodotti soggetti ad accisa (autorizzato per un unico movimento e per una quantità prestabilita di prodotti provenienti da un unico soggetto speditore), il quale ha provveduto a garantire o a pagare l’accisa nel suo Paese e ha inviato l’apposita autorizzazione al cedente italiano.
    Il piccolo produttore italiano deve:
    a) controllare il numero identificativo IVA ed il codice d’accisa, comunicati dal soggetto estero, tenendo agli atti la stampa dell’esito del controllo;
    b) inviare il vino al deposito fiscale del cliente UE con la scorta del Documento MVV indicando il codice di accisa del cliente UE;
    c) emettere fattura di vendita sul cliente non imponibile ai sensi dell’articolo 41, comma 1, lettera a), DL 331/1993;
    d) presentare il Modello Intra 1-bis cessioni, alle scadenze previste;
    e) presentare alla Dogana competente nei suoi confronti la distinta mensile delle cessioni intracomunitarie effettuate ex art. 8, comma 2, DM 153/01;
    f) procurarsi la prova che il prodotto è fisicamente giunto a destino (ad esempio: CMR “lettera di vettura camionistica” con timbro e firma del cliente) e la tiene agli atti;
    g) Nel caso in cui il cliente UE non accettasse di ricevere il prodotto con MVV, ma con DAA elettronico, il piccolo produttore dovrebbe appoggiare la spedizione a deposito fiscale italiano operante per conto terzi.
    Ai fini dell’operazione il vino ceduto deve essere considerato in regime sospensivo dell’accisa. Di seguito si rappresentano le due possibili situazioni in cui si potrebbe venire a trovare un piccolo produttore italiano di vino che intende vendere in un Paese UE.
    La prima fattispecie potrebbe riguardare, ad esempio, la vendita di 100 bottiglie di vino nei confronti di un commerciante belga dotato di deposito fiscale (il Belgio, si ricorda, accetta solo vino scortato da e-AD). Dal punto di vista accise ed IVA, in questo caso, il produttore:
    a) controlla il numero identificativo IVA ed il codice d’accisa, comunicati dal soggetto estero, tenendo agli atti la stampa dell’esito del controllo;
    b) invia il vino al deposito fiscale del cliente belga con la scorta dell’e-AD, indicando il codice di accisa del cliente belga;
    c) emette fattura di vendita sul cliente tedesco non imponibile ai sensi dell’articolo 41, comma 1, lettera a), DL 331/1993;
    d) presenta il Modello Intra 1-bis cessioni, alle scadenze previste;
    e) presenta alla Dogana competente nei suoi confronti la distinta mensile delle cessioni intracomunitarie effettuate ex art. 8, comma 2, DM 153/01;
    f) si procura la prova che il prodotto è fisicamente giunto a destino (ad esempio: CMR “lettera di vettura camionistica” con timbro e firma del cliente) e la tiene agli atti;
    g) aggiorna il registro di carico e scarico previsto dal DM 2 agosto 2013 del MIPAAF.
    La seconda fattispecie potrebbe riguardare, ad esempio, la vendita di 100 bottiglie di vino nei confronti di un commerciante del Regno Unito dotato di deposito fiscale (il Regno Unito, si ricorda, riconosce lo status di piccolo produttore, accetta MVV ed applica l’accisa sul vino).
    L’operatore del Regno Unito, prima della spedizione della merce, presenta all’Autorità fiscale del suo Paese competente per le accise la richiesta di operare quale destinatario registrato occasionale (articolo 19, paragrafo 3, Direttiva 2008/118/CE) e garantisce il pagamento dell’accisa.
    L’Autorità fiscale del Regno Unito, rilascia all’operatore l’autorizzazione contenente il riferimento alla garanzia prestata e gli attribuisce un codice di accisa. L’operatore economico invia al piccolo produttore italiano copia di detta autorizzazione. Si ricorda che al 31 gennaio 2014 l’accisa sul vino nel Regno Unito era di 273,31 Euro/HL.
    Ipotizzando il caso che la spedizione avvenga nei confronti di un’enoteca inglese (non è un deposito fiscale), dal punto di vista accise ed IVA, in questo caso, il produttore italiano:
    a) controlla il numero identificativo IVA e il codice di accisa comunicati dal cliente estero, tenendo agli atti la stampa dell’esito del controllo;
    b) invia il vino al cliente, con la scorta del documento di accompagnamento MVV e dell’autorizzazione trasmessa dal destinatario (trattenendone copia);
    c) emette fattura di vendita sul cliente del Regno Unito non imponibile ai sensi dell’articolo 41, comma 1, lettera a), DL 331/1993;
    d) presenta il Modello Intra 1-bis cessioni, alle scadenze previste;
    e) presenta alla Dogana competente nei suoi confronti la distinta mensile delle cessioni intracomunitarie effettuate ex art. 8, comma 2, DM 153/01;
    f) si procura la prova che il prodotto è fisicamente giunto a destino (ad esempio: CMR con timbro e firma del cliente) e la tiene agli atti;
    g) aggiorna il registro di carico e scarico previsto dal DM 2 agosto 2013 del MIPAAF.
    Nel caso di invio di vino a operatore non registrato di un Paese UE che applica accisa zero, è da ritenere che torni applicabile la stessa procedura sopra esaminata; l’operatore estero potrebbe recarsi presso la propria Autorità fiscale, farsi rilasciare l’attestazione (senza garanzia dell’accisa a destino, in quanto non dovuta) e inviarla al fornitore italiano, il quale provvede poi a utilizzarla per scortare la merce.
    In caso di reso di vino dall’estero a favore del piccolo produttore, lo stesso non può ricevere prodotti soggetti ad accisa; in tal caso occorre appoggiare l’invio a deposito fiscale.

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    #75
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Pura follia.

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    #76
  • Sapori del Belice

    Sapori del Belice

    salve!! ho letto tutti i commenti da voi postati naturalmente sono concorde con tutti, e volevo sapere se a riguardo ci sono delle degli sviluppi a riguardo .... grazie e un caloroso saluto a tutti affettuosamente.

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    #77
  • Sapori del Belice

    Sapori del Belice

    scusate gli errori !! cmq penso si capisce ciò che intendevo dire.

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    #78
  • Gianluca Crosatti

    Gianluca Crosatti

    Adesso capisco tutti questi problemi fatti dalle cantine nello spedirmi dei campioni a puri fini promozionali per ricerca distributori importatori. (Paese Lituania)
    Di fatto qui non si tratta di contrabbando di alcolici, ne tanto meno di elusione o evasione fiscale. Ma semplicemente di soddisfare una domanda interna la nostra in Lituania di vino di qualità, che non si trova sugli scaffali dei grandi supermercati.
    Naturalmente pianificavo anchio di creare un eshop per la vendita ai privati, B2C e non solo B2B ma mi rendo conto di troppe problematiche legislative.
    Attendiamo aggiornamenti in merito....

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    #79

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