assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#53 Commenti

  • Jacopo Cossater

    Jacopo Cossater

    Grazie Pamela per aver aperto uno spazio in cui provare a parlarne per vedere se può nascere qualche spunto per il 2012.

    Amo L'unconference, credo sia il più importante momento dell'anno in cui parlare di tutto quello che succede intorno alla rete, sul vino, in Italia. In particolare la qualità del pubblico è tale da permettere di affrontare pressoché ogni tema al meglio.

    Quest'anno, più degli altri due, ho avuto la sensazione ci fosse una certa "stanchezza" nei temi presentati (ed attenzione, questa non è colpa di nessuno in particolare). Mi è sembrato ci fosse troppa autoreferenzialità, come se vuu fosse solo una vetrina per presentare le proprie idee e progetti. E va bene, ci mancherebbe, a patto ci sia davvero una novità o un argomento che può generare dibattito. In questo senso penso all'intervento di Lucia Barzanò l'anno scorso, quando parlò per la prima volta del qrcode. O a quello di Design Wine quest'anno (collegato a quello di Max Cochetti), durante il quale si è capito bene quali sono i punti più importanti e sensibili relativi all'ecommerce.

    Detto questo, su Twitter era nata l'idea di fare una selezione dei temi proposti. Potrebbe essere un'idea.

    link a questo commento 0 0
    #1
  • Pastificio Dei Campi

    Pastificio Dei Campi

    Prima volta a #vuu e mi e' piaciuta molto nel mio caso ovviamente, appassionato al vino, ho preferito piu' gli interventi tecnici dei produttori che la parte marketing.
    Impressionato dalla efficienza e disponibilità di @filipporonco & family.

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Ciao a tutti,
    quest'anno sono riuscito ad arrivare a Genova prima della chiusura della manifestazione...anche se per poche ore ho potuto ritrovare Paolo, Tomaso, Mimmo, Filippo, Pamela, Giuliano, Luciano, Luca e tanti altri amici che, purtroppo, non ho l'occasione di vedere molto spesso (per colpa mia, lo ammetto!!!). Mi manca ancora l'esperienza dell'Unplugged....però vedo che è un'iniziativa che, nel bene o nel male, muove un po' di opinioni! Il prossimo anno, lo prometto, cercherò di essere più puntuale e riuscire a partecipare (magari porto il sax e qualche bottiglia!!!)
    Grazie comunque a Filippo e a tutti coloro che stanno contribuendo a far crescere questo bellissimo evento!!
    Un abbraccio
    Simo

    link a questo commento 0 0
    #3
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    Non ho partecipato a #vuu : le mie sono, quindi, considerazioni " di sponda" relative a quante emozioni mi sono ritornate dai vostri racconti del lunedí.
    Ho percepito una certa stanchezza nell'ascoltare temi giá dibattuti e, in alcuni casi, autoreferenziali ,
    una mancanza di nuovi casi di successo su cui ragionare e poco dibattito.
    Tutto questo oviamente in generale e con le dovute eccezioni.
    Qualche spunto in ordine sparso emerso dalle belle chiacchierate:

    Reinventare la formula.
    si ragionava su un modello di "tesi contrapposte", un *ring*(fisico) su cui far salire i rappresentanti delle stesse e sviscerarle con forza.
    Un arbitro é necessario, non tanto per evitare i colpi bassi ma per dare il ritmo alla discussione.
    Un tempo piú lungo rispetto all'attuale diventa indispensabile.

    L'argomento puó (deve) coinvolgere quelli "fuori dal giro"
    Ci stiamo parlando addosso.
    Non é una novitá, urge rimediare
    Se gli argomenti di discussione non coinvolgono anche chi non é solito frequentare questi lidi diventa duretta.
    Un bellla lotta tra un enotecario ed un rappresentante della GDO non sarebbe forse appetibile ?
    E quella tra un produttore di tappi tecnici e un purista del sughero ?
    E visto che ci piace sperimentare cosa ne pensate di un bel triangolo produttore-agente-cliente ?
    (seguono centomila esempi)

    Contributi dall'esterno
    La diretta da Genova é un toccasana per quanti non possono partecipare; l'interazione diventa cosa buona e giusta.
    Uno schermo visibile a tutti con i flussi da Twitter puó rappresentare una soluzione.

    My2cent.

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Alberto Ugolini

    Alberto Ugolini

    Concordo con Jacopo sull'importanza dell'Unconference, un momento unico dove la conversazione acquista "fisicita'", dal punto di vista sonoro, tattile (ma anche gustativo e olfattivo), superando la barriera del mezzo che limita alla sola vista il compito di mantenere il contatto. Dovrebbe acquistare, appunto, ma non c'e' riuscita in fondo, piu' per la formula (a mio avviso) che per gli argomenti (in ogni caso troppi e dispersivi).
    Pochi argomenti, proposti in rete e condivisi per soggetto, e traccia di massima da discutere in sessioni piu' lunghe, conditi da history interessanti, potrebbe essere, come gia' avanzato da qualcuno, una soluzione.
    Occorre coinvolgere maggiormente un parterre di tutto rispetto, quest'anno restio a intervenire (per primo il sottoscritto, sia ben chiaro).
    Piu' che conversare ascoltavamo, e questo non e' far rete.

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Massimo D'alma

    Massimo D'alma

    Raccolgo con piacere lo spunto di Giuliano Abate, che la contrapposizione potrebbe rappresentare una valida maniera per dare maggiore "ritmo" a #vuu.
    Vado con lo spiego:a #grignolino1 mi sono trovato spiazzato quando, dopo pochi istanti dall'arrivo del primo campione in degustazione, Fabrizio Gallino, aka @enofaber, mi ha chiesto una valutazione in merito.
    Beh, credevo si trattasse di uno scherzo, invece tutta la degusta è andata avanti così, con ritmi serrati gestiti da un moderatore, coinvolgendo tutti, #mario e non di turno, con il duplice risultato di tener viva, anzi vivissima, l'attenzione dei presenti, e di arrivare al termine senza disinteresse alcuno.
    Mi si dirà:ma lì l'argomento era monotematico, facile tenere viva l'attenzione ed altrettanto facile gestire i vari interventi.
    Vabbè, ma c'era un moderatore, o meglio, un agitatore.
    Ritorno a #vuu:mi sarebbe piaciuto molto avere una figura così, che, ad esempio, m'avesse chiesto, stimolato, in merito alla "trasfigurazione" del modulo lambruschi, che, ricordo a tutti, era nato per coinvolgere "dal basso" ed è finito in #barbera2 attraverso #colfondo2, dove le bottiglie erano scoperte ed i produttori addirittura stranieri (barbera intendo, eh), con una miriade di addetti ai lavori e tanto di traduttori simultanei.
    E finiamola una volta per tutte con la storia dell'autoreferenzialità:tutti gli interventi erano interessanti, e, se ci fosse stato l'agitatore di cui sopra, anche la presentazione del film, piuttosto che dell'app per iPhone, sarebbero state utili.
    Utili perché questi momenti devono servire per trovare l'esperanto, ossia un linguaggio comune e soprattutto comprensibile a tutti per poter comunicare il vino.
    E se ci sono tanti produttori è meglio, che solo un paio di giorni prima in altra interessante manifestazione si sono fatti notare solo per la loro assenza, salvo poi comparire magicamente al ritiro dei premi. Mah...
    Ricapitolo, che come al solito sono lungo:
    #vuu non va assolutamente cambiata, perché deve essere libera, gratuita, spontanea, ma partecipata.
    Deve stimolare il dibattito, con un moderatore/agitatore/stimolatore che tenga ritmi serrati, coinvolga il più possibile i presenti, gestisca i tempi.
    Va da sè che gli speech devono essere più brevi,verticalissimi, con tanti produttori ed addetti ai lavori che intervengono, perché partendo dal "tecnicismo spinto" si possono trovare i modi per poi parlare facile per tutti ed a tutti.
    Perché il 70% del vino, alla fine, lo beve il #mario di turno e senza tanti sofismi.
    Ecco, il compito di chi è più dentro al "sistema" è quello di fare in modo che #mario il vino lo compri con maggiore consapevolezza, sprone sicuro affinché venga privilegiata la qualità da parte di tutti.
    Permettetemi, ma a me sembra che #vuu sia uno dei pochi momenti che possono servire all'uopo, e nonostante tutto, non credo vada stravolta, bastano solo piccoli aggiustamenti, che, dopotutto, se necessitano, vogliono significare che un obiettivo è stato già raggiunto, perché, nel frattempo la comunità è cresciuta, e non solo di numero.

    link a questo commento 0 0
    #6
  • Fiorenzo Sartore - Vinoteca Online

    Fiorenzo Sartore - Vinoteca Online

    ole', sotto col lavoro.
    la penso come giuliano (abate) e jacopo. la cosa sta rischiando di arenarsi un po' pericolosamente su temi gia' visti e sentiti e SI', abbiamo avuto punte notevolmente autoreferenziali in alcuni interventi. la VUU, come giustamente dice alberto ugolini, e' un fatto troppo unico nel suo genere per lasciare che possa anche solo eventualmente degenerare in un rituale stanco. ci sono gli aspetti positivi, che credo non cambieranno mai, di riunione tra amici in rete che finalmente una volta l'anno possono vedersi. ma non dovrebbe perdersi il mood da barcamp che l'ha animata dall'inizio. infine, esiste un problema legato alla qualita' di alcuni interventi che, a mio modo di vedere, non hanno centrato l'obbiettivo di interessare e incuriosire. nel caso entrerei nello specifico, ma al momento e' necessario concentrarsi su cosa proporre.

    il punto e': VUU e' migliorabile, vista l'ultima edizione? a parte quel che penso io e pamela e giuliano, questo discorso l'ho sentito fare anche da altri durante l'unconference, e se riterranno, potranno intervenire qui per integrare. il rischio, dicevo, e' una VUU ripiegata su se' stessa, con un problema duplice di partecipazione: da un lato si forma una specie di nocciolo duro di "siamo sempre noi, sempre i soliti" - e non fraintendete, questo e' certamente un fatto bellissimo, e' una sorta di festa tra amici, ma non basta a giustificare il salto comunicativo con l'esterno - e dall'altro lato noto che la community, quando si apre a nuovi interventi, non riesce ad appassionare. nello specifico, manca quasi del tutto l'aspetto internettiano, collegato alla rete, negli interventi "problematici". ripeto: interventi autoreferenziali, parecchi elementi di old economy, lunghezza eccessiva degli interventi...

    che fare? spero sia chiaro a tutti che il senso del dibattito che si svolge qui e' animato unicamente dal desiderio di rendere migliore qualcosa a cui teniamo tutti. le proposte indicate da giuliano vanno nel senso di rendere gli interventi alla prossima VUU piu' caldi. come diciamo in un certo blogghe, piu' "sexy".

    in effetti, detto da un intravinico come me, se volete il sangue state sicuri che ci si diverte: l'idea di uno scambio di idee, acceso, tra player differenti, sarebbe gia' una partenza a razzo. immagino che elementi di cambiamento di questo tipo andranno dosati, ma io oserei aggiungere un po' di pepe alla minestra. alla fine siamo tutti, piu' o meno, gourmet esigenti, e la pappa insipida non e' degna della community, no?

    link a questo commento 0 0
    #7
  • Fiorenzo Sartore - Vinoteca Online

    Fiorenzo Sartore - Vinoteca Online

    update: vedo ora il post di aristide che dice cose condivisibili. a parte che vi ha detto queruli :D

    dai si scherza

    link a questo commento 0 0
    #8
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Come avrete notato io alla VUU non ci sono stato, non che gli argomenti non fossero potenzialmente interessanti, ma fisicamente non mi era possibile, diversamente avrei proposto un argomento anche io.

    Durante Terroirvino sono stato talmente tanto preso d'assalto che non ho potuto manco partecipare alle ddb nonostante le avessi pagate (e di questo mi devo scusare con i relatori )

    link a questo commento 0 0
    #9
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Partito il post.. continua qui

    .. Quindi non ho avuto decisamente modo neanche di raccogliere le impressioni sulla vuu , se non che poi su twitter si aperto un mondo e allora mi sono fatto una mia piccola modesta opinione...

    Bisogna che la vuu si dia un suo taglio ben riconoscibile e non rimanere sospesa fra un barcamp e un convegno altrimenti rischia di deludere un pò tutti ..
    Personalmente io credo la formula del dibattito sia vincente, ma più che puntare al sangue io cercherei un moderatore che porta all'alleggerimento del confronto con del divertimento..

    Per la mia esperienza modestissima se le persone si divertono ascoltano con più interesse, partecipano e soprattutto ricordano..

    Ma questo, ovviamente è solo un mio pensiero..

    @Fil, ti rinnovo pubblicamente complimenti e stima per l'incessabile dedizione con la quale porti avanti il tuo progetto negli anni coinvolgendoci la famiglia.. sei un esempio per tutti noi.

    Ciao
    Paolo

    link a questo commento 0 0
    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si bisogna vedere se ne vale la pena :)
    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #11
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Per quello che vale a Terroirvino quest'anno io ho avuto un'affluenza da fiume in piena, travolgente è il termine esatto.. e ho venduto parecchio e sto approntando già un paio di spedizioni..
    Ho visto un marasma di gente, volti conosciuti ma anche tante persone nuove e non sono mancati gli operatori, più interessati di un tempo.
    La cena è stata un capolavoro come sempre, ora se la vuu ha bisogno di un restyling (sempre che sia così) per me è una piccola cosa in un mare di successo.
    Bye
    Paolo

    link a questo commento 0 0
    #12
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    La prima edizione di vuu è stata per me illuminante, tutto nuovo, ho imparato e preso a man bassa spunti di riflessione.
    Lo scorso anno ci sono stati spazi interessantissimi, con qualche dejavu. La partecipazione accesa e la sensazione che avevo era ancora di formazione, stimoli e spunti interessanti.
    Questo anno (causa referendum ho perso la mattinata, comunque ) qualcosa non è andata.
    VUU è una risorsa per tutti, forse unica in italia e se ci troviamo a parlarne in tanti è perché ci si crede. Detesto i cappelli, ma ritengo la premessa necessaria perché di là sento che la discussione si sta leggendo in negativo. Non è tanto una critica all'organizzazione o alla formula, se siamo in tanti a parlarne e senza troppi giri di parole è perché per quel che ne so io non esiste uno strumento potenzialmente altrettanto formativo di questo in Italia al momento e dunque ci pare importante.

    Ho provato a dirlo ieri su twitter, ripeterò cose già dette da altri qui e da Aristide, ma queste sono le mie riflessioni su vuu.
    1) la sensazione forte di parlarsi addosso, comunità ristretta e temi vecchi
    2) fastidio per qualche autopromozione poco coinvolgente
    3) Format di presentazione che non ha stimolato il confronto
    La discussione di ieri su twitter, confusa ma anche molto immediata e con posizioni diverse, mi pare che abbia dato un altro elemento interessante: produttori e professionisti a vario titolo che sono nel mondo del vino hanno un interesse elevato per il tema #mario, tema con il quale la discussione si è più volte intrecciata ovvero chi è, come si comporta, a cosa è interessato e come vede il vino il consumatore medio che il vino lo compra.
    A me piacerebbe per esempio un vuu su un argomento come questo e all'interno potrebbero ( o forse dovrebbero) continuare a starci interventi come quello di bele casel su #colfondo1 e 2 , così come la realtà aumentata e perfino il Rotundone di Pojer. La chiave di lettura di tutti gli interventi: "come raggiungere Mario, come parlargli e come ascoltarlo"
    In altre parole mi piacerebbe trovarci maggiore focalizzazione su macro temi da approfondire anche attraverso il confronto e ci vedrei la necessità di un ruolo più forte nella regia degli inteventi, una vera mediazione per stimolare il dibattito.

    link a questo commento 0 0
    #13
  • Roberto Mastropasqua

    Roberto Mastropasqua

    Provo a metterci i miei due cent, basta che nessuno si offenda visto che io arrivo (e attualmente ci vivo) da tutt'altro settore (ICT e Comunicazioni Digitale).

    Secondo me le presentazioni e la promozione valgono e servono ma vanno fatte in forma di Ignite: 5 minuti e 20 slide (una ogni 15 secondi - in AUTOMATICO). Se la promozione è interessante, la persona sarà contattata a margine della sessione degli Ignite. Quindi presentazioni e NESSUNA discussione.
    "Tavola rotonda" chiamiamola così ma davvero molto aperta SENZA nessuno seduto ad un tavolo (che se no poi parlano solo i soliti noti) e un moderatore ABILE che governi il marasma (in senso positivo)
    Gli argomenti della/e "Tavola rotonda" vanno decisi prima ma con la possibilità di aggiungerne (sia mai che ne nascano nel frattempo)
    Tutto quello che invece assomiglia a vere tavole rotonde, convegni etc etc NON funzionano, è così da secoli nel mio settore.

    I social cosi: durante la "tavola rotonda" DEVONO essere proiettati i buzz della/dalla rete generati dall'inevitabile streaming video ma anche di tweets (di quelli che in sala raccontano che succede), rispondendo e interagendo con quello che gli "assenti" dicono/chiedono in tempo reale.

    Così io vedo la #vuu del prossimo anno .-)

    link a questo commento 0 0
    #14
  • Magda Beverari

    Magda Beverari

    che ne dite di farla più sul formato vinocamp Languedoc Roussillon, ma anche anche Vinocamp Lisboa, o Bordeaux? ;) informalità, competenza e tanta voglia di costituire un supporto per i vignaioli.. ;)

    link a questo commento 0 0
    #15
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Signori tutti,
    servono soldi. Quantificabili in 5k €.
    Poi non ce n'è più per nessuno.
    Sani.davide

    link a questo commento 0 0
    #16
  • Il Mosnel

    Il Mosnel

    Ho trovato la mattina di #vuu abbastanza interessante ed il pomeriggio più "fiacco" (la mancanza del caffè si faceva sentire), in ogni caso ritengo questa discussione molto utile per migliorare la formula di questa giornata di incontro ed approfondimenti su tematiche vino e web che tanto ci sta a cuore.

    Provo a dire la mia:
    Secondo me #vuu deve essere una giornata per addetti ai lavori, anche se ci parliamo un po' addosso una volta all'anno non succede nulla, anzi ci serve per fare il punto della situazione e poi mi sembra che ogni anno ci siano persone nuove.

    Il rischio autopromozione effettivamente c'è ma è superato dall'esposizione di casi pratici di successo (o insuccesso) che possono essere utili a tutti.

    Ritengo importante lasciare più spazio ai commenti, o meglio ancora, la presenza di un moderatore che li stimoli per trattare ogni argomento proposto da diverse angolazioni e che dia maggiore ritmo agli interventi.

    Non credo si debba scegliere un unico tema, ma è più interessante avere contributi che vanno dalla viticoltura alla commercializzazione. Si potrebbe fare un sondaggio prima per sapere quali sono gli argomenti che interessano di più.

    Mi piace anche l'idea di Giuliano Abate di un momento tipo tavola rotonda, una contrapposizione fra due tesi opposte, una sorta di "Derby" e seguente coinvolgimento di tutti i presenti.

    Concludo dicendo che la due giorni genovese resta un momento bellissimo e speciale per il quale ringrazio ancora infinitamente Filippo, Elena e tutta la squadra che li aiuta.


    link a questo commento 0 0
    #17
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Ciao,
    Inizio col dire che VUU è stato comunque un bel momento, ricco di spunti provenienti sia dagli speech che dalla platea: secondo me si sono sviluppati più approfondimenti tra pochi di quelli che si sono sviluppati in generale.

    La riflessione più bella che è nata è proprio questa che stiamo condividendo che, mi permetto di dire, non è esclusivamente dedicata a VUU ma al mondo del vino in generale: questo mondo sta cambiando e lo percepiamo ogni giorno. E coi socialcosi è ancora più evidente dal momento che tutto sta viaggiando a velocità incredibili.
    Se siamo qui a confrontarci è perché vogliamo che il mondo del vino cresca e che VUU dia sempre più soddisfazioni.

    Facendo focus su VUU, credo che una 'rinfrescata' al format sia fisiologica: sono passati due anni dalla prima unconference e anche VUU deve evolvere.
    Verso cosa, è la domanda che dobbiamo porci.

    Per chi è VUU? Per tutti? Per pochi? Cerchiamo di rispondere alla domanda riusciremo a capire quale sia la strada da percorrere.

    Con una VUU per tutti (dal profano al tecnico, dall'appassionato al professionista), rischieremmo di banalizzare contenuti e linguaggi per renderli alla portata di tutti.
    Con una VUU più tecnica, aperta solo agli 'operatori', rischieremmo di non affrontare argomenti magari interessanti.
    Se VUU deve essere un momento di approfondimento sulla relazione tra il web e il vino, un momento in cui confrontarsi sulle varie tematiche più business (produzione, comunicazione, vendita, etc), il pubblico sarà limitato o ampio ma meno interessato. Se invece vogliamo che sia un momento di formazione per #Mario, dobbiamo ragionare in altri termini.

    Io sono sempre convinta che debbano esistere momenti diversi: business e consumer hanno esigenze diverse e meritano attenzioni diverse. Terroir, arricchito tra l'altro dalle degustazioni guidate, è il momento per Mario.

    Il mio VUU ideale, da 'ascoltatrice' in platea, dovrebbe avere più case study (di successo e di insuccesso), presentare delle novità vere; l'auto-promo mi sta bene, nella misura in cui mi viene proposto qualcosa di nuovo o innovativo: il QR-Code presentato da Lucia l'anno passato, per esempio.

    Volendo essere sistematici, vorrei avere delle macro-aree, per ex, enologia, commerciale, comunicazione, packaging; questo darebbe la possibilità di scegliere cosa seguire ed evitare di annoiarsi e disturbare gli altri.
    Questo permetterebbe, unito eventualmente ad un moderatore/istigatore, di avere più dibattito e confronto, anche se, il confronto nasce dall'interesse nei confronti dell'argomento e di chi lo espone.

    Per quanto riguarda il commento di Davide alla mancanza di pecunia ed immaginando che la cifra espressa sia da imputare al costo 'tecnologia', sono convinta che si possano trovare soluzioni: dal partner tecnico allo sponsor e...via discorrendo.
    Credo che di aziende illuminate che vogliano sostenere un momento come VUU senza brandizzare la sala ce ne siano diverse.

    Pamela

    link a questo commento 0 0
    #18
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Ciao Pam,
    il rapporto tra il web ed il vino è importante come lo è tra il web e l'arredamento o il web ed i prodotti per pasticceria...nel senso che in tutti i settori il legame è molto stretto, ma non dimentichiamoci che anche il web è fatto di persone, quindi io credo (e ripeto, non ho purtroppo partecipato al VUU) che potrebbe essere molto interessante portare anche tematiche molto più pratiche...mi viene in mente l'aspetto dell'esportazione che per molte aziende rimane, nelle loro menti, lontana come Aosta da Palermo, magari soltanto perchè i meccanismi sono molto diversi e questo causa delle difficoltà. L'export è un tema da convegno (ce ne sono decine e decine tutti gli anni in Italia), ma nella maggior parte dei casi si studia "Il Marketing del vino" e si studia l'intervento. Un'occasione come il VUU potrebbe rappresentare un luogo ottimo in cui parlare "dal basso" di quello che realmente è l'export, i suoi meccanismi e i nuovi strumenti e sbocchi che potrebbe offrire, senza troppi sofismi o tecnicismi.
    Secondo me...naturalmente!
    Ciao
    Simo

    link a questo commento 0 0
    #19
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Ciao Simo,
    l'export è sicuramente uno di quegli argomenti che anch'io andrei ad inserire nelle macro-aree di interesse/discussione; a maggior ragionare parlando di rapporto vino&web. Non trascuriamo il fatto che il web ha aperto, al prodotto nazionale, una quantità enorme di porte (vere o presunte) verso l'estero.

    Ma questo è un argomento che poco importa ad un pubblico di non addetti ai lavori, a prescindere dalla 'formalismo' con cui verrebbe trattato: e qui si ritorna a capo, a domandarsi per chi sia, davvero, la VUU.

    Pamela

    link a questo commento 0 0
    #20
  • Luca Risso

    Luca Risso

    Quando si mescolano esigenze/platee diverse, operatori di comunicazione, marketing, produttori, #mario e si cerca di accontentare tutti, di solito non si accontenta nessuno.

    E quindi? Si deve verticalizzare di più la discussione. Provo a buttare giù due proposte.

    1-Riduzione drastica degli interventi, massimo 3-4 al mattino e altrettanti al pomeriggio, oculatamente preselezionati, uno al massimo per tematica, e poi ampio spazio e stimolo al dibattito.

    2-Al contrario apertura a tantissimi interventi, il più possibile, però al massimo 5 minuti ciascuno, zero dibattito in sala ma altra saletta a disposizione per chi è interessato a proseguire la discussione, fare domande allo speaker ecc. a latere.

    Luk

    link a questo commento 0 0
    #21
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Alcune considerazioni.

    1) credo negli anni di avervi abituato a standard piuttosto elevati, non solo quanto ad efficienza ma soprattutto quanto a "novità", "rompere gli schemi". Da qui, una platea molto interessata ma anche molto esigente.

    2) Se ti limiti a far solo bene e non straordinario, se non hai ogni anno molte mucche viola, il successo, ferma la premessa di cui al punto1), non può che subirne le conseguenze. Niente è andato male in effetti ma niente è stato straordinario probabilmente. Per chi vive sul costante "overdeliver", se una volta resta sul buono, accusa il colpo, è inevitabile.

    3) organizzare una cosa mastodontica (lo è, credetemi), come terroirvino con assieme tutta una serie di eventi collaterali (quest'anno avevamo anche una novità ulteriore, le #ddb) con 2 figli in casa (lavorando da casa) e con un figlio neonato al seguito, comporta un filo di freschezza in meno. Non è una scusa ma un dato di fatto.

    4) Se la notte prima di #vuu non chiudi occhio sempre per via del punto 3), il giorno dopo accusi il colpo. Non è un mugugno, è un dato di fatto. Perchè ricordo come ho moderato nel 2010 ed era un altra persona rispetto al 2011.

    5) Se devi contemporaneamente gestire dirette, regie e tutto il resto perché non hai sponsor, inevitabilmente puoi stare meno concentrato sul "non-palco". Quest'anno ci si è messo qualche inconveniente tecnico in più tra l'altro a distogliermi dal dibattito.

    6) L'aver finito 1 ora prima, non è colpa di nessuno se non di coloro che hanno tirato il pacco dopo aver prenotato lo speech. Può capitare, ci mancherebbe, ma tenere i tempi in una cosa come questa è più importante che non tenerli e doverci rimettere tot speech alla fine.

    7) Il livello degli speech di quest'anno era inferiore di quello dell'anno scorso? Direi di no. Soprattutto la mattinata è stata a mio avviso molto bella e alcuni spunti interessanti (per es. molto completi i due speech sull'e-commerce) hanno portato contributi positivi.

    8) Ma perchè allora la platea non ha reagito? Tutta colpa del moderatore? Non penso sia questione di colpe ma di assuefazione. Se non porti con te una mandria di mucche viola in pasto a blogger molto molto esigenti, non ottieni l'effetto sorpresa. Anni fa ci saremmo stupiti per un Peter Dipoli che scende dal monte per venire a parlarci di terpeni del Sauvignon, avremmo lodato il numero (consistente) di produttori o ci saremmo complimentati per la continuità del servizio di rete per un numero così elevato di persone. Invece no, tutto o la gran parte delle cose, è dato per scontato. Ed è giusto che sia così da un lato, si evolve. Solo che per trovare mucche viola servono soldi oltre che tempo e #vuu è una cosa completamente autogestita. Volete Vaynerchuk, per dire? Sono 30K circa.

    9) Molti dei temi affrontati, ad esclusione di quelli autoreferenziali che sono abbastanza fisiologici in una manifestazione "open" e che comunque restano la minoranza, sarebbero stati (o sono stati, per molti di voi), molto interessanti. Il problema è che la cricca affronta certi temi già durante l'anno, li apre, li sviscera, li seziona, li scompone e ricompone e quando arriva il momento del confronto si è già detto tutto. E' così che le mani alla domanda "ci sono domande" non si alzano o si alzano troppo poco.

    10) Bisogna rifare tutto da capo? Bisogna far pagare l'ingresso? Bisogna chiudere solo agli speech migliori?
    Secondo me sono tre no, secchi. Certo, bisogna cercare di portare molte più purple cow, rendere l'attesa spasmodica, gli incontri eccezionali ed entusiasmanti, i temi trattati unici, verticali, sempre più specifici ma perdere la libertà di intervenire (pur dando priorità al nuovo e al meglio) per chiunque, significherebbe perdere quello spirito iniziale di apertura che secondo me è il tratto distintivo. Ci sono già troppi comitati, censori, selezionatori, avere un posto dove è possibile esprimersi e raccontare cose interessanti per tutti, anche sconosciuti, penso sia il vero tratto distintivo. Il tutto gratis perché si, occorre uno sponsor che si accolli la spesa e sposi il progetto per i fini formativi, culturali e divulgativi che si prefigge.


    Scusate la lunghezza.


    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #22
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Volevo scrivere un post al mio sito ma credo che sia più costruttivo continuare la discussione qui.
    Per capire bene il tutto dobbiamo per me riprendere per mano la scaletta.



    1
    Il ruolo della FIVI in Italia e in Europa per me interessantissimo anche se "lento" visto che da tempo medito se entrare o no all'interno della fivi

    2
    Vini autentici, come garantire i clienti interessante, per me difficilmente attuabile vista la presenza della fascetta di stato della docg

    3
    Democrazia enoica: come portare grandi annate dal segmento lusso alle tavole degli appassionati. L'esperienza di un broker e la filosofia de Il PostVino. Conoscevo bene il postvino per cui è stato solo un "ripasso"

    4
    European Wine Bloggers Conference 2011 in Brescia, dopo aver ascoltato questo speach mi è venuta voglia di partecipare al EWBC, molto interessante per me

    5
    Come è nato il documentario Senza Trucco e l'ultilizzo del web per la raccolta fondi e la pubblicizzazione, peccato per la qualità, problema non imputabile all'organizzazione ma alla mancanza di sponsor. Conoscevo già i filmati quindi anche in questo caso "ripasso"

    6
    Discovering the customer wine experience complexity, ottimo spunto di riflessione

    7
    5 anni di capsula a vite, 5 anni di tranquillità, ottimo speach per aziende vitivinicole

    8
    Manuale di conversazione per l'eno-turista: le domande da fare per trovare il vino che cerchi, interessante per #mario

    9
    Parlerò della mia esperienza con #Colfondo1 e #Colfondo2, una chiavica autoreferenziale :)))

    10
    AVIN - a Unique Number for Each Wine, interessante anche se troppo innovativo IMHO

    11
    Garage Wines Contest: esperienze di produzione di vino amatoriale negli Sati Uniti

    12
    Vino Parlante: esperienze di Realtà Aumentata e Geolocalizzazione, bello, forse un pò autoreferenziale e ripetitivo nei 3 anni di vuu.

    13
    L'esperienza Vinix Lab Academy, già conoscevo, "ripasso"

    14
    Riflessione sull'interpretazione qualitativa del Sauvignon Blanc, per me produttore molto ma molto interessante

    15
    E-commerce del vino. Può funzionare? per me interessantissimo perchè voglio capire di più di questo mondo

    16
    E-commerce e Logistica del Vino per un servizio di qualità vedi sopra

    17
    "Il rotundone...responsabile della nota pepata: dal Shiraz australiano al Besler Ross delle Dolomiti" vedi punto 14


    Qui gli interventi che ho visto io, in realtà gli speach prenotati erano 24, personalmente avrei cercato di dividere in 2 la giornata, mattino produttori , pomeriggio media o viceversa, avrei limitato gli interventi a 10/12 per riuscire a approfondire di più gli argomenti.

    Secondo me, chi più chi meno ha portato un argomento interessante quindi non mi sento di bocciare l'unconference.
    Mia sorella ( @lapiccolapao su twitter) che può essere considerata #mario il consumatore medio, mi ha confermato che anche per lei è stato interessante.

    Qui Fil stiamo come hanno detto gli altri cercando il pelo sull'uovo per cercare di portare #vuu alle stelle.

    proposta: a vuu siamo venuti in tanti, se ognuno di noi mettesse una piccola quota di partecipazione/sponsorizzazione saresti a cavallo. Io lo farei

    Luca

    link a questo commento 0 0
    #23
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Luca, ritorno sui soldi. Fil mi diceva che ci vogliono 5k per fare le cose fatte bene. Gli accrediti era 184. Ergo 30 euri a testa. Un po' troppo forse.
    Serve uno sponsor.

    Sani.davide

    link a questo commento 0 0
    #24
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    il discorso è fare una colletta, io ci credo e i soldi li metto, 50 euro a testa sono fattibili se si crede ad una causa

    link a questo commento 0 0
    #25
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Se fai 50 euri ci troviamo in 10.

    link a questo commento 0 0
    #26
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Non ci areniamo sul discorso soldi, perché la riuscita non dipende dalle cifre a disposizione; prima e seconda edizione sono state più entusiasmanti con budget analogo.

    Che poi si trovi uno sponsor, tanto meglio.

    Pamela

    link a questo commento 0 0
    #27
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si guardate, con uno sponsor degno, una maggiore attenzione e ricerca sugli speech ed un moderatore un filo più fresco ripartiamo di slancio imho. Nessuna quota d'ingresso però.


    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #28
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Abbiamo qualche mese per rifletterci su e trovare quel che occorre a Vuu: diamoci da fare insieme!

    link a questo commento 0 0
    #29
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    È (quasi) sempre una questione di soldi.

    link a questo commento 0 0
    #30
  • Magda Beverari

    Magda Beverari

    Purtroppo non c'ero, sono una dei "tirapacchi", per cause indipendenti dalla mia volontà. Mi permetto di dire la mia con una visione un pò più incentrata oltralpe.
    Sono d'accordo con Davide Cocco, i soldi centrano eccome, se faccio il confronto con vinocamp France questo dettaglio emerge prepotentemente. Probabilmente il fine è differente, ma lo stile dell'unconference tra addetti al lavoro vinicolo e web credo sia il comune denominatore. i 5k euro sono circa ciò che investiamo per vinocamp, forniti dai numerosi e generosi sponsor (già questo sarebbe un miracolo in Italia). E poi l'unconference è organizzata in sessioni parallele che animano un dibattito, dove il moderatore è chi ha proposto l'argomento. Vietata l'autopromozione o argomenti autoreferenziali! Ogni tanto si spezza con una degustazione di vini forniti gratuitamente dai produttori che in cambio ricevono visibilità sui SM. Nel caso di Lisbona gli sponsor hanno pagato viaggio e albergo, wi-fi nel bus cibo e quant'altro....
    Non dico di copiare, ma forse di prendere spunto da chi di comunicazione vinicola ne sa molto più di noi...
    e poi beh, c'è l'apertura mentale... quella è una questione personale e culturale, nessuna discriminazione, pensate che la più conosciuta blogger del vino francese NON è UN SOMMELIER :P
    Ah, Vinocamp non ha quota d'iscrizione, sinora ;)

    link a questo commento 0 0
    #31
  • Armin Kobler

    Armin Kobler

    io ci sono stato la prima volta ed oltre alla simpaticissimo opportunità di parlare finalmente con le persone che durante l'anno si immaginano solo dietro l'avatar ho trovato molto attraente la grande variabilità di tematiche.

    certo, alcuni interventi avrebbero potuto essere molto più condensati e si vede che molti del parlare breve devono ancora abituarsi. anch'io penso che un moderato attento e anche provocatorio (verso il relatore ed anche verso il pubblico che in parte conosce già) che non si deve preoccupare di altro sia una buona garanzia di miglioramento.

    se per qualcuni con il mio speech fossi stato autopromozionale mi dispiace, non era la mia intenzione. il fine dell'intervento era frantumare tanti pregiudizi (soprattutto italiani) che colpiscono un numero consistente, in tanti stati maggioritario, cmq crescente di produttori di tutto il mondo. solo (o quasi) nel paese dove il sì suona siamo ancora delle mosche bianche.

    per sottolineare la validità delle tematiche svariate vi ho tradotto in modo veloce (scusate la qualità conseguente) i titoli di un vinocamp che si svolgerà questo weekend a geisenheim. forse possiamo trarre qualche spunto per l'anno prossimo (speriamo) a genova?


    interventi già assegnati:

    un codice di comportamento per wineblogger? cos'è un wineblogger
    espperienze nell'organizzazione di un vinocamp
    riforma ocm vino, opportunità o fine?
    monitoraggio ed elaborazione degli accessi al blog
    come faccio un blog attraente? come divento con esso ricco e famoso?
    vino, turismo e web 2.0 - come stanno assieme?
    discussione sul diritto in internet (immagini, testi, ecc)
    fondamenti legislativi e teologici del vino da messa
    quo vadis enoteche? ci sono novità?
    fermentazioni spontane e franchi di piede - blabla dei viticoltori o c'è dietro qualchecosa di più?
    cosa è in francia così diverso? tra l'altro donne ed il web
    viticoltura in pendenza
    viticoltura bio verso convenzionale - dove andiamo?
    il vino nel supermercato - ospiti su un altro pianeta
    ottimizzazione seo per macchine di ricerca del proprio sito - cosa può fare il singolo redattore?
    il webshop per i propri vini - necessario o meglio lasciare lì?
    un mio sito web - ne ho bisogno o no? discutiamo i pro ed i contro
    vino ed internet - le donne li vedono diversamente
    silvaner ed asparagi e riesling col pesce - no di certo, oggi bisogna provare cose nuove
    discutere dei vini in internet - i blog che uniscono semplici bevande alcoliche, raccoglitori di punteggi ed opere d'arte
    come valutare il successo del social media marketing - presentazione di un progetto di ricerca

    titoli desiderati, ma senza autore ancora:

    le trappole del diritto vitivinicolo tedesco
    apps per il vino
    costruzione del criticato megaponte sulla mosella - cosa ha determinato internet?
    quanto sono indipendenti le guide?
    affiliate marketing, blogger e commercio
    foodpairing col vino
    tablet pc: c'è di valido solo l'ipad?
    pr e social media
    pressupposti di un vino perchè possa maturare bene
    dalla foto al terroir - discussione a proposito di diversi terreni
    perchè viticoltori non sanno cucinare o perchè c'è una cortina tra i wineblogger ed i foodblogger?

    cosa ne dite?
    io intanto ringrazio filippo e lo staff per la bella esperienza che ho potuto fare nell'ex repubblica marinara.

    link a questo commento 0 0
    #32
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    scusa Armin, ma in questo caso gli organizzatori danno dei titoli che poi vengono assegnati a qualcuno?

    link a questo commento 0 0
    #33
  • Armin Kobler

    Armin Kobler

    no, c'è chi propone il suo proprio speech e poi ci sono desideri, proposte fatte dai partecipanti prima della manifestazione sul sito in modo che si può trovare qualcuno che se ne occupi.

    link a questo commento 0 0
    #34
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    molto interessante la cosa delle proposte. molto molto molto

    link a questo commento 0 0
    #35
  • Armin Kobler

    Armin Kobler

    allora sai già cosa proporre per 'anno prosssimo? ;-)

    link a questo commento 0 0
    #36
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Potreste cominciare a indicare qui una serie di temi a voi cari che vorreste fossero trattati alla prossima #vuu. Poi faremo un post apposito più avanti, l'anno prossimo ma così, giusto per cominciare a discuterne.

    Grazie, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #37
  • Massimo D'alma

    Massimo D'alma

    Ottima, davvero ottima idea. Proporre i temi "desiderati" può essere vincente

    link a questo commento 0 0
    #38
  • Simone Brogin - Spirited Wines

    Simone Brogin - Spirited Wines

    Ciao a tutti,
    ma scusate....visto che in molti scrivono circa la necessità di sponsor, vorrei chiedere quanto servirebbe...5, 10, 20? Se ci fosse già un'idea di partenza potremmo cominciare ad organizzarci, no? E magari tra aziende, agenzie, ristoranti, enoteche, ecc....riusciamo a fare in modo che questa bellissima manifestazione abbia qualche risorsa in più! Da commerciale mi piace discutere concretamente sui numeri....deformazione professionale!
    Ciao
    Simo

    link a questo commento 0 0
    #39
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    comincio anche io a scusarmi perche' non c'ero, pero ero stato alle due precedenti, quindi una idea me la sono fatta.
    Se uno si aspetta una rimpatriata tra amici virtuali, secondo me l'obiettivo e' soddisfatto, e non e' poco, davvero.
    Se uno si aspetta altro, le cose possono essere diverse. A mio parere c'e' sempre un difetto di fondo nel voler passare dal virtuale al reale, ed e' che spesso si confonde il mezzo con il messaggio. Che cosa abbiamo in comune io, Fiorenzo, Stefano Caffari, Pamela Guerra, ecc? A parte il fatto che ci interessa il vino, rimane il fatto che siamo tutti presenti su internet. In realta' non molto. Siamo persone che hanno interesse sul vino, ma da angolazioni molto diverse, una volta che il "collante" del virtuale viene neutralizzato dal fatto che siamo presenti fisicamente sul posto, quello che rimane e' il vino. Ora, parlare di vino da tremila angolazioni puo' essere anche interessante, ma rischia anche di essere molto superficiale e dispersivo, se non esiste un tema comune. Ma il tema comune non puo' esistere perche' le nostre esperienze sono troppo diverse le une dalle altre. Il rischio e' che si finisca di parlare di qualunque cosa contenga la parola vino, in un minestrone senza capo ne coda dove si, qualche scintilla di originalita' puo' pure emergere, ma la quasi totalita e' fatta da zuppa.
    La soluzione? Temo che non esista, perche' per sua natura questo formato mette insieme cose accomunate da un mezzo - la rete - e non da un messaggio.
    Tutte le volte che ci sono venuto, e che verro', e per incontrarvi di persona, e questo, come dicevo, non e' poco. Chiedere di piu' forse non serve ( e forse non si puo')

    link a questo commento 0 0
    #40
  • Jacopo Cossater

    Jacopo Cossater

    Oggi mi sono permesso di scrivere a Filippo una lettera aperta sul blog. La riporto qui, sperando di portare un ulteriore contributo alla discussione.

    --

    Ciao Fil.

    Avevo iniziato a scriverti privatamente ma dopo poche righe mi ero reso conto quanto questa mia riflessione potesse essere uno spunto non solo per te ma anche per tutte le persone che ruotano intorno a Vinix, all'Unconference che precede Terroir Vino e che in generale sono in qualche modo sensibili a tutte le tematiche relative al vino, in rete.

    Come sai meglio di me a seguito del recente camp del 12 giugno sono nate alcune osservazioni piuttosto critiche relative a forma e contenuti. Volendo riassumere si potrebbe dire che le argomentazioni sono sostanzialmente tre: mancanza di contenuti interessanti, mancanza di dibattito, interventi troppo (o troppo poco) tecnici.

    Anche la mia prima reazione a caldo, nei giorni immediatamente successivi, era stata quella di proporre piccoli cambiamenti. Anche io come altri (pur non avendo seguito tutti gli speech previsti) avevo registrato quegli stessi umori. Mi era parso in particolare che la maggioranza degli interventi fosse troppo autoreferenziale. Come se Genova fosse una vetrina privilegiata per presentare i propri progetti professionali, spesso già conosciuti, di fronte ad una platea estremamente preparata. Una sorta di cassa di risonanza. Mi ero quindi prodigato a dispensare consigli: dalla selezione degli interventi in giù. Su Vinix è tutt'ora in corso un dibattito su questo specifico tema.

    Con il passare dei giorni però mi sono reso conto di quanto questa sia una discussione a tratti sterile. L'Unconference è infatti una piattaforma che tu metti a disposizione della comunità. Magari ci potrà essere qualche miglioria tecnica ma il format in sé funziona benissimo. Ho letto di una migliore moderazione, ma non posso pensare che una platea di tale statura non sia in grado di essere all'occorrenza curiosa e ficcante. Se quindi qualcosa quest'anno non è girato nel modo giusto la colpa è di tutti, tanto dei relatori quanto dei presenti. Il paragone che mi viene più immediato è quello con un termometro, come se quello fosse il momento in cui registrare lo stato del vino in rete. Quindi ecco, forse non è un caso che quest'anno sia andata così.

    Tutto questo senza nulla togliere alla qualità assoluta di alcuni interventi, immancabili davvero. Il punto è che l'Unconference è sempre di più un momento centrale ed è naturale che le aspettative crescano con lei. Se tutti colori i quali c'erano e ci saranno, me compreso, sapranno fare una piccolissima autocritica sono sicuro continuerà a crescere, com'è naturale che sia.

    --

    (da qui: http://www.enoicheillusioni.com/2011/06/vinix-unplugged-unconference/)

    link a questo commento 0 0
    #41
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    @gianpaolo la mia esperienza è molto diversa. Nelle precedenti edizioni sono tornata a casa con molte idee, spunti, riflessioni. Forse l'approccio ad internet non ci sarebbe stato nel mio caso senza #vuu.
    Io invece credo che un tema comune visto da mille angolazioni possa dare molto. Un tema comune ce l'avevamo, anche senza che nessuno lo esplicitasse necessariamente, vino e web.
    Quest'anno qualcosa non ha funzionato. Forse, dice Jacopo, se #vuu è un termometro dello stato del vino in rete quest'anno non è un caso che sia andata così.
    Io continuo a vederci la necessità di un intervento certo che non snaturi l'idea stessa di unconference, ma se la temperatura dello stato del vino in rete il prossimo anno non dovesse differire molto da quella appena misurata e nessuno facesse niente per modificare lo stato delle cose, il prossimo #vuu rischierebbe di essere un'occasione persa.
    E io che sono una testona lucana continuo a immaginare una maggiore moderazione che scaldi e calmi la platea a seconda degli umori :)

    link a questo commento 0 0
    #42
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    @Sara. Forse il vino emil web puo' essere un argomento piu' ristretto e che probabilmente si presta ad una unconference (anche se poi ci si deve chiedere quanto possa essere reiterato all'infinito), per se prendo la lista degli speech che trovo sul sito di terroir vino, ne prendo solo alcuni senza scegliere tra i primi che vedo, questi sono i temi:
    -prodotti e tecnologie Health Target per la vinificazione senza solfiti
    -mie esperienze di creazione social team , per creare una brand reputation territoriale come possibilità marketing di territori a forte vocazione enoturistica
    -La parola
    -Il ruolo della FIVI in Italia e in Europa
    -e-commerce e Logistica del Vino per un servizio di qualità
    -"Carpiato e avvitamento tra le tavole del Regno" Viaggio nell'artigianato culinario da Sud a Nord
    -"Langhe Doc. Storie di eretici nell'Italia dei capannoni" con proiezione di estratti del film (quelli maggiormente riguardante il vino e il pubblico di Vinix)
    -Territorio: Tradizione, Teroldego, Tempo
    -"Esperienze di produzione di vino amatoriale negli Sati Uniti"
    - riflessione sull'interpretazione qualitativa del Sauvignon Blanc
    -il tappo a vite
    ecc. ecc. (ho preso i primi titoli che ho trovato qui: http://vinixunplugged.eventbrite.com/#m_1_200 )
    Insomma, piu' che il vino e il web, il vino e qualcosa, mi sembra che l'argomento sia: il vino. Una conferenza, o una unconference ( ma anche questi termini, servono a spiegare o piuttosto a farci sentire un po' un gruppo di iniziati?) che si intitola: Il Vino. Serve? E' utile? E' gestibile?

    link a questo commento 0 0
    #43
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Gianpaolo, io credo che quello che tu vedi come un limite sia invece la vera forza di #vuu. La libertà di intervento da un lato, la varietà di temi trattati dall'altro. E' logico che con tale libertà di intervento la ciambella non può venir sempre con il buco e se il moderatore (che l'anno scorso ha fatto la sua porca figura) ha qualche problema di freschezza, la ciambella s'ammoscia pure.

    Credo che il leit motiv è e sarà sempre vino e rete, vino e tecnologie (informatiche in particolare), vino e comunicazione, vino e marketing. Quello che cercherò di fare sarà di andare a stimolare io direttamente alcuni interventi specifici per avere temi di grande interesse su vari fronti e di selezionare ancora di più le candidature spontanee lasciando pur sempre un certo margine di libertà perchè altrimenti diventa l'ennesimo circoletto chiuso di cui non sento davvero il bisogno.

    Ci sei mancato comunque, pacconaro che non sei altro. :)


    Ciao, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #44
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Per chiarire meglio il mio pensiero, aggiungo questo.
    Si è dibattuto molto sull'opportunità o meno di selezionare dei target. Ecco, io invece vedrei bene all'unconference sia un intervento di un #mario qualsiasi che ci viene a dire quali sono gli ostacoli che si frappongono tra lui e il produttore, sia il fondatore della nuova app di turno nel nostro settore, sia il produttore che ci parla di un innovativo metodo di potatura. Ad ogni speech un pubblico diverso, libertà di entrare e uscire, non è una conferenza. Non vuol esserlo almeno.

    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #45
  • Gianpaolo Paglia

    Gianpaolo Paglia

    anche voi mi siete mancati, vediamo il prossimo anno se ce la facciamo. Pero' non sono convinto che buttare tutto dentro un pentolone sia sempre vincente, anzi, direi che quasi mai lo e'. Restringere il tema, che puo' benissimo essere ognuno di quelli che hai detto tu, oppure due o tre temi al massimo, aiuta anche a chi deve parlare a non divagare su cose che possono avere poco interesse generale. Eppoi, non so come sia andata da questo punto di vista quest'anno, ma se hai 5 minuti di tempo non puoi parlare per 10 minuti.

    link a questo commento 0 0
    #46
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Hai 10 minuti di tempo se vuoi lasciare 10 minuti al dibattito oppure puoi mangiarti i 10 minuti di dibattito e parlare 20. Di solito 10 minuti sono più che sufficienti per presentare qualsiasi progetto in modo sintetico.

    link a questo commento 0 0
    #47
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    riprendo il commento di Armin e seleziono gli argomenti che mi interessano.


    riforma ocm vino, opportunità o fine?
    monitoraggio ed elaborazione degli accessi al blog
    fermentazioni spontane e franchi di piede - blabla dei viticoltori o c'è dietro qualchecosa di più?
    cosa è in francia così diverso? tra l'altro donne ed il web
    viticoltura bio verso convenzionale - dove andiamo?
    ottimizzazione seo per macchine di ricerca del proprio sito - cosa può fare il singolo redattore?
    il webshop per i propri vini - necessario o meglio lasciare lì?
    apps per il vino
    quanto sono indipendenti le guide?
    affiliate marketing, blogger e commercio
    pr e social media
    pressupposti di un vino perchè possa maturare bene
    perchè viticoltori non sanno cucinare o perchè c'è una cortina tra i wineblogger ed i foodblogger?

    link a questo commento 0 0
    #48
  • Armin Kobler

    Armin Kobler

    a me interessebbe che categorie altrettanto importanti nella filiera che però mai si fanno sentire parlassero:

    l'agente che ci spiega il suo lavoro ed il supporto che magari si aspetterebbe dal produttore
    il distributore che ci spiega i meccanismi di mercato visti dalla sua visuale, quali tipi di vini/aziende sono interessanti per lui
    l'enotecario/ristoratore ed il suo rapporto con il cliente da una parte ed il produttore dall'altra.

    non sembra anche a voi importante coinvolgere queste categorie?

    inoltre vorrei che intervenissero anche una volta tanto i produttori di prodotti per l'enologia, riescono veramente a sconvolgere un vino? com'è il loro punto di vista?
    penso che di dibattito ci sarebbe.

    ok, mi fermo intanto.

    link a questo commento 0 0
    #49
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    Ciao a tutti,

    per la serie 'a volte ritornano', io quest' anno ho partecipato SOLO a VUU .
    Chi mi conosce l' ha visto :)

    Intanto Fil ti dico che ti devo una sedia, sì.. quando sono arrivato al VUU mi sono seduto sulla prima che c'era vicino a Le Vigne di Alice e ha fatto 'crak', ancora mi rimane da capire perchè.. (non di certo per le mie esili misure :) )
    Quella che ho preso dopo non ha fatto crak. :D

    Per me VUU è il motivo per venire a Terroirvino,
    tanto è vero che dopo la cena a Villa Spinola (ecco su questa avrei qualche appunto da fare, forse per mia deformazione professionale, eh?? ) ci siamo trovati nel 'nostro solito posto' di fronte all' Acquario a ''degustare il vino di tutti'' e poi me ne sono tornato in Romagna e mi sono goduto una splendida alba in viaggio :)

    Seguendo quanto dice Poggio Argentiera, anch'io sono stato bene, ho visto e 'toccato' le persone che volevo vedere e tanto mi è bastato.
    Non avevo altri scopi.

    Per essere costruttivo col post, propongo :

    - coffee , come propone Il Mosnel
    - cernita degli argomenti , come propongono in parecchi
    - maggiore spazio agli interventi , come propone Luca Risso
    - più spazio alla creatività e diversità sia nei contenuti che nelle presentazioni , come propongo da sempre
    - allargare la cerchia degli 'amicici' magari 'giocando' insieme con tutti, o se preferite 'mettendosi tutti in gioco' , si accettano proposte :)

    - se poi ci sono i soldi (ahahahahahahaha!!! ), allora potenziamo pure la tecnologia, ecc.. Io prima di essere felice di poter parlare con i vinixiani dell' Australia, vorrei stare veramente bene con i Vinixiani dell' Italia tutta, unica ed indivisibile ! Augh!

    Se poi volete fare un VUU anche in Romagna, Il Grand Hotel è lieto di ospitarVi , così poi andiamo a sbollire a mollo nel Centro Benessere

    A presto ditta !

    Emanuele

    link a questo commento 0 0
    #50
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Anche se in ritardo, leggo e trovo parecchio buonsenso in tanti interventi, dalle esortazioni di Fiorenzo all'analisi di Filippo.
    Tornando al budget, che è quello che aiuta a fare più cose e meglio, trovare sponsor è un lavoro a parte.

    Come trovare più operatori di settore locali per parlare di vendita di 'sti vini nei paraggi di Genova per esempio. Sarebbero una stimolante fauna in più per l'unconference, oltretutto.

    Ci vogliono intenzioni, strategie e tanta attività pratica per raccogliere adesioni e sponsorizzazioni.
    Fil è riuscito a fare grandi cose ogni volta che ha deciso. Bisogna vedere cosa decide :). E poi chi decide di coinvolgere nelle attività. E' un'altra fatica non da poco, immagino ce ne rendiamo conto tutti.

    Seguo.

    Ale

    (ps. Come sponsor vedrei bene anche delle aziende enologiche, no?)

    link a questo commento 0 0
    #51
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Ale, trovare sponsor è proprio un lavoro a parte che io evidentemente non sono bravo a fare. Ho provato credimi, molte volte e in varie direzioni ma senza successo. Poi, logicamente, se sei impegnato su altri mille fronti anche operativi, non reisci a fare 1 cosa soltanto molto bene. Quindi se sapete indicarmi chi, per lavoro, trova sponsor, avanti! :)

    Ciao, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #52
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Ciao Fil,
    se decidi di attivarti in tal senso, si inizia con il progettare *cosa* dare agli sponsor, una volta individuati i potenziali tali.
    Uno spazio all'ingresso? dei banner virtuali e non? Altri contenuti? Adv verso gli espositori nei post su Terroir Vino? e via così.

    La strategia è articolata e va fatta nei due sensi: decidere chi contattare e come; e poi cosa dargli e secondo quali quote di sponsorizzazione.
    E questo lo decidi tu. Se avevi già dei piani pronti, sarei interessata a conoscerli, credo di poter contribuire..

    Nessuno riesce a fare tutto da solo. I limiti di ognuno di noi, oltre che fisici, sono anche "attitudinali".
    C'è chi è portato per organizzare, chi per vendere, chi per filmare :).
    (a proposito, sono in Maremma per motivi familiari ed appena rientro a Milano - una settimana - riprendo con entusiasmo il montaggio dei successivi video di Terroir Vino).

    Per la prossima edizione c'è tempo, mi piacerebbe se il discorso sponsorizzazione fosse ulteriormente approfondito nei mesi a venire. Keep in touch.

    Saludos,
    Ale

    link a questo commento 0 0
    #53

inserisci un commento