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#61 Commenti

  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    E' una sensazione che mi pervade da tempo: fase due della compagnia, il campanilismo. Il web assomiglia sempre di più all avita reale e come tale applicano le regole della società. Non so a chi in particolare ti rivolga, ma capisco.
    Ciao Fil, un abbraccio.
    Tom

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    #1
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Queste divergenze le noto spesso tra i grandi blogger o meglio, siti enogastronomici dove le frecciate sono all'ordine del giorno.

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    #2
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Perché, esistono grandi blogger? :)
    Sani.davide

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    #3
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Hai ragione! Parlavo di dimensione. Mi sembra che tra 3/4 portali enogastronomici sia in atto una sorta di guerra di "potere"

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    #4
  • Cromobox

    Cromobox

    aggiungerei nel caso di dubbi di alzare il telefono o vedersi di persona, non scriversi mail o DM, faccia a faccia e con la voce si risolve tutto, o quasi, sempre

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    #5
  • Fabrizio Gallino

    Fabrizio Gallino

    Come al solito ci metto la faccia. Senza problemi.
    Nel mio caso forse pago l'eccesso di chiarezza e trasparenza. Non ho alcun problema a dire che a seguito di grignolino1 c'era la disponibilità ad aiutare per Barbera2 (mi era stato chiesto di occuparmi delle schede dei vini).
    L'organizzazione prese una piega che non mi piaceva e lo dissi, dapprima in privato e poi, probabilmente sbagliando, in pubblico, spiegando le mie ragioni. Ci fu una telefonata che non scorderò mai in vita mia in cui mi vennero dette cattiverie gratuite che mi fecero capire finalmente chi avevo di fronte. Scelsi pertanto di allontanarmi dal gruppo organizzativo di Barbera2. Questo 2 mesi prima dell'evento. Poi iniziarono piccoli segnali, twett quasi irridenti (o da te interpretati come tali), come ad esempio l'addormentarsi alle degustazioni (conoscendo la mia situazione personale e in aggiunta all'uso di antistaminici mi sembrò francamente di cattivissimo gusto fare uscite del genere). Scelsi quindi la strada della difesa, dapprima con scrivendo alcuni post e poi con i defollow, anche perchè ero stufo di leggere messaggi che più che altro sembravano avvertimenti mafiosi. E di conseguenza mi sono liberato di tutto il contorno, disinteressandomi a tutto. A chi di dovere ho espresso in privato i complimenti per il successo della manifestazione e contestualmente ho chiesto un incontro chiarificatore o per mandarsi a stendere definitivamente. Sono ancora qui che aspetto. Ora mi aspetto le palate di merda. Ma tanto Enofaber è l'ultima ruota del carro. E proprio in quanto tale non ho nulla da perdere. La mia credibilità l'ho costruita proprio sull'onestà intellettuale e la trasparenza. E chi pensa il contrario me lo dimostri, con fatti concreti.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Grazie faber.
    Per ora sei l'unico a quanto ne so, che da mesi dice una parola sull'accaduto e questo ti fa onore se non altro porta un filo di chiarezza in più su un post evento che ha creato tutta una serie di reazioni a catena incontrollate che secondo me sono degenerate anche oltre il necessario.

    Sulle offese personali non ci sono parole. Sull'impronta data a #barbera2 che ho già detto quello che penso e cioè che da un #barbera2 di un tipo, si può passare ad un #barbera3 di tipo diametralmente opposto. Quindi lo vedo come un non problema.


    Fil.

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    #7
  • Roberto Mastropasqua

    Roberto Mastropasqua

    Resto sempre basito quando leggo queste cose e sono sempre più contento di sapere che vivo a margine di un mondo dove succedono cose "brutte". Mi sa che continuerò a vivere nel mio margine senza mai entrare nel mondo, non accorgendomi di quello che accade fuori (o meglio fiutando qualcosa ma non volendoci entrare di proposito).
    Un unico "appunto" ma davvero c'è chi tra voi si preoccupa dei defollow? Da me la gente va e viene, mai mi sono posto il problema di capire chi mi segue e chi no o chi cambia idea.

    Nel caso vogliate prendervi una vacanza dal mondo, vi ospit nel mio margine :-)

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    #8
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Quoto Roberto al 100% e aggiungo che, in generale, sia nella vita che nel web, dovremmo prenderci tutti meno sul serio.

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    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Una sola volta nella vita ho avuto una rissa tale con un amico (per una stupidaggine tra l'altro) da metterlo alla porta. Non ci siamo parlati per 1 anno e mezzo. Poi siamo tornati a stringerci la mano, a vederci e a scherzarci su. Il defollow è atteggiamento puerile se fatto per ripicca ma è ben lecito credo e dovuto se la persona che si seguiva per curiosità smette di incuriosire o perde la nostra stima e fiducia. Voglio dire, va bene no alla ripicca fine a sé stessa ma la libertà di scelta di chi frequentare penso sia sacrosanta.

    L'intento di questo post era portare allo scoperto roba sottotraccia prima che fosse troppo tardi e si deteriorasse tutto l'ambiente circostante per via di questo clima pesante. Per amor di rete mi verrebbe da dire.

    Faber ha fatto il primo passo, spero tanto che lo facciano anche gli altri, ci si dica tutto quello che ci si deve dire e poi si chiuda la parentesi, più saggi e consapevoli di prima. Possibilmente nell'ottica del confronto e non dello scontro.

    Ciao, Fil.

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    #10
  • Cascina Gilli - Azienda Agricola Cascina Gilli di Vergnano Giovanni

    grazie Fil per il tuo post. E grazie anche a Fabrizio per l'onestà e la chiarezza con le quali è sempre intervenuto. Credo che il problema sia stato in effetti la mancanza di trasparenza. E questa mancanza ha generato dei costi molto alti. Se #barbera2 è stata una manifestazione tecnicamente organizzata molto bene e che ha aggregato un certo numero di persone intorno a una tipologia di vino, dall'altra però ha creato delle fratture davvero troppo dolorose. "business is business", forse sì, ma nella mia scala di valori le persone vengono prima. Il fatto che persone come Vittorio o Fabrizio, di cui ho immensa stima e rispetto e che hanno sempre agito in modo del tutto gratuito, generoso e disinteressato, siano state oggetto di offese e mortificazioni, questo per me è stato inaccettabile. E, come dice Fil, ciò che è orribile è che tutto questo sia stato distruttivo soprattutto per loro, che hanno pagato un prezzo personale altissimo. Io da questa vicenda ne esco piuttosto ammaccata (e qui parlo come chiara, e non come azienda). Dunque trasparenza sì, ma anche estrema attenzione e lucidità per capire chi sono le persone dietro a un quadratino di avatar.

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    #11
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @andrea @roberto

    Lo dico sempre.
    Dobbiamo prenderci tutti molto meno sul serio. Specie quando abbiamo a che fare con una cosa come il vino che dovrebbe essere sinonimo di spensieratezza, gioia di vivere, divertimento. Però non si può nemmeno mettere la testa sotto la sabbia e tirarsi fuori da tutto quasi si vivesse su Marte con un atteggiamento anche un filo snob da gente che non si sporcherebbe mai le mani con simili sciocchezze. Non sarà mica che voi nella vita non avete mai avuto un diverbio, uno scontro, un momento d'empasse, una figura di merda. No?


    Fil.

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    #12
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Scusate l'ignoranza, ma cosa è successo con #barbera2?

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    #13
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    @Fil

    Non conosco affatto la vicenda per cui le mie considerazioni sono del tutto generali. E' chiaro che, si ci sono state offese, queste non debbano passare inosservate.

    Io sto parlando in generale del mondo dell'"enogastroweb" dove vedo troppe fazioni e guerre inutili. E' questo quello che mi spiace, tutto qua.

    Mi spiace che Fabrizio o Vittorio, che non conosco ma che stimo, abbiano avuto problemi e spero che tutto si risolva.

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    #14
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @Niccolò

    E' quello che stiamo cercando di capire anche se poi è solo un pretesto per parlare di queste cose che capitano spesso e di cui non si parla mai. Situazioni molto simili all'impareggiabile Moretti nella gag "vengo o non vengo".

    Incomprensioni tra gli organizzatori senz'altro. Modi di fare, prese di posizione, gelosie forse, cose non dette. Quello che ho capito io è che un gruppo di persone non ha gradito il modo in cui è stato organizzato #barbera2 o è stato estromesso dalle decisioni oppure si è sentito defraudato di una sorta di diritto di primogenitura, non so dirti. L'idea era proprio di fare un po' di luce perché al di là delle questioni personali che sono più difficili da risolvere, credo che su altro si possa mettere una pietra sopra una volta chiarito.

    Più che altro al di là del caso specifico, mi spiaceva questo clima pesante che ti fa un po' perdere la voglia di stare e fare belle cose insieme. Andava discussa almeno, se non risolta.


    Fil.

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    #15
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    Tutte le settimane dcido di non seguire pi qualcuno: sono persone con cui non ho nessuna relazione, non condivido i contributi o, pi semplicemente, per l'esigenza di eliminare un " poco di rumore di fondo"
    Non mi é mai successo di farlo per idee divergenti dalle mie : sono cosciente che questo mi renderebbe pi povero.

    Hai ragione nelle tue affermazioni Filippo e ben hai fatto ad aprire questa, mi auguro, civile discussione.

    Il punto é che forse abbiamo ancora un atteggiamento immaturo verso il mezzo: spesso ho la sensazione di vivere un Web 0.2 piuttosto che 2.0 ( semi cit.)

    Non c'é nulla di diverso nelle dinamiche interpersonali tra on e off line.

    Ci siamo illusi (?) che il mezzo, oltre che alle barriere spazio/tempo, potesse infrangere quelle che rendono difficili e problematici i rapporti con gli altri : dopo anni di pseudomini e avatar abbiamo cominciato a metterci la faccia o la facciata?

    Se una divergenza di vedute su un argomento, un progetto o una degustazione diventano insulti, minacce private e ripicche pubbliche cosa caspita stiamo costruendo di diverso? In cosa cresciamo e facciamo crescere gli altri ? o non ho capito io quale fosse uno dei pilastri dei socialcosi?

    Credo che esistano poche cose che non si possano chiarire e dibattere (anche in modo acceso) in rete se si parte dal presupposto di non avere la ragione in tasca e sempre che davvero ci interessino le ragioni altrui cosa, qust'ultima, che a volte non ritrovo.








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    #16
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Io senza conoscere cosa era successo a #barbera2 ho fatto uno speach a #vuu parlando di degustazioni numerate, credo che se Filippo non avesse "bloccato" la discussione sarebbe uscito un casino ;)

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    #17
  • Roberto Mastropasqua

    Roberto Mastropasqua

    Fil, ti stimo davvero tantissimo. Ovvio che nel mio commento c'era un "filo" di ironia. Il concetto che volevo esprimere è di non cercare a tutti i costi i chiarimenti e magari avere la capicità di fottersene anche che tanto si vive lo stesso. Poi ovviamente dentro questo ragionamento ci stanno le priorità di ognuno e quindi ognuno è artefice del proprio vivere. A me è capitato di recentissimo un fatto spiacevole, con l'organizzazione di #polpette1, ci sono rimasto male ma ne faccio tesoro, ho capito come sono fatte certe persone e ne terrò conto per la prossima volta. Ma dal "negativo" ho fatto tesoro di qualcosa di positivi capendo che un paio di persone sono entusiaste e amano "mettersi in gioco". Quindi alla fine mi porto a casa qualcosa di bello nonostante gli "stronzi" :-)
    Io amo vivere così, perché comunque sia, la mia felicità è importante :-)

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    #18
  • Sandra Salerno

    Sandra Salerno


    Mi reputo una professionista e come tale mi comporto. Sono sul web da circa 6 anni e gli ultimi 4 passati a seguire parecchi progetti.
    Seguo Filippo nella sua avventura con Vinoclic da principio credo. Sono stata una delle prime persone che ha accettato di diventare editore con il circuito Vinoclic. Pubblicità progresso.

    E dopo 6 anni di frequentazioni su web sono amareggiata e dispiaciuta di quello che accade, anzi di quello che è successo negli ultimi due mesi.

    Mi sono ritrovata, senza saperne il motivo, a essere bannata da Vittorio Rusinà ( tirebouchon) e Fabrizio Gallino (enofaber). Sono talmente serena che faccio nomi e cognomi.
    Roba che nemmeno alle scuole medie. Senza uno straccio di spiegazione.
    Vittorio è una delle persone che ho conosciuto all'inizio della mia avventura sul web.
    E mi fa specie che, guarda caso, manchi solo lui a commentare questo post, proprio lui che ha fatto scoppiare il caso #barbera2

    Nelle settimane passate ho letto post denigratori su markette, pubblicità occulta e quant'altro. Cose orribili e offensive, con allusioni chiare a persone.
    Da persone che più di una volta mi sono offerta di aiutare. Ma questa è un'altra storia.

    Tanto per capirci per vivere devo ancora lavorare. Se sono arrivata fino qui lo devo solo ed esclusivamente al sudore della mia fronte e all'olio di gomito. Il mio. E non mi sono prodigata in piagnistei vari quando per molti mesi il lavoro nn arrivava.
    Nessun padrino, nessuna raccomandazione. Nessun pigmalione. Non mi reputo una superblogger, come qualcuno ha scritto. Solo una professionista.
    In questi anni solo ed esclusivamente tanto lavoro su me stessa, STUDIO, preparazione e costanza. Giorno dopo giorno da tutta la vita. Lavoro da quando avevo 19 anni, quindi rapido calcolo 25 anni.
    Lo so, non saranno molti ma al mattino mi guardo allo specchio e posso farmi i complimenti da sola. Anzi, per i risultati ottenuti posso ringraziare i miei genitori per avermi cresciuta con il rispetto degli altri e con onestà.
    Ho una sola faccia, in pubblico e in privato. Però una delle cose che non ammetto è la mancanza di rispetto.

    Questo purtroppo nn lo posso dire di altre persone.

    Ho accettato di partecipare al progetto di #barbera2 con entusiasmo (quello che mi contraddistingue in tutte le cose che faccio, a volte persino troppo) e quello che ho fatto l'ho fatto a titolo gratuito.
    Per amicizia nei confronti di chi ha organizzato il progetto.
    Ho trascorso ore tra girare i video, caricarli sul web, tempo tolto al MIO tempo lavorativo: le visite in cantina da Cascina Gilli, Iuli, Varaldo, Garitina, Massa etc... zero compenso. E allora? Cosa ha dato fastidio ai paladini delle degustazioni seriali? Che si volesse creare un evento diverso, che è uscito dai canoni di quello che qualcun altro aveva in testa? Scusate ma dove è scritto il decalogo per la degustazione seriale perfetta? Qualcuno il 14 maggio, durante la degustazione ha anche scritto su twitter: questo nn è barbera2??? Ma come si fa? Mi chiedo con quale diritto ci arroghiamo di dettare le regole e criticare il lavoro degli altri? Senza contare i costi che tutto il progetto ha avuto. No, ma figuriamoci. Quelli nn si contano. Va bene solo la critica di massa.

    E poi ancora, vogliamo continuare a fare degustazione con i 4 cantoni o cercare di creare eventi e far conoscere realtà ai più sconosciute? 100 persone a degustare Barbera ti sembrano poche @CascinaGilli? No, fatemi capire.. Qui c'è gente che con il vino ci LAVORA e tu FIlippo sei il primo, e mi vieni a scrivere 'Specie quando abbiamo a che fare con una cosa come il vino che dovrebbe essere sinonimo di spensieratezza, gioia di vivere, divertimento' ??

    Vogliamo continuare a creare # per eventi per pochi adepti? La maggior parte di voi qui mi pare che con la comunicazione ci lavori, o forse mi sono persa dei pezzi importanti? Il vino volete solo berlo, voi produttori, o magari anche venderlo. Far si che se ne parli?? Ditemi: cosa volete?

    Per me barbera2 è stata ed è un'ottima occasione professionale. Un evento che da locale è diventato internazionale, con la partecipazione al Barbera Festival. Le mie ricette e i video sul sito. Oltre alla cartella stampa italiana e americana. E sono fortunata, la mia onestà intellettuale è integra. In ogni caso.
    Stimo personalmente e professionalmente sia Monica Pisciella che Gianluca Morino e mi dispiace molto leggere certe cose, parole.

    Sono mesi, molti mesi che a due passi da casa, a Torino si organizzano cene, serate carbonare, come le definisce qualcuno #pincopallo1 /2/3
    Io ho solo una parola per catalogarle: Snob.
    Proprio perché dalle stesse persone da cui è nato tutto questo 'casino' che si professano 2.0, condivisione totale etc etc... E invece?? 4 amici, sempre i soliti 4. Alla faccia della condivisione, dell'essere tutti amici, volemose bene e via discorrendo. E a domanda mi si rispondeva: 'ma scusa, mica ti devo invitare. scritto su twitter, evento aperto. Bla bla bla. '
    Senza contare l'evento dell'anno, 14 Febbraio, Milano... le cigare Volant. Ma sai, sono amico di Randall Grahm, ora mi followa, sai ha 360.000 follower... organizziamo un evento super figo a Milano .
    Ma scusate, ora dove sta Randall Grahm? Avete fatto conoscere questo mitico produttore a una 70ina di persone a Milano. A cosa è servito l'evento? Ne aveva bisogno? Avete creato una rete di contatti con gli stati uniti grazie a Le cigare volant?

    Scusate per il commento, che in realtà è un post. Ma avevo un sassolino nella scarpa che oggi ha deciso di uscire.

    Buona continuazione a tutti. Anzi, come direbbe il buon Paolo Marchi, buona vita. Con i problemi che si assalgono tutti i giorni (non so voi, ma io ne ho parecchi) c'è ancora chi fa #gnegnegne (citazione @Kiainga)

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    #19
  • Fabrizio Gallino

    Fabrizio Gallino

    @sandra. Alcune puntualizzazioni
    1) Da parte mia sei stata defollowata e non bannata. Defollowata in quanto cassa di risonanza di tweet a mio avviso offensivi e denigratori. Defollowata cone altra decine di persone che continuavano a fare RT di cose che ad un certo punto non mi interessavano più. Da buon ultimo, il venerdì prima della degustazione hai avuto anche il buon gusto di scrivere (vado a memoria) "già vorrei capire perchè tizio ed Enofaber non partecipano a barbera2". Al di là che ho rinunciato alla partecipazione a Barbera2 tre settimane prima dell'evento scrivendo un'email a tutti gli organizzatori (ottenendo anche risposta da Morino). Magari tu non ne eri al corrente. Ma sei al corrente che, mettiamo pure le mie cose in piazza, mi sto separando e in quel we sarei stato con mio figlio che oltretutto aveva anche un impegno calcistico. Francamente la tua domanda "retorica" mi diede fastidio: e piccola puntualizzazione, ti ho defollowata dopo barbera2, non prima. E in ogni caso i miei contatti, li hai e potevi chiedere direttamente spiegazioni.
    2) Riconosco e ti ringrazio del fatto che in passato ti sei offerta di aiutarmi: ma ne ho mai approfittato o ti ho mai chiesto qualche favore? Per correttezza, proprio perchè sei una professionista (cosa che io non sono) non potevo darti il mio cv che con il tuo campo c'entra come i cavoli a merenda. Aggiungiamo pure che quando mi hai chiesto di venire a fare qualche abbinamento sul tuo blog l'ho sempre fatto con celerità e disponibilità, senza dirti e/o chiederti nulla?
    3) I post su markette e pubblicità occulta, so benissimo che stai parlando di me: se lo hai preso sul personale allora hai la coda di paglia. In fondo penso che tu sappia che sono abbastanza ingenuo: il mio era un discorso molto più generico, un malcostume molto diffuso nel mondo del wine&food. Che tu debba lavorare nessuno lo mette in dubbio: come nessuno mette in dubbio la tua professionalità. Ma allora, visto che sollevi la questione ti chiedo: se un post è figlio di una "collaborazione" sarebbe corretto segnalarlo, non trovi?
    4) Prima di barbera2, ti ricordo, ci fu grignolino1: 67 persone, non tanto diverse da quelle che c'erano a barbera2 (so che eravate un centinaio). La differenza di impostazione, per quanto ho potuto vedere, era lapalissiana. Ma lo spirito di aprirlo a tutti, no, questo non me lo puoi negare. grignolino1 era una sagra di paese, barbera2 da quanto sentito un gran galà. Ognuno è libero di organizzarlo come meglio crede. Come ognuno è libero di esprimere la propria contrarietà su certe impostazioni e uscirne, come feci io, in tempi non sospetti. Per cosa poi? Per essere denigrato e sputtanato? Per essere accusato di essere uno che maltratta le bottiglie solo per cercare visibilità? Che sono uno non corretto e non trasparente?
    Non ho mai, e dico mai, remato contro barbera2, nonostante tutto. A Morino ho espresso in privato i miei complimenti con la richiesta di vedersi e magari cercare di capirsi o chiudere definitivamente. A parte Genova, dove c'è stato un incontro fugace, ad oggi non ho più avuto feed-back o aperture. Evidentemente non interessa.
    Io vado avanti per la mia strada: ed anche io mi guardo allo specchio e sono a posto con la mia coscienza.
    Buona vita anche a te Sandra.

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    #20
  • Giorgio Cestari / Primo Oratore

    Giorgio Cestari / Primo Oratore

    Non so cosa esattamente sia successo relativamente a #barbera2 (per mia fortuna, penso, a questo punto).
    Quanto al tema generale del post -solo a quello posso riferirmi- la mia sensazione è che non sia affatto vero che sul web si ritrovano gli stessi schemi delle dinamiche interpersonali rispetto che nella vita normale: almeno dalla mia esperienza le persone incontrate in rete, e anche qui su Vinix, mi sembrano molto più mielose o molto più stolte -diciamo-... rispetto alla media delle persone che ho consciuto nella mia vita normale, un po' come se la banda dei comportamenti fosse più larga sia in alto che in basso.
    Ciò me piace poco, e per questi motivi da certi social network mi sono già ritirato. Questo Vinix invece per ora mi garba, ringrazio chi lo sta tenendo su (presumo Filippo Ronco, quindi grazie direttamente a lui che personalmente non conosco).
    Saluto, PO

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    #21
  • Sandra Salerno

    Sandra Salerno

    @fabrizio, una precisazione: Nei miei post in collaborazione con aziende c'è sempre scritto, al fondo del post tra le etichette: collaborazioni/consigli per gli acquisti. Nei link trovi la categoria, con tutti i post pubblicati fino ad oggi.

    In merito al defollow, scusa ma nn sono della stessa opinione: se nn gradivi potevi sempre avvisarmi e dirmi per quale motivo. Fino a prova contraria l'azione nei miei confronti l'hai fatta tu, non viceversa.

    In merito a grignolino1 nessuno ha mai pensato che fosse una sagra di paese, tutt'altro Fabrizio. Persino Roberto , che nn aveva mai partecipato a degustazioni del genere, ne è rimasto entusiasta. Come tutti quelli che erano presenti. Me compresa. E mi sembra di avertelo anche detto in più di un'occasione. Sono due cose diametralmente diverse ed entrambe valide. Con organizzazioni diverse. Punto.

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    #22
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Grazie anche a te Sandra che hai deciso di toglierti questo macigno in pubblico. Hai solo da guadagnarci imho. A guardarla da fuori per il momento, sembra proprio che vi siete accapigliati sulle modalità di organizzazione di una cosa cara a tutti. Chi si sentiva nume tutelare e l'ha considerata stravolta, chi ambiva ad un risultato di eco più ampia che non ha voluto sentire ragioni. La verità sta (quasi) sempre nel mezzo.

    I miei commenti la mattina stessa di #barbera2 che ho seguito fino alle 11.30 - 12.00 circa in streaming, sono stati di grande apprezzamento. Come ho scritto anche nel post, non è che se #barbera2 è fatta in un modo qualcuno impedisce di fare un #barbera3 o un #pelaverga1 in uno scantinato buio in 5 persone. Nessuno davvero ed anzi, la libertà del format è la sua forza a mio avviso.

    Diverso se si pensa che il format dovrebbe avere delle regole comuni, allora cosa si fa? Ci si siede attorno a un tavolo (o attorno a un post) e si decidono queste regole, un po' come abbiamo fatto con i vinix live! qui su vinix. Poi i casini successivi credo siano stati solo una conseguenza di risposta a comportamenti di singoli e, a cascata, i sodali dell'una o dell'altra parte hanno deciso di sostenere l'amico più vicino, è umano.

    Ora, a mente fredda, pensiamo un momento se forse, al di là degli eccessi nei toni, non siano cose ampiamente risolvibili perché a rileggere fabrizio e sandra, che dovrebbero stare nelle barricate opposte al momento, trovo due amici di lunga e media data che hanno pari dignità e ragioni da vendere.

    Manchi tu Vittorio e tu Gianluca e non so, se crede, anche Monica. Se riusciamo a stare su questo filo, senza tirare in ballo il personale, forse ne veniamo fuori. Grazie comunque per chi ha avuto il coraggio di sbattere i propri cazzi in pubblico qui è in ballo la salute psico-fisica della parte wi-fu della rete, mica ciufole.


    Fil.

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    #23
  • Stefano il Nero

    Stefano il Nero

    "Questo è quello che incrina le relazioni nella rete. La mancanza di trasparenza. Perché prima o poi un rapporto finto emerge in tutta la sua dirompente inconsistenza".

    Ti ringrazio moltissimo per tutto questo post Filippo che non mancherò di riprendere, hai descritto molto meglio di me problemi che io dico da mesi.

    Altra cosa di cui vado fiero, per quanto poco ci si conosca il problema della trasparenza con me non ce l'hai.

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    #24
  • Maria Grazia Melegari @SoavementeWB

    Maria Grazia Melegari @SoavementeWB

    Le cose che leggo qui mi lasciano semplicemente interdetta. Non me le sarei nemmeno lontanamente immaginate. Per impegni personali ho disertato sia grignolino che barbera ( 1 - 2 non so, ho perso il conto). Meno male, se questo è il risultato. Non pensavo di trovarmi anche nel web 2.0 in mezzo a bambini dell' asilo, come spesso accade nelle dinamiche interpersonali della vita"reale". Soltanto mancanza di trasparenza, Filippo? No, non credo. Prima ancora immaturità, e ancora competizione, e in terzo luogo, egoismo. E la trasparenza dovrebbe essere prima di tutto verso se stessi: sapere chi si è e che cosa si vuole. Poi certo, anche verso gli altri. Per quanto mi riguarda, meglio un bel defollow, piutosto che l'ipocrisia.
    Un augurio agli attori della commedia
    MG

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    #25
  • Hande Leimer

    Hande Leimer

    Sandra ha scritto:
    "Qualcuno il 14 maggio, durante la degustazione ha anche scritto su twitter: questo nn è barbera2??? Ma come si fa? Mi chiedo con quale diritto ci arroghiamo di dettare le regole e criticare il lavoro degli altri? Senza contare i costi che tutto il progetto ha avuto. No, ma figuriamoci. Quelli nn si contano. Va bene solo la critica di massa."

    quindi, questa qualcuna sono io, e solo per questo scrivo - mio tweet (http://twitter.com/#!/vinoroma/status/69331328411238400 ) dice "ben organizzato ma non #barbera2". dopo questa ho anche spiegato perche, per me, non era #barbera2. ho anche scritto e detto tantissime volte che l'organizzatione era perfetta e ho detto miei complimenti.

    Non credo che è una critica di massa. E si, credo che posso fare una critica, perche no? Sono nel settore, e certo che credo di aver diritto di dire che cosa penso. mi ascoltono o no, altra cosa, ma perche non posso dire una critica, Sandra? Non ha niente di fare con arroghanza. Si puo e deve sempre criticare. e non ho dettato regole, ho detto sempre "per me è cosi".

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    #26
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @mariagrazia
    Capisco l'amarezza, la tristezza nel vedere amici di sempre (per esempio Vittorio e Sandra, ma non solo) allontanarsi così rappresenta la mia necessità di scrivere questo post. Però dobbiamo cercare di essere costruttivi ed apprezzare lo sforzo di trasparenza che per esempio Fabrizio e Sandra ci hanno messo nel portare in pubblico i propri scazzi. Fabrizio e Sandra che sono solo due pedine a mio modo di vedere, aggregatesi più per magnetismo che per convinzione allo schieramento nel quale per caso si trovavano al momento.

    I veri protagonisti di questa vicenda sono Vittorio, caro amico, papà di tante iniziative in rete e fuori rete, sostenitore di tutti e per questo forse non capito o ferito nel suo essere "puro" a tutti i costi, nel vedere piegato a fini promozionali un evento sul quale forse un poco ingenuamente si sentiva nume tutelare.

    Gianluca Morino e Monica Pisciella, gli organizzatori di questo evento, diverso nella forma e probabilmente anche nelle ambizioni ed obiettivi cui va dato atto di aver messo in piedi un evento di respiro internazionale.

    Ripeto, secondo me sono tutte cose superabili nella misura in cui, domattina, sia Vittorio che altri possono organizzare un #barbera3 o un #pelaverga1 in antitesi alle modalità più faraoniche (ma non per questo denigrabili) di #barbera2. Se dovessimo andare a ricercare lo spirito iniziale, dovremmo fare tanti passi indietro, ancor prima di #lambruschi1 ma chi ha la primogenitura? Ricordo un bellissimo post di Andrea Bezzecchi sul tema di tanto tempo fa. Magari Andrea può aggiungere qualcosa di prezioso alla discussione, lui sì che insieme a Patatone e pochi altri può considerarsi papà di queste degustazioni seriali.

    Ma le cose della rete sono belle perché alla fine vengono donate, sono un po' come i figli che si devono amare ma poi lasciar liberi di vivere la propria vita.

    Se, diversamente, si crede che le degustazioni numerate debbano avere delle regole, decidietele, decidiamole, parliamone. Ma davvero, non vi è motivo di creare queste distanze infinite.


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    #27
  • Cromobox

    Cromobox

    dico la mia solo in merito ad una questione,
    personalmente ho partecipato a diverse degustazioni numerate o seriali o come vogliamo chiamarle, dai 20 partecipanti fino ai 100 di #barbera2 e ritengo che NON debbano avere regole particolari.
    la loro bellezza sta proprio qui , nella differenza organizzazione e nel differente coinvolgimento che si ha verso il pubblico, l'utente a cui si pensa sempre.

    Sempre più spesso si dice, ci si dice, che ne mondo del vino si tente a parlarsi addosso, quindi ben vengano eventi che hanno la forza di coinvolgere anche 100 persone, perchè ci si deve limitare a 20-30 persone ?
    Sulla questione #barbera2 permettetemi solamente di fare i complimenti scritti, a voce li ho già fatti, all'organizzazione, quindi a Monica e Gianluca, averne di coraggio e spirito visionario come loro nel mettere in piedi un evento di tale portata, perchè ricordiamoci che l'evento è arrivato fino negli USA.

    i miei personalissimi 2 cent

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    #28
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Da quanto ho capito, #barbera1 e #barbera2 hanno avuto differenti organizzatori per cui è normalissimo che abbiano avuto differenti impostazioni. Poi starà a chi partecipa preferira l'una o l'altra organizzazione.

    Poi è chiaro che dietro ci staranno altre cose e non credo che il problema sia solo la modalità organizzativa

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    #29
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Magari non è l'unico Andrea ma credo sia stato il fattore scatenante. Certo, se i protagonisti non intervengono, possiamo fare tutte le congetture possibili e immaginabili senza mai prenderci sul serio.

    Fil.

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    #30
  • Andrea Bezzecchi @ Acetaia San Giacomo

    Andrea Bezzecchi @ Acetaia San Giacomo

    @Fil per la prima volta in vita mia sono tirato in ballo senza aver combinato qualcosa di brutto, che figata! :)

    velocemente perchè ciò che si scrive è sempre troppo:

    - in provincia di modena,in una zona di qualche km quadrato, per un prodotto che nessuno conosce, il "balsamico di mele" sono stati costituiti, per divergenze interne, 2 dico 2 consorzi/associazioni.
    - questo incipit che sembra non c'entrare 'na fava, per dire che il campanilismo è nel nostro DNA (direi quello italico), impossibile tenerlo fuori dalla vita e web. semmai va gestito :)

    - le degustazioni seriali: luca (belecasel) al vuu mi ha citato come il "creatore" delle degustazioni seriali, in realtà sappiamo tutti che senza i buoni patatOne ed aurelian0 non avremmo mai iniziato niente.

    - ma qui il problema non è tanto chi è stato il primo ANCHE SE, causa orgoglio ed ego di dimensioni sporporzionate, fa un po' girare i coglioni se qualcuno le "utilizza" senza nemmeno citare da dove sono partite/nate: attenzione!! mi riferisco alle prime di #lambruschi, per intederci quando dissapore faceva post un po' come se le avessero inventate loro e cmq senza applicare la santa regola del "ricostruire le fonti" (oh! nessun problema eh, giusto per dire).

    - adesso fa moolto piacere che sia una esperienza consolidata e che può anche portare a risultati importanti per le aziende.

    - ecco qui la prima chiave di lettura: le degustazioni seriali erano nate per le persone e senza le aziende. come momento di studio personale. e a quel punto tutto era ok. non si era nemmeno "snob" ma anzi, strafighi :)

    - anche nell'ambito di #lambruschi ci sono state contrapposizioni forti in particolare per quella da Chiarli, perchè in piena divergenza rispetto allo spirito originario.

    - l'importante è avere chiara la FINALITA' (e qui torniamo a quanto diceva Filippo).Quella originaria, una volta per tutte era: momento di studio sul vino (e non solo) attraverso l'assaggio alla cieca.
    Definizione stringata che vuol dire tutto e niente. ma che poi ognuno si taglia e ricuce addosso a seconda di come la vede:

    -(per me) STUDIO non c'è se ci sono più di 15-20 persone
    - studio non c'è se sono presenti i produttori (eehh già!)
    - studio non c'è se non c'è il confronto diretto tra prodotti di altissimo livello ed altri più semplici/economici

    - la finalità "studio" può essere sostituita con "comunicazione" e allora si aprono mondi e modalità nuove. niente di male, basta sapere cosa si vuole fare.
    Ad esempio l'ultima #lambruschi, da me organizzata, è stata una cosa orrbile, ma è perchè si era persa la visione originaria.

    Adesso siamo in fase di ritorno alle origini e, nonostante le divergenze che anche tra noi ci sono state, siamo ancora qui felicemente seduti attorno ad un tavolo ad assaggiare vino, consapevoli degli errori fatti e per questo più rigidi sulle regole - che è una cosa diversa dall'essere snob :)

    Dispiace molto che amici abbiano litigato, ma così è la vita. Speriamo che le cose si ricostruiscano.

    serialmente vostro
    bez.

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    #31
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Grazie Bez.
    E allora credo che questo potrebbe essere il canovaccio di partenza per una sorta di "statuto" del format delle degustazioni seriali. Dovreste incontrarvi tu, patatone, aureliano, vittorio, sara carbone, fabrizio gallino e chi pensate dovrebbe partecipare per parlarne secondo me. E' una bella cosa e due regole in croce non possono far male, anzi.

    Fil.

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    #32
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    Tutte giuste le puntualizzazioni su cosa è stato, cosa è, cosa sarà #qualchecosa(numero a caso)

    Ma non è questo il problema: o, meglio, nessuno mette in dubbio la possibilità di fare cose diverse.

    O provato a rilegge quanto scritto finora e mi pare di cogliere un solo "punto" di rottura: di fronte alle scelte strategiche (legittime) di alcuni organizzatori altri (legittimamente) hanno deciso di non prestare la propria collaborazione.

    Dove caspita stà il problema?

    Perchè il dire "non condivido" deve avere un simile strascico di ripicche?

    Cosa c'entrano altri rapporti, altre degustazioni, altri siti, altri post, altre cose?


    Sono molto rammaricato per 2 motivi.
    Il primo riguarda l'aspetto umano della vicenda: sapere di amici che, in qualche modo, "non stanno bene" mi rattrista, sono un sentimentale.

    L'altro, non meno importante, è sintetizzato nella domanda di
    Niccolò Desenzani

    "Scusate l'ignoranza, ma cosa è successo con #barbera2? "

    Il lavoro, condividibile o meno nel metodo ma non certo criticabile nell'impegno , svolto per quell'evento, i risultati ottenuti e compagnia bandiera avranno per sempre ( la lunga memoria della rete...) questo "marchio" di non detto appiccicato addosso.

    E questo, davvero, non è bello.

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    #33
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Faccio per un momento l'avvocato del diavolo ma a me sembra che queste degustazioni c.d. seriali non siano un fenomeno recente ed ascrivibile a qualcuno visto che sono decenni che gli appassionati di vino si riuniscono tra di loro in batterie alla cieca. Un pò come si dovrebbe fare nelle guide.....

    Oggi con internet queste degustazioni sono state solo pubblicizzate, è stato messo il # e il nome del vitigno ma nessuno si è inventato nulla.
    Dico tutto questo, da avvocato del diavolo, perchè mi sembra che di questo passo le degustazioni via internet diventeranno una sorta di franchising virtuale francamente immotivato.

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    #34
  • Andrea Bezzecchi @ Acetaia San Giacomo

    Andrea Bezzecchi @ Acetaia San Giacomo

    @andrea il fatto di non aver inventato nulla di nuovo, è l'unica certezza che abbiamo e che avremo sempre per ogni cosa che faremo! :)

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    #35
  • Roberto Mastropasqua

    Roberto Mastropasqua

    Devo dire che dopo 39 commenti al post, la confusione regna sovrana!
    Non si è capito cosa non ha "funzionato" e quindi generato lo "scontro", non si capisce (IMHO) perché si debba portare alla notorietà uno scazzo tra pochi, non si capisce più nemmeno se lo "scopo" sia mettere tutto in chiaro o dare delle regole (???) a eventi futuri...
    Io inizio a pensare che invece del post sarebbe stato meglio organizzare una cena a sorpresa tra i "duellanti" così si chiarivano a quattrocchi (che è davvero meglio perché le dinamiche di rete sono pericolose, credetemi).
    Quindi se davvero si vuole andare avanti a discuterne in pubblico (paradossale IMHO) si mette tuot le monde a conoscenza dei fatti e delle circostanze, se no l'ideale è mettere un bel block ai futuri commenti.

    Per quel che riguarda le degustazioni o eventi vari, ma davvero vogliamo fissare delle regole? e chi le fissa? Il Bez (che stimo tantissimo, sia chiaro :-) ) o patatone? Scherziamo? Come ben dice Petrini queste cose si sono sempre fatte, da prima di Twitter, ma da tanto prima, secoli prima! Ognuno è libero di organizzarne nella maniera che vuole, con quanti partecipanti vuole, con il tema che vuole (il vino o il cibo, l'aceto etc etc).

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    #36
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    @Andrea l'unica certezza che dovremmo avere è quella di diffondere nel migliore dei modi la cultura del vino senza divisioni. Difficile ma non impossibile.

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    #37
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @giuliano
    Secondo me questa discussione andava aperta per il bene della rete e per il bene di molte delle persone coinvolte, per la maggior parte vittime sacrificali più o meno volontarie. Come ho più volte indicato, nulla contro l'evento di cui ho scritto bene allora e ripeto bene oggi. Quello che non ha funzionato è sono stati i rapporti tra le persone prima durante e dopo. Pochissime inizialmente, qualcuna di più in un secondo momento. Potevamo starcene così e far finta di nulla oppure provare a fare qualcosa per smuovere le coscienze, nel bene e nel male. Perché non vorrei che alla fine le scelte di pochi possano condizionare negativamente anche quelle di molti. Questo no, non sarebbe bello.

    @andrea
    La riflessione che fai non è banale.
    Però è anche vero che queste degustazioni seriali, così come i vinix live o altri format recenti portano sempre cons e alcuni tratti distintivi. Tutti sono ben liberi di ritrovarsi per assaggiare quel che vogliono, quando vogliono, come vogliono e ci mancherebbe altro, è che secondo me non è solo un cancelletto a far la differenza, c'è stato un movimento di persone partito dal basso che hanno sdoganato un modo di approcciarsi al vino arricchendo questo approccio di significati e di modalità che forse vorrebbero non andassero perse se uno vuole ritrovarsi premettendo un cancelletto. Penso sia solo questa la richiesta di base. Se tu domani lanci le degustazioni con il punto esclamativo davanti e le fai in un certo modo, magari hai piacere che in seguito non si perda completamente lo spirito iniziale. Faccio congetture naturalmente, in attesa dei diretti interessati. Comunque la riflessione è interessante.

    @roberto
    non vedo cosa ci sia di male a individuare un canovaccio di regole per un format specifico. Tu sei libero di non prendervi parte o di inventarne di nuovi con altri nomi e fogge, dove sta il problema? Mi pare nei commenti più sopra di aver sintetizzato un poco l'accaduto - sempre secondo quanto posso aver capito io che non è il vangelo - se hai il tempo e la pazienza di leggere con calma, vedrai che qualche cosa capisci.


    Ciao, Fil.

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    #38
  • Roberto Mastropasqua

    Roberto Mastropasqua

    Filippo mi stai dicendo che qui dentro qualcuno ha inventato l'hashtag? Che per primo lo ha utilizzato per organizzare eventi? Suvvia... :-)

    Inoltre, credimi, pur leggendo non si ha la minima idea di cosa sia esattamente successo ne perché. Forse è chiaro a te che qualcosa sai, ma i più brancolano nelle nebbie.

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    #39
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    No era un tantino più complesso il ragionamento sull'hashtag nel senso che le degustazioni numerate hanno avuto una storia, un senso che nessuno prima gli aveva dato, dalla rete, dal basso. Poi hai ragione anche tu, non è così importante.

    Ho cercato di riassumere bel post cosa è accaduto - sostanzialmente divergenza di vedute sul come avrebbe dovuto essere organizzata #barbera2 prima e comportamenti dei singoli poi. Pensavo ingenuamente che si potesse spingere ad un confronto sereno (o anche acceso) in campo neutro ma a quanto pare i ponti son tagliati e la voglia di confrontarsi c'è solo da parte di alcuni (che comunque ringrazio per lo sforzo).

    Pazienza, ci abbiamo provato.


    Fil.

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    #40
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    Coming from a Place of Yes - By Bethenny Frankel
    Le dieci regole per avere successo

    1. Break the chain
    2. Find your truth
    3. Act on it
    4. Everything is your business
    5. All roads lead to Rome
    6. Go for yours
    7. Separate from the pack
    8. Own it
    9. Come together
    10. Celebrate
    This is what I do, it helped me immensely and it's how I conduct myself everywhere, I highly recommend this book it's FANTASTIC, Ms. Frankel is an AMAZING person and her words resonate.
    This is my 2 cents, and based on some of the teachings in this book and other belief systems that I embrace I can say with confidence that I never have any problems, I don't care what folks think about me or what I do that don't come from a place of yes. Cosa centra con tutto il vs. tristissmo discorso - per me centra e come centra. Make sure that you are coming from a place of yes is my advice, for whatever it's worth.
    A good day to all of you.

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    #41
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Dea, puoi spiegare meglio in italiano cosa intendi, io non ho capito bene.

    Ciao, Fil.

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    #42
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    Hey buddy,
    whassup? I am not good in speaking or writing Italian... just some advice to everyone re business, goals, results, celebrating togther and celebrating success eveyrone's success . - Sorry, my comment, my language :)
    Nice try btw :)
    Ciao Dea <--- ciao I can manage.

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    #43
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    whoa typo central over here - typing fast that's all, almost time for lunch haha

    good at writing or speaking -not good in
    together - not togther
    everyone - not eveyrone
    My bad! :)

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    #44
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Mi sembrava parlassi benissimo l'italiano fino a qualche giorno fa Dea ma visto che lo hai dimenticato ti parlerò in inglese :)

    Just trying to understand your point on this post. What do you mean with: "make sure that you're coming from a place of yes" ?


    Thanks, Fil.

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    #45
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    When I try to speak Italian I always have misunderstandings, zany mix ups and whatever...
    Re: What do I mean about make sure you are coming from a place of yes?
    Nice provocation Fil, really a good one. Read the book and find out.
    I am just expressing the fact that there is a lot of work, growth, opportunity and stuff like that.
    Keep your eyes on the prize mate and see you all, ALL in the winner's circle I hope :) ciao <---- about the only Italian I can manage these days!
    Make it a great day! :)

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    #46
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Io penso che il bel tentativo di Filippo sia andato perso. Almeno pubblicamente. Rimanere quattro gatti a parlare di cose che nemmeno sanno è molto ironico.
    Spero che il chiarimento arrivi in privato come dovrebbe essere.

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    #47
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    L'unica cosa che non è andata sprecata è stato il tempo, la coerenza e la trasparenza di Fabrizio Gallino e di Sandra Salerno che per quanto mi riguarda continuerò a poter guardare negli occhi in modo completamente cristallino.


    Fil.

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    #48
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Quoto

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    #49
  • Giuliano Abate

    Giuliano Abate

    Cito il buon @orporick:
    Il buon senso e' il confine tra due liberta'.

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    #50
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    Quattro gatti= tempest in a teapot, instead of fanning the flames, pouring fuel on a fire, let's all keep our eyes on the prize, helping Italian businesses gain more marketshare, and make a living in the meanwhile.
    All roads lead to Rome - we can all succeed.
    Everything is your business - it's an open and level playing field everyone can compete.
    Make it a gr8 day, peace out oh and please hug it out :) Dea.
    Che nessuno capice a cuanto pare :)

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    #51
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    ottimo! grazie aggiungo al mio poverissimo vocab italiano :) thank you Alter-eno Pierpaolo Paradisi got nothin' but love for all of ya baby! xoxo

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    #52
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    @Alter-eno

    see ....you are definately "coming from a place of yes" I like that! :)

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    #53
  • Deika Elmi-Abdulle

    Deika Elmi-Abdulle

    @Altre-Eno will check it out ltr thx!
    Have a great afternoon and evening everyone !

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    #54
  • Davide Marone

    Davide Marone

    Non capisco perchè a qualcuno dia fastidio l'organizzazione di degustazioni seriali fatte dai 4 amiconi...percaso ci riferiamo #ascuoladisud ???
    E cosa dovrei dire delle persone che ti fanno tante moine quando fai i retweet e poi non ti seguono o non ti rivolgono neppure la parola se non per interessi propri??
    E' bello parlare quando c'è un tornaconto...prima si critica una persona #Oscarfarinetti...poi invece la si elogia perchè si è presenti..ma senza ascoltarlo....e senza conoscere il passato!!!

    Tutte belle cose quando c'è un tornaconto...mentre la più bella cosa è quando ti senti dire da un produttore o da un amico...grazie per quello che stai facendo...

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    #55
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Davide, a chi è che da fastidio?
    Non abbiamo detto che il bello è poterle organizzare come si vuole, grandi e piccole?

    Fil.

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    #56
  • Davide Marone

    Davide Marone

    Sono mesi, molti mesi che a due passi da casa, a Torino si organizzano cene, serate carbonare, come le definisce qualcuno #pincopallo1 /2/3
    Io ho solo una parola per catalogarle: Snob.
    Proprio perché dalle stesse persone da cui è nato tutto questo 'casino' che si professano 2.0, condivisione totale etc etc... E invece?? 4 amici, sempre i soliti 4. Alla faccia della condivisione, dell'essere tutti amici, volemose bene e via discorrendo. E a domanda mi si rispondeva: 'ma scusa, mica ti devo invitare. scritto su twitter, evento aperto. Bla bla bla. '


    Questo qualcuno l'ha scritto...
    e visto che uno di quei 4 anche se non menzionato sono io...mi sento tirato in causa...
    E visto che tu dici che è bello organizzarle come si vuole...perchè non posso farlo con i miei soliti amici Vittorio e Fabrizio??

    Davide

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    #57
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ci mancherebbe Davide.
    Ma non leggi nelle parole di Sandra un po' di tristezza per non essere più del gruppo? Un po' di sana gelosia di un'amica messa da parte? Io ci ho letto questo più che altro e sapendo quanto sandra e vittorio fossero vicini credo proprio sia così. E' brutto esser messi da parte. Poi ognuno avrà le sue buone ragioni, non dicuto.


    Fil.

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    #58
  • Cascina Garitina

    Cascina Garitina

    Buongiorno a tutti,

    apriamo la risposta a questo post con una premessa: siamo dell'idea che certi argomenti andrebbero eventualmente discussi tra i diretti interessati, sempre che gli stessi lo ritengano opportuno.

    Questo il motivo per cui non condividiamo la modalità in cui siamo stati tirati in ballo in questo post e per cui finora non siamo intervenuti in questo che ci pare un caotico ring verbale.

    In effetti ci siamo chiesti anche noi, come qualcuno nei commenti, a che cosa esattamente mirasse questo post e soprattutto a pochi giorni da un bellissimo pomeriggio a piantare barbatelle e a pochi giorni dal ritorno di Monica dal Festival in California.
    Ma tant'è.

    A questo punto potrebbe forse essere utile, proprio per fare chiarezza e per completezza di informazione, esporre il nostro punto di vista.

    E forse ancor prima i fatti, che contano ben più delle parole, e che magari potrebbero permettere anche a chi legge di #barbera2 per la prima volta di capire di cosa stiamo parlando.

    Poiché molto è stato scritto, ci scusiamo in anticipo perché ci toccherà dilungarci un po'; speriamo di non annoiarvi troppo.

    #Barbera2 è una degustazione di barbera che si è tenuta nel Foro Boario di Nizza Monferrato il 14 maggio 2011.
    Ed ha visto coinvolte cinque aziende italiane cinque americane e 100 partecipanti.
    stata una giornata dedicata alla scoperta della barbera, in presenza non solo degli addetti ai lavori e del giro degli appassionati che abitualmente frequenta questo genere di eventi; c'è stata infatti la precisa volontà da parte degli organizzatori di rendere partecipe un numero più ampio di persone, nella convinzione che sia necessaria per il mondo del vino un'inversione di rotta rispetto a quanto avvenuto in passato.
    Questa scelta non risponde solo a logiche commerciali, come è stato - ci parrebbe un po' provocatoriamente - detto da qualcuno, quanto piuttosto risponde al desiderio di portare la barbera a contatto con i consumatori italiani e di tutto il mondo nel modo più aperto, partecipativo, partecipato e democratico possibile, senza che ci fosse dietro una regia che rispondesse alla scelta di coinvolgere negli eventi del vino solo i soliti pochi noti, tenendo questo mondo sempre chiuso su se stesso a parlarsi addosso e battersi le pacche sulle spalle.

    C'era voglia di confronto vero.

    Crediamo, infatti, che il mondo del vino abbia bisogno di evolvere, di non stagnare più nei soliti giri e nelle solite regole.

    Per questa ragione la nostra scelta è stata di aprire davvero l'evento alle persone, intendendo con questo non solo il numero dei partecipanti - 100, un po' più elevato rispetto ad altre occasioni - ma la precisa volontà di mettere numerosi posti a disposizione di persone del tutto sconosciute persino a noi stessi organizzatori, sulla base dell'ordine di "autoconvocazione" attraverso twitter che via via si andava delineando (con relativa lista d'attesa ecc).

    Un'altra scelta precisa è stata fatta in merito al coinvolgimento reale delle persone stesse, che abbiamo ritenuto parte importantissima dell'evento, e che sono state invitate a presentarsi sul sito prima di #barbera2.

    Inoltre, durante #barbera2 il microfono è stato utilizzato per interpellare i presenti, lasciando la possibilità di presentarsi o di esprimere opinioni su quanto stava accadendo. Il tutto in diretta streaming.

    Dopo essersi candidate a partecipare a #barbera2, tutte le persone coinvolte sono state contattate telefonicamente. Forse sarebbe opportuno chiedere loro alcune opinioni in merito al loro feeling ed al reale coinvolgimento.

    Il risultato è stato estremamente soddisfacente.

    un fatto innegabile che #barbera2 sia stato un evento riuscito, come dimostrano anche articoli comparsi sulla stampa e sul web, il numero altissimo di Twit in tempo reale, i numerosi post entusiastici pubblicati nei giorni seguenti, l'entusiasmo che si è respirato in rete e su Twitter e Facebook ancora fino a pochi giorni fa, quando abbiamo piantato le barbatelle a Nizza e in occasione del viaggio di Monica negli Stati Uniti per Barbera Festival, l'evento con cui abbiamo creato un gemellaggio, e dove abbiamo ricevuto molti complimenti per aver saputo tenere viva l'attenzione su #barbera2 nonostante fosse trascorso ormai molto tempo dall'evento.

    Per quanto concerne invece gli aspetti più strettamente legati alle fasi organizzative di #barbera2, possiamo ricordare che Mercoledì 17 novembre 2010 si è tenuta presso il ristorante Scannabue la prima riunione per l'organizzazione di #barbera2.

    Presenti erano Vittorio Rusinà e Chiara Martinotti (che a maggio 2010 avevano organizzato #barbera1 presso la Cascina Gilli con la collaborazione di Fabrizio Gallino), ed il sottoscritto Gianluca Morino.

    Presenti anche Monica Pisciella e Caterina Andorno, su mia espressa richiesta, in qualità di mie collaboratrici, poiché c'era già l'idea era che #barbera2 si svolgesse nella mia azienda.

    In quella sede si è decisa la data di realizzazione di #barbera2, cioè il 14 maggio 2011, e si è condiviso tra tutti il desiderio di coinvolgere cinque aziende italiane e cinque aziende americane.

    In seguito a questa riunione Chiara Martinotti è stata incaricata di inviare una mail ad alcune aziende vinicole statunitensi richiedendo la loro partecipazione a #barbera2.

    Questa mail purtroppo non ricevette alcuna risposta da parte delle aziende interpellate e fu subito chiaro che, per raggiungere il traguardo condiviso di creare un evento internazionale ed al tempo stesso rispettare la scadenza ed i tempi che ci eravamo dati, occorreva iniziare da subito a lavorare al progetto in modo un po' più intensivo rispetto a quanto si era fatto in altre occasioni.

    La complessità e le caratteristiche dell'evento rendevano inoltre necessaria la presenza di una figura professionale ed esperta che potesse coordinare la realizzazione del progetto in tutte le fasi, garantendo il rispetto dei tempi e dell'esigenza di operare concretamente fin da subito, svolgere molte attività ed in tempi celeri, in considerazione del fatto che c'erano davanti solo poco più di sei mesi.

    Chiara e Vittorio, ognuno impegnato nelle rispettive attività lavorative, avrebbero supportato la realizzazione del progetto secondo le loro possibilità e desideri e compatibilmente con la loro disponibilità di tempo.

    Il ruolo di coordinatore del progetto è stato affidato da me a Monica, che per il primo periodo ci ha dato il suo supporto in via amichevole a titolo gratuito; dopo un certo periodo di tempo si è reso evidente che il carico di lavoro era tale da richiedere continuità, tempestività, possibilità di interagire con gli Stati Uniti in tempi rapidi e conseguentemente un impegno di ore significativo, anche di notte (causa fuso orario) e durante i periodi festivi, in cui peraltro altri, con famiglie e figli, sono stati irreperibili anche per lunghi periodi di ferie.

    Siamo passati così ad un rapporto di consulenza retribuito.

    Il nostro rapporto professionale è sempre stato di massima trasparenza e condivisione; abbiamo sempre concordato le cose insieme prima di farle e poi mail, messaggi SMS, Dm su Twitter e qualunque tipo di comunicazione inerente #barbera2 è sempre stato condiviso in copia carbone.

    Ritengo che il rapporto e le decisioni prese tra chi organizza e sponsorizza un evento (solo per la precisione, ho pagato di tasca mia non solo tutti i costi, ma anche lo sdoganamento dei vini americani ed anche la spedizione dei vini italiani in America, per tutti i produttori!) ed il proprio consulente debbano restare liberi in ogni momento, anche se nel rispetto del confronto e della condivisione dei contenuti con il resto del mondo e delle persone coinvolte nel team.

    Ma liberi devono restare, senza ricatti o imposizioni di alcun tipo dall'esterno.

    E soprattutto un conto è non condividere le modalità organizzative, un conto è, visto alla fine che le cose vanno avanti comunque, passare agli attacchi personali, sparlando di persone che neppure si conoscono, se non per averle incrociate qualche volta in presenza di altri.

    Ho ricevuto personalmente commenti poco felici sui miei collaboratori da parte di chi non ha quasi mai interagito con loro, se non per brevi momenti, ma ha comunque espresso giudizi personali denigratori.

    Su quali basi?

    Siamo in un Paese libero e democratico.

    Non vedo perché un imprenditore non possa liberamente finanziare e realizzare un'iniziativa come #barbera2 e realizzarla, per di più egregiamente come ci è stato riconosciuto da tutti.

    Per caso qualcuno ci ha interpellati un mese prima di #barbera1 per avere la nostra approvazione sulle modalità organizzative?

    O é andato a discutere con Stefano Caffarri (che, preciso, nulla coinvolge in questa storia) i dettagli di Colfondo PRIMA della degustazione?

    Se qualcuno non fosse stato contento lo avrebbe detto dopo, eventualmente.

    Qualcuno ha mai detto a Fabrizio Gallino come fare# grignolino1?

    Oppure gli ha telefonato all'una di notte per dare direttive?

    Non credo nessuno, dico nessuno si sarebbe mai permesso.

    Noi abbiamo concordato una strategia, ha dato buoni risultati.

    Questi sono i fatti.

    Se qualcuno non era d'accordo su qualcosa è stato invitato a dirlo a me, ma nessuno lo ha mai fatto!

    Altro che trasparenza, solo pressioni subdole, sterili e modi e toni non sempre adeguati ad una conversazione civile.

    Non permetto a nessuno di mancare di rispetto ai miei collaboratori o di telefonare loro all'una di notte!

    Spenderei inoltre un momento a descrivere meglio il concetto di team che mi e ci appartiene.

    Il pensiero di Giovanni Soldini emerso proprio ieri a Torino in un'occasione pubblica riassume tutto: "Chi lavora nel tuo team deve sognare il tuo stesso sogno insieme a te".

    E cosi è stato per noi e per tutti quelli che hanno davvero collaborato con noi.
    Team è un modo di essere, di ragionare, di sentire, di pensare, di agire.

    Essere parte di un team significa innanzi tutto riconoscere un leader e un progetto comune e poi anche fare qualcosa di concreto per realizzarlo!

    Chi è venuto alle prime riunioni di barbera2 ha sentito perfettamente cosa si voleva fare, chi è stato incaricato di gestire il progetto e quanto grande fosse l'impegno per realizzarlo.

    La porta per collaborare è sempre stata tenuta aperta.

    Sia per entrare che per uscire.

    E questo non perché si tratti di business, anzi affatto, proprio il contrario.

    Perché certi atteggiamenti nel lavoro forse si accetterebbero con meno fatica come parte del gioco.

    Ad un certo punto infatti il team di #barbera2 è cresciuto nei mesi e si è arricchito, grazie anche al prezioso apporto di Sandra Salerno, di Caterina Andorno, di Stefano Calosso e di Valeria de Martini, di Lucia Galasso, di Armanda Zanini e di tante persone che spontaneamente hanno deciso di avere un ruolo attivo e propositivo e di interagire con gli organizzatori di #barbera2.

    Noi ne siamo stati ben lieti ed abbiamo cercato di accogliere il contributo di tutti e di valorizzarlo al meglio.

    Questo è lo spirito di #barbera2, che ha animato anche il sito ed i Twit perché, che voi ci crediate o no, noi abbiamo avuto un sogno ed abbiamo lavorato per cercare di realizzarlo.

    Ma in pratica, chi oggi si lamenta o sbatte la porta in faccia agli altri, cosa lascia di buono al progetto #barbera2?

    Troviamo interessante che l'argomento del post sia la trasparenza.

    Cosa si intende per trasparenza?

    E in quali occasioni sarebbe mancata esattamente?

    Da parte di chi?

    A che proposito?

    E magari anche dopo aver spiegato, sempre per trasparenza e correttezza e per dare la possibilità a tutti di comprendere (persino a noi) che cosa si intende e a chi ci si riferisca quando si usano espressioni tipo vittime, i pochi che condizionano i molti, i magnetismi, i castelli di sabbia, i marchettari e molto altro.

    Forse sarebbe bello ed opportuno che si parlasse chiaro e ci si accertasse sempre, per quanto possibile, di dire solo cose di cui, possibilmente, esistano prove o testimoni.

    Altrimenti con la trasparenza purtroppo ben poco si ha a che fare, molto più col gossip forse invece, e si corre il rischio di infangare le persone ed il loro lavoro, senza che ce ne siano i presupposti.

    un fatto che alcuni in certi momenti hanno fatto scelte diverse, a volte senza darne alcun tipo di spiegazione o motivazione neppure a noi, sebbene sia stato richiesto più volte anche per scritto.

    Oppure altri dandone ma non riuscendo a darne una univoca e convincente, scrivendo mail con un certo contenuto e poi dicendo altro a voce oppure in altre sedi.

    A questo punto la nostra scelta è stata di continuare per la nostra strada a lavorare, pur continuando a considerare coinvolte queste persone, invitandole a partecipare anche alla degustazione dei vini pre-evento e ad una cena dell'associazione dei produttori del Nizza e ad altre occasioni, in alcuni casi senza neppure ottenere risposta alla mail d'invito.

    Abbiamo preso atto di questi comportamenti, anche se in alcuni casi non li abbiamo compresi e se ci hanno più volte amareggiati.

    Ma riteniamo ognuno libero e responsabile delle proprie scelte ed azioni e soprattutto non ci sentiamo in alcun modo responsabili per le decisioni personali o professionali prese da altri.

    Se qualcuno sceglie di followare e defolloware le persone perché amiche di o sostenitrici di, a nostro parere non fa altro che dimostrare la sua immaturità ed il suo poco rispetto per le persone in generale, come fossero cose da mettere e dismettere sulla scena in base agli umori.

    Non son cose di cui ci dobbiamo preoccupare noi.

    Abbiamo letto poi che ci saremmo l'uno o l'altro resi responsabili di scorrettezze, nefandezze, irrisioni, avvertimenti mafiosi.

    Riteniamo opportuno che chi fa queste accuse sia in grado di spiegare esattamente a che cosa e a quali circostanze si riferisca e soprattutto sarebbe bello che potesse dimostrarle in modo tangibile ed inconfutabile, indicando il giorno il luogo il testo scritto dove queste sono avvenute o in cui i loro nomi sono stati indicati in modo dannoso per la loro immagine.

    Da parte nostra possiamo dire di aver visto più volte testi e post su blog del vino che nulla hanno a che vedere con il vino, ma piuttosto con immagini da film western.

    Uno stile ed un clima in cui non ci riconosciamo e con cui non intendiamo confonderci.

    Ciò detto, esprimiamo il nostro apprezzamento ad Andrea Bez, Roberto Mastropasqua, Giuliano Abate e a tutti quanti si sono espressi a favore della libertà di espressione e di modalità di organizzazione di degustazioni con il #.

    In effetti, come dice Andrea Petrini, queste cose accadono da ANNI, anche senza il nostro intervento.

    Non saremo di certo noi a dare loro delle regole, anche se qualcuno forse potrebbe desiderarlo.

    Con questo, la massima stima se un futuro evento # fosse organizzato per pochi o con modalità diverse, non riteniamo in alcun modo di aver creato un precedente.

    Ringraziamo molto Sandra Salerno e Roberto Colombo per la stima espressa.

    In effetti appare strano, quanto meno odd come dici tu, Filippo, che chi con noi ha davvero interagito ci mostri il suo apprezzamento, laddove le critiche arrivano solo ed esclusivamente da chi si è avvicinato solo parzialmente al cuore dell'organizzazione, senza mai mettersi davvero a fare e davvero in gioco, ma preferendo restare in disparte a dare giudizi.

    Mio nonno diceva, la colpa è sempre degli assenti.


    Coming together is a beginning,
    Staying together is progress,
    Working together is success.
    Henry Ford


    Gianluca Morino & Monica Pisciella

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    #59
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Intanto grazie per essere intervenuti.
    Sia a te Monica che hai deciso di scrivere in modo pacato, sia a te Gianluca, per aver deciso di metterci la faccia.

    Per scrupolo sono andato a rileggermi per vedere se in qualche modo nel post avessi tirato in ballo nomi o persone o se avessi inavvertitamente peccato di equilibrio. Direi di no e mi tranquillizzo.

    Non entro nel merito della questione anche perché l'intento di questo post è di farvi parlare, non sentenziare chi abbia ragione che in effetti in questo momento mi pare abbia un rilievo di molto inferiore. Visto che mi si contesta di aver portato in pubblico cose private - il che non è, non ho portato in pubblico nient'altro di quello che era alla luce del sole - vorrei precisare meglio il motivo che mi ha spinto a scriverne.

    1) L'aria su twitter era ormai divenuta irrespirabile. Frecciatine quotidiane, fazioni ben delineate, gruppi contrapposti di persone. Amicizie di lunga data improvvisamente spezzate (spero non fefinitivamente), sono cose destabilizzanti.

    2) tra le persone coinvolte a vario titolo, una serie di amici

    3) Per amor di rete, sapere chi si ha di fronte è vitale e sinceramente, ve lo dico con il cuore in mano, lo spettacolo che è andato in onda in rete prima, durante e dopo l'evento ha fatto vacillare ogni mia certezza riportandomi dalle nuvole, dove spesso mi vado a rilassare, con i piedi ben saldi, qui in terra. Molto disincantato tra l'altro.


    Siamo umani, con le nostre storie, le nostre piccole debolezze, i nostri pregi e difetti, i nostri eccessi. Ma il tempo aggiusta le cose solo nella misura in cui si è in grado di affrontarle. Non è scansandole che si risolvono o che modificano la direzione del proprio moto.

    Per amor di rete dicevo ma soprattutto per amicizia con molti di voi, sia da una parte che dall'altra ho deciso quindi di lanciare un sassolino assumendomene ogni responsabilità naturalmente. Eccesso di zelo? Intromissione nelle questioni altrui?

    Fino ad un certo punto.

    La trasparenza, il parlarsi a cui tengo non è solo tra me e voi e tra voi e me ma è anche quella tra voi e coloro che fanno parte della mia comunità di amicizie e relazioni. Se ciò viene meno automaticamente ci rende meno liberi perchè per giocare insieme le tesserine del mosaico devono essere tutte in bella vista sul tavolo. Altrimenti si comincia con il tacere una cosa, poi un'altra, poi un'altra ancora all'amico ignaro e si finisce con il non rispettarsi più mettendo in piedi un rapporto fasullo.

    Poi scusatemi. Ma se un po' mi conoscete dovevate aspettarvelo da me. Credevate che non avrei provato a farvi parlare conoscendovi tutti? Faccio bene, faccio male, a voi giudicare ma un tentativo andava fatto.

    Che tanti di voi mi abbiano chiamato prima, durante e dopo raccontandomi le loro ragioni poi, mi ha caricato di una certa quantità di tensione e responsabilità che ho cercato di riversare nel modo più equidistante ed obiettivo possibile in questo post dove per altro non parlo di nessuna causa, paleso solo il risultato.

    Manca ancora una campana.
    Forse quella più importante dal momento che è stata la scintilla di tutto. Ma sebbene specie dopo il vostro sforzo, conservi ancora qualche speranza, non mi farei troppe illusioni.

    Di sicuro oggi, i vostri rapporti sono più chiari di ieri, almeno agli occhi delle persone che vi conoscono. Oggi siamo più liberi di farci un'opinione sulla vicenda e di coltivare i nostri dubbi con la consapevolezza che almeno avete voluto confrontarvi e non è poco.


    Ciao, Fil.

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    #60
  • Emanuele Coveri

    Emanuele Coveri

    Io vorrei solo dire: FORZA CESENAAAAAAAAAAA !!!

    Siamo in Serie A !

    Ah! Ah! Va là che...

    Av Salut

    Lele

    (al secolo 'terrecontese')

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    #61

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