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#15 Commenti

  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Grande Luca,
    il futuro dei vini dovrà andare in questa direzione, importante che siano sempre molto buoni e che non " decadano " dopo poche ore dalla stappatura.
    Ciao e buon lavoro

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    #1
  • ViniEtici

    ViniEtici

    bel lavoro luca, la mia esperienza è senza solfiti fino alle fine delle fermentazioni da qualche anno, con risultati decisamente validi anche dal punto di vista dello svolgimento delle fermentazioni e della pulizia finale del vino.

    quello che ho visto però, se non si ha abbastanza personale per mantenere le fecce fini in agitazione, soprattutto su numeri di barriques importanti, un tocco di solforosa è necessario per mantenere quella territorialità di cui si parlava senza compromettere colori e profumi e senza aprire la strada a MO che non vogliamo.

    cosa del tutto incondivisibile è invece il progetto freewine, non so se hai assaggiato qualcosa ma sono succhi di frutta alcolici e morti, non vino.

    secondo me se si riesce a stare nei 15 di libera e max 50 di totale si è fatto davvero un buono e sano lavoro, soprattutto se il vino deve stare in botte per 2 anni prima di vedere la bottiglia (vedi brunello).

    saluti e buona vendemmia

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    #2
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Per noi sarà il primo anno senza l'aggiunta di solfiti ai mosti e probabilmente alle basi spumante, cosa fattibile per il colfndo un pò meno per gli charmat, molto più delicati sotto questo punto di vista.
    Sulla linea degli charmat stiamo lavorando per stare sotto agli 80 mg/l ed avere un'alta longevità del vino in bottiglia e sul bicchiere.
    Il passo successivo sarà la prova dei lieviti indigeni (cosa che non mi convince ancora totalmente) che come saprai hanno una stretta correlazione coi solfiti.
    al solito chi vivrà vedrà

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    #3
  • ViniEtici

    ViniEtici

    si la solforosa secondo me fino a certi livelli (questo dipende dal vino) riesce ad essaltare e mantenere le caratteristiche in modo evolutivo, sopra certi livelli comunque ammessi per legge si beve davvero del veleno e non sono pochi in giro....

    per quanto riguarda i lieviti indigeni, diventa tutto più casuale e anche la produzione di solfiti da parte degli indigeni spesso ti sballa i valori della volatile, come in ogni cosa ci deve essere un imput positivo, ho fatto fermentazioni spontanee dal 2002 al 2006 e poi ho smesso, davvero si perde territprialità e tipicità a favore di note che spesso sono simili a tanti vini.....sostengo esattamente il contrario di quello che sostengono in molti.....mi uccideranno:)

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    #4
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Anche io credo che un lievito neutro sia da preferire per mantenere territorialità. L'indigeno per logica porta alla produzione di composti che deviano da quello che è la base di partenza. Voglio comunque provare per capire cosa succede

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    #5
  • ViniEtici

    ViniEtici

    per quanto riguarda i lieviti indigeni, diventa tutto più casuale e anche la produzione di solfiti da parte degli indigeni spesso ti sballa i valori della volatile

    volevo dire della S. Totale non della volatile.....

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    #6
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Immaginavo :)

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    #7
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ciao Luca,
    complimenti per le scelte audaci e soprattutto perché riesci a convincere tuo Papà che ho avuto modo e piacere di conoscere.. da vicino .. :-)
    Volevo solo dirti che NON CONTIENE SOLFITI ti prego, non scriverlo MAI è una truffa nei confronti del consumatore, perché il vino, noi lo sappiamo, li conterrà sempre per sua stessa natura come metabolito di scarto dei lieviti, siano questi indigeni o industriali.
    Semmai scrivi che NON SONO STATI AGGIUNTI SOLFITI ecco.. ma la scritta che li contiene io la lascerei sempre perché pochi o tanti, li conterrà sempre.
    Almeno, così faccio io pensando a chi non tollera i solfiti e non importa se tanti o pochi, non li tollera e basta.
    Se ti può confortare aggiungo che la barbera 2008 prodotta con fermentazione spontanea e senza alcun solfito aggiunto è un vero gioiello ancora oggi, intatta, perfetta, con frutto integro e acidità ancora vivida..
    In bocca al lupo dunque
    Ciao,
    Paolo

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    #8
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    "Non contiene solfiti aggiunti" è la dicitura migliore :)


    Fil.

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    #9
  • ViniEtici

    ViniEtici

    a mio avviso parlare di ferm spontanee dopo che per anni abbiamo sparso per la cantina colture di lievito selezionato è un pò audace, meglio fare analisi per capire.

    sono d'accordo sul non contiene solfiti aggiunti, contiene solfiti è indispensabile per chi ne soffre.

    f.

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    #10
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Si concordo sia sulla dicitura sia sulla questione dei lieviti selezionati che in qualche maniera contaminano le cantine dove sono stati impiegati.

    Le analisi batteriologiche hanno confermato comunque la presenza di ceppi di natura diversa, quasi certamente responsabili di una maggiore complessità e ricchezza estrattiva, ma questo discorso ci porta fuori topic..

    Rientrando a bomba invece devo dire che sempre più spesso sento colleghi disposti a tentare la strada verso la riduzione e l'eliminazione dell'impiego di solfiti aggiunti e mi viene da pensare che le miglioratissime tecnologie della quali oggi si dispone in vigna come in cantina rendono sempre più possibile questo passaggio.

    Ciao
    Paolo

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    #11
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Vero, Non contiene solfiti è una forzatura come ho fatto notare nel link che ho inserito ( http://www.thewineblog.it/2007-12-etichette-e-autocertificazione-del-vino/ )
    Credo in effetti che la cosa abbia soprattutto valore commerciale, già 19 mg/l è valore estremamente basso.
    Ricordiamoci tutti che di parole "ingannevoli" nel mondo del vino ce ne sono molte altre. Una su tutte NATURALE

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    #12
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    ciao luca e un saluto a tutti. volevo contattarti e chiederti alcune precisazioni sui vini colfondo. sicuramente hai trattato questo tema in altri post ma sono stato assente un bel po da vinix e li ho saltati.

    in sintesi volevo capire come inserire, se possibile, in etichette la dicitura colfondo e poi mi interessava capire che tecnica usi per la rifermentazione di questi vini (classica, rifermentazione naturale, charmat, etc.) se mi dai un tuo recapito mi farebbe piacere contattarti.

    un saluto a tutti, vincenzo

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    #13
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Certo Vincenzo, con molto piacere. il mio telefono è 393.9993614 chiama quando vuoi, se il cellulare è acceso vuol dire che posso rispondere ;)
    Luca

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    #14
  • Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro

    grazie luca, tra un rimontaggio e una follatura ti contatterò presto.
    un saluto, vincenzo

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    #15

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