#8 Commenti

  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Questa l'ho trovata bellissima e corrispondente anche al mio pensiero, te la copio :

    " "la via per eccellere nell'arte della degustazione e della conoscenza del vino è amarlo oltremisura, più degli altri"

    E' proprio cosi', poi non lo so se hai inventato anche il nome del produttore Giovanni Gatti, ma questo è il nome del mio anziano papà, che non disdegna sempre due bicchieri a pasto.

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    #1
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Il nome è ovviamente inventato, però è ispirato al nome originale. Spero che il nome famigliare e la tua attività di produttore abbiano amplificato le emozioni del mio racconto!
    Grazie.

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    #2
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Solo una piccola precisazione che Ti faccio a malincuore : non sono un produttore di vino, anche se l'ho fatto per circa 10 anni, ma come hobby personale. Ora partecipo a molti concorsi enologici ed anteprime e scrivo di vino qui :
    www.winetaste.it
    www.vinit.net
    www.buonissimo.org
    Ciao

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    #3
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Mi appellavo proprio al tuo passato di produttore, ancorchè naif, e dunque sensibile al fascino dei misteri della vinificazione!

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    #4
  • Marianna Martinelli

    Marianna Martinelli


    Ieri ho assaggiato la barbera più buona del mondo e oggi finalmente arrivo su questo post e leggo e appunto con l'abitudine al diario disorganizzato.
    Il primo appunto, copia/incolla, è 'senza alcun gesto superfluo'. Vado avanti e al 'puro succo' trovo che il succo che è quel vino (troppo timida e malagiata per pronunciare la parola ieri, me la sono tenuta in mente tutta la sera) e il suo uomo 'senza alcun gesto superfluo' stanno proprio bene insieme, il succo di vino e un uomo di succo.
    Poi il 'pioniere del biologico già dagli anni settanta, oggi vede rifiutata la sua frutta da commercianti che ne richiedono una certificazione' e la simpatia e l'empatia da antropologa del patrimonio ante e fuori certificazioni che arrivano adesso ma per me è troppo tardi; ho provato a scriverne qualcosa e mi annoto che non andava fatto solo dove l'ho velocemente fatto e mi fermo qui. Però ecco, il vino è buono per pensare.
    Anche 'il tentativo del critico di coinvolgere Gatti nella sua rete' mi ricorda così da vicino le vicende di una museografia contadina originalissima e il suo entrare in un circuito di visibilità ad opera di un grande dell'accademia italiana. Ora non si può più pensare alla museografia italiana senza quel vecchio maestro, contadino mancato perché malato, ma quanti altri vanno sotto il nome di 'museografia spontanea', in quegli anni settanta, e non han trovato nome. Non vuol dire che lo debbano trovare, vuol dire solo che c'è tanto di inesplorato.
    Mi permetto di lasciare questo commento così decentrato. Mi interessano i mondi e quando sono ibridi ancora di più.
    Mi accosto al vino e a vinix spero con gentilezza.

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    #5
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Mi piace come ti stai accostando Marianna.

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    #6
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    Grazie Marianna, cogli la poesia dove io scrivo prosaico. Ma soprattutto cogli lo spirito che ha animato il mio batter sulla tastiera dopo che ho conosciuto quello che oramai cito amorevolmente come "il mio vecchio della barbera". E il riferimento a un mondo contadino così recente, ma che è già museo, è in qualche modo proprio uno degli aspetti che viene fuori da un bicchiere di quella barbera: succo e frutto di un modo di fare vino che si sta perdendo. Ma per fortuna forse anche recuperando.
    Difficile immaginare più garbo e gentilezza di un commento così!

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    #7
  • Marianna Martinelli

    Marianna Martinelli

    Grazie a tutti e due. È un bel benvenuta.

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    #8

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