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Giorni di (erba)luce

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Difficile raccontare delle giornate intense, così intense come lo sono state quelle che mi hanno portato a girare per il Canavese alla scoperta dell'Erbaluce. Erbaluce è un vitigno autoctono di quest'area e il nome di un vino che è poliedrico e mutiforme: spumante metodo classico, fermo e passito.
Grazie al Consorzio Tutela Vini DOC Caluso Carema Canavese e ad Artevino un gruppo di appassionati di Vino e Internet (e felici possessori di Blogs) hanno potuto viaggiare nello spazio e nel tempo alla scoperta dell'Erbaluce, percorrendo le strade e le storie di questo vino. La due giorni è iniziata all'Enoteca Regionale di Caluso dove alcuni produttori della zona (Orsolani e Favaro) e Domenico Tappero Merlo (sommelier e cicerone :-)  ) ci hanno accolto e accompagnato per tutti i due giorni. A nostra disposizione c'era un bel pullman (dovendo anche bere direi che la pensata è stata perfetta) che ci ha portato attraverso tutto il Canavese. Durante i tragitti Domenico ci ha raccontato la Storia e le leggende dell/sull'Erbaluce. Abbiamo visto paesi, vigne, territori che una volta erano laghi e prima ancora ghiacciai; terre che racchiudono gelosamente pezzi di montagne distanti centinaia di chilometri, massi di fiumi ormai relegati nella storia; fatiche di genti che hanno portato alla gloria questo vitigno e il suo frutto, l'Erbaluce di Caluso, il vino delle Corti decantato dai poeti e dagli artisti, apprezzato dai Re e che, grazie agli attuali produttori, possiamo averne anche noi. In un bicchiere di Erbaluce di Caluso si  ritrova la ninfa Albaluce, nata dall'amore del Sole per l'Alba, i vignerons sopravvissuti all'industrializzazione del Canavese; si ritrova la tradizione di fare un vino, il passito, per festeggiare degnamente le occasioni importanti; il lavoro di chi ancora crede che nella terra ci siano le radici del nostro futuro.


Tra una strada e l'altra, tra una Storia e l'altra abbiamo anche passato del tempo ad assaggiare questo vino. I produttori che ci hanno offerto i lori vini e raccontati le loro vite (nel doppio significato di vita e vite) sono stati: Orsolani, Favaro Benito, Cieck, Ferrando, Santa Clelia, Cantina Sociale del Canavese, Cantina Sociale della Serra, Cantine Briamara, Cella Grande, Cooperativa Produttri Erbaluce di Caluso, Ferrando, Giacometto Bruno, La Campore, La Masera, Podere Macellio, Silva, Tenuta Roletto. Quelli che hanno incontrato il mio gusto e quindi mi sono rimasti nel cuore sono stati: di Orsolani: Causo Passito 1995; Caluso La Rustia 2006; Cuvée Tradizione Gran Riserva 1999. per Favaro Benito: Caluso Passito 2005 (l'unico invecchiato in acciaio e non in barrique); Erbaluce Le Chiusure 2008. per Ferrando: Caluso Passito Cariola 2005. per Cieck: Spumante San Giorgio 2000. per Tenuta Roletto: Erbaluce Tenuta Roletto 2008; Caluso Passito Tenuta Roletto 2003. Inutile dire che tutti i vini assaggiati sono di livello qualitativo buono!

L'organizzazione ci ha anche ospitato in due strutture di accoglienza (Spazio Bianco di Ivrea e Residenza del Lago di Candia Canavese) e offerto pranzo (presso la Residenza del lago) e cena. La cena, tutta basata su piatti del territorio, è stata magistralmente preparata da Sandra di Un Tocco di Zenzero.

(il posto è tratto da dicotteedicrude.com)

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