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#4 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bella riflessione, ma c'è di più.
    Per esempio quando invece l'abbinamento vino-musica-calice-ambiente-compagnia è perfetto per te, non lo è per nulla per il tuo commensale oppure, viceversa, ciò che per noi è normale magari è un'esperienza fuori dell'ordinario (in positivo) per chi ci fa compagnia. Penso che ognuno di noi abbia sensazioni diverse dall'accostamento di cose, cibi, suoni, persone e che queste sensazioni siano intimamente connesse con le "leve" che queste cose attivano nel nostro subconscio.

    Ci sono musiche di jamiroquai che ascolterei all'infinito perchè mi ricorderanno per sempre la spensieratezza di una particolare vacanza in Corsica fatta con gli amici pre fidanzamenti, pre matrimoni, pre figli. Ci sono pezzi di Jarrett che non potrei far senza in una serata tranquilla da quattro perchè mi ricordano la calma, la precisione, la pioggia che batte e il camino acceso.

    Poi c'è anche un problema in tutto questo.
    Il tentativo e la ripetibilità delle sensazioni e dei ricordi attraverso schemi precostituiti (un errore che io faccio spesso) il più delle volte crea solo la parvenza di quella originaria e primaria sensazione. Così come il tagliere di affettati con Rubesco che mi facevo nel 1999 mi sembrava una cosa straordinaria con l'amico più caro, oggi non mi provocherebbe probabilmente le stesse sensazioni.

    Tutto muta e abbiamo anche sempre bisogno di sesazioni ed emozioni nuove.

    My two cents.


    Fil.

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    #1
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    @Filippo. Sono d'accordo sulla soggettività degli abbinamenti. E su quanto poi anche le proprie esperienze siano caduche e spesso il nostro tentativo di riprodurle sia destinato al fallimento!
    Però volevo mettere l'attenzione sul fatto che ci sono dei tipi di messaggi che invece parlano in modo diretto alla superficie delle nostre emozioni e riscono sempre a "fregarci" (la foto che ho scelto è la classica foto che credo a chiunque di primo acchito suscita tenerezza). Poi però se parte l'intelletto, tutto cambia: e così succede che ci arrabbiamo coi film strappalacrime, con il mettere il dado in qualunque cibo, con le canzoni che ci entrano a forza nell'orecchio, nonostante appena ci facciamo attenzione ci rendiamo conto che sono banali, scontate e a volte anche brutte!
    O infine per ritornare al vino, l'uso del rovere per renderlo appetitoso!
    Però a volte anche una canzonetta facile può essere una perfetta colonna sonora!

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si bè, diciamo che quanto più superficialmente si affrontano le cose, tanto più bassa sarà la soglia di qualità richiesta per essere felici. Anche se, devo dire, alle volte un pizzico di frivolezza nella vita aiuta che non è che si può sempre ragionare di massimi sistemi e una sera a salame e vino in bicchieri tozzi si può anche fare se la compagnia è bella no? :)


    Ciao, Fil

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    #3
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    era proprio quello che volevo dire!

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    #4

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