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Il Giorno del Ringraziamento

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Il Giorno del Ringraziamento
Per coloro che forse non sono familiari con la festa del Giorno del Ringraziamento in America:

 - secondo la tradizione, la sua origine risale ad una festa di tre giorni, messa su dai coloni Pellegrini, assieme agli indigeni indiani Wampanoag, per celebrare il loro primo raccolto, nella piantagione di Plymouth nel 1621, dopo un anno molto difficoltoso sul Nuovo Continente.
Nel 1863, l'allora Presidente Abramo Lincoln dichiarò il Giorno del Ringraziamento festa Nazionale da celebrare il 4° Giovedì di Novembre di ogni anno.

Sin da quando i miei figli sono diventati troppo grandi per il Natale, il Ringraziamento è stato la mia festa preferita. Al contrario di Natale è una festa “laica”, alcuni la chiamano persino una festa “civica”. Purché decisamente intesa per dare ringraziamenti a dio – per l'abbondanza di un raccolto, per essere riusciti a mantenere un lavoro, per essere in qualche modo sopravvissuti senza averne uno o semplicemente per essere ancora in vita, - il dio che ringraziamo, seppure sia chiaramente riconoscibile da tutti ed a tutti accessibile, non deve necessariamente indossare un'uniforme religiosa checchessia.
E' il dio che, malgrado la “d” minuscola e le inevitabili contraddizioni di un personaggio con un lavoro di alto livello, ci è stato altrettanto generoso, benevolo e misericordioso quanto noi lo siamo stati verso altri e quanto abbiamo lasciati altri esserlo verso di noi. E' il dio al quale, malgrado profonde differenze culturali ed emotive, sia i religiosissimi Pellegrini che i presumibilmente animisti Wampanoags, non ebbero nessun problema a rivolgersi ed a ringraziare in unisono. Sicuramente però al tempo stesso essi stavano dimostrando reciprocamente la loro gratitudine e rispetto, simultaneamente permettendo a se stessi di essere fieri di un anno di duro lavoro e del proprio successo.
In breve: ambe i gruppi celebravano assieme quel dio che, istintivamente o per motivo di fede, riconoscevano esistere in quelle “strane genti” che avevano aiutate o dalle quali erano stati aiutati. E che riconoscevano in se stessi. Questo è il dio con il quale anche coloro che in dio non credono possono parlare ed al quale tutti possono ascoltare.

Per il Giorno del Ringraziamento, indipendentemente da quanto fortunati o senza successo siamo stati, veniamo tutti incoraggiati a riconoscere qualsiasi meta, per quanto insignificante, siamo riusciti a raggiungere o mantenere con le nostre proprie forze, nonché ad esprimere la nostra gratitudine verso coloro che, con il loro affetto o semplicemente curandosi di noi, ci hanno aiutati a godere qualsiasi bene ci sia stato concesso.

Qui, a Capodanno, consciamente o meno (a secondo dell'età), segniamo l'inevitabile passaggio del tempo dando un calcio all'anno vecchio (con i consueti immediati rimpianti e nostalgie) o gettandoci alla mercé di quello nuovo, con abbandono ebbro, facendo buoni propositi da quattro soldi ed incrociando le dita.
Ma nel Giorno del Ringraziamento, si celebra il passato con un occhio già al futuro: il raccolto è al sicuro e le sementi sono in magazzino.
O perlomeno questo era quello che si faceva in America, prima che le carte di credito divenissero troppo popolari e prima che Walmart aprisse le porte dei loro negozi alle 18 del Giorno del Ringraziamento stesso! (porco cane! alcuni di noi non avevano ancora assaggiata la crostata di mele della Nonna!) Ma questo è un discorso per la prossima volta...

Per quanto mi riguarda, la fotografia mostra cosa ho preparato ed ho comprato per celebrare il mio Giorno del Ringraziamento (grazie a Cascina Gilli e Terry per rendere disponibile l'ottimo Barbera Vigna delle More in USA!). Come sempre, c'era molto più cibo e vino di quanto fosse necessario per i partecipanti a tavola in carne ed ossa, ma sarebbe stato incredibilmente insufficiente se lo avessimo dovuto veramente dividere fra tutti coloro intorno al mondo con i quali, nel mio cuore ed immaginazione, ho giunte le mani in un coro di gratitudine e di apprezzamento.

Alla mia Famiglia, a coloro ai quali voglio bene ed a coloro che mi hanno voluto bene e che mi hanno aiutato: vicini o lontani che siate, anche se solo per poche ore, ieri eravamo assieme.
Il mio Ringraziamento è per voi e per l'essere in vita.

Ecco: per me il Giorno del Ringraziamento è tutto qua. Bello, no? 
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#4 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Mmi piace moltissimo questa cosa. Una festa laica che in un modo o nell'altro riconosce un momento "religioso" (laico) anche per il merito. Per le mete conseguite o per gli sforzi fatti. E' davvero bellissimo, una cosa con la quale andrei molto d'accordo e che mi manca qui nella mia patria dei casini costanti, della corruzione, delle voci alte, delle amicizie di convenienza. E' il saper essere belli che l'America tutta è in grado di insegnare al mondo in una paradossale dicotomia con le sue più assurde contraddizioni.

    Un grande augurio a te e a tutti voi.
    Da vicino-lontano.


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    #1
  • Gianni M. Lovato

    Gianni M. Lovato

    Fil: da "vicino-lontano" un grazie commosso.

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    #2
  • Davide Cocco

    Davide Cocco

    Bello sì, nonno.
    Ma il tacchino ti si è ristretto durante la cottura? :)
    Sani.davide

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    #3
  • Gianni M. Lovato

    Gianni M. Lovato

    Davide: Come ben sai, siamo in crisi economico-inflazionaria anche qui.
    Ho comprato un tacchino, ma due giorni dopo era già diventato un pollastrello:-))

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    #4

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