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La Terra Trema 2011

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La Terra Trema 2011
Laterratrema è arrivato puntuale anche quest’anno. Questo appuntamento enogastro milanese è a mio parere imperdibile per molte ragioni.
Il gran numero dei partecipanti, un’impostazione etica (non voglio star qui a discettare su quale, ma mi basta l’intenzione), l’autocertificazione e il prezzo sorgente, uno spazio molto grande e accogliente e un’organizzazione che vanta una storia di parecchi anni, garantiscono all’evento caratteristiche peculiari e la possibilità, preconizzata da Veronelli, di portare l’agricoltura e la campagna dentro la città. E inoltre da tutta Italia e con uno spirito anche, perché no, nobilmente commerciale, degno delle migliori fiere di paese il cui scopo, dopotutto, è proprio quello di dare l’occasione ai produttori di vendere il “raccolto”. E agli acquirenti di poter comprare i prodotti senza dover andare da ciascuno.
Ovviamente cogli anni l’evento ha acquisito molte altre possibili chiavi di lettura, e il pubblico come gli espositori sono di tipologie sempre più diversificate, e magari è un’occasione ghiotta per ottenere visibilità o per i distributori di addocchiare nuove realtà vitivinicole interessanti.
Fatto sta che il risultato quest’anno è stato molto positivo. Ho visto alcune nuove realtà afferire a questa “fiera” e ho rivisto gli espositori abituali, che ancora si ricordano di te dagli anni precedenti. Ho comprato vino in quantità, nonostante fossi a corto di soldi, perché quando mi capita più di avere “sotto casa” tutte queste cantine che mi vendono a prezzo sorgente e onestissimo? Quando potrò scoprire in così poco tempo tanti nuovi produttor?
Insomma la filiera così diretta ha solo aspetti positivi a mio modo di vedere!
E poi, tanto per dire, 8 euro e che io sappia niente accrediti, per nessuno. Equo. E dire che io ho dovuto pagarli due volte, in due giorni diversi, ma è giusto così (l’unica cosa che auspico è che cambino il bicchiere ufficiale, odiato da anni universalmente per le sue pessime caratteristiche da degustazione!)
E poi l’evento non è solo vino, è anche olio, miele, salumi e formaggi. E se ti vuoi ristorare c’è pure il banchetto dei tajarin fatti da “quello del documentario Langhe doc”!
L’ambiente disteso, anche nei momenti di punta è difficile che qualcuno si spazientisca se deve aspettare che tu finisca di fare due chiacchiere con il produttore. E anche alla coda per mangiare, se succede di sbagliare ordine, nessuno si arrabbia.

Questi i banchetti visitati:
Triasso e Sassella, Cappellano, Carussin, Costa dei Platani, Marco Curto, Andrea Scovero, Tenuta Grillo, Alla Costiera, Lorenzo e Carolina Gatti, Monteforche, Brunnenhof Mazzon, Giorgio Nicolini, Gualdora, Casina di Cornia, La Pievuccia, Monastero dei Frati Bianchi, Sorelle Palazzi, Cantina Marco Merli, Taruna, Le Coste, Podere Veneri Vecchio, A’ Vita, Sergio Arcuri,Nino Barraco.

Le grandi sorprese per me sono state Giorgio Nicolini, produttore di Muggia, su quel piccolo corno istriano che guarda Trieste da sud, che porta Malvasia passata in legno non nuovo, Vitovska, due vini da vitigni autoctoni, un IGT da piccola nera e un Rosso Nicolini da borgogna nera, un refosco e un moscato giallo (che non ho assaggiato). Tutti vini vinificati con precisione e semplicità, ognuno con la propria personalità in evidenza e che lasciano l’impressione di aver scoperto davvero un produttore speciale. Tratto comune a tutti i vini una acidità appena pungentina che il produttore ascrive alla vicinanza con il mare (a poche centinaia di metri dalle viti). Comunque siamo in zona eleganza e freschezza e ogni vino ha molto da dire e sono certo che sentiremo parlare di questo produttore.

Il secondo incontro che mi è piaciuto tantissimo e che tra l’altro non avevo programmato è stato con Nadia dell’azienda Marco Curto. Portava dolcetto, barbera, nebbiolo e barolo in una piccola verticale 2004-2005-2006-2007 in due versioni (botte grande e piccola). Ero abbastanza scettico e mi ero proposto di contenere gli assaggi piemontesi, dove finisco sempre per parare e che geograficamente è più reperibile di gran parte del resto d’Italia. Nadia è in attesa di un bimbo e la sera di venerdì mi ha rubato (fu l’oste a servirla prima) il posto alla coda per i tajarin, togliendomi la soddisfazione di lascirglielo di mia iniziativa! La domenica sono stato attratto dal suo banchetto, ma il riconoscimento reciproco è avvenuto mentre degustavo e chiacchieravamo. Per farla breve, nebbiolo e barolo super classici, essenziali, con le caratteristiche delle annate in bell’evidenza, vini di grande immediatezza dove il nebbiolo si rivela senza tante sovrastrutture in tutta la sua eleganza e multicromia. Vini che ti sogni di bere in cene festose e spensierate com’è poi la tradizione dei grandi barolo: vini da tavola! Purtroppo mi ero dato un budget di massimo 10 euro a bottiglia e quindi mi sono ripromesso di andare a trovarli appena avrò l’occasione (e le finanze)!

Infine un produttore piccolissimo di Vho Vò Euganeo, come il suo vicino Monteforche, alla Costiera, che in realtà è un habitué de Laterratrema, ma io non l’avevo mai “scoperto”. Piccole vinificazioni di vitigni tipici dei colli euganei, un cabernet sauvignon interamente lavorato in cemento, un Merlot+Cabernet Franc in acciaio e un bordolese dalle piante più vecchie che fa botte usata. Ha poi portato un sorprendente vino da da uve tocai e uno struggente passito da moscato giallo. Lo spumante non l’ho assaggiato. Vini golosi immediati, ma con tante interessanti sfumature.

Da Marco Merli, presente con la sua ammaliante fidanzata, ho assaggiato un bellissimo sangiovese in purezza che vede acciaio e un fugace legno grande e restituisce un vino fresco, pittosto profondo, goloso, convincente. Il suo dirimpettatio e corregionale Taruna porta un potente sagrantino denso e dai tannini nebbioleschi: vino imbottigliato in vuoti di vetro bianco recuperati, con la forma più da super alcolico, ma venduti in una bella confezione di cartone. E’ un vino che mi ha colpito molto e non vedo l’ora di berne la bottiglia con calma.

Due produttori di chianti, Casina di Cornia e Sorelle Palazzi, mi hanno convinto soprattutto nelle versioni base e superiore, molto meno nelle riserve passate in legno piccolo. In particolare il secondo mi ha ammaliato con un base vinificato in cemento e un superiore elegante e beverino.
Anche qui le note arriveranno a bottiglia bevuta!

Altre cose parecchio interessanti: il raboso di Gatti, bello dritto, aspro e tannico, una barbera 2006 da vigne anziane di Andrea Scovero, che mostra già qualche terziario interessante, le barbera di Carussin già note, il cirò di Sergio Arcuri, elegante, un bel pinot nero di Brunnenhof Mazzon, un po’ caro, un gutturnio fermo e in cemento di Gualdora e una versione rifermentata, bona.

E poi il piacere di conoscere Gian Marco Antonuzzi di Le Coste di Gradoli, sul lago di Bolsena, eccentrico come i sui grandi vini, scienziato pazzo della vinificazione, che porta alcune delle sue nuove sperimentazioni da grechetto e da aleatico, per poi aggiungerci olio squisito e persino alcune micro oleificazioni da crus, alcune, per scelta, non dell’ultimo anno. Purtroppo non aveva con sé i due litrozzo, bianco e rosso. Ma infine anche un passito profondo e terragno!

Tenuta grillo e il mitico Zampaglione e Nino Barraco sono ormai vecchie conoscenze e la loro strada fra i vini grandi è già più che consolidata.

Un’ultima sorpresa l’ho avuta dai vini di Podere Veneri Vecchio, che da qualche anno è sempre più orientato verso vinificazioni naturalistiche e che, contro le mie aspettative, tira fuori dei vini giocati sulla finezza e l’eleganza. Anch’essi mi salutano dalla mia cantinetta e presto o tardi verranno consumati e annusati e studiati e goduti come si deve.

Dunque grazie a Laterratrema, continute così!

Presto le schede di degustazione.

PS Cappellano portava dolcetto e barolo piè rupestris 2006. Ma non sono riuscito a incrociarlo di persona. Penso di non dover ricordare a nessuno che fa dei vini buoni ;-)
 
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#6 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma Grazie Niccolò, sontuoso report!


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    #1
  • La Basia

    La Basia

    Bello che La Terra Trema si confermi un'occasione interessante e bello il report - condivido ampiamente la stima per tanti degli amici che hai citati (anche se qualcuno ancora manca all'assaggio pure a me!). Ma la prossima volta, passa a trovare anche noi! Ti aspettiamo per un sorso dal Lago di Garda.
    @Fil: a questo giro, ancora senza Chiaretto. Ma senza premeditazione: stavolta è proprio finito! Si riapre il rubinetto a febbraio!
    saluti, giacomo | La Basia

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    #2
  • A Vita

    A Vita

    Devo pubblicamente ringraziare i ragazzi del Folletto e del Leoncavallo, organizzazione perfetta. Non è facile gestire un centinaio di produttori, migliaia di visitatori, dargli da mangiare e farli anche divertire. Complimenti ancora complimenti e grazie

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    #3
  • A Vita

    A Vita

    ...mi è partito l'invio prima dei saluti :)
    un calabrosaluto a tutti. Francesco, 'A VITA

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    #4
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    Un grande rammarico per non aver partecipato, mi sarebbe piaciuto molto fare una visita.
    P.S. Spero che chi c'era abbia assaggiato i vini di qui sopra A' Vita, meritano davvero!

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    #5
  • Niccolò Desenzani

    Niccolò Desenzani

    @ppp: a febbraio a milano dovrebbe esserci semplicementeuva, un po' più enofighetto come evento, ma con tanti vignaioli eccellenti. Potrebbe esser l'occasione per incontrarsi! Comunque in questo periodo c'è davvero l'imbarazzo dellla scelta , per chi può moversi agilmente! Anche domani e dopo il mercato della FIVI sembra interessante. Al più tardi cerchiamo di vederci a Genova per terroir vino (e qui lo dico per iniziare a sperare di riuscire a venirci, allora saro tripadre, azzz). Spero che la vita a Corniglia e a casa tua sia un po' tornata vivibile e spero prima o poi di conoscere le tue bestiacce ;-) ciao ppp!!!!!!!!

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    #6

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