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#28 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Claudia, che pazienza!
    Non ce la farei più di una settimana credo a reggere le visite, sempre le stesse domande, sempre gli stessi "tipi" di personaggi, ormai sono sicuro che potresti scrivere un libro.

    Ci sono anche quelli che stanno zitti e ascoltano però, categoria nella quale faccio sempre in modo di rientrare.


    Fil

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    #1
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Complimenti Claudia,

    Certo che delle volte è davvero difficile formulare velocemente una risposta che riesca nell'intento di correggere un difetto di conoscenza dell'interlocutore salvaguardandone intatto "l'enorgoglio."

    E' una missione anche quella, diciamo che fa parte del gioco anche se esistono casi dove il gioco diventa un articolatissimo equilibrio che manco un funambolo ..

    Paolo

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    #2
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Ugo , non l'ho mandato a.. anche se i miei occhi lo urlavano .Sarà l'età, forse la stanchezza cronica che un pò mi sta soffocando ma ho portato pazienza e non gli ho risposo male.
    @Fil , a dire la verità ogni tanto ad un libro ci penso del tipo'l'enologia spiegata a mia figlia' o cose di questo genere , non è detto che nella mia prossima vita professionale mi avvicini alla scrittura ed alla divulgazione enologica.
    @Paolo.infatti a tutte le domande dei visitatori a cui non riesco a rispondere nell'immediato divento enologa 2.0 e invito i visitatori a contattarmi con tutti i mezzi che il web dispone. ( sto raccogliendo il materiale per il libro)
    claudia

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    #3
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Claudia, non sai quanto ti capisco, non so se sarei riuscito a stare calmo come hai fatto tu, ma ti capisco. Queste cose stiano aumentando considerevolmente da quando sono entrati nel mondo del vino i naturali, conseguenza di tutto ciò è che una persona che entra in azienda e vede macchinari, serbatoi più grandi di 20hl, acciaio e pulizia pensa che la chimica sia di casa. Molto meglio avere vasche in cemento piene di tartrati e galline che corrono tra le pompe. quello si che ti farebbe fare bella figura :)
    Luca

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    #4
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @ Luca, diciamo che non ho usato il forcale della vinaccia perchè ero in piazza a Modigliana.
    Io sono per un racconto del vino in maniera semplice, a misura di bambino, ed è quello che cerco di fare ogni volta che una persona entra in cantina.
    Poi se mi parli dei vini naturali allora il forcone lo tiro fuori davvero perchè io che pratico enologia convenzionale (dato che non mi posso permettere di perdere un'annata ) mi sono veramente stancata di essere trattata come avvelenatrice dell'umanità dai signori Naturali
    Claudia

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    #5
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Io non condanno in toto i produttori di vini naturali ma mi da fastidio quando mi sento additato come industriale del vino solo perchè faccio un paio di filtrazioni ed uso lieviti selezionati. Questo lo sai, ce lo stiamo dicendo da tempo io e te ;)
    Voglio dire, le persone intelligenti che visitano la cantina capiscono che non stiamo avvelenando il mondo e che anzi cerchiamo di salvaguardare il vino senza usare "porcherie" e con tecniche ed attrezzature moderne ed utili allo scopo. Poi ci sono gli sbruffoni che credono di sapere tutto e che ci additano.
    Rimaniamo calmi e spieghiamo loro le nostre ragioni.
    Luca
    p.s. ma tu lavori in una grande cantina che vende vino anche ai piccoli produttori? :)

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    #6
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    Io cerco di rimanere calma ma ogni tanto mi parte l'embolo e mi viene voglia di usare un rabiello .
    Io lavoro un una grande cantina che fa massa critica , che cerca di preservare e valorizzare la viticultura di collina , e vende anche ai piccoli produttori , e comunicare questa doppia anima a volte è doppiamente difficile
    claudia

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    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    A me questa cosa Claudia piacerebbe invece che la raccontassi in dettaglio. Piùù entriamo dentro alle dinamiche, le ragioni e le tecniche di una grande cantina, più ci possiamo permettere di non averne paura. Dedica qualche post futuro a far conoscere meglio queste realtà. Addirittura potresti dare un nome alla sequenza di post premettendo al tema un titolo costante tra il serio e il faceto. Giusto per sdrammatizzare...


    Fil.

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    #8
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Fil , fammi un esempio su di cosa potrebbero parlare i post e poi mi ci applico
    claudia

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    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Andare a prendere tutte le paure o i luoghi comuni classici e cercare di parlarne apertamente, senza timore, in modo obiettivo, spiegando perché e come mai c'è dignità anche in quel tipo di scelte. Quali sono gli argomenti possibili lo puoi facilmente evincere dalle domande "insidiose" o "fastidiose" che ti senti normalmente rivolgere durante le visite in cantina, penso tu ne abbia a pacchi. Prendi una domanda e sviscera qui la risposta così anziché educarne uno ne educhiamo 100 in un colpo solo. Poi magari ti si contesta o si discute ma almeno ne sapranno tutti di più.


    Fil.

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    #10
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @ Fil,
    ogni scelta che facciamo in cantina è ponderata uno due cento volte anche perchè queste scelte ne devo rispondere ad un consiglio dei produttori molto agguerrito che considerano a ragione la cantina come loro propria.
    Claudia

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    #11
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    Penso che purtroppo la maggior parte della gente sia abituata ai cosiddetti vini standard, e appena ne sente uno diverso crede sia sofisticato, quando (forse) purtroppo è il contrario. Abituati a bere vini artefatti, quando si avvicinano al "naturale" (presumo che il tuo lo sia, anche se non conosco il prodotto) rimangono ovviamente confusi, perchè sono sapori (veri) che non avevano mai provato prima.

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    No Andrea è il contrario, qui Claudia fa la parte della "cattiva" ;)

    Fil.

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    #13
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Andrea, dammi la tua definizione di vino naturale.
    @Fil , hai dimenticato di scrivere anche ''brutta ed antipatica'';)
    claudia

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    #14
  • Bele Casel @ Luca Ferraro

    Bele Casel @ Luca Ferraro

    Andrea, la maggior parte della gente non capisce una mazza di vino e si fa incantare dalla parola naturale.

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    #15
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    @Bele Casel, bè anche io sono solo un semplice appassionato (profano) di vino, non voglio spacciarmi assolutamente per esperto. (PS ho sentito dire che il suo prosecco Colfondo è notevole...)
    @Claudia, non ho una grande capacità di sintesi... ;) Comunque un vino naturale per me è quello che rispecchia il territorio. Vino in cui l'uomo fa solo da accompagnatore, senza tenta di forzare la natura (ovvero non devo per forza fare un vino morbido che profuma di ciliegia perchè il mercato vuole quello, quindi ci butto dentro di ogni). Sbaglio??

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    #16
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Mi inserisco nella discussione in punta di piedi perché sono argomenti questi che troppo spesso toccano corde e muovono sentimenti e le parole vanno soppesate cercando di non ingenerare fraintendimenti.
    Mi limito a dire che in ogni ambito della storia umana dove si sono create fazioni, scissioni, schieramenti c'è sempre stata la naturale tendenza alla contrapposizione.
    Per questo io non ho mai amato molto certe forme di "settismo" anche nel mondo del vino.
    C'è un modo solo di fare del vino eccellente ed è quello di farlo con cognizione di causa, sapendo bene cosa si sta facendo e facendolo nel migliore dei modi possibili.
    Le scelte poi, se adottare un sistema, una filosofia, una metodologia piuttosto che un altra, sono personali e sacrosante tutte.
    A mio modesto parere ogni agricoltore vignaiolo dei tempi nostri, che possiede la necessaria cultura e preparazione agronomica ed enologica e che lavora con onestà ed etica avrà tutto l'interesse a fare scelte che tendono a salvaguardare la fertilità dei suoi campi, a migliorare la salubrità delle sue piante e ad ottenere un vino che non faccia stare male o uccida i suoi clienti.
    Come arrivi al suo migliore risultato è parimenti lecito indipendentemente dalle scelte che fa o che può fare, perché non dimentichiamoci che non ovunque sono possibili le stesse scelte.
    Sarà poi la sensibilità dell'individuo o il suo orientamento verso la biodiversità o la sua avversione verso le lobby della chimica o persino l'orientamento politico a fargli preferire un produttore e un prodotto più convenzionale rispetto ad uno via via meno convenzionale.
    Ecco così non ho usato la parola "naturale" che giustamente dice tutto e il contrario di tutto.
    Ah, se posso vorrei aggiungere a complemento del mio pensiero che io faccio agricoltura e vinificazioni sia in maniera convenzionale che "naturale" e non mi sento un giorno con l'altro diverso dentro, migliore o peggiore.
    Sono approcci diversi per arrivare allo stesso risultato di dare piacere a se e agli altri.

    Ciao,
    Paolo

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    #17
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Andrea , ci sono vendemmie in cui quando le condizioni climatiche lo permettono divento produttrice di vini naturali, dal momento che l'uva è talmente perfetta che in cantina c'è solo da: diraspare, pressare, far fermentare e mettere il tappo alla bottiglia. Quindi a volte sono'Buona ' ed a volte sono'Cattiva'.
    Ma per mia sfortuna di vendemmie cosi' ce ne sono una ogni cinque anni
    ( ad essere fortunati) e quindi si diventa produttori convenzionali.
    Il visitatore esperto in sofisticazioni non aveva capito che il Sangiovese delle colline di Forli' e' più fresco ed aspro rispetto alla rotondità e alla morbidezza dei Sangiovesi Riminesi , quindi a volte il rispetto di un territorio può sembrare sofisticazione.

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    #18
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Paolo,
    come sempre applaudo alle tue parole !
    Claudia

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    #19
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    @Luca @Cristina @tutti

    avete voglia di dirmi perchè non vi sentite cattivi? vorrei approfondire la cosa sul mio blog e ho trovato questo post molto interessante. Complimenti.

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    #20
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Andrea,
    io faccio l'enologo per una cantina sociale , il 'male' a sentire tanti piccoli produttori.
    Bene, dovendo valorizzare al massimo le produzioni dei soci , non mi posso permettere di perdere una vendemmia e devo sempre portare a casa il risultato.
    Ecco perchè non mi sento il male dell'enologia.
    claudia

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    #21
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Claudia, in tutto questo l'offensiva dei "naturali" che problemi ti sta creando? Solo appassionati che ti guardano male?

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    #22
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    @Claudia rispetto al Sangiovese sono d'accordo con te, apprezzo la diversità di un vitigno rispetto al territorio, e ancor di più apprezzo chi lo vinifica mantenendo queste sue caratteristiche e non lasciandosi condizionare da tutti quegli esperti di sofisticazione che vorrebbero i Sangiovesi sempre uguali.
    Capisco la necessità di non potersi permettere di perdere una vendemmia. Il vino naturale può essere considerato ancora di nicchia, perchè lo fa chi si può permettere di coltivare e vinificare le proprie uve, e di rischiare qualcosa in più. Questo rischio lo potremmo poi trovare come valore aggiunto nella bottiglia. Comunque è più difficile operare in questo modo con uve altrui che a volte possono essere coltivate nei modi più disparati e non sempre idonei a vinificare questa tipologia di prodotto.

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    #23
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    Vabbè...così però si rischia di peccare di pignoleria eccessiva... ;)

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    #24
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Andrea / Andrea ,
    come scrive Paolo , qualche commento fa , la parola 'naturale' dice tutto ed il contrario di tutto ed in questo clima di poca chiarezza e di settarismi risulta difficile lavorare , ecco un altro motivo per cui la parola 'naturale ' mi fa partire l'embolo.
    @ Pierpaolo, quindi i produttori di vino naturale devono fare solo aceto? ( la mia è una provocazione)
    claudia

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    #25
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Credo che buon senso e misura occorrano da entrambe le parti. Nel non denigrare a prescindere una produzione più grande e nel non vedere per forza come fumo negli occhi il tentativo di produrre con il più basso utilizzo di inquinanti e interventi in cantina possibile (al netto degli ancestralismi) :)


    Ciao, Fil

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    #26
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    Si ci vuole sempre buon senso, sia facendo viticoltura convenzionale che biologica/biodinamica. Possiamo avere un prodotto più sano ottenuto da una viticoltura convenzionale che utilizza prodotti di sintesi con i tempi e le dosi giuste, rispetto ad uno ottenuto da una viticoltura biologica che "bombarda" le uve di rame e zolfo senza particolari attenzioni

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    #27
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @
    Fare il vino è un gioco di equilibri, dove sensazioni visive olfattive e gustative non devono litigare fra di loro.
    Ci vuole equilibrio anche a fare ragionare insieme naturali e convenzionali , che a volte sembrano intraprendere un dialogo fra sordi
    claudia

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    #28

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