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#28 Commenti

  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Ciao Fil.,

    stavo scrivendo della bella giornata trascorsa oggi da Burde a BioBacco in compagnia di bei produttori ecc. ecc., e poi paff.. ho pigiato qualcosa ed è sparito il commento, va bè. Seguiranno sicuramente post nella rete.

    Che dire? E' già successo con la rivista DeVinis sostituita con Bibenda :(quando mi ci ero attaccato, change) e ora vogliono farlo anche con la guida (?). Come si dice..strategia di marketing? Bibenda per gli associati, rivista e guida nei negozi? Io umile sommelier sono..

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    #1
  • Andrea Federici

    Andrea Federici

    Oltre che "sveglia" per il rinominare o meno la guida, io spero che facciano rapidamente una pubblica rettifica dell'editoriale nell'ultimo n° della rivista.
    O lo trovate sulla pag web di Bibenda o copiato nel mio blog:
    http://degustazioniagrappoli.blogspot.com/2011/12/accuse-dalleditoriale-di-bibenda.html
    Accuse fuori luogo a chi racconta "il vino" sul web che mi hanno lasciato davvero basito!

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    #2
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Mi riferivano lo scorso anno che Bibenda ( mi riferisco alla Guida Ais ) è stata " acquistata " dall' Ais per una cifra considerevole ( si parla di cifra a 6 zeri ).
    Trovo opportuno, per l'immagine dell' Ais, che la Guida Ufficiale inviata al domicilio degli iscritti che pagano regolarmente la quota associativa, sia di proprietà della associazione stessa e questo per una ragione di opportunità e trasparenza. Il marchio è Bibenda ma la Guida si chiama 2000 Vini ed a mio avviso, dovrà continuare a chiamarsi GUIDA AIS 2000 VINI.
    Poi facciano come meglio credono, ma è ora di tenere separate e ben demarcate le due denominazioni :
    AIS
    BIBENDA
    due storie e due destini diversi.
    Buon Natale a tutti Voi

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    #3
  • Rinaldo Marcaccio

    Rinaldo Marcaccio

    L'editoriale nell'ultimo numero della rivista Bibenda si commenta (anzi non commenta) da solo!
    Lo trovo offensivo per l'intelligenza del lettore.
    ...ma come si può permettere un uso così strumentale della rivista Bibenda (finanziata dalle quote degli associati), fatto al solo scopo di risolvere o alimentare polemiche di tipo esclusivamente personale?
    Tutto ciò è veramente inaccettabile.

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    #4
  • Maria Grazia Melegari @SoavementeWB

    Maria Grazia Melegari @SoavementeWB

    Cari amici,
    non ho parole. Ho letto ieri il delirante editoriale di Ricci sull'uiltimo numero di Bibenda e oggi apprendo di questa ulteriore appropriazione da parte della stessa del "marchio" AIS rispetto alla guida 2000 Vini. Che dire. Ho rispetto e stima per il lavoro che tanti soci compiono in AIS. Qui a Verona stiamo lavorando molto bene, ma questa storia del legame AIS BIbenda (Ricci) ha assunto contorni, questi sì, veramente pericolosi.
    Ripeto, non ho parole!
    MG

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    #5
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Ricci non lo conosco e non me ne importa molto. Ha scritto un articolo, uno dei tanti. Con due argomenti:
    il primo riguarda la legalità o meno di usare internet in orario di lavoro. Forse non è reato contro la pubblica amministrazione o il datore di lavoro, ma ciò dipende dall’intensità d’uso, ovvero quanto viene a costare all’azienda o alle casse dello stato (le nostre tasche) infatti il dipendente può essere chiamato a risarcire il danno se ritenuto rilevante e di sicuro l’azienda gli può inibire l’accesso o erogare sanzioni. Sulla eticità o meno del comportamento non mi pronuncio.
    Il secondo argomento riguarda se parlare o meno del vino in internet. L’autore non sembra molto convinto anche se ala fine da qualche parte dice “ma l’importante che si parli di vino” ma in realtà, a mio avviso, traspare il mutamento dei comportamenti sociali che incrocia con la crisi economica quando parla della chiusura di un locale milanese.
    io l’articolo lo capito così. Poi sul blog ho letto di tutto, nomi, mica nomi, compravendite e cifre ecc.( tra l’altro da quanto mi ha detto uno che all’assemblea c’era non credo sia andata come ho letto sopra,) ma comunque quelli sono discorsi che devono rientrare nella dialettica associativa decideranno loro, nomi e strategie a me non me ne può fregà de meno.
    Devo terminare il nuovo haccp e non posso permettermi, neppure di domenica, di stare su internet per un tempo prolungato.
    notte

    n.b. io sono d'accordo a parlare di vino in internet se lo si sa fare con il dovuto rispetto.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bene Luciano, registro che non te ne può fregare di meno.
    Non mi pare che questo però porti granché alla discussione.

    Fil.

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    #7
  • Andrea Toselli

    Andrea Toselli

    Ricci ed i vari cloni che oggi guidano l'AIS vanno sopportati ne più ne meno di quanto sopportiamo tutti quell'accozzaglia di personaggi business oriented, eletti da noi, che guidano l'Italia. Ricci è l'AIS e chi, come me e gli amici della delegazione, resta socio alla periferia dell'impero, lo fa solo per dare l'esempio che, rimanendo nelle regole, si può trasmettere la passione per il mondo del vino in modo professionale, senza farlo a scopo di puro lucro. Sul discorso Guida sfondi una porta aperta: duemilavini NON è la guida dell'AIS, ma la guida che AIS, DA SEMPRE, acquista da AIS Roma e che, almeno in Emilia, non ha mai coinvolto l'AIS. A mia domanda diretta al congresso AIS di Mestre (ero delegato AIS) Ricci mi rispose, davanti alla basita platea di delegati, "non ti deve interessare". Un'autentica guida AIS, pur con tutti i limiti derivanti dalle difficoltà di realizzazione (tempi e risorse disponibili in primis), è quella dell'Emilia-Romagna, fatta da degustatori AIS ed aperta a TUTTE le cantine interessate. Punto.

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    #8
  • Eliana Negroni

    Eliana Negroni

    Dell'attuale enomondo italiano in cui parecchi giovani sommellier (e non parliamo degli/delle aspiranti meno giovani..) non mi pare proprio riescano a vivere di sola sommellerie... forse gli esimi personaggi potrebbero prendere atto del fatto che esistono variabili infinite del lavoro precario dipendente e non che permette ormai in maniera trasversale a diverse generazioni (arzillissi e attivissimi sui social network anche splendidi over 70's) di comunicare le proprie esperienze in modalità web 2.0 - per ora
    solo immagini e video, ma in un futuro chissà magari anche odori e sapori...

    semplicemente al posto che abbattere foreste (tutto ciò che va in stampa è stato concretamente degustato? e io che ne so?) ci si confronta con un mezzo dotato di altri pregi e difetti... si lavora di giorno, di notte, nei giorni feriali e di festa.. si lavora per ieri quando la commessa c'è o il capo lo vuole... e intanto ci si documenta, si condividono esperienze emozioni o "semplicemente informazioni" ...
    già, che spreco eh, il mondo è molto più a portata di mano...
    davvero, esperti AIS non ingessiamoci, carpe diem!

    esprimo un parere basico, pur fresca d'esame di terzo livello, mi impegno e cerco di seguire questo mondo dentro e fuori l'Ais, e ho colto qua e là il sottile piacere di sentirsi un po' élite (un po' come il sottile piacere di scoprire un vino notevole sotto iniziali modeste spoglie) e ci sta,
    ma poi il bello sta proprio far cogliere la stessa soddisfazione a chi ci s'imbatte per la prima volta, mettere sulla strada giusta, ovvero offrire i punti di riferimento più appropriati perchè ognuno scopra il PROPRIO gusto: non è forse stata questa la molla che all'inizio anche ha spinto anche noi enoappassionati ad approfondire questi argomenti???

    allora dicevo élite culturale ok ma assolutamente trasversale
    dal lambrusco allo champagne, dal calice al web!

    mi firmo
    eliana, artigiana web 2.0



    ps - a me l'ultimo Bibenda non è ancora arrivato, qui in campagna arriva sempre "un po' dopo"... però l'editoriale l'ho letto sui blog... :D
    il parere sulla sensazione di "ingessatura" resta quello, con beneficio di inventario sulla lettura dell'originale quando e se lo riceverò...

    ps2 - ciò nulla toglie al fatto di aver partecipato a belle e interessanti iniziative, didattiche piu o meno basiche, proprio dell'AIS Emilia, mia delegazione di riferimento





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    #9
  • Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Mi sembra che Andrea abbia detto tutto, ovvero che anche in AIS non si conosce la parola meritocrazia. Che la dirigenza nazionale non abbia capito che l'immagine dell'Associazione ancora regge grazie all'encomiabile lavoro di tante delegazioni provinciali, e quella di Ferrara è a pienissimo titolo fra queste, è a dir poco anacronistico. Il solo fatto, e questo ho sempre cercato di sottolinearlo, che la quota associativa comprenda OBBLIGATORIAMENTE la Guida, è scandaloso. In questo modo si garantisce all'editore la vendita di circa 30.000 copie a prescindere: a mio avviso è una cosa che all'antitrust potrebbe interessare...
    Ciao

    Mirco

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    #10
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    A roma chi si iscrive al corso AIS DEVE pagare 80 euro di tessera associativa + 50 di rivista Bibenda.

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    #11
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Intanto è uscito un editoriale di Maietta che dice che abbiamo preso tutti una grande cantonata parlando di quello di cui nessuno ha scritto (se non in un commento su facebook e non il sottoscritto) e glissando completamente su tutto il resto:
    http://www.aisitalia.it/spunti-di-svista.aspx

    @Andrea
    Non mi stupisce è perfettamente in stile.

    Piuttosto, mi chiedevo se non ci fosse a Roma qualche candidato antagonista a Ricci. Si è mai verificata l'ipotesi? Ci ha mai provato qualcuno?
    Anche perchè credo che sia solo quella la via per cambiare le cose, votare democraticamente per avere un nuovo responsabile di zona.

    Fil.

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    #12
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Infatti, io ho previsto altri scenari. Cambiare o non cambiare nome è forma e non sostanza.
    La cosa bella è che almeno Maietta guarda il web

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    #13
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    Mi è arrivato oggi Bibenda. Appena avrò un pò di tempo lo leggerò, anche per avere idee più chiare in merito (editoriale di Ricci), ma conoscendo (seppur poco) l'ambiente AIS, mi sento di condividere le parole di Filippo.
    Ho letto le parole di Maietta e ovviamente tira l'acqua al suo mulino. Ha commesso un errore però dicendo che l'AIS "...
    da quasi 50 anni comunica il vino in modo serio, qualificato e disinteressato!".
    Visto quello che è uscito anni fa (diatriba con il Mio Vino) e ribadito in questo thread, giusto per citarne uno, tanto disinteressato non si direbbe...

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    #14
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Domanda : risulta a qualcuno che Bibenda- Guida Ais 2000 Vini, sia stata venduta lo scorso anno dal patron Ricci detentore del 99,99% delle quote, per una cifra a 6 zeri, ed ora sia di piena proprietà dell' AIS Nazionale ??

    Un uccellino canterino molto vicino a Roma cosi' mi fischiò !

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    #15
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Ciao Fil. ma non sei tu che concludi l'articolo con "Sono anni, ormai, che segnalo le cose che non vanno e che passano sempre un po' in sordina, mai nessuno che abbia niente da dire da dentro l'Associazione. Va tutto bene così allora e se sta bene a voi figuratevi a me" e perchè a me dovrebbe importare se è stata o non è stata venduta la guida ecc. dell'articolo segnalato mi ha colpito quanto detto sopra, crisi, cambio di costumi, diritti/doveri dei lavoratori. non mi paiono cose di poco conto. poi questo benedetto Ricci non lo conosco, conosco tanti bravissimi Sommelier liguri e non a cominciare dal referente della mia provincia con il quale mi sento in sincera amicizia. Così come ho rapporti con Fisar. Ma le strategie interne, giuste o sbaglaite le devono decidere al loro interno.
    se poi non ho portato un contributo. be pazienza.
    Un abbraccio e aguri di buone feste a te e famiglia. Luciano

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    #16
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Il tributo alla base l'ho fatto più volte e lo ribadisco.
    Quello che a me pare strano è il disinteresse (lato loro) per queste cose (questa è solo l'ultima) e per il buon nome della propria associazione. Quindi il mio "voi" è rivolto più a coloro che conoscono le varie vicende che a coloro che non le conoscono ma ad informarsi si fa sempre a tempo.

    Mi sembra evidente però – così come quando si era verificata l’operazione “missiva con minaccia di epurazione” inviata da Ricci alle aziende dalla Duemilavini ai tempi della vicenda con Il Mio Vino – che esista un problema di opportunità comunicativa.

    Credo che stante la sacrosanta libertà di ogni delegazione regionale di comunicare come meglio crede nei limiti e nel rispetto delle linee guida nazionali, sulle questioni più importanti (per esempio il cambio nome della Guida che non mi pare una cosina da nulla visto ciò che implica), la comunicazione dovrebbe invece passare (solo o prima) per la rivista istituzionale e per voce del presidente dell’associazione mentre invece mi pare che di continuo ci si ritrovi di fronte a colpi di scena (quasi mai in positivo) predisposti dal “nostro”. Questo è un danno per l’AIS.


    Ciao, Fil

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    #17
  • Capellini Luciano Azienda Agricola

    Capellini Luciano Azienda Agricola

    Condivido che dalla lettura di alcuni articoli della persona più volte citata in effetti un "bricciolo" di aggresività lo si rileva. (ma è capitato anche a me d'esserlo). Non credo che ciò faccia bene alla loro associazione. Che poi il percorso per cambiare nome ecc. debba essere più democratico ecc. condivido ma non conosco il loro statuto. Da quallo che ho capito (leggendo sopra) mi pare che vogliano uniformare la cominicazione. Circa la guida pensavo che già si chiamasse bibenda. Ma non ne so di più per una ragione semplice: quando mi hanno comunicato che ero in guida e mi invitavano ad acquiastarla, stavo per farlo, ma alcuni giorni dopo mi è arriavto un sollecito ed una telefonata ed io la guida non lo più comperata. Come vedi i solleciti fatti in un certo modo possono sortire anche tra i non associati effetti opposti.
    Comunque una copia la prenderò per vedere che cosa hanno scritto. Il problema vero è la crisi che tra l'altro, colpisce da tempo l'editoria in modo paesante e credo che una associazione come l'Associaziona Italiana Sommelier (senza la s finale) dovrebbe potenziare questo strumento di comunicazione, ma è anche vero che è necessario andar per cantine e, in questi momenti di crisi, riscoprire angoli d'Italia potrebbe alla fine risutare più interessante e piacevole che ricercare paradisi (che poi spesso non si rivelano tali) fuori dal nostro pur sempre bel paese.
    buone feste a tutti
    Luciano da Volastra

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    #18
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Ho scritto una lettera aperta a Maietta che è stato messo in mezzo dalla strana coppia Cernilli/Ziliani. Vediamo se lo spunto di svista stavolta è nostro..

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    #19
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Altre 10 domande.
    Questa volta le fa Luciano Pignataro ad Antonello Maietta sulla questione relativa alla cessata collaborazione con Franco Ziliani:
    http://www.lucianopignataro.it/a/il-caso-ziliani-le-dieci-domande-ad-antonello-maietta-presidente-ais/35638/


    Ciao, Fil.

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    #20
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Quello che vorrei sottolineare, e penso che anche Filippo sia d'accordo con me, è che nessuno qua parteggia per nessuno e nessuno ce l'ha con Maietta personalmente. La volontà, da grande sostenitore dell'AIS, è che per una volta per tutte si faccia chiarezza su tanti ambiti rimasti fino ad oggi "grigi".
    Maietta ha oggi l'onere e l'onore di dare una sterzata ad una associazione che per queste zone grige sta perdendo molti iscritti e, comuque, chi rimane lo fa scontento.

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    #21
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ho cercato di spiegarlo in una risposta privata ad una mail molto seccata di Antonello. Per me Antonello è stato un po' come un mito, mi ricordo come fosse ieri il momento in cui verso la metà del primo corso ais (era la fine degli anni '90), tutti aspettavamo il suo arrivo, trepidanti, in una lezione del corso. E in effetti Antonello è una persona sicuramente capace nel suo mestiere, brillante in fase espositiva, uomo adatto al palcoscenico e con il giusto fisic du role (o come si scrive). Uno che buca lo schermo insomma ma che non ha mai goduto veramente e appieno delle luci della ribalta come avrebbe dovuto. Provo a spiegarmi meglio.

    Insomma, figurati se ho qualcosa di personale con Maietta. E' che da quel giorno ad oggi un po' di acqua sotto i ponti è passata, un po' di cose le ho viste e conosciute, un po' di esperienza in più me la sono fatta e certe cose non riesco a non rilevarle. I miei articoli critici sono quasi sempre indirizzati a Ricci e di Bibenda, quasi mai di Maietta e solo di riflesso all'AIS.

    Non credo che gestire l'AIS sia una cosa semplice e credo che molto più complesso sia farlo con uno come Ricci di mezzo che qui nessuno sembra comprendere davvero fino in fondo che ruolo, potere e influenza giochi sulle decisioni dei vertici. Naturalmente è lì (Ricci) perchè eletto e nulla mi può far dubitare, allo stato, che le elezioni che lo hanno messo dove si trova e confermato negli anni possano avere qualcosa che sia anche appena meno che cristallino. Certo è curioso cogliere così tanti malumori e poi vederlo costantemente riconfermato.

    Il fatto concreto però, fatto noto alla stragrande maggioranza dei sommelier un po' avveduti e dei comunicatori è che questo strapotere di Ricci, questi suoi modi un po' arroganti di comportarsi in varie occasioni come testimoniato da ultimo anche da Toselli in un commento poco sopra, come da padrone autoinsignito, sia sempre stato visto come un problema da molti.

    Non ti nego che quando Maietta decise di candidarsi alla guida dell'AIS qui (in Liguria, dico) era tutto un trombette e fischioni di felicità. Ma le aspettative erano molto alte e devo dire che fino ad ora, ad eccezione della confermata capacità di scendere comunque a confrontarsi con la base direttamente - qualità sempre apprezzata in Antonello - quello che più patisco è proprio questa sensazione di "mani legate" che mi si palesa di fronte quando vedo cosa fa Antonello alla guida dell'AIS ora che avrebbe se non il potere (la GEN è pur sempre un organo collegiale che decide a maggioranza e la maggioranza non la fa Maietta da solo) almeno gli attributi per tener testa a quell'altra di testa.

    Ecco, è questo che mi fa dispiacere, per Maietta prima di tutto - che alla fine mi sembra una brava persona - e per la base in secondo luogo, questo accondiscendere in modo più o meno esplicito ogni attività - anche la più becera e mal riuscita - messa in atto dal romano.

    Io intimamente credo che Antonello questa cosa la patisca e che vorrebbe fare molto di più di quello che può fare e forse meglio e in modo differente ma il potere il carisma e l'influenza di cui gode quel tale romano, non glielo consentono e questo oltre che per noi tutti deve certamente essere frustrante anche per lui.

    Al contrario, dovrei pensare che Antonello è invece completamente d'accordo con tutto quello che Ricci ha fatto, fa e farà per e contro l'AIS (quanto riportato al mio commento numero due di questo post ne è un piccolo estratto), e ciò si sarebbe, almeno per me, molto peggio.

    Mi scuso per la lunghezza ma in effetti la faccenda mi sta abbastanza a cuore.


    Fil.

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    #22
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Allora mi è arrivata la notizia, da fonti ufficiali, secondo la quale non è vero che Bibenda Guida Ais 2000 Vini sia oggi di proprietà Ais, ovvero che il pacchetto azionario detenuto dal patron Ricci al 90% ( ed oltre ) sia stato ceduto all' Associazione Italiana Sommelier.
    Con questo devo smentire quanto mi era stato riferito circa un anno fà e quanto da me scritto sopra.
    Buon anno a tutti

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    #23
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Per la cronaca, oggi sono arrivate le risposte del Presidente Ais sulla questione sollevata da Pignataro :
    http://www.lucianopignataro.it/a/caso-ziliani-antonello-maietta-risponde-alle-10-domande/35742/

    A mio avviso una finta questione, in quanto trattasi di un rapporto privato tra due soggetti che non dovrebbe interessare i lettori appassionati di vino dei vari blog.
    Speriamo che ora la chiudano qui

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    #24
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    La questione Ais-Ziliani-Cernilli-Maietta non mi sembra, nell'ordine delle cose, la più importante sulla quale avrebbe dovuto essere concentrato tutto questo encomiabile sforzo di trasparenza. Credo ci siano questioni ben più importanti che attendono risposta, come per esempio le domande che ho sommessamente posto a Ricci in questo commento:
    http://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=5809#commento47715

    Ma si può sempre dire che si va tutto bene madama la marchesa.


    Ciao, Fil.

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    #25
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Caro Fil, vorrei farti notare che le domande sono state poste al Presidente Maietta da parte del Pignataro, in maniera oserei dire quasi " poliziesca ", forse con lo scopo di metterlo in difficoltà e difendere il suo compagno " di merende ". Invece la cosa gli si è ritorta contro, proprio come un boomerang, ed è emersa la verità delle cose. Poi ognuno si farà la propria opinione, a me personalmente non me ne frega un c@@@o, ma caso strano quando c'è di mezzo un certo personaggio va sempre a finire in " caciara ".
    Ciao Roberto

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    #26
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Roberto, io su tigulliovino, su vinix, nei commenti in giro per la rete dove abbia sentito il bisogno di intervenire, ho sempre scritto dei problemi di ais, ricci e bibenda così come faccio da 10 anni ormai. Non di altro. Delle altre questioni non mi sono mai occupato e non credo lo farò visto che si tratta di questioni personali. Posso aver espresso tristezza per una presidenza che non reagisce ma è una tristezza partecipata con l'idea di fondo che forse ci siano un po' le mani legate su certi fronti e non si tratti proprio di comunità d'intenti con Roma.

    Mi sembra invece che la trasparenza funzioni a corrente alterna, che gli editoriali di risposta (ai quali non è possibile replicare perchè sia sul sito ais che sul sito di bibenda non è possibile commentare) si concentrino sulle piccole beghe di qurtiere anziché guardare alle critiche forti su questioni importanti.

    Sulle cose dove è agile rispondere funziona quindi, su quelle dove è meno agile, come le domande che ho posto a Ricci nel post di Andrea Della Casa, probabilmente meno:
    http://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=5809#commento47715

    Anche Maietta, contro il quale non ho assolutamente nulla figurati, ho scritto al commento 23 di questo post cosa penso di lui, mi ha pregato (in privato) di non dispiacermi se non vorrà mai più rispondere alle mie e-mail o ai miei articoli, solo per aver affrontato argomenti evidentemente spiacevoli per lui e senza alcuna altra spiegazione dotata di logica.

    Siamo al dispettuccio voglio dire ed il contorno, è di gente che nulla sa delle vicende più importanti e continua a sostenere che si, va tutto bene madama la marchesa.

    Era una bella occasione per affrontare le questioni vecchie e irrisolte di Ais e Bibenda e Ricci ma mi pare che il silenzio tombale su tutti questi aspetti da parte di tutti i protagonisti intervenuti renda piuttosto chiaro che nessuno - a parte qualche coraggioso sommelier d'antan - abbia il coraggio di confrontarsi su di essi.


    Ciao, Fil.

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    #27
  • Roberto Gatti

    Roberto Gatti

    Ciao Fil ti risponderò in privato

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    #28

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