La Fine del Mondo.. un nuovo inizio

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La Fine del Mondo..  un nuovo inizio
La Fine del Mondo è un vino per il quale fatico a trovare le parole adatte a descriverlo, è come se avesse trasceso, come se fosse andato oltre all'uva, oltre all'uomo, oltre al vino stesso, ha superato le mie aspettative di vignaiolo e mi commuove sorprendendomi nel profondo dell' animo ogni volta.

E' un piacere versarlo nei calici degli amici e condividere con loro ogni emozione tanto che lascerò a chi vorrà farlo il piacere di darne una descrizione, di parlarne.. per quanto ne sono coninvolto emotivamente a me riservo solo di parlarvi di come è nato e cosa rappresenta per me.

Era la vendemmia 2007, annata tanto storica sulle Colline Tortonesi che anche le vigne più vecchie offrivano al vendemmiatore grappoli di incredibile vigoria e fu allora, osservando tanta perfezione che mi venne l'idea di tenere separata una selezione di sole uve provenienti dai ceppi più antichi alcuni dei quali impiantati sin dal 1926 e di provare ad avere per loro una “cura particolare”.

In natura è prassi riferirsi ai periodi lunari per cadenzare le attività e così facciamo anche noi, ma questa volta fu diverso, ci accorgemmo che, in qualche maniera, stavamo anche ricalcando il calendario lunare Maya in quanto anch'esso è costruito sui cicli lunari e continuammo a farlo.

Pensai allora che avremmo potuto tentare di fare un vino “Maya Inspired” provando ad ignorare in grossa parte la tecnologia e fu per questo motivo che l'uva venne diraspata a mano, pressata al torchio manuale e fatta fermentare spontaneamente e ogni passaggio, dalla svinatura ai travasi fino all'imbottigliamento venne fatto senza l'ausilio di macchine, con i secchi o per caduta gravitazionale.

Il vino così ottenuto senza filtrazione alcuna ne additivazione, dopo essere stato per alcuni anni in botte di rovere, affina ancora oggi in bottiglie di formato Magnum e Doppia Magnum nelle nostre cantine, tappato da solo sughero naturale e sigillato con la ceralacca.

Coincidenza o meno, si dice che per il Vino che si ottiene dalle Uve Barbera ci sia da aspettarsi una curva evolutiva che lo porterebbe all' apice il quinto anno e anche La Fine del Mondo dimostra di voler arrivare all'appuntamento con i Maya nell'inverno del 2012 al massimo della sua forma!

Al di là delle congetture, dei presagi e delle profezie più o meno credibili, La Fine del Mondo rimane un vino “sperimentale” , ottenuto con procedimenti che si potrebbero definire oggi inusuali che, messo a confronto con pari vino della stessa annata offre marcate differenze che lascio ai posteri valutare e argomentare.

A me basta la soddisfazione di aver fatto un vino che mi sorprende ogni volta e aver tratto da questo esperimento una maggiore consapevolezza che il vino, come poche cose in natura, ci offre l'opportunità di verificare anche il lato trascendentale delle cose e di renderne intellegibile il loro effetto ai nostri sensi ed al nostro intelletto.

Per questo motivo La fine del mondo rappresenta per me un nuovo entusiasmante inizio!

Ciao, Paolo
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#8 Commenti

  • Magda Beverari

    Magda Beverari

    Bravo Paolo, spero di riuscire ad acquistarne una bottiglia, nel frattempo ti dico già che "kiffo" offero "lovvo" l'etichetta >^..^<

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    #1
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Ciao Magda, come tutte le cose, anche l'etichetta non è per caso.. è un montaggio fra la due riprese fotografiche del telescopio spaziale Hubble raffiguranti il centro della galassia nella via lattea e la costellazione "occhio di Dio" .. e una terza... il calendario lunare Maya...

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    #2
  • SAVELI SAS

    SAVELI SAS

    Complimenti!

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    #3
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Sto vino lo sento un pò mio :)

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    #4
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @ Melina.. lo sai che lo devi assaggiare, vero ? :-)

    @Andrea, E ci credo! ricordo ancora le tue parole dopo l'assaggio da vasca e direi che il vino ha mantenuto la promessa !

    Ciao, Paolo

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    #5
  • Essepi Wine Services

    Essepi Wine Services

    Non vedo l'ora di assaggiarlo!!! Ci sei alla cena di Vinix al Vinitaly? oppure passo da te al Vinitaly e me lo fai assaggiare. Immagino che sia buonissimo conoscendo i tuoi vini. In tanto ti faccio i miei complimenti.

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    #6
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Sandra, ma certo che ci sarò ! Sia al Vinitaly dove ti aspetto che alla cena dove ti rivedo con grande piacere!

    @Pierpaolo, è certamente un vino diverso sotto ogni profilo.. personalmente io vorrei che tutti, ma proprio tutti lo potessero almeno assaggiare e mi adopererò in tale senso nel limite delle modestissime quantità a mia disposizione. Non ne sono rimaste molte bottiglie e vedo che le prenotazioni giungono costantemente... Certamente non ha un prezzo popolare, ma se vogliamo vedere il valore che ha io lo pagherei anche molto di più pur di averlo.. :-))
    Ne ho fatte solo 100 magnum e 30 doppie...
    Ciao, Paolo

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    #7
  • Robin Brewster

    Robin Brewster

    Difficult to describe this wine, simply because it is unlike anything I have ever tasted before. Basically, words are not enough. As Paolo suggests, the only way to know this wine is to take a sip. We consider ourselves very fortunate to have had the opportunity to share some of what is clearly a unique wine. Thank you again Paolo. Cin-cin! Robin and Amber.

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    #8

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