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#4 Commenti

  • Luca Risso

    Luca Risso

    ... perché c'è di peggio, credimi :-)
    Quanto all'ultima domanda l'importante è che il vino sia diverso da quello del vicino; migliore o peggiore poi è spesso una questione di gusti
    Luk

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    #1
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    Ciao Luca ,
    lo so che c'è di peggio, ma tante volte s'incontrano produttori che si sentono pervasi dal sacro fuoco della creatività e perdono il senso della realtà. Fare il vino è un lavoro come un altro, ma sempre un lavoro è.
    claudia

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    #2
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Penso che il punto tre sia il più comune, vigneto-terreno ereditato dal padre, dal nonno; tutti orgogliosi di fare vino, giustamente, "il più buono di tutti", un po' meno giustamente; magari attuando nuove metodologie, Bio etc etc.., ampliandosi, rischiando, e molti di questi come secondo lavoro, noto. Non direi che è un mestiere come un altro; sicuramente duro, faticoso, rischioso, ma gratificante come pochi altri, vero? :-)

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    #3
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    Ciao Alessandro,
    Il mio scrivere 'è un mestiere come un altro',era vistosamente una provocazione, nei confronti di chi, pervasi dal sacro fuoco della creazione enologica , a volte rischiano di perdere il senso della realtà.
    Sono una minoranza per fortuna, ma quando li incontro hanno la capacità di aumentarmi l'acidità di stomaco.
    E' un mestiere molto gratificante, che ti allarga la testa, multidisciplinare come pochi altri, pieno di stimoli.
    Poi , come dice la mia mamma, è il mestiere per il quale ho studiato, e già questa è una fortuna rara.
    claudia

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    #4

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