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#12 Commenti

  • Essepi Wine Services

    Essepi Wine Services

    Premetto che sono sommelier AIS ma non sono d'accordo con un eventuale monopolio, è contro ogni regola di mercato etico. La concorrenza fa bene a tutti i tipi di mercati e servizi. Ancora di più all'AIS! Senza concorrenza non c'è crescita in tutti i sensi.
    E' molto pericoloso il fatto della mancanza di comunicazione tra Ministeri ed Associazione, se è vero. "sulla base di quale impulso la senatrice ha proposto l'emendamento in Senato?" Ma chi lo sa...! Chi lo sa si faccia avanti per cortesia.
    Stiamo arrivando al colmo delle cose ormai.
    Sandra

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    #1
  • Maurizio Gily

    Maurizio Gily

    il regolamento dei concorsi è già abbastanza ridicolo con il quasi monopolio dell'AEI. Complimenti alla Senatrice per la proposta di legge atta a peggiorare quello che già non funziona.

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Adesso emerge che l'associazione Veronelli (http://www.associazioneveronelli.it/) presieduta dalla senatrice ha sede a casa dell'Ais Lazio che se non vado errato è anche la casa di Ricci. Come è piccolo il mondo.

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    #3
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    L'Ais ha troppo spesso peccato in etica per essere credibile d'innocenza

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    #4
  • Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    L'AIS non si smentisce mai.... e che faccia tosta!!!!

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    #5
  • Rinaldo Marcaccio

    Rinaldo Marcaccio

    Prendersela con l'AIS in senso lato, mi sembra fuorviante.
    ..allora sarebbe anche colpa mia?
    Diciamo che c'è qualcuno che manovra le cose sottobanco. E le manovra pure male.
    Io credo che le ragioni di fondo siano giustificate, ma che la pretesa che emerge dall'emendamento sia esagerata (era infatti da prevedersi che così come formulato, senza un minimo di attenzione alla misura delle richieste ed alla possibile apertura verso eventuali situazioni di compromesso, fosse destinato alla bocciatura).
    Detto ciò, convengo sull'inutilità di questi concorsi istituzionali, che lasciano fuori dalla porta i soggetti fruitori ovvero i consumatori.
    Evidentemente, se si prosegue con le varie edizioni, è perchè l'intento primario non è quello di promozione sul mercato, ma quello di vetrina dalla veste elitaria e di consolidamento dei rapporti di pubbliche relazioni.

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    #6
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Tutto questo non giova al vino.
    E' vino quello di cui siamo appassionati, di tutto il circo che ci gira attorno io personalmente ne farei volentieri a meno.
    Il vino, in queste occasioni sembra sempre più un grasso e grosso affare al quale in molti vogliono saltare addosso.
    Torniamo al vino

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    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Chiederei a tutti di cercare di mantenere moderazione nei toni il più possibile per cercare di mantenere il dibattito il più pacato e sereno possibile sia pur nella gravità delle questioni.

    Qui l'Associazione Italiana Sommelier non è l'oggetto della critica ma la parte offesa da un comportamento che per l'ennesima volta sembra agire a favore negli intenti ma poi di fatto procura danno di immagine e di reputazione nei risultati anche grave. Spesso per via di modi e scelte che non sono ancorate alla base associativa nemmeno per il tramite degli organi associativi preposti.

    Il tema non è se i concorsi enologici servono o meno o se sono costituiti bene o male. Il tema centrale secondo me qui è un altro e cioè se c'è qualcuno che muove le fila dell'ais senza che l'ais, se non altro il suo presidente e il consiglio nazionale, ne sappiano nulla. Almeno, questo è quello che si capisce dalle parole di Maietta che di tutto questo, dice, nulla sa.

    E' possibile che un intervento di tale portata possa essere portato all'attenzione addirittura del senato senza che i vertici dell'associazione ne sappiano nulla?

    Se, come sembra logico pensare, così non fosse, saremmo di fronte ad un grave problema di gestione dei poteri decisionali. Perché se è vero quel che dice Maietta - e cioè che lui e il Consiglio Nazionale nulla ne sanno - allora vorrebbe dire che qualcuno "muove" le cose dell'Ais, prende decisioni e suggerisce cose da fare al di fuori delle sedi preposte. Se poi invece ne fossero al corrente, sarebbe pure peggio.

    Ma ancora una volta, in entrambi i casi, a rimetterci sembra essere l'associazione di cui questa proposta porta il nome al centro dell'attenzione mediatica. Certamente apprendere che un'altra associazione di cui si occupa la senatrice proponente dell'emendamento ha sede presso la medesima sede dell'AIS Lazio, casa di Franco Ricci, non aiuta ad essere indulgenti.

    Nel merito - e chiudo - allo stato dei fatti e sulla base delle parole di Maietta, abbiamo un'iniziativa legislativa in senato mossa da una senatrice che avrebbe potuto portare l'Ais ad avere il monopolio di un certo genere di eventi (a torto o a ragione, questo non è il punto) senza che l'Ais stessa a suo dire ne sappia niente. Questo è francamente poco credibile.


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    #8
  • Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    In ogni caso la dirigenza AIS - Consiglio Nazionale- avrebbe l'obbligo di controllare e dirigere le azioni dei suoi uffici periferici, in particolar modo della delegazione romana (RICCI:::) ma ormai....

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    #9
  • Andrea Della Casa

    Andrea Della Casa

    Permettetemi però di dubitare che la dirigenza AIS (non tutta l'associazione) sia COMPLETAMENTE estranea alla faccenda.
    Forse ho dei pregiudizi ma ricordo bene le leggittime domande che si poneva Filippo Ronco qui:
    http://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=5809&lang=
    Quelle argomentazioni un minimo devono far pensare.

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Te lo permettiamo. :)

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    #11
  • Elisabetta Tosi

    Elisabetta Tosi

    La dirigenza AIS all'oscuro di tutto? ma certo. Dopo tutto, siamo in Italia. Il paese dove ti regalano case e vacanze a tua insaputa. Se è vero che ogni popolo ha il governo che si merita, noi certa gente ce la meritiamo proprio, e con lode.

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    #12

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