assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#18 Comments

  • Luca Risso

    Luca Risso

    Evil exists, bisognerebbe dire. Anche gli stupidi purtroppo. Il migliore antidoto è sempre quello di tante persone attente e scrupolose che leggono e approfondiscono come succede qui.
    Luk

    link to this comment 0 0
    #1
  • Vendita Champagne

    Vendita Champagne

    Non sono del tutto d'accordo sulle tue considerazioni, esistono agenzie di guerrilla marketing specializzate in social marketing che a pagamento ti mettono tutte le recensioni che vuoi. Quindi con il salire dei numeri non è detto che la statistica sia nostra amica. Non solo ci sono recensioni truffaldine, ma anche di gente che non ne capisce nulla, per me questo tipo di siti sono sulla via del tramonto se non trovano un sistema di certificazione efficace. Personalmente li consulto molto di rado.
    Vittorio

    link to this comment 0 0
    #2
  • Cantina Principi di Porcia e Brugnera

    Cantina Principi di Porcia e Brugnera

    Ho condiviso sulla nostra pagina di FB questo post che trovo molto interessante non solo perché chiara denuncia in sé, ma anche perché mette in guardia da chi porta alle aziende vinicole consigli "evil". Pur non conoscendo il brand manager di cui si parla, ammetto che nella ricerca di agenzie esterne a supporto di attività on line mi è capitato di imbattermi in chi suggeriva con certa leggerezza e autocompiacimento to be evil. Mi pare che l'attività di postare comments a tappeto per far emergere un prodotto (non mi riferisco ora alla ristorazione o agli alberghi ma al vino) sia un'attività piuttosto frequente di varie agenzie marketing, spacciata poi per PR web-activity. Una cosa è delegare a un'agenzia esterna la frequentazione/monitoraggio della rete, dei forum, dei blog ecc. per individuare le aree di interesse e invitare l'azienda a essere presente proprio in quei luoghi che offrono maggiore visibilità, maggiori opportunità commerciali o di network o di scambio di utile know how. Una cosa è suggerire spamming massivo, commenti farlocchi a tappeto, auto recensioni positive. Detto ciò, ammetto che si possa essere tentati a scivolare in questa direzione quando si riscontra quanto sia difficile ottenere commenti in generale. Trip Advisor è una piattaforma di successo e immagino tutti noi la consultino prima di prenotare un hotel. Ma i siti/blog/ pagine delle singole aziende vinicole, anche quelli più evoluti, interattivi, social oriented ecc. quanti commenti alla propria attività davvero ricevono? E non parlo della foto simpatica a cui tutti gli amici del quartiere cliccano like. Parlo del dialogo che sta avvenendo in questa sede ad esempio. Già vedo che qualcuno dirà: dipende dal contenuto. Se il contenuto è interessante, le persone lo commentano. Non condivido del tutto. Sicuramente un contenuto interessante attira più di un post con due calici e grappolo d'uva, ma forse è il contenitore a facilitare la cosa più che l'"eccellenza" del contenuto.

    link to this comment 0 0
    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Di queste fantomatiche agenzie di marketing e pr (chissà dove hanno studiato) ce ne sono in giro un botto. Anche qui su vinix ci sono almeno un paio di emissari(e) che teniamo d'occhio con la bandierina rossa sul loro account (questo lo vediamo però solo noi al momento), è anche qui un problema di formazione soprattutto e di approccio.

    Molti pensano sempre che la via breve sia quella che può dare più risultati ma non c'è niene di più sbagliato in rete dove quello che pubblichi e il modo in cui ti approcci resterà per sempre. Emergere è fatica, non ci sono strade alternative. Per fortuna può essere anche un piacere e una passione: quando qualcuno ha qualcosa da dire di solito trova sempre qualcuno che ha voglia di ascoltarlo e di interagire con lui. Ma non è certo una partita che si può giocare sporca.

    Dare in mano ad un'agenzia la gestione della propria persona (azienda) sui social media è una cosa di estrema delicatezza perché può determinare le sorti della reputazione online di quell'azienda. Per questo a chi si affida a professionisti (ce ne sono tanti in giro, come i miei colleghi Davide Cocco e Pamela Guerra per esempio, li trovate qui su vinix) suggeriamo di selezionare con attenzione, di non fidarsi di promesse di risultati a breve termine e di tecniche c.d. "evil" o "black hat".

    Poi, per fortuna, molto potete fare da soli e anche molto bene.


    Fil.

    link to this comment 0 0
    #4
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    La Rete è una grande opportunità (cit): fornisce nuovi canali, nuove modalità e nuovi tempi per comunicare.

    Occuparsi di Digital-PR significa, sinteticamente, coltivare relazioni utilizzando strumenti/spazi nuovi; premesso questo, va da sè che commentare a destra e sinistra, magari auto-censendosi, equivale più ad un monologo che ad una conversazione.
    Un po' come quelli che parlan sempre e solo loro, senza ascoltare :-)
    Le relazioni non si costruiscono così, lo sappiamo bene.

    Senza entrare nel dettaglio delle singole attività, un professionista (un'agenzia) dovrebbe indicare all'azienda come sarebbe meglio muoversi, quali 'spazi' frequentare, come declinare i messaggi, come gestire al meglio la propria presenza on-line, etc. Integrando, in maniera, coerente, nuovi e 'vecchi' strumenti perché contenuto e "contenitore" sono entrambi importanti, per riprendere quanto detto da Daniela di Cantina Principi di Porcia e Brugnera.

    E' difficilissimo orientarsi, oggi come oggi, perché la materia è relativamente nuova, ma il buon senso ci viene incontro. Ottenere risultati (quali risultati? likers? bottiglie vendute? citazioni? commenti? fama?) in tempi brevi (6/8mesi) è impossibile.

    Io son convinta che, oltre alla professionalità, alla competenza, all'esperienza, debba instaurarsi anche un buon rapporto, umano e professionale, tra professionista e azienda; difficile dare il meglio se non si è in sintonia.

    Pamela

    link to this comment 0 0
    #5
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Concordo, si tratta di una mossa poco rilevante da parte della Fipe. E' - o sarebbe - più significativa una sommossa online, come è capitato per tanti altri tentativi di vendere lucciole per lanterne o imbrigliare il libero scambio di opinioni.
    Invero, la sommossa la vedo lontana, sino a che siamo 4 gatti (rispetto all'intero degli interessati anche solo italiani, operatori e clienti) a segnalare quel che non va. Ma questo non vuol dire che sia giusto mollare, vero?
    Aderisco alla conclusione di Filippo: alla fine i nodi vengono al pettine e non condivido Colle Manora: non è un problema trascurabile.

    Altri precedenti: http://www.alessandrarossi.com/2012/03/trip-advisor-e-gli-altri-furbetti-del.html

    link to this comment 0 0
    #6
  • Cantina Principi di Porcia e Brugnera

    Cantina Principi di Porcia e Brugnera

    Sì Pamela, è difficile orientarsi nel panorama delle agenzie, in ogni caso non abbiamo accettato le proposte di utilizzare Digital PR sia, come dicevi, per la delicatezza ed i rischi di un cattivo uso dello strumento, sia per la difficoltà, eventualmente. di riprendere il controllo della situazione.
    Lancio un sasso forse in apparente contraddizione: in realtà non credo che il vero problema sia la creazione di alter ego che comunicano l'azienda in rete postando qui e là nel velleitario sogno di onnipresenza. Si pensi ad esempio alla possibilità di avere più amministratori di una stessa pagina su Facebook o più autori su siti tipo Wordpress ecc. O immaginando anche su un uso davvero"correct" di Digital PR in outsourcing. Il problema vero è, a mio avviso, essere in grado mantenere la promessa. Sicuramente è dannoso fingere di essere Mario Rossi amante dei nostri vini quando non sono Mario Rossi e quando i nostri vini non li ho mai assaggiati. Ma forse è molto più dannoso fare misleading communications a monte, promettendo cose che poi non si riescono a mantenere.

    link to this comment 0 0
    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Più che il cercare la visibilità cercherei la relazione.
    Nel senso che la gente in giro è sempre quella. Che le parli qui o le parli su fb non cambia molto, quello che può cambiare è il grado di attenzione che puoi dargli in base al contenitore e il tipo di linguaggio in base al luogo. Ma è la relazione ad essere rilevante, non l'onnipresenza.

    Come ho scritto, è un lavoro lungo e in salita quando è fatto bene.


    Fil.

    link to this comment 0 0
    #8
  • EWSP - Imballaggi In Cartone Per Il Trasporto Sicuro Di Vino

    Tripadvisor comincia a risentire dei problemi che affliggono l'offline
    Pago per avere una buona recensione su una guida cartacea.

    Quello che posso dire è di utilizzare questi strumenti online con minimo di buon senso verificando i vari utenti che recensiscono la struttura.

    Ad esempio se trovo N utenti che dicono molto bene di una struttura ed a loro carico hanno solo quella recensione sento buzza di bruciato lontano miglia.

    In ogni caso anche recensioni del genere avranno solo un effetto positivo temporaneo. Se la struttura non maniene ciò che gli altri promettono avrà certamente cattive recensioni successive che bilanceranno le "buone fasulle",

    E' la democrazia del web. Almeno in questo io credo.

    link to this comment 0 0
    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    E' esattamente quello che credo anche io.

    Piuttosto, pensavo, trovereste utile / interessante una sorta di valutazione dall'alto di utenti particolarmente meritevoli / affidabili presenti sul network? Oppure sarebbe vista come un'ingerenza non gradita, una sorta di discriminazione tra chi è segnalato come affidabile e chi non ha alcun tipo di segnalazione da parte della vinix crew?


    Fil.

    link to this comment 0 0
    #10
  • Mauro Bertocchi

    Mauro Bertocchi

    Condivido totalmente il post, questa è la rete, ma non è che l'offline se la passi meglio. Si sa, anche se non lo ammettono in molti, che il mondo delle guide è afflitto da mali anche peggiori, la stessa cosa vale per riviste di settore e rubriche sui media cartacei in generale. Per non parlare delle TV. Non c'è recensione, non c'è articolo o trasmissione che non sia in qualche modo "a pagamento". Su questo la FIPE dovrebbe riflettere. La rete sotto certi aspetti è molto più trasparente e in rete è molto più facile scovare chi fa il furbo. Seguo molti blog e vi garantisco che la "marchetta" si vede lontano un miglio. Sta alla nostra capacità di critica e soprattutto alla passione e alla voglia di sperimentare di persona.
    Mauro

    link to this comment 0 0
    #11
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Fil,
    Credo che in una bella comunità come questa un indicatore di affidabilità porterebbe più danno che profitto.
    Le persone qui si conoscono e attraverso anche terroirvino si presentano e acquistano credibilità per quello che sono.
    Come è stato giustamente ribadito anche a da te, è questione di tempo e impegno, dopotutto la reputazione è una delle cose più difficili da costruire e soprattutto da mantenere ed è facilissimo perderla.
    Per il resto, chi usa una piattaforma dovrebbe quantomeno conoscerne vizi e virtù, si entra in un ambiente e non è difficile, se si osserva, capire da chi è frequentato e di conseguenza porsi.
    Ciao, Paolo

    link to this comment 0 0
    #12
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    http://www.tripadvisorsuccess.com/ il successo su Trip advisor in vendita un tanto al kg.

    link to this comment 0 0
    #13
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Ale, bello rivederti da queste parti di quando in quando.
    Il servizio - agghiacciante - che hai indicato sei certa che sia offerto dalla stessa società (o società collegata) a Tripadvisor o è qualcuno che ci marcia ma è scollegato da Tripadvisor ed agisce in modo indipendente?

    Fil.

    link to this comment 0 0
    #14
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Sono andato leggere con più attenzione e sembra che il servizio si basi su un supporto per arrivare ad avere un profilo accattivante ma non su fake reviews:

    "Do you post Fake Reviews?
    No. Our Service is designed to quickly improve the way you operate your Business and as a result achieve large numbers of Positive Reviews consistently every Month."

    link to this comment 0 0
    #15
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Ciao Fil, leggo leggo, ma intervengo raramente da quando col vino non ci lavoro più ma ci brindo e basta :).
    Ho letto anch'io. Su quel sito garantiscono un dato numero di recensioni positive: "We guarantee the number of Positive Reviews each Month .." e sono pronti a rendere i soldi spesi se questo non succede.
    Ora.. se hai una recensione vuol dire che hai avuto un cliente. Bene, suona come se questo sito garantisse, all'hotel o al ristorante, un dato numero di clienti al mese, che inoltre saranno soddisfatti e non esiteranno a scriverlo su Trip Advisor.
    Ovvia su...

    link to this comment 0 0
    #16
  • Alessandra Rossi

    Alessandra Rossi

    Last News: il direttore di "Italia a Tavola" pare piuttosto incazzato per la faccenda.. Da tempo documenta le denunce di esercenti sulla malafede di Trip Advisor. Oggi pubblica le opinioni del segretario Unione Consumatori. Vedere anche gli articoli correlati.
    C'è di che riflettere.
    http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?t=TripAdvisor_non_ha_credibile__Dona_propone_un_garante&cod=27317

    link to this comment 0 0
    #17
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    A breve contatterà anche Napolitano, vedrai.

    link to this comment 0 0
    #18

post a comment