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Controllo igt Salvino 2007

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Controllo igt Salvino 2007
A quaranta giorni dal travaso e solfitatura per fine malolattica era ora di riaprire i barili i barili del Salvino 2007 per fare un campione medio e provare a sentire dal bicchiere quali nuove sensazioni procura questo vino.
Inizialmente il vino era freddo, non nascondo che adesso la cantina non viene scaldata e si approfitta del freddo del periodo per fargli fare un minimo di stabilizzazione tartarica, un modo semplice, naturale, e addirittura privo di costi che ha il pregio di consegnarci in primavera un vino perfettamente stabile e pronto dopo travaso ad una lunga scalata di affinamento in barili di legno finchè non sarà giudicato idoneo per la bottiglia.
Come dicevo, il vino era inizialmente freddo ed ho dovuto frenare la curiosità e l'impazienza di stringerlo a me finchè una sosta di un pomeriggio in casa non l'ha portato gradualmente a temperatura ideale di 16 gradi.
Freddo mi ha fatto paura, era piatto, vuoto, completamente chiuso al n aso e non ho provato a metterlo in bocca, era ovvio che non era il momento.
Nel bicchiere ha un b el colore rosso rubino molto vivo, un colore da vino, non da inchiostro, non melanzanoso, un colore da gioia e che manifesta la zona in cui nasce ed i vitigni che lo compongono.
All'olfatto ha liberato dopo qualche minuto dei profumi freschissimi ed incredibili di ciliegia (ma non c'è merlot) di frutti di bosco, di giaggiolo, di maggio, e l'acidità totale, tratto caratteristico di questo vino non è asfissiante, ma gradevole dopo una sosta in legno a pulito dopo più di un mese.
In bocca mantiene le fragranze e si scopre incredibilmente lungo e corposo, segno che aver rimandato fino all'ultimo minuto possibile la raccolta, seguita ad una macerazione sulle buccie di 19 giorni, hanno pagato e fruttato bene.
Mantenere intatti questi profumi e fragranze è una sfida, giochiamo sulla poca quantità e sul divertimento nel fare le cose.
Ogni travaso verrà fatto assolutamente a caduta e senza l'ausilio di pompe, lo sfizio e la sfida faranno si che l'unica tecnologia fino all'imbottigliamento di questo vino, saranno tubo di gomma, imbuto, secchio e boccale, per evitare assolutamente ogni sbattimento durante gli spostamenti.
E' ancora presto per dire cose, ma questo 2007 che rappresenta nel suo insieme un'annata bella dal punto di vista vinicolo, ma travagliata per altri aspetti, merita un'attenzione e uno sforzo di fantasia particolari.
Sta balenando nella mia mente e in quella del proprietario del Salvino, di fare addirittura una Riserva con questo vino che per battesimo, non è che un Igt e ha nella sua composizione di uve anche una percentuale di malvasia bianca.
Intanto, e per almeno altri 40 giorni, non verrà riassaggiato e le uniche manipolazioni consentite, sono le colmature dei barili, che verranno controllate e fatte, se vi è necessità, due volte la settimana.
Il tenore di solforosa libera nei barili è fra un minimo di 17, ed un massimo di 21, quindi è perfetta per la fase di immobilità che il vino deve sostenere in questa fase di precipitazione ed affinamento.
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#9 Commenti

  • Tommaso Farina

    Tommaso Farina

    Ma allora, come sarà questo Salvino 2007?

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Il 2007 non so ma il 2005 appena assaggiato è grandioso nel senso di piacevolissimo. Ne ho scritto qui :
    http://www.vinix.it/degustazioni_detail.php?ID=546

    Ciao, Fil.

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    #2
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Preparatevi a stupirvi perchè il Salvino 2007 sarà qualcosa di molto interessante, ha la stoffa di grande vino ed ha la stoffa per stare ad elevare nel legno di barile per un periodo molto più lungo del solito.
    Sia Tommaso, che Filippo, siete prenotati per un assaggio per primavera dopo che sarà travasato e riposato

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Tu dì al Cintolesi che quest'anno non potrà esimersi di partecipare al meeting. E' precettato praticamente. ;-)

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    #4
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Lo dirò, tanto prima di sera capita sicuramente, ed ormai faccio la sua segretaria a tempo pieno finchè non si riattrezza con la postazione internet

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    #5
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ah ah ah ;-)
    Salutamelo.
    Ciao, Fil.

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    #6
  • Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Mamma mia in che stato mi sono ridotto a perdere quel laptop...
    Letto, letti i commenti e recepito (Filippo, grazie della precettazione).
    Il 2007 sta ampiamente mantenendo le promesse fatte (o per meglio dire la fiducia riposta) al tempo della vendemmia. Altra stoffa (proprio anche nel senso di tessuto tannico) rispetto al 2004, ma direi anche il 2005.
    Qua si apre un problema molto serio di branding, ma l'idea del sottoscritto quando registrai i nomi Erbolo e Salvino era quella di riservare il primo ai prodotti che raggiungessero l'eccellenza, o per lo meno che mi soddisfacessero pienamente. Poiche' il vino del 2004 era ancora da me (e da Andrea, e non solo) ritenuto piu' che perfettibile rispetto a quello che si sa che quelle viti in quel terroir possono dare, ecco la ragione (una delle ragioni) per averlo chiamato non Erbolo ma Salvino (che comunque e' il nome informale di Erbolo sul territorio). L'idea con il 2007 (prodotto in quantita' ancora piu' piccole delle gia' ridotte quantita' del 2004 e del 2005) e' quella di fare una sorta di "riserva". Pensavo che la cosa potrebbe essere comunicata semplicemente adottando per questa annata il marchio Erbolo anziche' quello di Salvino. Non so pero' se sarebbe una buona scelta da un punto di vista commerciale lasciare un buco nella serie di Salvino e uscire con un marchio che per il vino e' totalmente nuovo.
    Incidentalmente, poiche' quest'anno al contrario l'olio e' risultato non alla stessa altezza dei precedenti (sicuramente non all'altezza dello stupefacente 2004, ancora piu' che godibile), avevo anche pensato di fare un downgrading con l'olio marchiandolo Salvino (o Salvolio?... sto in parte scherzando).
    Va da se' che il Vostro input sarebbe quanto mai gradito. Siamo o non siamo duepuntozeri?

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    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    O fai due vini distinti, il salvino e l'erbolo, entrambi di Podere Erbolo oppure fai solo il Salvino e quell'anno gli aggiungi un riserva in etichetta. Non sei uno che produce chissà quante centinaia di migliaia di bottiglie e che ha quindi bisogno di due linee, una da vendere e far numero e l'altra, buona, per chi ama il vino buono. Tu fai 1 solo vino buono o al limite 2 vini buoni. Secondo me Salvino ed Erbolo (quando lo fai) può essere la soluzione migliore. Ma l'azienda sempre Erbolo direi.

    Ciao, Fil

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    #8
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Io, concordo con Filippo( Ronco), dato il numero di bottiglie non elevato, non è il caso di creare vari marchi nell'ambito del tuo podere.
    Il Salvino è già un marchio ben definito e riconoscibile di qualità e di stile, sarei per elevare, solo nelle annate più meritevoli alla dicitura Erbolo, il 2007, ha tutte le caratteristiche per accedere a tale nome.
    Ogni volta che lo assaggio mi entusiasma sempre di più, e non vedo l'ora di avere il parere del mio Maestro, su questo vino.
    Se dice anche Lui, quello che pensiamo io e Filippo (Cintolesi), quel vino ha tutte le carte in regola per diventare una strenna.

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    #9

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