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#18 Commenti

  • FortidelVento - Tomaso Armento

    FortidelVento - Tomaso Armento

    Sara, non preoccuparti, così facendo hai "supportato" i vini più semplici a discapito dei più grandi. L'annata è stata penso così per tutti i tuoi conterranei (a meno che non hai la nuvola di Fantozzi) e la tua scelta più che nelle guide vedrai che ti premierà con i tuoi clienti, soprattutto quelli più attenti alle qualità dei vini ma che ti comprano regolarmente. L'ho vissuto.

    Le guide? Guarda, alcune commentano l'assenza del prodotto, ma devi già esserci, altre magari dove non ci sei sicuramente non ti fanno entrare per questa ragione.

    Parliamo sempre di guide, ma hai mai provato a considerare concorsi internazionali per vino? No perchè se li fanno e costano a qualcuno dovranno pur servire....

    Ecco prova a mandare il tuo vino da meno, specialmente se fatto bene, e poi guarda che accade.

    Un caro saluto,
    Tomaso

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    #1
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    @Tomaso grazie.
    Diciamo che alle guide dò il giusto peso, nel senso che esserci è decisamente meglio che non, alle medagliette in petto dei concorsi invece proprio non credo.
    Hai ragione invece nel sottolineare che gli altri vini avranno maggiore rilievo.
    Sara

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    #2
  • Davide Marone

    Davide Marone

    Ciao Sara,
    credo che questa Vostra decisione sia giusta e corretta. Capisco quanto sia importante essere presente sulle guide, ma questo modo di operare sarà premiato dai clienti che conoscono i Vostri vini a cui avete garantito sempre un certo livello di qualità e che volete continuare a dare!
    Mi permetto di lodare una tua espressione che condivido pienamente "Fare il vino è un po' più complesso che rispondere ai requisiti di poca solforosa o cemento al posto dell'acciaio o lieviti indigeni."
    Un caro Saluto

    Davide marone

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    #3
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    @Davide la parte più dura è proprio quella finanziaria. Non siamo la maison de la reine de l'univers fondata nel 1600 a cui l'investimento per il futuro non preoccupa, sarà un bagno di sangue.
    Il resto c'è, ma viene di conseguenza.
    speriamo che sia la decisione giusta, anche se, per la verità, un'altra non c'era.
    Un saluto
    Sara

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    #4
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Il risultato è che avrete un Terra dei Fuochi buonissimo e avrete aumentato la vostra credibilità. Alla lunga queste cose premiano!

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    #5
  • Davide Marone

    Davide Marone

    Certo Sara é vero che la parte economica é quello che conta ma come dice Andrea ne avete guadagnato in credibilità e serietà! (anche se non ne avevate bisogno) Poi Terre dei Fuochi sarà ancor più un successo!

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    #6
  • Marco Manero

    Marco Manero

    Per quel (poco) che conta la mia stima personale (ma sono sicuro anche quella di tanti appassionati ed esperti) nel Tuo e Vostro lavoro è confermata da questa decisione. Spero che molti abbiano la memoria lunga e se la ricordino anche in futuro. Dal mio punto di vista di certo lo farò.

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    #7
  • Daniel Romano

    Daniel Romano

    Ciao Sara,
    credo che la vostra scelta, seppur dolorosa, non farà altro che aumentare la considerazione e la reputazione dell'azienda presso i consumatori. Le guide hanno la loro importanza ma sapere che un'azienda rinuncia a produrre un vino per non fornire un prodotto di qualità inferiore rispetto al passato vale più di tanti discorsi di marketing o delle considerazioni di paludati sommelier avulsi dal mondo perchè crea un rapporto di enorme fiducia tra produttore e "utente finale"
    Potrebbe inoltre rivelarsi una scelta azzeccata quella di realizzare un vino base di qualità più elevata. In un contesto di crisi economica come quello attuale, trovare qualcuno che produce un vino molto buono ad un prezzo contenuto potrebbe rivelarsi davvero un punto di forza.

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    #8
  • Antonio Di Spirito

    Antonio Di Spirito

    Sara ho letto il tuo accorato e sincero post. Pochi giorni fà ho commentato il post di una tua collega, Marilena Barbera, su quante pretese si hanno nel giudicare i vini, usando queste parole: "Secondo me il vino deve essere "comunicato" da chi lo fà, perchè solo chi segue tutto il processo che inizia nel mese di novembre in vigna e fino alla messa in commercio, sa come stanno le cose. Il giornalista (o pseudo tale) dovrebbe limitarsi a "mediare" e divulgasre la comunicazione, le conoscenze ed i progressi raggiunti dalle tecnologie moderne, quando queste hanno un fondamento scientifico. Se poi sono anche bravi degustatori, possono e devono dare un giudizio critico del prodotto. Il giudizio, però, dovrebbe essere il risultato di una oggettiva analisi sensoriale, NON una esternazione del proprio gradimento o, addirittura, una "marchetta". Il giudizio sui vari processi di produzione dovrebbe essere emesso, in maniera oggettiva, da chi, avendone competenze e ruolo, fa analisi comparative sia sulle metodologie che sui risultati raggiunti. Una volta assicurato l'acquirente sulla bontà del prodotto, sarà il mercato a giudicare. Tutto il resto serve solo ad alzare polveroni polemici." Queste stesse parole, credo, si possono adattare al caso che tu ci hai proposto. Bene hai fatto a comunicarci le tue ONESTE scelte commerciali: NON possono non essere apprezzate ed aumentano la stima nei confronti tuoi e dei tuoi prodotti. Le guide ... sono un argomento effimero, un pò come l'oroscopo: non ci credo, ma lo leggo! E te lo dice uno che ha collaborato a compilarlne una. Un caro saluto.

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    #9
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    @marco Grazie!

    @daniele lo spero davvero :)

    @ Antonio, grazie per le tue riflessioni.
    Io credo che lo strumento del web sia fantastico perché consente a chiunque di esprimere la propria opinione su argomenti e prodotti. Non metterei nessun limite, a nessun e su nessun argomento. Vinix è un esempio concreto di luogo aperto in cui, dal basso, chiunque, esperto o appassionato, può esprimere alla pari con gli altri, la propria opinione. Soprattutto chiunque ha lo spazio per chiarire e replicare. Sarà poi chi legge a giudicare i contenuti.
    La pluralità delle fonti è una conquista tutto sommato recente a cui non vorrei rinunciare, pur rendendomi conto dei limiti che sottolinei.
    Io sono un po' stufa delle barricate, delle dicotomie, delle prese di posizione di principio, e trovo spesso sterili le discussioni che ne derivano.



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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Sulla scelta aziendale c'è poco da dire, è quello che andava fatto e da ottima manager quale sei, l'hai fatto sapendo che era l'unica strada possibile per il modo in cui hai impostato l'azienda (naturalmente te ne siamo tutti grati ma vedrai che è davvero tutto fieno messo in cascina).

    Volevo però aggiungere una considerazione personale a margine che questo post così come altri post letti nell'ultimo periodo mi ha suscitato. Quando nei primi anni 2000 con il numero di cantine attive online provai - con mezzi rudimentali - a mettere online una prima piattaforma di blogging condivisa per i professionisti e produttori, probabilmente avevo già in mente un ambiente come questo che oggi - grazie a voi - vedo giorno per giorno realizzarsi sempre di più e sempre meglio.

    Il numero di cantine che decidono di partecipare attivamente cresce, le occasioni di confronto diretto aumentano, il dibattito si fa interessante, aperto, schietto, sincero e l'ambiente, curato, rende tutto credibile. E' il posto che immaginavo e che ringrazio tutti per contribuire a rendere tale.

    A giorni il mio (nostro) regalo a tutti voi.
    Un grande market condiviso che si vada ad innestare su quanto già abbiamo costruito insieme, integrandosi e non sovrapponendosi, vedremo presto se anche questa volta avremo visto abbastanza lungo.

    Fil.

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    #11
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    @fil non vediamo l'ora

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    #12
  • Armin Kobler

    Armin Kobler

    cara sara,
    nel mio piccolo voglio esprime la mia solidarietà per quello che ti è capitato.
    penso che farebbe bene a molti nonproduttori leggere ciò, sicuramente giudicherebbero con più cautela vini e relative scelte viticole ed enologiche.
    in ogni caso mi impressiona in positivo la tua sincerità e vorrei che fosse da modello per altri nostri colleghi, specialmente per quelli dove apparentemente un'annata del secolo segue l'altra.

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    #13
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    Grazie Armin, da te mi fa particolarmente piacere.

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    #14
  • Katrin Walter

    Katrin Walter

    Vorrei anch'io - da consumatrice - confermare la scelta di non fare un certo vino se l'annata non lo permette. Sono d'accordo e anche secondo me è la scelta giusta.
    Da rappresentante del network del vino Wein-Plus vorrei dire a Sara, che esistono guide che giudicano i vini per quello che sono perchè guardano l'azienda intera e globale come Wein-Plus (inizia giudicare solo se ha almeno tre annate successive). Se vuoi sapere di più, vai pure su www.wein-plus.it, che spiega in italiano cosa succede su wein-plus.eu.

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    #15
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Buongiorno Sara, ho letto questo post solo oggi, per caso, e ti voglio fare comunque i complimenti per il bell'articolo, perché i contenuti di fondo valgono oggi come l'anno scorso. Anche noi abbiamo dovuto a volte fare scelte di questo genere perciò capiamo e condividiamo. E incrociamo le dita per l'annata ... ad maiora!

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    #16
  • Carbone Vini

    Carbone Vini

    Rispondo dopo una vita, considerati i tempi odierni, ma volevo ringraziarti comunque. Le scelte si fanno, si stringono i denti (leggi si taglia tutto) e si va avanti comunque :)

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    #17
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Ciao :))

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    #18

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