assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#9 Commenti

  • Ugo Brugnara

    Ugo Brugnara

    Buongiorno, Claudia
    Io ho sempre il terrore che una bottiglia datata (parlo anche solo di 15 anni e non di 27 come nel tuo caso) sia da riservare al lavandino! Domenica scorsa mio figlio, per allietare due filetti alle braci, ha aperto un vino di cui non ricordiamo l'origine, un Cabernet S. del 2002: un'autentica dream, che non è un sogno ma il suo anagramma. Succede. Mi rifaccio con il tuo simpatico e coinvolgente assaggio di sangiovese. Grazie ciao. Ugo

    link a questo commento 0 0
    #1
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Vero Claudia, non c'è cosa più bella di scoprire una bottiglia di un gran vitigno come lo è il Sangiovese e trovarlo perfettamente conservato, e goderselo in buona compagnia. (Un po' fortunella si :-)).

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Claudia, approfitto di aver qui a disposizione una brava tecnica come te per farti una domanda. Ho notato che spesso i grandi vini (in particolare i rossi ma anche i bianchi) con almeno 15-20 anni sulle spalle, tendono ad assmogliarsi molto in termini di sentori. Intendo dire che un grande Barolo di 20 anni ha spesso note e sentori terziari che sono molto simili a quelli riscontrabili in un grande Brunello. Per esempio il goudron per citare il sentore più facilmente riconoscibile.

    Questo significa che alla lunga i processi chimici di trasformazione e precipitazione che avvengono in un vino dopo così tanti anni tendono a sovrastare le iniziali note originarie distintive varietali con sentori (pur sempre dionisiaci eh!) che tendono ad avvicinarsi? E' possibile o dico una castroneria?

    Ciao, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #3
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Ciao Ugo e Ciao Alessandro. la fortuna di questo assaggio nasce dal fatto che il tappo era di ottima qualità e la bottiglia in perfetto stato di conservazione.
    @Ciao Fil,
    è proprio di questa mattina un post su FB di un mio caro amico sommelier molto professionale e competente , che faceva pubblica ammenda ammettendo di aver confuso un Barolo con un Cannonau.
    Varietà di uva, colore del vino, tipologia di vino, metodologia di vinificazione, stato sanitario delle uve, composizione chimica delle uve, pH, potenziale di ossido-riduzione del vino, modalità di invecchiamento, tipo di contenitore, temperatura, sono alcune delle variabili impazzite che contribuisconoa distinguere un vino da un altro.Poi durante l’invecchiamento del vino, viene a determinarsi un decadimento degli esteri di origine fermentativa( i vecchi odori secondari per capirsi), una reattività chimica di una serie di molecole, dovuto essenzialmente a processi di ossidazione, esterificazione, acetilazione e “resinizzazione che fa dire ad un sommelier che un Barolo è uguale ad un Cannonau .
    Claudia

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Infatti Claudia il tuo esempio sfata il fatto che i sommelier non hanno "i superpoteri", e il tuo caro amico dimostra di essere un bravo ed onesto professionista. Tutta la mia stima a chi non si tira indietro. (Non dimenticherò mai una degustazione bendata dove tutti scambiammo un cabernet sauvignon con un merlot:).

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Sulla longevità del Brunello mi piace riportare da "Vino al vino" la risposta di Ferruccio Biondi-Santi a Mario Soldati:.

    E sull'osservazione che segue di come conservare le bottiglie, Soldati in sintesi sottolinea l'importanza del tenere coricate in orizzontale le bottiglie in cantina in modo da tenere il tappo umido ma una volta rimosse per la commercializzazione-ristorazione-degustazione e messe diritte convenga lasciarle così e, come ultimo consiglio, non aspettare mai troppo a .

    link a questo commento 0 0
    #6
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    re-integro: "Ma, vede, a lungo andare, il sughero, qualunque sughero, si secca, si rattrappisce, lascia passare l'aria. Bisogna avere l'avvertenza, ogni venticinque anni, di cambiare il tappo".

    "fare la prova".

    link a questo commento 0 0
    #7
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Alessandro , se riesco ad inserire una nuova foto in questo post ti mando anche il tappo, un'elasticità sorprendente , che tanti tappi di adesso se la sognano.

    link a questo commento 0 0
    #8
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Puoi anche inserirla in un tuo album o farlo di nuovo e poi richiamarla con un collegamento qui :) Grazie: gentile e altruista come sempre.

    link a questo commento 0 0
    #9

inserisci un commento