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#14 Commenti

  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Delizioso

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    #1
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Delizioso

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    #2
  • Stefano Massari

    Stefano Massari

    direi che il tema è centrato. non succede solo nel vino. è un processo inarrestabile e non controllabile da nessuno, in ogli mercato, dalle azioni di borsa alle macchine automatiche, dalla testina di vitello alla carta igienica. è il mercato, il consumatore, che sceglie dove e come comprare. " ... and noboby is bigger than the market ...": nessuno "fa" o "é" o "controlla" il mercato. è il consumatore che sceglie i tempi le modalita del suo acquisto ormai. nessuno può più dettarle. si può solo cercare di intercettarle. appena "egli" si accorge di aver perso valore , o qualità( e prima o poi se ne accorge), migra dove trova quello che egli giudica il miglior rapporto qualità prezzo. e nella qualità c'è anche il servizio ovviamente, non solo il contenuto "vino" nel nostro caso.
    tema appassionante, ma complesso e temo troppo impegnativoper me per questa torrida serata di agosto...

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    #3
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

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    #4
  • Fabio Zanzucchi, Vini Scelti

    Fabio Zanzucchi, Vini Scelti

    Si aggiunga che non è affatto detto che andando dal produttore risparmio. Nel senso che ci devo andare dal produttore, e quindi spendo soldi di benzina, autostrada e tempo. Quindi quando sono lì poi devo comprare più di 12 bt per ammortizzare un po' i costi. Insomma l'enoteca - se buona - ti dà informazioni (spesso più approfondite di quelle che ti può dare il produttore, sempre che l'enotecario sia all'altezza). E poi consoliamoci: il vino, fra tutti i prodotti di "lusso" è quello con i ricarichi più bassi. Nessuno che si chieda mai che ricarichi fanno su acqua minerale, abbigliamento, tecnologie etc etc etc

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    #5
  • Manilo Frattari

    Manilo Frattari

    Non ho parole, anzi il canale VGM aiuta anche l'enoteca a vendere.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ho diramato un messaggio a tutti i capi gruppo di acquisto di vgm con la preghiera di rilanciarlo sulle bacheche dei propri gruppi. È un messaggio di ringraziamento e di ottimismo per tutti coloro che stanno credendo in questo grande progetto (aziende incluse).

    Ciao, Fil

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    #7
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Chi compra vino su VGM, difficilmente si rivolge all' enoteca per comprare 1 o al max 2 bottiglie, sono 2 canali differenti e complementari, sinceramente non vedo il problema.
    Chi compra vino su VGM é uno che ha spazio in cantina e si rivolge direttamente alla cantina, quindi raramente compra in enoteca.

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    #8
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Vedi Max, io penso due cose.
    Da un lato che ciò che realmente conta è il momento di acquisto, l'occasione, la situazione di acquisto. A me va bene comprare su vgm alcune cose perché sono cose che voglio sempre avere nella mia cantina e perchè mi conviene, certo. Però continuo ad andare al ristorante (dove consumo abitualmente vino) e continuo a rifornirmi in enoteca quando mi basta una singola bottiglia (magari una bottiglia speciale).

    Dall'altro lato, ogni bottiglia venduta tramite vgm è una bottiglia che molto difficilmente sarà bevuta nel segreto delle mura domestiche. Spesso e volentieri sarà una bottiglia condivisa con amici, parenti, colleghi che a loro volta acquiteranno, di volta in volta, nel canale a loro più congeniale in base al momento, alla situazione, all'esigenza di acquisto.

    E' molto semplice in fondo e sono convinto che ci sia veramente spazio per tutti perchè tutti sono utili e nessuno indispensabile, a seconda del momento e della situazione.

    Ciao, Fil.

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    #9
  • Fabio Nosenzo

    Fabio Nosenzo

    Ho detto la mia qui, fatemi sapere cosa ne pensate!

    http://www.opensociety.it/it/riflessioni/le-enoteche-la-vendita-diretta-dei-vini/

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    #10
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Si Fil. d'accordo, io faccio lo stesso, consumo dappertutto e non perdo occasione per consumare, semplicemente intendevo che, chi utilizza vgm sovente, più raramente utilizza enoteca e viceversa.
    Anche se utilizzassi vgm, certamente acquisterei anche in enoteca, però con numeri diversi.
    A mio avviso, le enoteche dovrebbero lanciare le cordate, perché fare la base e coinvolgere altri amanti, aiuta a condividere e commercializzare, quindi i consumi, perché alcune volte non consumi perché non hai modo di condividere, mi spiego?

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    #11
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Su vgm le enoteche non possono lanciare cordate perché le cordate - ad ulteriore rispetto della filiera - sono riservate ai privati.

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    #12
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Beh, un titolare di enoteca, può essere nello stesso momento privato cittadino:-)

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    #13
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si certo, intendevo dire che non può sfruttare le cordate a livello professionale perché la fatturazione è singola al capocordata come privato con cf, naturalmente nulla vieta, anzi io lo consiglio, che un'enorme a acquisti come professionista con un acquisto singolo (con i medesimi sconto quantità) e poi, d'accordo con un paio di colleghi professionisti divida la spesa e il carico con fatturazioni a cascata. In questo modo avrebbe acquistato a prezzo distributore tenendo per se' sono il prodotto necessario alla rivendita ed avendo più margine di guadagno al momento della rivendita stessa. Oppure potrebbe acquistare professionalmente (sempre con acquisto singolo) già d'accordo e su commissione con un gruppo di privati a cui poi rivenderebbe a prezzo agevolato trattenendo la merce eccedente per la rivendita. Oppure ancora potrebbe offrire lo stoccaggio per le cordate come servizio ai propri clienti premium. Insomma, volendo di modi per non essere contro c'è ne sono ;)

    Ciao, Fil

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    #14

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