assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#33 Commenti

  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Filippo, i tuoi dubbi e le tue domande sono più che legittime umanamente, ma il fattore che determina la bontà del vino o di un qualunque prodotto della terra sono un insieme di valori che hanno radici nel territorio, in come si vive, in come si tratta la gente, nel modo in cui si è e si sta in un posto.
    Limitarsi ad assaggiare un vino fantastico, ma di uno speculatore edilizio, di uno che tiene la gente a nero, di uno che spara a zero sugli ultimi, vuole dire essere miopi.
    Non conosco Bressan, ho avuto sentore delle bischerate che ha detto, gli do atto che le ha dette senza covarle mentre parecchi le pensano e non le dicono per convenienza, gli do atto ci ha messo la faccia anche su stronzate galattiche.
    Però metterei più volentieri alla gogna chi sta zitto, chi sta nella penombra, chi agita nel torbido e non ci mette la faccia.
    Il vino di Bressan? Chi, quel bischero che spara minchiate sul prossimo?
    Lui è un bischero, ma il vino non è male, altri vini sono indecenti, ma con l'apparato stampa e propaganda hanno dietro diventano potabili pur avendo spianato colline per farci faraoniche cantine, pur tenendo le vigne con i piedi e chi ci lavora anche peggio.
    Un dubbio amletico, ma meglio i coglioni ai politicamente corretti falsi e ipocriti come giuda.

    link a questo commento 0 1
    #1
  • Mauro Bertocchi

    Mauro Bertocchi

    Ritengo che boicottare o meno sia un problema del consumatore finale, io, in linea di principio, sono contrario ai boicottaggi, nel caso Bressan il problema non si pone, i suoi vini sono quasi introvabili, li ho assaggiati a Fornovo, alcuni mi sono piaciuti, mi è piaciuta meno la persona, che invece di parlarmi del suo vino mi ha rifilato un interminabile pistolotto su quanto faccia schifo l'Italia.
    Detto questo, sarebbe interessante conoscere il parere dell'interessato, non sui "negri" ovviamente.

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @Andrea Pagliantini
    Ciao Andrea, che piacere rivederti da queste parti.
    Con riferimento alla tua frase: "Limitarsi ad assaggiare un vino fantastico, ma di uno speculatore edilizio, di uno che tiene la gente a nero, di uno che spara a zero sugli ultimi, vuole dire essere miopi." mi stavo interrogando proprio su questo, cioè fino a che punto si sia tenuti ad approfondire per evitare di essere catalogati - nella migliore delle ipotesi - come miopi.

    Ciao, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #3
  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Forse farei meglio a non intervenire su questo post, Filippo.

    Primo, perché sono un’azienda del market e qualunque cosa io dica potrebbe essere tacciata di interesse personale, o desiderio di “farmi pubblicità (è stato già detto variamente altrove, quindi ne sono consapevole).
    Secondo perché, da collega produttrice, sono preoccupata per il feedback negativo che questa vicenda potrebbe avere sull’immagine del vino italiano all’estero.

    Sinceramente, di una cosa mi interesserebbe molto discutere: come ci vedono gli stranieri e come, quindi, si comportano e si comporteranno in relazione a quanto è successo.
    In Italia siamo molto aperti a mantenere una “doppia via”: come dici tu (e non ti sto affatto contestando per questo) “mantenere separato l'aspetto etico lavorativo dai deliri personali di una persona che non sa dosare toni e modi”.

    Negli Stati Uniti e negli altri Paesi di cultura anglosassone una cosa del genere non è possibile: lì la mentalità è che le tue idee personali, il tuo modo di comportarti, l’etica di cui sei portatore – si lo so che questa parola da molto fastidio, ma è di questo che si tratta – si riflettano sul tuo lavoro, sulla tua rispettabilità, sul grado di fiducia che ti viene attribuito. Lì non è possibile separare quello che pensi, chi sei, come sei da quello che fai. E se sbagli paghi.

    Il che non significa che, se sbagli, tu non possa riabilitarti. Devi, però, scusarti pubblicamente e poi comportarti di conseguenza. Banale? Superficiale? Ipocrita?
    Non lo so. Per noi italiani forse si. Per loro è certamente fondamentale.
    Noi puoi dichiarare nelle brochures di rispettare la terra, la natura e il lavoro dell’uomo e poi aggredire verbalmente i tuoi simili con un linguaggio violento e razzista. Per loro significa, semplicemente, che quello che dichiari non è vero, quindi non sei un imprenditore affidabile.

    Già oggi vedo su twitter e altri social un attivo boycott, clienti e importatori che annunciano svendite di stock. Non credo che siano soltanto dichiarazioni pubbliche. Per come li conosco io, americani, australiani, inglesi se lo dicono lo faranno davvero.

    M.

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si, tutto splendido in linea di principio e irreprensibile.
    In altre parole sono perfettamente d'accordo.
    Ma al lato pratico?
    Chi può garantire un'analisi dei soggetti interlocutori commerciali così approfondita senza scadere nell'ipocrisia e nella retorica di facciata?
    Io sono una persona mediamente seria e scrupolosa, se so di non poter garantire quel livello di approfondimento, è inutile che lo garantisca.
    Non so se mi sono spiegato, sono sulla gretta pratica.


    Fil.

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Un'altra definizione di "gretta pratica" Fil.? (da una persona pratica, me;-))

    link a questo commento 0 0
    #6
  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Filippo, qui non stiamo parlando di spaccare un capello in quattro, credo, né di retorica di facciata. Se non ho capito male, stiamo parlando di quanto per te sia importante proporre produttori che tu, personalmente, garantisci. In un certo senso, stai già affermando che se li proponi vuol dire che ti senti di “raccomandarli” alle persone che, con il tuo lavoro, influenzi.

    Sei, forse, uno dei pochi che se lo sta chiedendo seriamente. E questo forse significa che una prima valutazione l’hai già fatta a prescindere dai commenti, o sbaglio?

    Poi, se vuoi sapere se credo che sia necessario assoldare un investigatore privato per conoscere e giudicare vita morte e miracoli dei “tuoi” produttori, credo che questo si, sia peregrino.
    Credo anche che esistano azioni che vanno oltre i comportamenti privati o le idee personali. Credo esista un limite, che naturalmente varia da persona a persona. Il tuo limite lo sai solo tu.

    M.

    link a questo commento 0 0
    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Io posso garantire quello che conosco e sono in grado di conoscere, mi sto domandando se ciò debba essere limitato alla parte lavorativa, tecnica, di produzione oppure debba spingersi oltre, una garanzia anche sulla qualità della persona, sugli stili di vita, ecc.

    Mi pare che siano valutazioni che per la maggior parte dei casi si possono fare solo a posteriori e che in qualche modo dovrebbero essere definitive.
    Mentre condanno tutto quanto ho visto e appreso in questi giorni sul caso in questione, conservo però mille dubbi sul da farsi. Da un lato come ho scritto trovo delle attenuanti culturali nel senso che l'ambiente in cui uno nasce, il contesto sociale, culturale e familiare in cui cresce influenzano moltissimo le cose che poi è in grado di partorire, sia nel bene che nel male. Esemplifico: se tuo padre bestemmia ad ogni virgola come intercalare e sentenzia sui neri dalla mattina alla sera e così con lui la società che hai intorno e non hai stimoli differenti e diversi con cui scoprire un'altra visione del mondo, con cui ampliare i tuoi orizzonti, allora la vedo dura. Non sarà facile per te affrancarti da quel modo di agire e pensare.

    Inoltre è un problema che in questo caso è semplice risolvere perché è eclatante e alla luce del sole ma nei casi meno eclatanti e meno alla luce del sole ce ne freghiamo?

    Mi rendo conto di essere un po' estremo. Bastano forse buon senso e il proprio limite soggettivo.

    La cosa più semplice ora dovrebbe essere quella di bannare Bressan e non curarmi di tutti gli altri nuovi o vecchi con cui entrerò in contatto almeno finchè non attireranno su di loro i riflettori per qualche nefandezza. Oppure mi si chiede di andare oltre? Anche un giudizio a priori? Perchè io non me la sento, temo.

    E Bressan? Ok, oggi lo banniamo ma è per sempre? Lo riabilitiamo prima o poi? Scusare si è scusato, per come poteva, per come sapeva, non sono state le migliori scuse che mi è capitato di leggere e non cancellano il casino che ha combinato ma noi che stiamo dall'altra parte quando ci potremo concedere di riavvicinarci a lui senza timore di sentirci giudicati? Secondo me da tutta questa vicenda ha avuto un bel momento di confronto, duro, lo segnerà ma lo farà crescere probabilmente. Non gli diamo più nessuna possibilità?

    Io non ce la faccio con le cose imperiture.

    Sono più o meno le stesse domande che mi pongo quando c'è uno nel braccio della morte o per quelle madri che ammazzano i loro figli e scontano l'ergastolo in carcere. Non lo so, provo un senso di umana pietà in generale per i casi umani e per le situazioni di debolezza, anche quando autoprocurate e autoinflitte, più o meno consapevolmente.

    Perché se uno arriva a dire e scrivere quello che ha detto e scritto lui, ha evidentemente un problema o più problemi. Ma tutto questo compromette tutto quanto di buono ha fatto fino ad ora? Il ban è punitivo per lui o assolutorio per noi e per quello che pensa la gente di noi?

    Non sono ancora arrivato ad una conclusione.

    link a questo commento 0 0
    #8
  • Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Azienda Mariotti - I Vini delle Sabbie

    Se vi venisse chiesto, per voi sarebbe più facile assolvere Otello o Iago? O nessuno dei due?
    "Credo che esistano azioni che vanno oltre i comportamenti privati o le idee personali. Credo esista un limite, che naturalmente varia da persona a persona. Il tuo limite lo sai solo tu", e con questo penso che Marilena, con riferimetno al tuo quesito, abbia detto tutto.
    Ciao

    Mirco

    link a questo commento 0 0
    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si Mirco, ma infatti una parte di me ha già archiviato la pratica da tempo. E' che non riesco a fermarmi alla parte formale della questione. Mi interrogo anche su tutto il contesto e da li si collegano mille rivoli che mi distraggono dalla scelta tecnicamente corretta.

    link a questo commento 0 0
    #10
  • Eliana Negroni

    Eliana Negroni

    I vini di Marilena mi piacciono e guarda caso sempre più spesso l'affinità elettiva dei pensieri salta fuori tante volte: quel che io penso lei - che è un razzo nel web - lo ha già scritto... (qui sopra la quoto in pieno)
    sarà una suggestione? di pancia ci troviamo perciò mi piacciono i suoi vini? o viceversa? chipuòdirlo.
    Fatto sta, GrandeFil, che in questo momento hai un "dubbio" ed è sensazione simile a quella che proviamo noi appassionati entusiasti e un po' digiuni di fronte alla online-reputation di tutti gli esperti che cantano e suonano nel web: specchio di una reputazione reale per chi nel mondo reale opera.
    Il nostro resta un dubbio "light", al massimo canneremo qualche acquisto, capisco che per te è un po' più impegnativo. Alla fine però, nel circo di questa settimana, stessi dubbi: ci sono o ci fanno?

    Io non conosco direttamente i vini Bressan, magari visto il tipo non mi precipiterò ad acquistarli, ma dovesse capitare di assaggiarli me ne farò un'opinione... e lì può darsi che mi chiarisca le idee anche su detrattori, boicottatori, neutrali, integralisti.
    C'è poi chi si tura il naso e per lavoro non guarda in faccia a nessuno e c'è chi subisce le personalità non affini a tal punto da evitare di farci affari pur vantaggiosi. E' sempre stato così. E ognuno fa i conti con la propria etica.

    E nel conto si mette che, come dici sempre tu, la reputazione va costruita, day by day e questo è tutto... non servono gli investigatori.

    link a questo commento 0 0
    #11
  • Eliana Negroni

    Eliana Negroni

    PS - buon rientro e buona vendemmia a tutti :)

    link a questo commento 0 0
    #12
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Buonasera a tutti,
    Filippo ha posto un problema etico interessante e non facilmente risolvibile, che va oltre, naturalmente, il mercato del vino. Vorrei però esprimere la mia opinione, piuttosto drastica: fermo restando che molti, ahimè, per fini commerciali, esibiscono una facciata per poi fare (o pensare, che sono due cose ben diverse) l'opposto, ritengo che ci debba essere una linea di demarcazione per quanto riguarda la civile convivenza. Chi pronuncia tali frasi su neri, o gay, o ebrei o extracomunitari o italiani, come è successo in altri tempi, si pone fuori da una società in cui vige la regola del rispetto per gli altri. Io non solo non comprerei o venderei il vino di questa persona, che potrà anche essere un nettare degli dei, ma neanche gli venderei il mio, come non lo venderei a chi mi si presenta con una svastica al collo. Ci sono delle cose che sono semplicemente inaccettabili, e mi sembra che uno dei guai di questo paese sia non prendere una buona volta una presa di posizione precisa proprio rispetto a comportamenti che distruggono quanto ancora ci resta di buono nella nostra società.
    Un saluto a tutti
    Valentina

    link a questo commento 0 1
    #13
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Fulvio é fondamentalmente un buono e in un momento di grande nervosismo ha reagito malissimo, é un impulsivo, però le sue affermazioni non possono e non devono essere giustificate, ma chi é senza peccato scagli la prima pietra.
    Dice bene Fil. perché perdonare é nobile, non facile certo, e la pietà é assolutamente doverosa, per Fulvio e per chi scappa dal proprio paese per disperazione.
    Non condivido la maggior parte dei comportamenti di Fulvio, ma il suo vino mi piace e venderei il suo vino di corsa e ben volentieri, e di certo lo berrei e lo comprerei, perché qualche leggerezza compiuta non deve essere condanna a morte.

    link a questo commento 0 0
    #14
  • Michele Marchi

    Michele Marchi

    Non conosco a fondo il personaggio in questione e forse non sono in grado di essere così nobile da "perdonare", diciamo questo "sfogo", ma credo che sia assolutamente necessario censurare il tizio che evidentemente ha dei seri problemi...
    Ciò non toglie che appena avrò l'occasione vorrò degustare comunque i prodotti dall'azienda, ma io non sono un enotecaro, se non sbaglio questa era la questione o no?
    Però, se lo fossi non vorrei avere più nulla a che fare con l'azienda ed eliminerei subito i prodotti in magazzino.
    Mauro dice che a Fornovo s'è pure sorbito uno sfogo circa lo schifo dell'Italia, che proprio lui contribuisce ad alimentare...
    Magari nell'affrontare la questione alla anglosassone esiste un fondo di ipocrisia, ma lo preferisco alla grande rispetto al modo "all'Italiana" dove va sempre tutto bene qualsiasi cosa si dica o si faccia, al volemosebene, al "taralluci e vino"...
    ...e non si tratta di una condanna a morte, solamente assumersi le responsabilità di gravissime e penose affermazioni.

    link a questo commento 0 0
    #15
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    A me non sembra che il punto sia il perdono (che comunque spetterebbe al ministro Kyenge) né un esame di coscienza o possibili condanne a morte (?). Mi sembra, invece, che nel nostro paese si sia persa la bussola, cosa che non meraviglia visto che un vicepresidente del Senato può esprimersi nella stessa maniera e restare al suo posto, autorizzando quindi chiunque a fare altrettanto pubblicamente. Per citare solo una delle tante cose che fanno sembrare tutto lecito. Perciò esternazioni del genere fatte in rete, che è uno strumento pubblico, a mio avviso non sono leggerezze ma episodi gravissimi; e non essendo un fenomeno circoscritto non posso limitarmi a considerarlo una vergogna da ignorare.

    link a questo commento 0 0
    #16
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Quoto in pieno Marilena e Mirko.
    Invito a riflettere sul fatto che non di rado i vini proposti da persone cariche di personalità, spesso additate come "stronzi" (in italia) sono anche i più particolari.
    Non entro nel merito del resto.. mi pare un campo inutile dove ciascuno ha le sue ragioni ed i suoi torti a prescindere, io mi fermo al vino, almeno qui.
    Con affetto, Paolo

    link a questo commento 0 0
    #17
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Dimenticavo... io Bressan non lo vendo e nemmeno lo compro, ma quando lo incontro in qualche evento, volentieri baratto qualche mia bottiglia con le sue.. e credo di poter dire che siamo reciprocamente contenti... al di la di tutto

    link a questo commento 0 0
    #18
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Altro errore di Fulvio é non partecipare a VGM, e non perché non abbiano vino a sufficienza ma per scelte politiche che non condivido, e chi é vicino all'azienda lo sa.
    @Michele, si hai ragione, certe cose avrebbe dovuto tenersele per sé, e non lo giustifico, ma quello che intendo é, se anche si tratta di affermazioni gravi, boicottare l'acquisto o la vendita, non sarebbe come condannarlo a morte?
    @Villa Chiarini Wulf, quindi per esempio, non compri o non vendi nessun prodotto, che almeno in una occasione, abbia avuto azioni o parole indecenti e penose?
    Il fenomeno é assolutamente circoscritto, al di là degli esempi che ci governano, perdonare Fulvio significa comprare e vendere le sue bottiglie, che certo il ministro potrà fare, ma potremmo farlo anche tutti noi, che se non altro amano il vino.

    link a questo commento 0 0
    #19
  • Gabriele Brambilla

    Gabriele Brambilla

    Fa bene Filippo a dubitare. La logica del "duro e puro" non mi piace semplicemente perché non è vera e non corrisponde alla realtà.
    Credersi autorizzati alla lapidazione andando quindi oltre la semplice condanna morale è pura ipocrisia.
    Questo è un paese che perdona tutto e il retaggio cattolico non sembra aver favorito una moderna giustizia sociale.
    Boicottare i vini di questo produttore significa lapidare. Siamo tutti d'accordo che le inibizioni culturali non hanno funzionato
    con il personaggio in questione ma per ciascuno di noi trattasi solo di inibizioni. Non possiamo fingere di non essere talora preda
    di sfuriate antiqualcosa semplicemente perché in quel momento abbiamo ceduto a un momento di fragilità emotiva e per sopravvivere imprechiamo contro il "nemico" di turno.
    La cultura dovrebbe servire a inibire comportamenti antisociali e funziona quando poi tutto si esaurisce nel proprio cortile emotivo.
    Diffondere su un social network tali beceri insulti è solo segno di incapacità di saper gestire la frustrazione. Non è dicendo "sporca scimmia nera" che ci si può sedere con dignità intellettuale a un tavolo a discutere scientemente delle politiche italiane sull'immigrazione.
    Avere un Iphone in tasca, mangiare carne e vestire magliette a 5 euro ci rende tutti complici di qualche odioso e doloroso sfruttamento verso un altro essere vivente.
    Chi garantisce Filippo che nel market non ci sia qualche altro "razzista in nuce" o con idee socialmente abiette ma con ottime inibizioni culturali e magari prossimo a cedere a qualche pesante disagio personale?

    link a questo commento 0 1
    #20
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bisogna che aggiungiamo il tasto mi piace per i commenti Gabriele, me lo hai fatto ricordare :)

    link a questo commento 0 0
    #21
  • Gabriele Brambilla

    Gabriele Brambilla

    Mi piace :)

    link a questo commento 0 0
    #22
  • Extraomnes

    Extraomnes

    Io due tre volte alla settimana faccio la spesa da Caprotti...e di motivi per non varcare la soglia ce ne sarebbero.

    link a questo commento 0 1
    #23
  • Marco De Tomasi

    Marco De Tomasi

    Probabilmente molti di noi non acquisterebbero o venderebbero il vino di uno stronzo. Certo è che il Bressan non si fa remore a vendere il vino a chi lo è, secondo il suo metro di giudizio, quando scrive:
    "I vini che vengono fatti sono per pochi. Molti di quelli che li bevono gia’ non li capiscono, sono bocche sprecate."
    E questo mi fa incazzare tanto quanto le inaccettabile uscite razziste, perché dimostra di non avere rispetto di nulla e nessuno, nonostante i suoi risibili spergiuri di giustificazione.
    Da ex ufficiale dei paracadutisti, si è costruito un personaggio da "duro, massiccio e incazzato".
    L'ho incontrato tre anni fa una sola volta e il suo esordio guardandomi è stato: "Tu di vino non capisci un cazzo", non sapendo né chi ero né da dove venivo.
    Dopo di che è stato uno sproloquio di un'ora abbondante che sinceramente ho rimosso. Evito la sua persona da allora e quando vedo le sue bottiglie sullo scaffale o qualcuno me ne decanta le qualità, non posso fare a meno di provare una forte sensazione di disagio.
    Sono un bocca sprecata.

    link a questo commento 0 0
    #24
  • Giulio Nepi

    Giulio Nepi

    dov'è il problema. #vgm disintermedia, no? è una piattaforma. e le piattaforme non hanno anima, né etica.

    diverso il caso di un enotecaro - o quanto meno, di come intendo io l'enotecaro - che ti vende anche una storia, una relazione col vino e col vignaiuolo.

    poi queste sono belle parole. alla fine dei conti #vgm come l'enotecaro devono portare a casa lo stipendio, quindi può essere che decidano di bere l'amaro calice e mettere in lista bressan, nella speranza di arrotondare il suddetto stipendio.

    sta a noi consumatori ricordargli il rischio d'impresa, comprando o non comprando - sempre che riteniamo di farlo - i vini di bressan.

    io naturalmente non li comprerò, neanche quando tutti i vini del mondo saranno targati bressan. sarà la volta che berrò solo birra

    link a questo commento 0 0
    #25
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Non so se c'è dell'ironia nelle tue parole Giulio ma sai quanto io dia peso ad esse. Io non credo che la piattaforma che disintermedia - se fa selezione - se ne possa lavare le mani della questione. E' vero, non vende direttamente, mette a disposizione delle aziende un servizio, però l'atto stesso dell'ammissione (la piattaforma non è aperta a chiunque), presuppone una scelta. Ecco mi chiedevo se fosse sufficiente che questa scelta si basasse sulla qualità dei vini e sull'etica aziendale o dovesse spingersi anche ad una valutazione sull'etica della persona.

    Da quanto ho letto in rete in questi giorni, mi pare che il mondo si divida tra coloro che sovrappongono le due cose e coloro che le mantengono distinte con l'ulteriore specifica che chi tende a sovrapporle dice di farlo solo nel caso in cui l'azienda abbia un forte legame con la persona che la conduce quindi diciamo negli assetti societari di tipo individuale, familiare o comunque in massima parte nelle società di persone dove il legame tra chi guida e il soggetto giuridico azienda è molto stretto.

    Ciao, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #26
  • Giulio Nepi

    Giulio Nepi

    scusa ma su vgm c'è la tua faccia da qualche parte? viene nominato philippo ronco? racconti quali sono le scelte per cui selezioni ogni singola azienda?

    e dunque incorporeo sei, e quindi assolto da ogni peccato. vai in pace fratello, ma almeno dieci avepatergloria

    link a questo commento 0 0
    #27
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    L'ipotesi era puramente di scuola Giulio, come ho detto l'azienda non è interessata all'ingresso nel market, almeno non lo era quando glielo chiesi alcuni mesi fa ignaro di tutto questo. In effetti nella homepage dello shop scriviamo in modo abbastanza chiaro:

    "Le aziende nel market sono qui per restare. Negozi diretti, gestiti dalle aziende, per rifornirsi da soli o in cordata con il vostro gruppo di acquisto. Non entra chiunque. Qui trovate solo il frutto di una selezione accurata portata avanti in anni di lavoro con la commissione d'assaggio di TigullioVino, un catalogo in costante crescita dove inseriamo solo il meglio di quanto incontrato sul nostro cammino."

    Quindi il collegamento uomo/azienda se vale per bressan direi che vale anche per me. Il punto è se io debba guardare solo l'etica aziendale e la qualità dei prodotti oppure debba valutare anche l'etica personale. Il tuo punto di vista mi pare implicito nei tuoi commenti comunque.

    Ciao e grazie, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #28
  • Mario Gelfi - Sommelier Social Club

    Mario Gelfi - Sommelier Social Club

    I suoi vini non gli venderei e nemmeno gli comprerei. Perché? Perché sarà anche vero, come si è scritto in precedenza, che il mondo è pieno di "stronzi" silenti che non manifestano apertamente certi pensieri, però, cari miei, credo anche che le parole e i fatti abbiano ancora un peso e che non si possa scindere il proprio lavoro dalle proprie idee (soprattutto se queste finiscono su Fb o simili...). O dobbiamo giustificare e giustificarci raccontandoci la favoletta che beh tanto sai quanti ce ne sono che la pensano come lui se non peggio ma non te lo vengono a dire? Intanto non credo che sia esattamente così e comunque chi se ne frega. Ha ragione Marilena quando sottolinea la differenza tra noi e i paesi anglosassoni. A quelle latitudini l'avrebbero fatto smettere di lavorare già da un pezzo... Personalmente preferisco le persone rispettose ed educate nei modi, le persone miti, le persone disponibili ad amabili chiacchierate, le persone che mi rilassano. Non sopporto i "guru" e i "santoni", quelli che hanno il caratteraccio, le idee stravaganti e che per questi ed altri motivi si sono creati una sorta di aurea d'intoccabilità, perché sono "strani" ma tanto bravi... I loro vini, come quelli di Bressan, sono buoni, anzi eccezionali? Non lo metto in dubbio e di certo non giudico chi acquista i loro prodotti, ma non sono gli unici. Grazie anche a VGM e non solo "qualche" produttore l'ho conosciuto e il piacere di poter condividere momenti gradevoli con personaggi gradevoli, con lavoratori che fanno parlare prima di tutto le loro mani e solo dopo la loro bocca è sempre una soddisfazione. E poi vi svelo un segreto... I loro vini sono anche buoni...


    Mario


    P.S. Ma se Calderoli fosse stato, oltre che un politicante, anche un produttore di Moscato di Scanzo (più o meno mi pare che sia originario di quelle parti) da Tre Bicchieri, l'avremmo mediaticamente linciato e sfottuto come è stato fatto o gli avremmo concesso il buonismo (sissignori, perché se si separa l'aspetto professionale dal razzismo vuol dire essere buonisti) come fatto per il Sig. Bressan?

    link a questo commento 0 0
    #29
  • Fabio Nosenzo

    Fabio Nosenzo

    Su cosa farò come consumatore mi sono già espresso qui: http://www.opensociety.it/it/riflessioni/fulvio-bressan-il-razzismo/

    Come rivenditore farei altrettanto. Non riesco a scindere l'aspetto personale da quello aziendale. Dal punto di vista economico la facilitazione è data dal fatto che esistono migliaia di alternative, se rimanesse al mondo solo Bressan, Giulio andrebbe avanti a sola birra, fossi in vgm, invece, per sopravvivere mi porrei il problema.
    E sposo quanto detto da Marilena, non servono investigatori privati, ma in casi eclatanti come questo ognuno agisce di conseguenza. Ultima riflessione: voi nella vostra vita riuscite a scindere completamente lavoro e vita privata? Penso che il carattere di una persona influisca su entrambi gli ambiti. In altre parole, ho difficoltà a immaginare un perfetto santo di e un diavolo sull'altra sponda...

    link a questo commento 0 0
    #30
  • Pietro Stara

    Pietro Stara

    Ciao Filippo e ciao a tutt*.
    Ieri ho postato sul mio blog un'analisi delle logiche giustificazioniste (passatemi il termine): http://vinoestoria.wordpress.com/2013/08/28/fulvio-bressan-ma-anche/

    La domanda che poni non è retorica e riguarda aspetti della vita con i quali ci confrontiamo quotidianamente: può capitare infatti di entrare in negozi, locali pubblici... dove l'esercente, l'impiegato.. senza alcuna remora, si lancia in considerazioni per noi insopportabili o che ci fanno incazzare poderosamente. Ognuno di noi ha una soglia minima e massima di sopportazione, che fa parte, inutile ribardirlo, delle nostre visioni del mondo, politiche, sociali.... Detto questo, il punto discriminante, o meglio di non ritorno, è quello legato all'esternazione di un pensiero (volontario, involontario, poco importa): non si può, a quel punto, pensare di affrontare la questione come se questo non fosse accaduto. Il pallino è in mano nostra e siamo noi, individualmente o collettivamente, che diciamo come voglaimo comportarci a fronte di quanto abbiamo saputo o di quanto è accaduto. Non puoi trovare in questo sostegno da altri perché sei solo tu che decidi quale è la tua soglia di tolleranza. Una volta che avrai deciso, allora, avrai rilanciato a me e algi altri il tuo pallino e saremo noi (individualmente o in gruppo) a valutare se ci può andare bene o meno comprare il vino con il Vinix Grassroots Market. La cosa fondamentale è che espliciti i criteri della scelta che compi: il famoso "perché".

    link a questo commento 0 1
    #31
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ciao Pietro, bello leggerti anche qui.
    Ho letto il tuo post che però si concentra su un'analisi più grammaticale/formale del problema, per altro visto sul fronte dei giustificazionisti anziché su quello di fulvio, il che rende la cosa interessante sotto un nuovo punto di vista ma non aiuta secondo me a definire il problema a monte.

    Ho cercato di figurarmi le possibili cause (non giustificazioni) di ciò che è stato detto da Fulvio, ho pensato più che altro al contesto sociale, al vissuto personale, al livello culturale della persona che le ha profferite. Non mi sono dato una risposta definitiva ma mi ha aiutato nella fase successiva.

    Per come trovo confortevole muovermi io, ho spostato quindi la valutazione formale delle parole al peso da attribuire alle parole stesse in base alle valutazioni precedenti fatte sulla persona che le ha pronunciate e su questo medito un giudizio complessivo.

    In altre parole, se quelle parole le avesse dette mia madre (vicinanza affettiva) o un caro amico magari di cultura e stima mi avrebbero colpito in modo molto più forte, a queste non è che io non abbia dato peso - non potrei nemmeno dirlo senza il timore di venire linciato - ma semplicemente e fuor di retorica e ipocrisia ho dato una soglia di attenzione più bassa per via del fatto che le ha pronunciate quel tale.

    Formalmente non c'è appello in sostanza ma le cose sono un filino più complesse imho.


    Ciao, Fil.

    link a questo commento 0 0
    #32
  • Hic Enoteche 2.0

    Hic Enoteche 2.0

    Possiedo una microscopica enoteca in Milano. Bressan era in lista per essere acquistato (qualche cartone eh)? a Settembre... ecco dopo le sue esternazioni non lo prenderò. Avevo già visto alcuni video su Youtube sul personaggio...bizzarro sicuramente... ma nelle sue esternazioni su FB ho visto rabbia e cattiveria. Non voglio che i miei clienti bevano rabbia e cattiveria, ma vini buoni tirati fuori con amore e fatica da una terra buona (sembra la pubblicità del San Crispino, grande operazione di marketing con fumo negli occhi).
    Leggendo qualcuno ha ben detto che l'enotecario vende anche il terroir (nel senso più ampio e veramente francese del termine). Ecco perchè non prenderò Bressan come non prenderò quei prodotti di cui verrò a sapere comportamenti scorretti, immorali o ingiusti. Grazie a dio abbiamo più di 250.000 produttori di vino in Italia. Grazie a dio è la terra che insegna: onestà, democrazia, uguaglianza, fatica, trasparenza, giustizia, quello è il nostro modello.
    Marco Stano

    link a questo commento 0 0
    #33

inserisci un commento