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#13 Commenti

  • Daniele Savi

    Daniele Savi

    Limpido e profondo come un... mosella(?!)
    :)
    Si vede che lavori a sfa', l'unico refuso e sulla parola "lavoro" scritta con 2 o.
    ogni bene e fortuna
    danielesavi

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    #1
  • Manilo Frattari

    Manilo Frattari

    Io conformerei, caro enotecaro, l'enostrippato sa perfettamente quanto costa il vino che tu vendi e sa perfettamente se il tuo ricarico è giusto, altrimenti nella tua enoteca non entra più.
    Poi l'enostrippato amico della tua enoteca pubblicizza sempre il tuo locale, perché sa che il consumatore normale non comprerà mai, in #vgm# o altri canali via web, perché deve essere sempre consigliato da te che lo sai fare bene.
    Dovresti partecipare invece alle cordate di Vinix, così avrai l'occasione di conoscere enoappassionati, strippati, potresti coinvolgerli nella tua enoteca e creare una degustazione orizzontale, con altri tuoi prodotti.
    Saluti
    Manilo

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Lo scopo di questo post non è necessariamente convigliare i professionisti su #vgm Manilo ma l'idea non sarebbe malvagia. Volendo immaginare un'ipotesi di questo tipo l'enotecario potrebbe anche comprarsi un bancale di vino da solo e servirlo al calice, per alcuni mesi, allo stesso prezzo a cui ha pagato la bottiglia intera, per dire.

    Mirare alla collaborazione forse è eccessivo, non mi aspetto tanto, mi accontenterei della non belligeranza :)

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    #3
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Bello sfogo Fil, il mercato sta cambiando, il consumatore sta cambiando, il mondo intero continua a cambiare ed arroccarsi dietrologicamente a logiche che devono cambiare per rispondere alle nuove esigenze, è una dichiarazione di morte.

    Nel post

    Ciao, Paolo

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    #4
  • Andrea Croci

    Andrea Croci

    a parte le solite guerre di religione all'italiana.
    da ristoratore (e lo scrivo firmandomi, potete trovare i miei contatti e la mia carta dei vini/birre sul mio sito, anche se non aggiornatissima) penso che risolvere tutto con un "il mondo intero continua a cambiare" non sia la cosa corretta da fare.
    Quello che trovo per ora assurdo, e' che un privato possa trovare una birra al prezzo piu' basso di quello che la pago io da un distributore tra i piu' onesti come prezzi.
    Penso inoltre che i problemi, in questo caso, siano nella politica dei prezzi del birrificio, piuttosto che nella novità della piattaforma.
    Parlo del birrificio Gambolò, che per esempio vende la Little Storm su Grassroots market a un prezzo che puo' scendere sotto i 2 euro (ivati), e che agli operatori del settore viene venduta a un prezzo superiore ai 2 euro.
    Approvo quindi il movimento e i ragionamenti fatti su vinix, ma comprendo anche operatori che, davanti a casi singoli come quelli in oggetto, rimangono interdetti (considerate anche le "regole" di ricarico che il fisco esige).

    Saluti

    Andrea Croci per Piaceri & Pasticci - Parabiago

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    #5
  • Rinaldo Marcaccio

    Rinaldo Marcaccio

    Con tutta la buona volontà, non riesco proprio a trovare il fondamento di questa polemica.
    Mi pare tutto un discorso un po’ forzato.
    Nato forse da qualche uscita infelice di un enotecario (..o di due) e quindi non sufficiente a mio parere, per fotografare la situazione reale.
    La situazione reale secondo me, è che la crisi economica ha determinato la stagnazione dei consumi interni e ripercussioni negative sulle vendite: questo è il punto!
    Prendersela con il negozio on line (ribadisco l’impressione di un caso pressoché isolato in tal senso), è fare caccia alle streghe.
    Anche perché io ritengo che il target dei due soggetti in campo, non sia del tutto sovrapponibile; differenziandosi sia per le questioni delle quantità, che per quelle delle tipologie (non è infrequente trovare on line, offerte di vino sfuso).
    Per questo motivo mi pare di poter dire che il principale concorrente del negozio on line, sia il produttore stesso: proprio perché intercetta lo stesso tipo di domanda.
    L’enoteca non è un negozio: o almeno non dovrebbe esserlo!
    Mi pare piuttosto un luogo: un centro catalizzatore d’interesse sul prodotto vino, inteso non solo come bene di consumo.
    A ciò dovrebbero rivolgersi le strategie di marketing di un’enoteca.
    Cosa c’entra il negozio on line?

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    @andreacroci
    Grazie per l'intervento, c'è ne fossero professionisti con il desiderio di confrontarsi serenamente come te.
    Io non trovo così assurdo quello che ti colpisce. L'errore da parte del professionista è non considerare le quantità. Quante bottiglie ordini di gambolo' generalmente? 72? 120? I prezzi a cui fai riferimento sono quelli a cui arriviamo sui grandi quantitativi, parlo di centinaia di bottiglie, fino a un bancale da 480. Ci sta, l'azienda sta vendendo un bancale, pagato anticipato, ad un gruppo di acquisto, un soggetto a se' stante dal punto di vista commerciale. Se comprassi tu un bancale su vgm avresti le stesse identiche condizioni perché qui non si guarda chi sta comprando ma quanto sta comprando. A me pare la cosa più leale e democratica del mondo.

    Fil

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    #7
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Andrea Croci, in tutto il mondo esistono delle scale di economia che fanno si che la componente dei costi sia inversamente proporzionale alle quantità ordinate ed alle condizioni di pagamento.
    E' prassi in ogni settore che all'aumentare dell'ordine l'incidenza dei costi si abbassi notevolmente, inoltre oggi più che mai un pagamento anticipato da immediato diritto ad una ulteriore scontistica.
    Io una rete vendita che applica questi criteri e gli stessi criteri sono online su VGM.
    Credo che tutti noi dovremmo tornare a parlare di meriti commerciali prima che di privilegi.

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    #8
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    E' successo anche a noi un problema simile, a proposito di un'ipotetica vendita su internet dal nostro sito, poi mai fatta, e soprattutto dei prezzi praticati nel nostro punto vendita in azienda. A noi sembra ovvio che chi si prende la briga di prendere la macchina e venire qui da noi in campagna a comprare il nostro vino lo paghi meno rispetto a chi scende sotto casa e compra due bottiglie in enoteca. Lo stesso mi sembra per chi entra in un gruppo d'acquisto tramite internet.
    Oltretutto mi sembra ovvio quanto dice Paolo Ghislandi su pagamento anticipato (di questi tempi un miraggio!!) e quantità di merce.
    Non penso che sia questione di adeguarsi ad altre logiche economiche,
    sono convinta che offrire un tipo di vendita alternativa tramite la quale un prodotto verrà conosciuto e discusso da più persone non può che rafforzare la vendita al dettaglio o al ristorante di quello stesso prodotto.

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    #9
  • Andrea Croci

    Andrea Croci

    ringrazio per i commenti.
    sulle quantità che tratta un ristorante come nel mio caso, non ci siamo.
    Avendo una discreta scelta di birre e vini, ci sono si' e no 4-5 referenze che potrei acquistare (e vendere) nelle quantità che indichi. Il solito prosecco e i pochi vini alla moda in questa zona, gewurz, ribolla, barbera, lambrusco e poco altro.
    Poi ci sono le pericolosissime scadenze delle birre (soprattutto italiane) che rendono difficile fare magazzino, sempre se poi il magazzino, dal punto di vista fisico, ce l'hai. Per alcuni, stoccare anche solo 2 bancali, diventa un problema.
    Ad ogni modo comprendo e apprezzo in parte i vostri discorsi, ma continuo a ritenere in parte comprensibili gli argomenti di chi deve confrontarsi con le differenze di prezzo che vi ho descritto. Dopo l'estate dello scontrino pazzo e le tante dietrologie sui ricarichi, la paura che il cliente giudichi "male" il ricarico, seppur onesto, su vini e birre e' comprensibile.

    Saluti

    Andrea

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    #10
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Be', sì. Secondo me in generale c'è poca comprensione per il lavoro altrui. E' ovvio che ci sia un ricarico da parte del rivenditore. Poi 'sta storia degli scontrini mi sembra fumo negli occhi di fronte a evasioni ben peggiori, io ho sempre visto farlo. Comunque buon lavoro, che di questi tempi ci vorrebbe più solidarietà reciproca.

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    #11
  • Luca Formenti

    Luca Formenti

    Andrea tu però parti da una posizione poco in linea con il mercato della tua zona, te l'ho detto anche di persona quando ho cenato da te qualche tempo fa. Hai una carta ben assortita con giusti ricarichi, cosa piuttosto rara in una provincia con carte senza indicazione di produttore ed annata e prezzi folli. Ormai di canali per acquisti ce ne sono un sacco ma è solo l'enostrippato che arriva a questi, la maggior parte dei consumatori aspetta l'offertona dell'Esselunga :)

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Andrea su una cosa siamo d'accordo. Il pericolo è il cliente cialtrone ma quello lo è per tutti, anche per noi.

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    #13

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