La passione di noi vignaioli vola oltre confine; ci aiutate a farla decollare?

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La passione di noi vignaioli vola oltre confine; ci aiutate a farla decollare?
Quando, anni fa, approvai quella che è stata sino ad oggi l'immagine della mia cantina in termini di comunicazione e soprattutto di etichette avevo un idea precisa di quello che volevo trasmettere, cercavo l'evocazione di emozioni , attraverso immagini e parole capaci di predisporre al piacere del vino e così nacque la collezione vini d'arte che conosciamo.

Oggi, dopo che è appena ricorso il quindicesimo anniversario della cantina, fondata del 1998, mi trovo nuovamente di fronte all'avventura di comunicare quella mia idea e questa volta è un impresa più complessa, perché si rivolge ad un mercato più ampio ed esigente, multietnico e multiculturale dove l'immagine e le parole assumono significati molteplici e non è semplice trovare un messaggio comune che venga interpretato similmente ovunque.

Uscire dai propri confini nazionali grazie alla qualità del proprio vino ed un indiscutibile fascino per ciò che è l'artigianato Italiano, è una grande soddisfazione e certamente è anche una altrettanto grande responsabilità, comunicare il tutto in un etichetta con semplicità rende le cose, per usare un eufemismo, un tantino complicate.

Non è un segreto, infatti, che rendere le cose semplici ed universali, sia forse l'esercizio più complesso dell'intelligenza e vivendo noi, in un mondo sempre più piccolo, abbiamo l'onere di riuscire a farlo.

Senza entrare nel merito del groviglio legislativo che fa da cornice all'etichetta da vino, mi fa piacere mostrarvi il frutto di mesi di scelte e di notti insonni, di ansie e di mille correzioni, le mie possibili nuove "etichette globali".

Ogni parere, di gusto, di stile, emozionale o razionale che sia, sarà certamente gradito e tenuto in forte considerazione e io stesso saprò mostrare la mia personale riconoscenza ai commenti che mi saranno stati maggiormente di aiuto.

Nello spirito di ascolto e condivisione che ha sempre caratterizzato il mio modo di prendere decisioni riguardo la comunicazione e non solo, mi sento di ringraziarvi tutti, uno per uno, per i preziosi commenti che mi guideranno nella scelta dell'immagine delle etichette che saranno sui mercati mondiali per i prossimi anni. Da 1 a 8 !

Ciao, grazie , Paolo












    

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#48 Commenti

  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    Ciao Paolo, io ti consiglio il 4 e il 6, anche se fuori Italia le etichette a forma circolare non sono sempre viste bene......

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Sono sincero, non me ne piace nessuna.
    Però se proprio devo dire, la tre.
    Ciao, Fil.

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Alla fine concordo in pieno con Colle Manora tra quanto disponibile.

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    #3
  • Sergio Ronchi

    Sergio Ronchi

    Anche a me non piaciono tanto. Conconrdo con Max sulle etichette rotonde che non sono molto considerate, poi addirittura tre cerchi sovrapposti ...
    Per i rossi sarebbe più opportuno una capsula bordeaux.
    Sono etichette che non si fanno ricordare, comunque anch'io sono per la 3 e la 5 tra quelle proposte.
    Bravo pe questa iniziativa, l'etichetta è la fotografia del vino e si deve ricordare.

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    #4
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Il pc mi fa gli scherzi... Per me la n. 6 (partendo dall'alto a sx).

    Cin.......! Alessandro

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    #5
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Cerchiamo però di vederle con occhi di paesi completamente diversi dal nostro. Il blu va molto per esempio. My2cents.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Per me il blu fa ospedale, per esempio. :)
    Se stiamo sui gusti personali penso non si vada da nessuna parte. Il punto è un altro imho, cosa devono comunicare queste etichette? Eleganza? Classicità? Estrosità? Eccentricità? Stile? Tecnica? Antichità? Modernità? Poi si va di conseguenza.

    Ciao, Fil.

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    #7
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Negli States il blu (elettrico:)) va molto ;)

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    #8
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Fil., ma se deve stare dentro una certa non sempilce legislazione alla fine hai molte restrizioni. Personalmenet amo molto le etichette artisctiche contemporanee e estemporanee senza troppe scritte ma non so se sia fattibile. :)

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    #9
  • Eliana Negroni

    Eliana Negroni

    ciao Paolo,

    secondo me in tutte le etichette (tranne forse la rettangolare Falo' di ottobre) è molto sacrificata l'immagine "artistica" che a me ha fatto sempre pensare al lato forte, emozionale, estroverso, dei tuoi vini e del tuo modo di essere ed ovviamente era ormai memorizzata nell'abbinamento...

    il gusto personale poi è una gran bestiaccia e a tutti piace dire la propria :)
    questa tienila nelle quote rosa ;)
    capisco il tuo dilemma, avrai certamente sviscerato tutte le soluzioni...

    buon lavoro!!
    Eliana

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Sono d'accordo anche con Eliana.
    A me per dire - e l'ho sempre detto a Paolo - non sono mai piaciute le etichette trasparenti (cosa che per altro piace moltissimo ad altri) e le avrei preferite comunque su carta, sia su sfondo bianco che nero, non importa. Tuttavia credo anche io che l'immagine colorata di base dovrebbe essere preminente, magari unita al nome del vino e alla denominazione. Senza altri orpelli. Il logo necessita un restyling modernizzante imho, forse se si vuole posizionare in bella vista, se no lo piazzerei in retroetichetta.
    Comunque io fari nome del vino (con carattere diverso da quello originario), etichetta con sfondo tutto nero o tutto chiarissimo tipo color corda o tipo bordeaux molto scuro e grande spazio all'immagine colorata che è il tratto distintivo delle tue etichette da sempre e che arricchisce visivamente.

    Il tenere l'immagine e passare da trasparente a carta già impreziosirebbe molto. Mi viene in mente l'etichetta dell'Albesco di Podere Casaccia di Roberto Moretti come stile, anche se più moderna e tecnica. E' che è su sfondo nero quindi mi ha ricordato la cosa. La differenza è abissale in termini di eleganza anche solo con il mantenimento delle etichette originarie da trasp a carta buona, magari lievemente zigrinata.


    Ciao, Fil.

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    #11
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Mi era parso di capire che erano definitive se non quasi, giusto?

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Temo di si, comunque eviterei assolutamente le etichette tondeggianti e starei su linee più simili a 3-5-7.

    Ciao, Fil

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    #13
  • Roberto Marega

    Roberto Marega

    Concordo con l'ultimo post di Filippo. 3-5-7.
    Istintivamente, ma non so spiegare il perché, le etichette tondeggianti mi ricordano le bottiglie del supermercato di basso prezzo (tipo 1.50 euro, 2 litri).

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    #14
  • Mario Gelfi - Sommelier Social Club

    Mario Gelfi - Sommelier Social Club

    Le etichette tondeggianti mi piacciono poco. A volte, ammetto sbagliando, quando mi trovo di fronte a più bottiglie di cui ne devo scegliere solo una, sono portato a scartare da subito quelle con etichetta tonda e certo non per motivi qualitativi. Associo quella forma ad un vino che mi regalerà poche emozioni. Se devo scegliere punterei sulla 3, per forma e colore.
    Un saluto.

    Mario

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    #15
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Su uno scaffale, in enoteca, non si distinguerebbero molto. La mia idea di etichetta è più sobria. La parte tecnico- legale sul retro-etichetta. In evidenza
    pochi segni o un immagine che colpisca con solo il nome del vino e l'annata.

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    #16
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Concordo, almeno, con Colle Manora di riportare in etichetta l'indicazione Piemonte.

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    #17
  • Gianni M. Lovato

    Gianni M. Lovato

    ALLARME!! Nella traduzione in Inglese le bottiglie NON SI VEDONO!!!
    Sarà che "qualcuno" ha fatta una bestiata??

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    #18
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Sistemato anche in inglese.

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    #19
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Grazie @Fil, bravissimo @Gian !
    Io invece devo aver fatto un macello con l'inserimento dell'ultima immagine :-)

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    #20
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Grazie di cuore a tutti per le gentili ed interessanti risposte, proverò ad argomentare con ciascuno di voi senza perdermi troppo.

    Non è semplice innovare l'immagine per renderla comprensibile al mondo e nel contempo sempre portandosi dietro un filo di contatto con la vecchia immagine per non perdere la storicità, quindi grazie di cuore ancora per l'aiuto che mi state dando.

    Le mie vecchie etichette fronte erano solo un disegno e il nome del vino e ho lottato per anni per sostenere quella scelta, ma non viene ne compresa ne valorizzata.

    Il mercato “globale” riconosce, a quanto pare dai miei sondaggi, come etichetta di valore quella che è semplice, pulita, con il nome dell'azienda , il nome del vino e la denominazione.. senza tanti fronzoli

    @Max,
    Anche a me piacevano le tonde, se non altro perché sono un po' più innovative, tuttavia temo che dovrò rinunciarci a causa, come dici tu, del fatto che non sono per niente apprezzate soprattutto nei paesi di matrice anglosassone.

    @Fil,
    Si, la 3 mi era subito piaciuta come idea di base, ma ho un problema tecnico.. io uso capsule colorate di colori diversi in tinta con l'etichetta e quindi, nel caso della Bruma d'Autunno quel verde opaco sarebbe un nero lucido... orrendo. Le etichette dovrebbero comunicare nella maniera più semplice ed universalmente riconoscibile eleganza, finezza, unicità, passione, innovazione nella tradizione... tanto per.. dopotutto son i “vini d'arte” . Ho provato a realizzare quella tua idea da subito, portare le vecchie etichette su carta, ma non funziona molto bene.

    @Colle Manora,
    Io detesto il classico per esempio, ma me ne devo fare una ragione.. la maggior parte delle persone nel mondo ritengono che la ricercatezza dell'etichetta sia inversamente proporzionale alla qualità del vino e che per inverso, una etichetta classica o semplice, indichi grande qualità.. ed a questo bisogna che io mi rassegni. Infatti nella versione 7 ho cercato di ripiegare sulla classicità riservandomi di introdurre almeno un aspetto grafico moderno di continuità con il passato.
    Per quanto concerne la dicitura sul fronte per scrivere Piemonte devo declassare il vino e non mi va, co che Colli Tortonesi è poco riconoscibile, ma mi permette di indicare anche il varietale Barbera o Timorasso e questo potrebbe già dare una mano. Dopotutto non produco milioni di bottiglie e penso di potermela ricavare la mia nicchietta, o almeno ci conto. Con il QR code sulla retro, dove si trovano anche le prescrizioni legali, dovrei risolvere molti aspetti di comunicazione quali la provenienza, ma anche molto altro.

    @Sergio,
    Grazie per il contributo

    @Alessandro Zigoni,
    Infatti hai colto nel segno, la grande fatica è portare lo stesso messaggio a culture anche molto diverse, in questo senso l'elemento classico aiuta, comunque sono “temi” che devo sviluppare, ma prima di andare avanti ho voluto fermarmi e condividere. La dicitura Piemonte non la posso mettere.

    @Eliana Negroni,
    Prometto di tenerti via una riserva delle vecchie etichette solo per te, quello che mi scrivi mi rinfranca molto sulle mie scelte passate. Ora il mio compito è quello di non perdere di vista il legame con il passato ed i suoi valori e trovare il modo di renderli intellegibili a quante culture e persone più possibili.

    @Roberto Marega
    Mi hai pienamente convinto

    @Mario Gelfi,
    Anche a me piaceva, ma quel tono pieno non si adatta a tutta la linea purtroppo

    @Lorenzo Conci
    E' nella direzione che tu esprimi che cerco di andare, semplicità ed immediatezza.
    Tuttavia in qualche modo, per rispondere in maniera più completa seppur minimalista alle aspettative di qualità di più paesi possibili, sul fronte devo riuscire a farci stare nome dell'azienda , il nome del vino e la denominazione, inoltre non voglio e non posso rinunciare al legame artistico con il passato.

    Proviamo a prendere per assunto che la 7 sia stampata su carta vergata bianca, ho voluto provare a fare altre prove... che ne dite ? E se ci levassimo pure la cornicetta che fa molto vintage?
    E se aumentassimo l'evidenza dell'immagine artistica?

    Aggiungo una immagine sotto alle bottiglie tanto per stimolarci a ulteriori riflessioni

    Ciao, Paolo

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    #21
  • Max Beretta puntidigusto

    Max Beretta puntidigusto

    @Paolo, il tuo non è un vino dozzinale e sicuramente, chi lo propone e chi lo acquista va un pochino oltre all'estetica dell'etichetta, però cosa importante, anche se può non sembrarlo, l'applicazione sulla bottiglia deve essere perfetta, perché sui vini più immediati e pronti che avevo degustato tempo fa, cioè quasi un anno fa, avevo riscontrato delle pieghe e delle imperfezioni, e questo è ancora più importante dell'etichetta stessa:-))

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    #22
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Io penso che sia l'immagine a dover attrarre l'attenzione e a suscitare interesse per quanto scritto (nome del vino - produttore ecc.). Nelle etichette proposte l'immagine è marginale, difficile da visualizzare Scompare quasi tra le scritte.
    L'immagine deve suscitare emozione, comunicare l'anima del vino altrimenti viene meno al suo scopo. Credo sia possibile non rinunciare a nessuna delle scritte necessarie o utili ma riconsiderarne la disposizione e le dimensioni.
    Per capire meglio il concetto che intendo esprimere potresti dare un'occhiata all'etichetta del mio vino. Non so se sono riuscito nel mio intento ma penso possa chiarire il concetto.

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    #23
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    PS. Un'alternativa, che ora si comincia ad usare quando si vuole rendere un'idea più articolata e complessa, è quella dell'etichetta "sfogliabile". Ad esempio l'azienda Campo Bargello (Toscana) l'ha introdotta e il risultato è interessante.
    Consente di avere una panoramica sulla storia e sui prodotti dell'azienda pur mantenendo un eleganza estetica sufficiente.

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    #24
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Nooooo, l'etichetta sfogliabile nooooooo! :O

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    #25
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Non piace nemmeno a me. Ma un etichetta con troppe cose ammucchiate è meglio? Hai visto una bottiglia di Campo Bargello? in realtà non si nota. La prima volta che ne ho presa in mano una di Alicante, se non me lo avessero fatto notare, non mi sarei accorto...

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    #26
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Max Beretta
    Grazie per il complimento, di fatto è come dici tu, ma vale solo per chi mi conosce bene, esistono situazioni nella quali mi sono sentito in dovere di aiutare chi mi propone perché son vini da spiegare e non è sempre così semplice se non sei il produttore.. Hai ragione a riguardo agli inestetismi di applicazione, la pellicola trasparente non è una cosa semplice e molto dipende anche dalla bottiglia, per il resto.. diciamo che dovrei aver risolto con una messa a punto delle macchine. (si finisce mai di imparare)

    @Colle Manora,
    Purtroppo, secondo la normativa vigente, non posso mettere Piemonte da nessuna parte in quanto trattasi di una denominazione di origine. (così mi dicono i grandi esperti), ti dirò anche che nell'indirizzo della mia cantina che io mettevo per esteso, non potrei neanche mettere la provincia..

    @Lorenzo Conci,
    Su quanto dici concordo, sto provando a dare maggiore evidenza all'immagine, rafforzandola.. vediamo cosa salta fuori! PS: Hai un link facile per vedere una tua etichetta ?
    Le etichette a libro non mi convincono per quanto l'idea sia buona.. preferisco un QR sulla retro e affidare tutto alla tecnologia

    Vorrei sapere per pura curiosità perché non lo riesco a capire.... perché la 7 sembra Cheap ?
    Cosa le da questa connotazione e cosa gliela toglierebbe ?
    Non lo capisco... eppure non uno solo lo afferma, qui ed in privato anche

    Ciao, Paolo

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    #27
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bè la casa nella prateria un po' gioca ma capisco il senso ma il peggio del peggio imho sono i riquadri a cornicetta. Prova la 7 senza cornice già 100 volte meglio. Poi al posto della casa nella prateria del vecchio nonno di aidi, prova a mettere l'immagine, grande come la casa nella prateria e sotto solo il nome del vino con il nome della denominazione a diverse grandezze, stesso carattere. Dovrebbe già migliorare molto.

    Ciao, Fil.

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    #28
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Fil,
    Me fai murì
    Proviamo a sfrattare Aidi, il nonno e tutte le pecorelle..
    :-)
    Credo di aver capito il senso

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    #29
  • Katrin Walter

    Katrin Walter

    Caro Paolo,
    il problema in tutte le etichette (di cui devo dire sinceramente mi piace nessuna) è che volevi inserire troppe cose. Questo non funziona e confonde. Già il tuo logo contiene due elementi, che sarebbero già sufficienti su un fondo sempre diverso per ogni vino. Oppure dai un numero ai tuoi vini perché Barbera ecc. quello che è, è un dato che serve per legge e lo puoi anche mettere sulla contro-etichetta (che diventa per la legge la etichetta principale). Sulla etichetta di fronte (quella commerciale) serve qualcosa facile riconoscibile, chiaro, di estrema semplicità, che rispecchia la tua filosofia. Quindi serve estrapolare questo e poi decidere cosa rappresenta al meglio l’identità dei tuoi vini. Quindi buttare ancora di più. Un bravo designer riesce sicuramente aiutarti ma sicuramente con la conseguenza di rifare eventualmente tutto, il logo, il sito, i depliant …
    Queste decisioni sono mai facili ma non si può aspettare che i clienti fanno queste astrazioni per te, lo devi fare tu (o il designer) per colpire al primo impatto.
    Buona fortuna
    Katrin

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    #30
  • Katrin Walter

    Katrin Walter

    Upps, il tuo logo contiene già tre elementi (non due)

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    #31
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Katrin,
    Comprendo quello che mi dici e ti ringrazio molto.
    Ci sono mercati, soprattutto esteri che vogliono che ci sia il nome azienda, il nome vino e la denominazione tutta sul fronte.. hai ragione a dire che dalle mie etichette vecchie che dicevano troppo poco a queste che dicono troppo, forse si può trovare una media.
    Sto preparando un ultima serie... appena pronta la posterò qui, pur sapendo che mai potrà piacere a chiunque, spero che almeno non dispiacciano a troppi.. :-)
    Ciao, Paolo

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    #32
  • Katrin Walter

    Katrin Walter

    Allora metti solo quello senza tutti i designini. E il fondo sempre di un diverso colore, tinta unica ben riconsocibile. Ti ho mandato una mail con un disegno veloce.

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    #33
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Katrin
    Grazie !

    @tutti !
    Ho provato a mettere assieme tutti i suggerimenti arrivati creando un pasticcio, poi l'ho semplificato.. entro sera ne pubblico le due versioni che ne sono derivate.. a me piacciono, curioso di sentire anche la vostra

    Ciao, Paolo

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    #34
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Cmq per uscire un po' dal cliché tradizionale, l'etichetta del Brunello di Montalcino La Fiorita per esempio, di più l'annata, a me non dispiace. (M2Cs)

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    #35
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ti ho mandato due esempi anche io. Potresti farne un album con tutte su vinix e poi votiamo quella che ci piace di più. :)

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    #36
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Lo faccio di sicuro @Fil.. e complimenti.. sei andato vicinissimo a quello a cui stiamo arrivando anche qui :-)

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    #37
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Eccomi! Sulla base dei gentili pareri ricevuti, ho postato la versione che mi sento di definire quella che mi piace di più e che, in qualche modo, raccoglie il più possibile numero di vostre osservazioni.

    https://www.vinix.com/myPhoto_albumDetail.php?ID=5008

    Ogni ulteriore parere sarà graito
    Ciao, Paolo

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    #38
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Molto molto molto meglio.
    Più eleganti, vedi che togliendo la cornice migliora un sacco.
    La 1 e la 3 sono quelle che incontrano di più il mio favore tra quelle inserite. Però terrei il modello della 1 come colori per tutti i vini, toglierei la striscia separata in fondo e la attaccherei al fondo etichetta quindi un blocco unico dove scriverei sempre il nome del vino bianco su nero. Cambia solo il colore della capsula.

    Quindi riepilogando, secondo me:

    modello 1 dell nuovo album con etichetta unica bordo nero in alto e in basso con nome vino in basso bianco su nero. Non staccato con etichettina apposita e colore capsula a far capire il vino.

    Comunque rispetto a sopra un enorme passo avanti.
    Ciao, Fil.

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    #39
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Eliminando la strip colorata in fondo, non solo ottimizzi l'intera etichetta ma lasciando come unico colore dell'etichetta quello racchiuso nel rombo in alto (diverso per ogni vino) fai risaltare al massimo quel tripudio di colori diverso per ogni etichetta. Nel contempo elimini l'effetto digestivo antonetto con la strip arancio e quello ospedale con quella azzurra e rendi elegantissime tutte le etichette indistintamente. La riconoscibilità è immediata nel disegno / colori che cambiano e nella capsula che puoi fare anche fuxia per quanto mi riguarda e non andrebbe ad intaccare il lavoro sottostante.

    Ciao, Fil.

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    #40
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    E scusami, ultima nota. Se levassi dal logo lo stemma o vini d'arte secondo me ne gioverebbe l'equilibrio del tutto.

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    #41
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    @Fil,
    Wow, sapevo che ci eravamo molto avvicinati!
    La 1 con il nero, mi piace molto sui vini rossi, ma meno sui bianchi.. ora provo ad attaccarle..
    La versione con i colori vorrebbe dare un tocco di modernità (vedi ultima linea appena uscita di bellavista) e di riconoscibilità.. certo, è vero che i miei vino non vanno a scaffale e quindi in fondo... ci ragionerò sopra ancora un pò
    Per il logo temo proprio che tu abbia ragione...
    Se lascio solo "I Carpini" in rilievo tipo "Braille" ?
    Ciao, Paolo

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    #42
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Prova il nero su tutto e unisci, senza strip. Vedrai come esce fuori il colore nel rombo. Per il logo, io toglierei sicuramente lo stemma. I carpini in rilievo bordeaux ci sta. Vini d'arte vedi tu ma senza è più pulito. Dipende se è parte fondamentale del messaggio, comunque non sposta tantissimo. Sposta molto di più le due cose sopra. Considera anche l'ottimizzazione a livello di stampa...

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    #43
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ah, io proverei anche un rettangolo a contenere il disegno anziché un rombo ma son finezze.

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    #44
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Grazie Fil, per il logo/stemma sono convinto, per la base nera la devo proprio testare su tutta la gamma.
    Certo che è molto più "piemontese", concordo

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    #45
  • Katrin Walter

    Katrin Walter

    Ora sono molto meglio, anche se io avrei preferito le etichette ancora più austere. In ogno caso, buoni affari.

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    #46
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ehi, aspetto l'ultima versione eh.
    Fil.

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    #47
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Come promesso e come doveroso ecco il sunto o meglio il "distillato" di tantissimi suggerimenti arrivati dalla rete con ogni mezzo..

    https://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=7420

    Ringrazio ciascuno profondamente,

    Ciao, Paolo

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    #48

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