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#28 Commenti

  • Valentino Dovesi

    Valentino Dovesi

    Vi ricordate uno spot di qualche hanno fa' che recitava:
    Vino Galassi " TOT I DE' "
    Questo è il vino quotidiano !!

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    #1
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bè, non è detto che debba per forza essere un vino in bric.
    Penso che un vino dal buon rapporto qualità prezzo, semplice, di gran beva potrebbe ben rappresentare la categoria no?

    Ciao, Fil.

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    #2
  • Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    Azienda Agricola L'Arcera - Organic Wine

    ma la distinzione esiste già, senza creare confusioni e misintendimenti:
    Vino da Tavola, IGT e DOP: io non farei mai un vino "base" DOP.

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si è che nel linguaggio parlato Gino gli appassionati dicono abitualmente "vino base" per indicare il vino più economico e più semplice dell'azienda, non li ho mai sentiti dire: "mi fai sentire il tuo vino da tavola"? Anche perché alle volte un vino "base" può essere un igt, un doc, un vdt, chi può dirlo. E' il ruolo del vino all'interno del gruppo di vini aziendali che si cercava di definire, non tanto la sua qualità o la sua denominazione. Cioè il vino "entry level" o, come suggeriva Daniele Tincati appunto, il "vino quotidiano" o il vino da tutti i giorni.

    Se ve ne vengono in mente di migliori scrivetele nei commenti.

    Ciao, Fil.

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    #4
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Personalmente in alcuni casi ho freferito definire il "vino base", il primo vino dell'azienda, vini tradizionale d'accordo con molti produttori, piccoli di solito e storici o almeno di più generazioni.

    :-)

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    #5
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Vino tradizionale (se una tradizione c'è).

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si ma tradizionale può essere anche tutta la linea.
    Credo che l'intento, nella discussione di questa mattina, fosse quello di individuare un termine alternativo a vino base per definire il vino più semplice della linea aziendale.

    Fil.

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    #7
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Vero Fil., ma bisogna vedere l'evoluzione dell'azienda: se in origine producevano un solo vino e solo più di recente han cominciato a creare/produrre nuove tipologie, vedi monovarietale o selezione ,ecc., ecco la locuzione ci può stare. Penso spesso allo/a Champagne, chissà perchè..? :), dove il Tradition si produce sin dalle origini, uvaggio più che assemblaggio, e ancora oggi è chiamato così. Va beh... (my2cs)

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    #8
  • Daniele Tincati

    Daniele Tincati

    @ Azienda Agricola L'Arcera : in Chianti, spesso, o sempre, il vino base o quotidiano è DOCG, mente i loro top sono IGT. Il tutto arriva dalla storia dei Supertuscan.
    La legislazione italiana andrebbe rivista ;)

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    #9
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Vero Daniele, fortunatamente stanno ritornando alle origine, i Super, sempre IGT. In Italia bisogna trovare sempre le scappatoie. Cmq vino base è tanto comune quanto riduttivo, si. Tradizionale anche se ampio è sicuramente più onesto.

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    #10
  • Giacomo Acciai - Iron3

    Giacomo Acciai - Iron3

    Ciao a tutti, onestamente non vedo nulla di male nell'identificativo di "vino base" o "entry level" entrambi i termini non sono dispregiativi ma solo identificativi di una "scala" prodotti, che ovviamente, come tutte le scale parte da prodotti più "semplici" e con prezzo sicuramente inferiore rispetto al progredire della scala.
    "Vino quotidiano" a mio avviso non è identificativo, cosa vuol dire? per me può essere quotidiano un vino per scelta di gusti, per disponibilità economica, per gradazione, ecc.. ci sono troppe variabili che possono essere diverse da soggetto a soggetto .
    Giacomo

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    #11
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Vino "base" è considerato, generalmente, il vino più economico dell'azienda o della tipologia. Ciò non corrisponde necessariamente ad un vino economico per il consumatore e comunque non necessariamente ad un vino con un buon rapporto qualità-prezzo. Vino quotidiano mi sembra una definizione ragionevole per intendere il vino che dovrebbe accompagnare i nostri pasti "normali". Il problema sta nell'individuare i parametri (prezzo – standard qualitativo ), entro i quali, un vino, così lo si possa intendere. Chi gode di buon reddito, può ritenere "da pasto" un vino che si colloca nella fascia tra i 10 e i 30 euro. Non la massa dei consumatori per i quali un vino da 20 o 30 euro è gia vino da occasioni speciali.. Un comune mortale trova la soluzione "prezzo" al supermercato, ma non risolve certo il problema qualità (tranne rarissime eccezioni). Per il problema “qualità”, sempre il comune mortale, è ancora più in difficoltà; problemi di difficile reperibilità e, soprattutto, carente o distorta conoscenza in campo enologico. (pubblicità ingannevole, mancanza di trasparenza o completezza nelle etichette, regole e controlli insufficienti da parte degli organi competenti ecc.). Come si suol dire, al mondo è tutto relativo...

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bè, è difficile che un "vino quotidiano" possa essere un vino top da grandi occasioni, poi ci sarà anche chi pasteggia tutti i giorni a Romanée Conti ma diciamo che è sicuramente una piccolissima nicchia :)

    Vino quotidiano secondo me vuol dire quel che dice la parola, cioè un vino da bersi tutti i giorni, senza pensieri, senza troppo impegno né economico né intellettivo, bé fisico, per puro accompagnamento al cibo, per il piacere di un buon bicchiere di vino, che non ti tramortisca per il resto della giornata quindi anche non eccessivamente strutturato. Cioè mi pare che in qualche modo questa locuzione racchiuda in sé varie caratteristiche implicite. Io tendo a preferire "vino base" perché è più chiaro ma cercavo alternative per chi non ama questo termine :)

    Ciao, Fil.

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    #13
  • Giacomo Acciai - Iron3

    Giacomo Acciai - Iron3

    Ciao Fil, concordo con te sulla definizione di "vino quotidiano" ma non lo trovo come alternativa al "vino base" anche perchè ci sono aziende che nella loro scala prodotti offrono come "vino base" vini da non tutti i giorni, ne per la tipologia, ne per prezzo.
    "vino base" è l'identificativo con cui le aziende identificano la loro prima linea....l'errore è quello di generalizzare l'uso del termine accostandolo a vini di basso prezzo o di scarsa qualità .
    Mi domando, il perchè qualcuno non ama questo termine....forse ne fa un'accostamento sbagliato?
    Ciao

    Giacomo

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    #14
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    @Giacomo, appunto, non ti/ci ammazza nessuno se dici vino base. ;-)

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    #15
  • Mario Gelfi - Sommelier Social Club

    Mario Gelfi - Sommelier Social Club

    A volte ci si complica la vita quando non è necessario.
    Vino base è una definizione adeguata, neutra e non degradante e la trovo la più indicata per rappresentare il vino più semplice di un'azienda e cosa più importante il termine base non mi da più di tante indicazioni legate al costo. Vino quotidiano, proprio perché lo s'immagina ideale per tutti i giorni, deve avere necessariamente un costo contenuto e molti vini base, in particolare di aziende o di zone di un certo nome, è dura poterseli permette tutti i giorni o quasi...
    Ciao.

    Mario

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    #16
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Come definizione mi sembra più adeguato " Vino quotidiano" proprio per i motivi che elenchi e che condivido. Le perplessità che esprimevo si riferivano alle difficoltà oggettive, per gran parte delle persone, nel procacciarsi dei vini che abbiano buona qualità e nel contempo prezzo adeguato per essere bevuti, come tu dici, senza troppo impegno economico. I buoni vignaioli, faticano a ribattere la concorrenza, di quei "concentrati di solfiti" che riempiono gli scaffali di negozi e supermercati. Non solo il vino strutturato o il grado alcoolico tramortiscono...

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    #17
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    Concordo, Mario, non è detto che il vino della casa detto "base" sia fatto diversamente da i "vini di punta", e che ci si possa permetere; spesso parlando con il produttore si scopre che in casa bevono proprio quello.

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    #18
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ribadisco che sono totalmente a favore della dicitura "vino base" così come in premessa di articolo, proprio per le ragioni ben esposte da Giacomo, un vino base può benissimo essere un vino non economico. Ma come sostitutivo per le masse, per far capire che è il vino "entry level" dell'azienda, alcuni si domandano quali possano essere le alternative. Secondo me, ripeto, è molto chiaro vino base perché indica proprio la scala di partenza. Cioè sta a dire, si parte da qui, è un po' il primo vino che ti fanno assaggiare anche ai banchi d'assaggio in genere.

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    #19
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Io non trovo nulla di male nel termine vino base, che rappresenta bene il prodotto appunto, base di un'azienda, il che non significa necessariamente un prodotto modesto. Il problema è che a volte viene associato a qualcosa di scarsa qualità, così come il termine da pasto (che poi qui in Italia di solito beviamo mangiando). Questo vale ancora di più per lo sfuso. I vini base e i vini sfusi possono essere molto buoni e molto sani. Tra l'altro il vino base di un'azienda è proporzionale agli altri prodotti della stessa, perciò, come dice Mario, è un termine neutro.

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    #20
  • Giacomo Acciai - Iron3

    Giacomo Acciai - Iron3

    @Alessandro ci mancherebbe :) come vedi non ci sono termini alternativi ...pertanto "vino base o "vino entry level" mantengono il podio:)

    @Filippo sottoscrivo!

    Giacomo

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    #21
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Figurati che noi quando valutiamo un'azienda con la commissione d'assaggio di tigulliovino consideriamo prima di tutto il vino base perché riteniamo che sia su quello che si capiscono più cose in assoluto.

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    #22
  • Giacomo Acciai - Iron3

    Giacomo Acciai - Iron3

    Il famoso biglietto da visita Fil :)

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    #23
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Se visto dall'ottica delle aziende "vino base" esprime bene il concetto. Nulla da dire. Se però lo si vede dal punto di vista dell'utente a mio parere è meno efficace di "Vino quotidiano".
    Condivido che ci sono " vini base" di buona qualità, tuttavia, se "vino da pasto" nel nostro paese ha assunto significato di bassa qualità, il motivo forse sta proprio nella eccessiva quantità di vino scadente in circolazione.

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    #24
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Lorenzo, è verissimo, ma avevo delle remore a dirlo. Vino quotidiano mi ricorda pane quotidiano, ma forse è anche questione di abitudine. Posso fare degli esperimenti nel nostro punto vendita e proporre vini quotidiani. Vediamo come reagiscono i clienti :)

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    #25
  • Sergio Ronchi - Winefoodcompanion

    Sergio Ronchi - Winefoodcompanion

    "Vino base" mi sembra la definizione giusta e non sminuisce il prodotto. In realtà anche i produttori chiamano così il loro vino prodotto in maggiore quantità oppure quello da cui hanno preso origine tutte le altre declinazioni.

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    #26
  • Roberto Marega

    Roberto Marega

    anche io parlando con alcuni produttori ho notato il loro fastidio quando dicevo 'questo è il vostro vino base?'
    mi correggevano con un più elegante (secondo loro) 'vino di partenza'

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    #27
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Mah, da produttrice ho notato il contrario, se parli di vino base a volte il cliente già prima di assaggiarlo si forma la convinzione di un vino così così. A me vino di partenza non convince perché implica invece il fatto di essere migliorabile. Secondo me ci sono i vini base (o quotidiani o di partenza) per alcuni momenti, stati d'animo o tasche, e gli altri. Ognuno ha la sua ragione di essere. A me non va di bere sempre i nostri vini in purezza, per esempio. Comunque infine vino base resta secondo me il termine migliore.

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    #28

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