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#23 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Anche il reparto marketing.
    Sono 2 anni che provo ad avere un contatto con un responsabile per proporre VinoClic come strumento per promuoverlo a livello nazionale. Secondo te mi hanno mai risposto ? Ciao, Fil.

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    #1
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    anche il non rispondere a richieste di addetti ai lavori, non mi pare una gran bella cosa, alle brutte potevano semplicemente dire:"No grazie, non ci interessa".
    Non so proprio che dire................

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si si, io lamento proprio quello Andrea.
    Il non avere nemmeno una risposta negativa.
    Tra l'altro c'è un simpatico aneddoto : diverse volte negli ultimi due anni ho scritto al Consorzio per fissare un appunamento telefonico (cioè gli chiedevo gentilmente quando avrei potuto chiamarli) mai ricevuto risposte. Poi un giorno mi arriva una mail da una povera stagista che hanno messo lì a chiedere dati a destra e a manca per aggiornasi il db. Lecito però lo è stata anche la mia risposta dove chiedevo come fosse possibile che dopo le ripetute richieste di contatto, tutte corredate da ampi dettagli su di me e sulla mia attività, mi venisse indirizzata una mail dove mi si richiedevano proprio i dati e a tutt'altro fine...

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    #3
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Eppure di personale al marketing e comunicazione ne hanno, alla presentazione dell'annata 2006 a Firenze alla Stazione Leopolda o al Vinitaly,o negli uffici in sede, di gente ne ho vista diversa, forse nel tuo caso peccano di scarsa cortesia

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    #4
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    O forse più semplicemente è che quello che gli propongo non rientra nelle loro priorità o interessi. Però torniamo a bomba, una risposta "grazie, non ci interessa", non costa nulla.

    Ciao, Fil.

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    #5
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    La cortesia non cresce sotto i cavoli però

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    #6
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Ho paura che sia sempre stato istituzionale, hanno allargato un territorio ristretto ed omogeneo all'inverosimile e lo hanno assimilato ad un vino.
    Storicamente e geograficamente il Chianti è un territorio di tre comuni, non come adesso una striscia a cavalo di due provincie in cui vengono fra loro i vini più diversi.

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    #7
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Per come la vedo io, di Chianti ce ne è uno solo, ed è quello che risponde al nome di Classico.
    Hanno affibbiato il nome Chianti ad una qualunque vino prodotto in Toscana, mentre sarebbe molto più giusto differenziare.
    Rufina, colline pisane, Montalbano, Colli senesi,ecc. dovrebbero essere le dizioni giuste, già la gente fa casino qui, figuriamoci fuori dalla regione o all'estero

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    #8
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Tra le "altre" zone, il Rùfina mi sembra quella con maggior identitàm, sei d'accordo Andrea ? Ciao, Fil.

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    #9
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Sono d'accordissimo che è un gran bel vino e una gran bella zona ed è quello con più identità da spendere, ma se ragioniamo di dare una maggiore visibilità ad un prodotto di una regione, si arriva a dare l'appellativo di Chianti a tutto il centro Italia di questo passo.
    Molto più onesto come hanno fatto a Cortona che hanno creato una doc e appunto l'hanno chiamata semplicemente Cortona

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si, per me sarebbe addirittura meglio come identità avere una Doc Rufina piuttosto che una docg Chianti Rufina. Nel primo caso ci sarebbe una doc di molto valore, nel secondo si ha una docg di "secondaria" importanza.

    Ciao, Fil

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    #11
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Infatti, poi c'è anche questo, si corre il rischio, oltre quello di generare della nebbia nel consumatore, anche di far sminuire dei prodotti e delle zone nuove come di secondaria importanza, mentre invece sono di una gran bella qualità.
    Ma ribadisco che è bene si muovano con le proprie gambe, non attaccando nomi noti ai prodotti.
    Iniziassi a fare jeans e mi chiamassi Levi's Pagliantini, sarebbe una cosa accettabile?

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Concordo.

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    #13
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Con precisione non lo so, non vorrei però dire una castroneria affermando che Pomino è nel comune della Rufina e forse è per questo che non gli ha consentito di essere un'altra docg.

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    #14
  • Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Un thread solluccherosissimo! Bravo Andrea che ne hai data opportunita'.
    Mi corre l'obbligo, come suol dirsi, fare dei rilievi.
    Il Chianti vero, l'unico (sto parlando di una terra, non di una denominazione, ovvio) NON e' per nulla "il Classico". E' una parte, meno della meta', del comprensorio di produzione del DOCG Chianti Classico.
    E la cosa chiamata Chianti nel famoso editto del 1716 non e' il Chianti, oltre ovviamente a guardarsi bene dall'essere "il Classico". Altro che "dal 1716"!! Non a caso si guardano bene dal citare testualmente quell'editto i geni del marketing.. Ma posso farlo io, a memoria a questo punto:
    "Per il Chianti [area di produzione del vino, si intende; non certo territorio] e' restato determinato sia: dallo Spedaluzzo fino a Greve, di li' fino a Panzano con tutta la potesteria di Radda, la quale e' divisa in tre terzi, cioe' i terzi di Gaiole, Radda e Castellina, fino ai confini dello stato senese". Posso aver sbagliato qualche parola.
    Chiaro? Due cose impariamo leggendo quell'editto: la prima e' che il Chianti vinicolo di Cosimo III era ben piu' piccolo dell'attuale comprensorio del Classico. La seconda, ben piu' importante e grave, e' che si cita il territorio del Chianti come PARTE della zona di produzione del Chianti in corso di definizione nell'editto stesso, ma senza nominarlo. Che altro sarebbe quella "tutta la potesteria di Radda... la quale e' divisa in tre terzi" se non la Lega del Chianti, esistente dalla meta' del Duecento e ancora in vita nel 1716, come tutte le Leghe del territorio fiorentino. Significativo il fatto la Lega del Chianti non venisse nominata, ne' ovviamente quella "di val di Greve e val di Cintoja".. Indovinate perche'. Altro che disciplinare ante litteram: quell'editto e' il primo esempio documentato di usurpazione del nome del Chianti per scopi commerciali!
    Ma il lungo silenzio e' finito.

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    #15
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Sapevo che prima o poi arrivavi a ricordare queste notiziole e mi sono risparmiato dal farlo.
    Tutto vero e documentato, il Chianti, quello vero, è molto più stretto di quello che ci viene proposto oggi, peccato però che siano gli aggregati a far credere che il Chianti e la sua capitale sia Greve.

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    #16
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Buona sera a tutti,
    Ci sono tantissime realtà che hanno siti e comunicazione online trascurata, ma spesso questo rispecchia la stessa trascuratezza della 'via tradizionale'. Mancano strategie e fondi, posso presumere.
    Ma in questo caso (da quel poco che ho potuto vedere in diverse occasioni), mi pare che di risorse in marketing e comunicazione ne mettano: allora posso desumere che, detta in soldoni, 'la via tradizionale' gli frutti abbastanza (o meglio, + che abbastanza), da non curarsi di altro.
    Voglio sperare che quanto prima si accorgano della mancanza (loro e gli altri).
    E poi, domandare è lecito, rispondere è cortesia.
    Grazie a Filippo C. e Andrea per i chiarimenti.

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    #17
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Anche con il cartaceo,non è che brillino molto, ci sono delle pubblicazioni sui soci imbottigliatori ferme da anni e le richieste di dati per fare una nuova guida sono del 2005, altre informazioni richieste nel 2006, ma non mi pare di averne viste in giro.
    Per quanto riguarda l'olio, ancora peggio, se non ricordo male, nel 2007 hanno fatto una degustazione in alcuni ristoranti con le bottiglie denominate Centolio (100 ml) e non sono neanche state avvertiti tutti i produttori, limitando l'iniziativa a pochi.........

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    #18
  • Pamela Guerra

    Pamela Guerra

    Peccato...
    Potremmo aprire un'enorme parantesi sui Consorzi e loro operato, ma andremmo avanti a dirci cose risapute, e quindi soprassediamo.
    Però, un Consorzio è fatto di persone, non solo dirigenti, funzionari,comunicatori, stagiste etc, ma soprattutto di produttori... Due paroline questi produttori le potrebbero anche dire, a chi li rappresenta.

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    #19
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Alla fine credo che ogni produttore pensi per se, strano semmai che molte aziende che si erano ritirate dal Consorzio, negli ultimi anni sono rientrate, e si trata di aziende molto prestigiose e conosciute.
    Comunque ritengo che l'appartenenza a consorzi e a disciplinari, lascia il tempo che trova.....
    Sarebbe molto meglio che ognuno nel proprio vino mettesse la propria faccia e dicesse in etichetta quello che ci mette e ci fa prima di arrivare alla bottiglia..................

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    #20
  • Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Podere Erbolo di Filippo Cintolesi

    Alter Eno, praticamente hai enunciato il mio piano d'azione ;-))
    Non c'e' occasione di tirar fuori queste storie che io mi lasci scappare (come puoi aver notato). Mi sto dando da fare per alzare la consapevolezza su questo punto sul territorio, anche se la cosa e' ardua. Il Chianti ha subito questa usurpazione e continua a subirla anche a causa della passivita' dei suoi abitanti. Per molti siamo alla fase dell'"ormai". Il purtroppismo, insieme all'ormaismo e al benaltrismo sono dei malanni difficili da contrastare.
    Dal e nel mio piccolo sto cercando di fare qualcosa insieme a pochi altri (pochi per il momento). L'idea di un altro miniconsorzio di produttori (non di solo vino) e' la principale. E proprio in queste ore credo di aver trovato anche uno dei migliori veicoli per portarla avanti. Come si dice fra cool dudes: stay tuned.

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    #21
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    Mi rendo sempre più conto che dietro ogni scelta, di mezzo c'è sempre una donna..........

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    #22
  • Andrea Pagliantini

    Andrea Pagliantini

    rien ne va plus

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    #23

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