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#34 Commenti

  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Capisco bene @Claudia, pensa che un vignaiolo, oltre questo, ha poi anche tutto l'onere che ne consegue (l'onere eh)
    :-)

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    #1
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    Il mio incaxxo è causato fondamentalmente dal fatto che non si è piu' capaci di raccontare il vino nella sua essenza.
    Buono , non buono, territorio, storia .
    Stop chiuso.
    Ripeto e ribadisco : fare l'enologo è un lavoro ,che passa in secondo piano rispetto al bicchiere.
    Sono incaxxata .

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma cosa leggi, giusto per capire?

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    #3
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @Claudia D'ogni modo penso di poter affermare che quello che rilevi e sulla qual cosa potrei anche essere d'accordo almeno in parte, è circoscritta al nostro paese e, con forme diverse, all'Europa. Nel nuovo continente, per esempio, la figura dell'enologo è altissimamente apprezzata. (se ti può consolare)
    :-)

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    #4
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Fil
    di tutto un po'.
    Vedo solo che la fuffa aumenta e l'autorevolezza del racconto cala .
    Poi come dice il vecchio adagio, si dice il peccato, ma non il peccatore.

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    #5
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Paolo con il mio sfogo, non voglio essere messa sugli scudi, voglio semplicemente che 'torni a parlareil bicchiere'e che come nei romanzi gialli d'appendice non sia sempre colpa dell'enologo.
    Tutto qua.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Credo che l'enologo sia un professionista del fare vino, chi può permetterselo ce l'ha chi non può permetterselo si arrangia. Poi come in tutte le cose del mondo, ci sarà l'enologo bravo e l'enologo meno bravo, quello che costruisce e quello che sottrae, ognuno con il proprio stile immagino che è un po' come una firma al bicchiere. Per dire, a me i vini di Donato Lanati non sono mai piaciuti ma proprio mai eh però è il mio gusto perché pare sia uno degli enologi più in gamba e rispettati quindi massimo rispetto anche da parte mia. Solo per dire che l'enologo effettivamente ha in mano una grande responsabilità e quello che conta alla fine è l'eleganza e il manico che saprà mettere nel proprio vino in base a quanto disponibile in partenza. L'enologo tuttavia non è che un pezzo della catena perché come spesso si dice il vino si fa prima di tutto in vigna e credo tu sia completamente d'accordo su questo.

    Ciao, Fil.

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    #7
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @Claudia, il bicchiere parla a chi sa ascoltare.. La competizione mondiale impone alle aziende, partendo dalle più grandi, di usare ogni mezzo di comunicazione ed ogni strategia di marketing possibile per attrarre i consumatori. Alcune pubblicità sono al limite della decenza e la diretta conseguenza di queste politiche sono il grande volume di guide, concorsi e recensioni decisamente opinabili che si producono ogni anno. Se si vuole tornare al bicchiere credo che il vino (come il cibo) dovrebbe essere introdotto come materia di studio nelle scuole e ritornare così a far parte della cultura prima ancora che del Business. (imho)

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    #8
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Fil come ho scritto in un mio post precedente ('Chi fa il vino?') per mecfare vino e'un colossale lavoro di squadra che parte dalla vigna e dove le azioni di tutti sono correlate tra loro.
    @Paolo qui tocchi un nervo scoperto.
    Nelle scuole si dovrebbe anche tornare a spiegare la stagionalita'della natura,che le ciliegie a Natale sono un abominio.La cultura del vino e del cibo come materua di stuio assolutamente si

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    #9
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @Claudia, io ho la grande fortuna di avere una scuola Steineriana associata al progetto Slow Food per le scuole vicino a casa, tuttavia senza l'esempio di noi genitori a poco serve la scuola. Dovrebbe essere fatto un lavoro sinergico formando anche e soprattutto buona parte dei genitori che sono i primi a disinformare inconsapevolmente i proprio figli

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    #10
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    In tutti i casi , rimango in attesa di leggere un racconto non fazioso del lavoro dell'enologo.

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    #11
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    C'era una volta l'enologo... ;)

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    #12
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @ Alessandro non c'era
    c'e' e c'e' sempre stato

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    #13
  • Alessandro Zingoni

    Alessandro Zingoni

    viviamo in tempi e in un paese dove il "saper fare" con la professionalità, la fiducia, l'esperienza e tutto quello di bello si è creato con fatica nel tempo direi in tutti i settori lavorativi, penso anche alla ricezione alla ristorazione al turismo..., è messo ahinoi in secondo piano dall'immagine, dall'apparire, dal marketing, dall'etichetta, dal brand... le condizioni ci piacciano o no sono queste non certo a favore di chi lavora, cambiarle sta a noi come ben urli Claudia ;)

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    #14
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    ti capisco e mi sono rotta le palle anche io, nonostante ogni santo giorno io faccia sforzi per fare cultura, spiegando, dicendo, facendo vedere, raccontando anche incazzandomi il mio micromondo enologico. mi sono rotta le palle della fuffa, dei giudizi approssimativi, del cercare quello che non c'è e del denigrare quello che c'è ma non assolve alla "perfezione" perchè si deve esser omologati in ogni caso, che tu sia bio, non bio, convenzionale, eretico, strano.
    cheppalle si e rotte anche, perchè sei non sei social non vali nulla, se non sei qualcuno non esisti....
    sai cosa? evito di farmi partire emboli e mi faccio un esame di coscienza ogni 2x3, mi guardo allo specchio e vedo che avanzo, a mo di lumaca ma avanzo, e i miei fans li ho e tu sei una di questi e io sono felice.
    e sai che ti apprezzo, ti voglio bene e so esattamente chi sei. quindi forza amica mia!!! smack

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    #15
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Che disagio però rigà, fatevi un bicchiere di quello buono :)

    Fil.

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    #16
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Fil non e'disagio assolutamente .
    Semplicemente e'una costatazione della realta'e Carolina ne ha fatto un quadro lucido e reale.

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    #17
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Cioè la realtà è che gli enologi sono bistrattati e che se non sei social non sei nessuno? Tipo Gaja?

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    #18
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    @Fil la prima e' giusta e s usa ma per quanto riguarda la seconda stai perdendo il senso delle proporzioni....

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    #19
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Carolina ha scritto: "perchè sei non sei social non vali nulla, se non sei qualcuno non esisti...."

    A me questa frase ha colpito. Come fa una ragazza giovane, in gamba e preparata come lei a fare un ragionamento così insulso? Uno vale per ciò che è e per ciò che fa non perché è social o non è social. E anche gli sbrocchi sugli enologi mi sembrano sproporzionati alla realtà nel senso che forse un 1% del mondo del vino si concentra contro gli enologi o il vino degli enologi (ma ho dubbi anche su questo), mi pare che il resto del mondo comprenda per bene l'utilità e la professionalità di un enologo e mi pare che anche tu Claudia sia una persona sufficientemente preparata, in gamba e sveglia per non credere che quelle poche righe che puoi leggere su poche pagine dell'universo possano in qualche modo inficiare tutto il valore del buono che fai ogni giorno.

    E' un mondo difficile questo online perché è privo della parola verbale, delle strette di mano, degli occhi negli occhi. Prendete tutto con più leggerezza, è questo è il mio consiglio non richiesto.

    Abbraccio, Fil.

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    #20
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    Filippo ciao, mi fa piacere che tu sia rimasto colpito dalla mia frase, un pò meno piacere che reputi il mio ragionamento insulso perchè dal mio punto di vista non lo è.
    Non è vero che uno vale per ciò che è e per quello che fa, adesso essere social è il "must": devi saper usare fb, twitter, istagram, tumblr, vinix, i blog, i foodandwineblog, devi fare vedere che fai, che comunichi, che sai, che stai sempre sul pezzo. lo chiamano marketing e sia chiaro che io non ho nulla contro, e non rinnego di aver usato e di esser stata social anche io.
    Ho deciso di non essere più social quando m'è successa una cosa personale abbastanza grave a mio avviso, ho chiuso tutto perchè non accettavo che la mia persona fosse messa in piazza in ambito sopratutto personale e poi anche lavorativo. Se prima ero gelosa del mio privato, ora lo ero diventata di più e Claudia ha visto e vissuto via telefono la metamorfosi.
    Più le cose procedevano più mi sentivo e mi sento tutt'ora INADEGUATA verso un mondo che guarda più alla fuffa che alla sostanza: calici tra coscie bianche, sguardi ammiccanti, parole dette-stradette-ripetute-macinate e rimacinate su tutto quello che è vino, vigna, enologia. E sentenze sparate a zero in nome di qualche talebanesimo che non guarda alla materia ma al profitto.
    Sono INADEGUATA e capisco che è un mio problema, ma ho deciso che tale inadeguatezza sta bene dov'è ora: nel limbo dei nessuno, dove chi vuole mi trova e comunica con me.
    E non è voler esser I nuovi Gaja, è avere consapevolezza di chi si è e di dove si vuole arrivare.
    È consapevolezza che non posso farmi partire un embolo 3 volte su 3 ogni volta che davanti ho una persona fissata con talebanismi, come non posso farmelo partire quando vedo che mi vengono rubati I contatti su fb dei clienti.
    È una questione di vivere bene, ed io vivo bene. E so che anche Claudia vive bene, ma il sangue che circola dentro di noi a volte ci fa accendere e allora escono le impresioni che restano sopite per troppo tempo.
    È questione di sensibilità. Nella vita, nel vino, verso e nelle persone.
    Io con Claudia ci sono stata una giornata intera: in auto, in cantina, in frantoio, nella barricaia. Ho ascoltato, chiesto, ho detto e mi sono confrontata con la donna appassionata prima, con l'enologo vecchio stampo poi ed infine con l'enologo che guarda, ragiona, prova. Ho assaggiato infinite barriques che si chiamavano per nome, il nome dei soci; ho conosciuto la sua squadra e ho visto come lavora.
    Lavora diversamente da me, bene.
    Lavora male? Assolutamente no.
    Fa pratiche enologiche che a qualcuno non van bene? Non fa ne più ne meno di quello che è legale fare in cantina.
    Deve esser criticata o sentirsi sbagliata in un mondo di naturali-bioqualcosa? No.
    Possono girarle le ovaie? si.
    Detto questo mi bevo un bicchiere, ma perchè ne ho voglia, non perchè sono triste, io triste non lo sono più... per scelta.

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    #21
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Secondo me nel tuo modo di vedere le cose ci sono una serie di luoghi comuni e di errori che provo a sintetizzare.

    Per esempio, dici che se non sei sui social non sei nessuno. Dai, questa è fortina, esagerata direi. Conosco fior fiore di vignaioli amatissimi che non sono sui social manco per sbaglio che proprio non toccano il computer. Dipende che ci intendiamo su cosa vuol dire essere social. Un altro errore per esempio è relegare la socialità solo all'online quando sai benissimo che la socialità più vera - per fortuna - è ancora quella di persona, quella delle strette di mano e degli occhi negli occhi di cui ti parlavo prima. Non mi pare che Camillo Donati per fare un esempio, sia uno social, non ho mai letto niente online di lui eppure se lo incontri alle fiere è tutto un sorriso e una comunicatività spontanea.

    Non penso sia una questione quindi si essere social per essere qualuno che mi sembra una visione alquanto triste. Uno è sociale se è sociale e sono convinto che una persona si faccia una reputazione (buona o cattiva) in base a ciò che fa soprattutto.

    Che le attività in rete siano parte importante del marketing è innegabile ma anche qui bisogna vedere come le si intendono. Se esserci per coltivare relazioni personali, vere e durature è l'obiettivo lo sposo, se è solo per costruire una facciata se ne può benissimo fare anche a meno.

    Non so cosa ti sia capitato online di brutto ma avrai senz'altro le tue buone ragioni per tenerti lontana da determinate piattaforme. Mi pare che qui ci sia sempre stata grande apertura verso tutti e in fondo è così che spero resti sempre vinix, un posto aperto. La rete è grande di cialtroni e perditempo in giro ce ne sono a fottere ma cosa vuoi farci è così, è lo specchio della società offline niente di più, niente di meno.

    Quello che ci resta da fare è selezionare le persone con cui abbiamo piacere di accompagnarci per affinità, per simpatia, per comuni intenti.

    Tutta questa storia dei naturisti contro gli enologi poi dai ne ho detto sopra, è molto più piccola di quanto immaginiate. C'è chi segue certe strade (con tutti i difetti del caso) e chi ne segue altre (con tutti i difetti del caso), l'importante è che uno sia convinto di ciò che fa e di come lo porta avanti, il resto non conta niente o molto poco.

    In questo senso insulso secondo me è il pensare che se non sei social non sei nessuno. Sei tu, qualcosa di grande a prescindere dall'apprezzamento degli altri. Era un complimento anche se scritto da ligure.

    Fil

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    #22
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    Facciamo così: vuoi esser social? bene, sii social.
    A me non cambia nulla, come non cambia nulla sapere come uno usi o non usi quello che ha a sua disposizione per autopromuoversi, farsi pubblicità ecc ecc
    Vuoi sparare vagonate di luoghi comuni - leggasi merda - verso il lavoro ben fatto altrui? bene, fallo.
    A me non cambia nulla, perchè so esattamente chi sono, cosa faccio e dove voglio arrivare.
    Ami i vini Cottarella style, Cipresso style, Maule style? bene, beviteli e sii felice.
    Importante è aver chiaro chi si è.
    Claudia si è sfogata ed io la capisco, come so che le è già passata perchè ha altro da fare che le seghe mentali, vinix è il suo sfogatoio a volte, poi va verso l'anzianità e bisogna capirla.... :))
    detto questo grazie dell'apprezzamento.
    ps: certo che anche tu mi citi donati quando sai che è logico che non abbia fb... come lui tanti altri come ben dici. al contrario c'è chi, se potesse, metterebbe la foto porno della proprio bottiglia, sempre che prima non abbia messo la suddetta boccia tra le zinne o tra le gambe... anche questo è social.

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    #23
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Perché è logico che Donati non abbia FB?
    E perché social=FB?

    Ciao, FIl

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    #24
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    Camillo per quel poco che lo conosco e dopo averci fatto una chiacchierata mi ha detto che lui "non ha dimestichezza con questi cosi qua", da qui la logica che non abbia fb e se l'ha magari lo fa seguire da qualcuno che ha dimestichezza. posso anche sbagliarmi eh.
    il mio dire di esser social si collega a fb per il semplice fatto che è il mezzo più comune per farsi conoscere, per conoscere, per esserci. sei social anche senza aver fb, basta che tu faccia una fiera, una manifestazione, una degustazione ecc.
    giusto per dire... io sono più social tra le mie capre o col mio asino, che a vini veri... claudia è più social dal vivo che in rete.... cazzo se è social!!

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    #25
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    ah giusto per dire due: mia zia di 70 anni usa fb come un razzo...vedi te. forse sono proprio sbagliata io :)

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    #26
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ecco, vedo che siamo d'accordo quindi :)

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    #27
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    ah ok @-@ buttiamo di qua và. ci siam capiti spero.

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    #28
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Questo anno niente vino ne olio! Stagione disastrosa. In attesa di una migliore, o meglio, nella speranza, ho appena finito di potare (abbassare), da solo, 100 ulivi. Non me lo ha ordinato il medico, quindi non mi lamento ne me la prendo con i sommelier ai quali ha pensato già Antonio Albanese... Non amo neppure io gli slogan ma nemmeno il lavoro e la fatica giustificano ogni cosa. Il riconoscimento e la gratificazione per ciò che facciamo, e non solo nei campi, dobbiamo trovarle in noi stessi. Poter offrire o bere in compagnia un bicchiere del vino che ho fatto o condividere il piacere di condire con il mio olio che so essere veramente biologico, è già il premio per le mie fatiche. Anche constatare i progressi fatti con l' esperienza lo è. Ma forse sono uno sciocco romantico... Comunque ci sarà sempre chi sforna slogan, sentenze o semplicemente personali giudizi. Se qualcosa c'è di buono lo fsi prende altrimenti un sorriso...

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    #29
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    Ricordo bene la giornata passata con Carolina.
    Da allora sono solo piu'invecchiata ed ho meno pazienza, ma per dirla come Lorenzo, guardo il cammino fatto e sono contenta.
    A volte ho solo la percezione distorta che un vino piu'e'social e giocoforza diventa buono.
    Mi mancano parole nuove per raccontare il vino ed il bicchiere, meno polemica e piu ' immediatezza.
    Vorrei anche un'applicazione che faccia esplodere il supporto informativo di chi scrive ed ABBONDA nella fuffa e nelle immagini correttamente descritte da Carolina.

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    #30
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    @Claudia, @Carolina , ho l'impressione che vi sottostimiate, lo dico con grande rispetto. Buona parte di quello che gira sul web è fuffoso almeno tanto quanto nella vita.. dai su... ce la prendiamo con le derive vino-social-natur-bio (e chi più ne ha ne metta) e ci vogliamo dimenticare di 40 anni di pubblicità (TV-Rado-Giornali ecc) .. insomma c'è ancora gente che crede davvero che il tonno migliore si spezza con il grissino... Facciamo tutti un bel respiro ;-)

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    #31
  • Carolina Gatti @ Azienda Agricola Gatti

    io respiro benissimo paolo, e scelgo se guardare la tv e cosa guardare. idem al pc. idem nella vita.
    e non mi sottostimo, anzi, forse mi sovrastimo troppo.
    riguardo la fuffa nella vita, ho fatto debite pulizie. e sto bene, molto bene rispetto a qualche anno fa.
    apprezzo il tuo rispetto, alla fine a 5 anni il grissino mi si è spaccato facendo la prova... è stata la prima prova dell'esistenza della fuffa. :)

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    #32
  • Claudia Donegaglia

    Claudia Donegaglia

    Ho smesso di credere alla pubblicità quando ho raggiunto la consapevolezza che non saro'mai magra come un grissino.
    Paolo grazie per il rispetto.
    Spero di essere stata spiegata

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    #33
  • Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Paolo Carlo Ghislandi - i Carpini

    Il grissino mette tutti d'accordo
    :-D
    Vi abbraccio forte!

    Paolo

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    #34

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