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#4 Commenti

  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Concetto condivisibile. Io non mi fido a priori nemmeno delle certificazioni e andrei cauto anche con il concetto che il produttore, poichè il suo vino lo beve, stia attento a ciò che usa. Vedo molti piccoli produttori, ad esempio, che escono ad "irorare" la vigna senza alcuna protezione.... Anch'io sostengo che la strada per limitare i rischi sia la conoscenza diretta o potersi appoggiare a persone che meritino la nostra fiducia. Bere un vino di un vignaiolo di cui si conosce la storia, del quale si è visitata vigna e cantina, e con i quali magari si pure conversato... lo rende ancora più apprezzabile, più unico.

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    #1
  • Dave Bereny

    Dave Bereny

    Ciao, però forse questo discorso, che condivido nell'impostazione, non ha poi una sempre diretta conseguenza enologica, ovvero ci sono vignaioli e persone di cui mi fido, con cui passo le giornate, miei amici (per dire) che però usano solforosa al massimo consentito, concimano chimicamente alla grande, hanno rese di 150q\ha tutte cose che, se non altro per ora, non è che sia dimostrato ammazzino nessuno (non sto dicendo che facciano bene ovviamente) quindi oltre che fidarsi delle persone, che è il punto di partenza, bisognerebbe poi cercare di premiare coloro che s'impegnano in una "meno-antropizzata" agricoltura prima ed enologia poi anche a scapito di una "bontà" magari più sensibile ma più artefatta.

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    #2
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Non necessariamente occorre avere solo amici che fanno vino "bio" ma non è per questo detto che si debba necessariamente bere il loro vino. Quanto a premiare l'enologia "etica" senza un mercato "etico" pare utopia. Operare per un elevamento generale della cultura enologica in senso etico sia per ora l'obiettivo più ragionevolmente perseguibile per chi crede in questa filosofia di vita e lavoro.

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Dave, nel "persone che meritano la nostra fiducia" è racchiusa la risposta a quanto dici tu, nel senso che è ognuno di noi ad avere il proprio metro di ciò che chiede all'altro - ogni persona ne ha uno diverso dall'altra - ci ciò che si aspetta e di ciò in cui ritiene di volere o meno riporre la propria fiducia.

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    #4

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