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Wine Web Graffiti

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Wine Web Graffiti
Ho ripescato questo post nei profondissimi archivi di web.archive.org che è il mammasantissima delle robe morte e sepolte, l'ultimo posto dove provare ad andare a trovare qualcosa che non c'è più anche dopo lustri. Era un post che avevo scritto a dicembre 2006 e che ho ripreso in mano oggi - integrando qualcosa per forza di cose - quanto meno perché non vada perso per sempe. Ho aggiunto qualche paragrafo in più con la storia più recente del web wine & food Italiano. Ogni vostro contributo nei commenti per arricchire questa storia che per ovvie ragioni è naturalmente incompleta è il benvenuto.


Quanti di voi conoscono la storia del vino sul web?
Quanti sono cresciuti sul web insieme a noi e quanti invece sono diventati assidui lettori di siti o di blog soltanto negli ultimi anni? Il Natale è alle porte e ho pensato che sarebbe stato bello ripercorrere - almeno sommariamente - il cammino fatto fin qui. L'evoluzione, le storie, gli incontri e gli scontri di alcuni siti e blog che, a torto o a ragione, ritengo abbiano svolto un ruolo di primo piano nell'informazione enogastronomica online. Siti che fanno parte della mia giornata e che sono e resteranno per sempre nella storia del vino su web. L'idea di scrivere questo post mi è venuta proprio mentre stavo visitando questo sito per vedere se c'era ancora traccia del vecchio blog di TigullioVino e, commosso davanti alla bottiglia di vino che saltella - nostro simbolo prima che arrivasse l'omino/logo di TigullioVino - è stato inevitabile ripercorrere rapidamente la strada fatta sul web in questi ultimi anni. Doveste andare a ravanare su web.archive.org, è ben possibile che le vecchie pagine che cercate si aprano solo parzialmente o che non tutti gli oggetti siano visibili poiché molte delle immagini richiamate potrebbero non essere più esistenti sui relativi server.


In principio era usenet

I c.d. nativi digitali di oggi (termine a mio avviso improprio) temo non abbiano la più pallida idea di cosa sia usenet. Immaginate a una rete gerarchica di forum "navigabili" tramite appositi "client" (io ci entravo con outlook express di microsoft ma ce n'erano - e ce ne sono - moltissimi altri) tutti con proprie regole di creazione e approvazione, con un proprio tema, con proprie regole scritte (netiquette) e non scritte. E' lì che quelli che oggi sono dinosauri digitali si sono fatti le ossa, qualcuno aveva iniziato ancora prima con le bbs ma rischiamo di perderci nella notte dei tempi. Ebbene, il gruppo di riferimento della gerarchia .it era nella seconda metà degli anni novanta it.hobby.vino (IHV) proposto - mi pare di non sbagliare - da Mauro Zabot, produttore piemontese (del canavese mi pare). Fu un gruppo di grandissima storia e vitalità soprattutto tra la fine degli anni novanta e i primi anni del nuovo millennio. Tra i molti nick che ricordo oltre al fondatore Zabot e al mitico e devastante Schigi (oggi noto alle cronache come papà del birrificio Extraomnes e di MoBi, il movimento Birraio italiano con annesso forum insieme a Kuaska e unica persona al mondo a cui ho visto riconoscere alla cieca praticamente qualsiasi vino), Mike Tommasi, OigroiG, Luca Risso (oggi noto per aver fondato il Garage Wines Contest nell'ambito di TerroirVino oltre alla neonata azienda Clayver), Luigi Corte Rappis, Max Cochetti (oggi Enoteca La Cieca a Milano), Massj e tanti altri che potrete ancora oggi trovare grazie alla navigazione web dei gruppi disponibile tramite Google. Anche sul fronte food usenet segnò gli inizi, è infatti del 1998-1999 la nascita di it.discussioni.ristoranti (IHV) proposto dal sottoscritto e accettato dal Gruppo di Coordinamento Nazionale previa la raccolta di voti a favore necessaria dei tempi.


Il primo punto di riferimento web del vino

Chi è stato il primo? Chi ha aperto la strada del vino sul web?
La mia ricostruzione può certo essere passibile d'errore e a tal proposito invito tutti coloro che siano meglio informati di me a correggere eventuali inesattezze ma credo di poter dire con assoluta certezza che il primo di questa ristretta cerchia di amici, concorrenti e colleghi per me rilevanti sia stato il buon vecchio WineReport (qui, una delle prime versioni disponibili su Archive.org), ideato da Studio 25 con l'insostituibile apporto di Franco Ziliani che ne divenne fin dalle prime battute il cuore pulsante.

WineReport fu per molti anni un esempio di giornalismo online, spesso polemico com'era ed è nello stile del suo conduttore, ma attento e sempre "sulla" notizia (chi è editore sa quanta fatica ed impegno costi riuscirci). Siamo nella seconda metà degli anni '90 e grazie ad una redazione capace ed al sostegno di una delle prime webagency del tempo, WineReport crebbe rapidamente in visibilità e notorietà tanto da divenire, negli anni seguenti un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli appassionati e gli operatori del vino. Fino a che...ci arrivo dopo.

Dello stesso anno di WineReport - 1998 - o giù di lì è Vinit.net un altro vecchione della rete del vino. Motore di ricerca più che magazine, Vinit si è da sempre distinto per affiancare ai suoi contenuti alcuni servizi per la promozione e la visibilità di tutti gli altri operatori della filiera enogastronomica. Vinit è ancora vivo e si è sicuramente più orientato sui servizi che sulla componente editoriale.


Le fondamenta e la crescita, anno 2000

Tra la fine del 1999 ed il 2000 il web del vino cresce rapidamente consolidando le fondamenta di quell'informazione online a cui WineReport aveva aperto la strada. Sulle orme di quel magazine infatti, si affermano alcune nuove voci indipendenti che da lì a breve acquisteranno sempre maggiore autorevolezza e diffusione grazie alla qualità ed alla quantità di contenuti che negli anni proporranno ai propri lettori ma soprattutto, grazie alla assoluta indipendenza delle commissioni degustatrici di cui si doteranno fin dalle prime ore. Sono tre iniziative private, autoprodotte ed autofinanziate che alle spalle vantano solo alcuni (pochi) appassionati volenterosi.

L'AcquaBuona è uno di questi. A dispetto del nome questo sito si è sempre presentato come rivista impegnata per la diffusione della cultura del vino. Curata dai versiliesi Luca Bonci e Riccardo Farchioni, l'acquabuona si avvale della collaborazione di numerosi altri freelance del vino offrendo da 15 anni contenuti sempre aggiornati e di grande qualità.

laVINIum nasce in questo periodo come semplice sito sul vino per volontà di due romani : Maurizio Taglioni e Roberto Giuliani. Il sito si evolve rapidamente incentrando da subito la sua attività sulla degustazione dei vini. Dapprima l'idea sembrava dover essere quella di evolvere verso la Guida Vini anche se negli ultimi anni laVINIum si è distinta per ottimi articoli e contributi editoriali che la confermano a pieno titolo come uno dei migliori magazine online sul mondo del vino. Un sito di grandi dimensioni che giocò fin da subito un ruolo di primo piano nell'informazione enogastronomica libera online e che tutt'oggi rappresenta una tappa da non perdere nella peregrinazione quotidiana sul web.

Nell'aprile del 2000 arriva TigullioVino un piccolo sito locale nato per la passione del sottoscritto verso tutto ciò che è vino e ciò che è informatica e per colmare il vuoto dovuto allo sciogliemento del gruppo musicale in cui militavo (il primo amore fu infatti la chitarra elettrica). La registrazione del dominio si rivelò poi uno dei più grandi paradossi del web enogastronomico. Un dominio di evocazione "locale" - sull'opportunità del quale si è molto dibattutto qui - per un sito web che con gli anni si sarebbe poi trasformato in uno dei maggiori portali italiani sul vino sul cibo e sul turismo enogastronomico. TigullioVino.it oggi è un webmagazine che come laVINIum e l'acquabuona, degusta vini gratuitamente da oltre 15 anni e ne pubblica costantemente i risultati online. E' il primo sito italiano ad aver organizzato una degustazione in diretta video streaming multipostazione (nel 2002) ed uno dei pochi, insieme a l'acquabuona, ad aver portato il mondo virtuale nel mondo reale, con un appuntamento annuale: TigullioVino.it Meeting oggi più noto come TerroirVino. Ma andiamo oltre.


L'altraguida un'idea all'avanguardia - 2002

Durante il 2002 gli amici di laVINIum decidono di dar vita ad una guida vini online e, con una certa lungimiranza, decidono di non affrontare il progetto da soli. Su questo obiettivo si concentrano moltissimo, tanto che il sottotitolo del sito per un certo periodo, diventa addirittura "Guida Online ai Vini Italiani". Un giorno di ottobre 2002, il sottoscritto, Luca Bonci, Maurizio Taglioni e Roberto Giuliani si incontrarono a pranzo a Castellina in Chianti per accordarsi sulla nascita de L'altraguida. Si brindò, si pranzò e con grande emozione si firmò un accordo privato grazie al quale il 4 novembre dello stesso anno nacque L'altraguida, una grande antologia del vino, indipendente, recante tutte le degustazioni dei tre siti citati a cui si aggiunse anche WineReport, sia pur con un ruolo più marginale.

L'altraguida precorreva i tempi mettendo in pratica un progetto "open source oriented" di grandi dimensioni prima che ci fossero i social, prima che finisse tutto su facebook o quasi. Un'antologia del vino italiano a più mani, un grande archivio di degustazioni, storie, articoli ed emozioni oggi purtroppo non più presente online, che nei cuori di chi gli dedicò in tempi e modi diversi gran parte del proprio lavoro, penso abbia lasciato un segno indelebile. Alcune divergenze non consentirono la prosecuzione del progetto in completa armonia e, dopo qualche periodo di incertezza, gli editori si accordarono per chiuderlo. Peccato, non tutte le ciambelle riescono col buco.


I forum

Abbiamo detto di usenet della fine degli anni '90.
I forum sono la traspozizione di usenet in salsa web. Uno dei più noti in assoluto ancora vivo oggi è il Forum del Gambero Rosso, una vera e propria comunità a sé stante rispetto alla nota pubblicazione di Bonilliana memoria. Altri forum noti degli anni 2000, Rexbibendi, forum transfugo e indipendente dei sommelier dell'associazione italiana sommelier con una storia di confronto travagliatissima con l'associazione. Vive ancora oggi ma non ha più lo smalto di un tempo. Fecondo fu invece tra la fine dei '90 e i primi dei 2000 il Forum dei Winereport ormai defunto. Da citare, come giustamente fattomi notare nei commenti, Porthos che se ha avuto la sua storia primaria con la sua preziosa ed ambitissima rivista su carta, ha svolto anche un ruolo di "letteratura alta" diciamo anche su web con il proprio sito e in particolare con il proprio forum.


WineNews e la nascita del web "istituzionale"

Tra il 2000 ed il 2001, si afferma sul web un nuovo giornale del vino, WineNews, curato da Alessandro Regoli e Irene Chiari (Toscana) è un magazine online che ha avuto il suo apice di successo nella prima metà della prima decade del nuovo millennio. Curato, per i tempi, nella grafica e nello stile. Nonostante talvolta possa ricordare più una bella vetrina per comunicati aziendali che una vera e propria rivista d'informazione, è innegabile che abbia conquistato di fatto una fetta importante nel mondo dell'editoria del vino online e ritengo sarebbe ingeneroso non citarlo in questo compendio per così dire "storico".


Dal 2002 ai giorni nostri, la fine di winereport e i travasi di establishment

Il 2002 è l'anno della nascita di un motore di ricerca per aziende vinicole e professionisti di settore (diventerà poi vinix molti anni dopo). Un sito fortemente orientato alla fornitura di servizi e visibilità online per l'operatore enogastronomico, che negli anni ha saputo trasformarsi e che proprio nel 2007 ha rivisto completamente il proprio impianto grafico e sta per proporre il primo esperimento di social network del vino. Sarà poi rifatto nel 2011 e lancerà un innovativo metodo di acquisto in cordata nel 2013.

Venerdì 29 aprile 2005 è una data che in questo percorso non posso tralasciare. Io come molti altri lettori, apprendo attonito la notizia che ufficializza l'uscita di Franco Ziliani dall'esperienza WineReport. E' una data storica per il web del vino perché coincide con la fine di un giornale, almeno per come tutti lo conoscevano prima dell'abbandono del giornalista di Bergamo. Un'uscita dal verificarsi della quale credo che WineReport non sia mai riuscito o forse non abbia avuto l'interesse o lo stimolo a riprendersi piombando quindi nell'oblio.

Questo è anche il periodo dei travasi di establishment. Ci sono parecchi pezzi grossi del giornalismo di settore offline che iniziano a trasportarsi sul web ripartendo sostanzialmente in un quadro vergine e da zero, senza rendite di posizione particolari, il luogo dove 1 pagina vista vale 1 pagina vista sia che sia del Gambero Rosso, sia che sia del blog di provincia. Una doccia fredda per molti.


Dal 2003-2004 in poi, nasce la blogosfera in Italia

Le cantine che bloggano in questi anni si contano sulle dita di una sola mano. Tra i primissimi c'è Gianpaolo Paglia di Poggio argentiera, Susanna Crociani dell'omonima cantina di Montepulciano e davvero pochi altri.

Tra il 2004 e il 2005 - i grossi gruppi stanno ancora alla finestra - si consolidano molte altre realtà editoriali indipendenti sul web ma quella di gran lunga più interessante è rappresentata dal fenomeno blog. Tra le esperienze più significative della blogosfera del vino, voglio solo ricordare il Franco Tiratore, il blog di Franco Ziliani, poi trasformatosi in Vinoalvino, tutt'oggi attivo, Aristide Blog uno dei primi wine blogger italiani (attivo da ottobre 2004) ed ottimamente condotta da Giampiero Nadali che in poco tempo è riuscito a trasformarlo in un blog di culto. Una lettura quotidiana imperdibile per appassionati e per addetti ai lavori almeno dal 2005 al 2010. Gli sforzi confluiranno poi in un progetto più ampio di formazione e supporto alle aziende denominato Fermenti Digitali curato insieme a Elisabetta Tosi, progetto ancora vivo e vegeto. E' invece della fine del 2005 il lancio della piattaforma multi-blog di TigullioVino.it con la nascita di altri blog satellite sul mondo del vino, fra cui VinoPigro, wine blog al femminile, curato da una collaboratrice storica (la prima in assoluto !) di TigullioVino.it, Elisabetta Tosi.


Peperosso e Kelablu, l'inizio del blogging professionale

La scena webbarola italiana viene successivamente sconvolta, nell'ordine, da una serie di eventi di una certa rilevanza nella cronistoria enogastronomica online:

Peperosso, il primo esperimento editoriale interamente condotto da Massimo Bernardi dove però scriveva ancora per terzi (il progetto era di Communica Group) e Kelablu che nasce dalle ceneri di Peperosso e passa sotto il controllo del Gambero Rosso, sono i primi due ma ci sarà presto altro. Si ridisegna il modo di bloggare, si alza l'asticella, iniziamo a imparare come comunicare veramente online, toni e modi differenti, nuovi approcci. Si cresce tutti assieme e ci si professionalizza un po' di più iniziando a mettere una piccola distanza tra i milioni di blog amatoriali e i primi 50-100 blog professionali, tutti o quasi a poco a poco confluiti nel progetto VinoClic per la gestione pubblicitaria (disclaimer, l'autore del pezzo la gestisce umilmente dal 2006).

Iniziano a diffondersi pandemicamente i socialcosi. Facebook non è ancora arrivato a sconquassare i piani di tutti costringendo ogni testata/blog/altra attività online a maritarvisi forzosamente - ci vorrà poco - ma si iniziano ad usare twitter e friendfeed con una certa lena. Iniziano anche gli incontri in giro per l'Italia tra strippati della rete, è un turbinio di barcamp, dall'a-camp allo z-camp, si sperimentano assembramenti e condivisioni di gruppo più e meno ordinate basate su nuovi modelli di interazione e incontro tutti contraddistinti da grande informalità. Cadono le cravatte, si accorciano le distanze. Arriva quindi la Blogfest a Riva del Garda a cura di Enrico Nera di Macchianera che sancisce l'ingresso ufficiale dei brand nella vita webbarola. E' il momento in cui si intuisce che in rete si può guadagnare e non sarà mai più lo stesso.


Dissapore - 2009

Proprio ad una di queste feste una sera, dopo ore di attesa perché era una delle star della serata, intorno alle 10.30 in un loculo a Riva del Garda chiamato stanza da albergo, ricevo una chiamata e pochi minuti dopo mi trovo a cena con Massimo Bernardi in un improbabile ristorante super kitch. Davanti a una boccia di Bruno Gottardi gli dico che probebilmente può anche smetterla di scrivere per gli altri ed anzi dovrebbe iniziare a pensare seriamente ad un progetto editoriale tutto suo. Quella stessa sera a pochi metri dal tavolo dove per avventura mi sono trovato a cena con Massimo c'era Antonio Tombolini, uno che aveva già fatto tutto (per dire esperya) prima che fosse fatto dagli altri già agli inizi degli anni '90. Detto fatto, qualche mese dopo ebbi notizia della nascita di Dissapore (ecco perché Massimo quella sera praticamente non disse nulla e guardò me lentamente finire la bottiglia di Gottardi lasciandomi parlare, vecchia tattica delle volpi).

Di tutti i progetti webbaroli più noti degli ultimi 15 anni, Dissapore è sicuramente quello che sicuramente ha fatto più parlare di sé, il primo esperimento di editoria online alla "Gawker" condotto in Italia, sempre sotto la guida di Massimo Bernardi coadiuvato da una nutritissima redazione di "nativi" bloggaroli. Mancava la costola vino e nel giugno 2009 arriva Intravino, il blog che ha ridisegnato tutti gli assetti e i posizionamenti precedenti.

In pochi mesi / anni Intravino e Dissapore divengono un vero e proprio riferimento editoriale di settore in Italia che però non resiste a lungo. Sono tre anni di grande euforia, impariamo tutti cosa sia uno sponsor post e che si può bloggare ad altissimi livelli o con disimpegno nello stesso posto avendo successo. Onore al merito. Alla fine del 2012 però il matrimonio in Dissapore Media si interrompe bruscamente e Intravino esce dal progetto da cui si separa per proseguire in in modo indipendente e più contenuto la propria strada. Nonostante la perdita di una parte di visibilità e soprattutto di audience più variegata, Intravino resta comunque blog capofila tra i blog indipendenti di settore ed è tutt'oggi uno dei blog multiautore o blogzine più seguiti.

Qualche tempo dopo Dissapore si risposa, questa volta con Scattidigusto anche per bilanciare probabilmente dal punto di vista editoriale l'astro nascente dell'ampio gruppo editoriale/pubblicitario di Massimiliano Valente (Gruppo HTML.it) sto parlando di Agrodolce un sito che in pochi mesi, anche grazie alle spalle forti del network in cui è inserito, riesce a conquistare una fetta sempre crescente di lettori appassionati.


Appunti di Gola

Stefano Caffarri, meglio noto come "il vate di borzano" è stato un caso più unico che raro nella storia dell'editoria digitale wi-fu italiana. Partito con il suo blog "Apunti di Gola" il 20 luglio 2007, immediatamente si distingue per approccio, fotografia e linguaggio. Stefano, che ha contribuito a svecchiare il linguaggio del vino e del cibo, stretto rapidamente rapporti e sodalizi con i più noti e influenti "autori" disponibili in rete e contribuito a coniare veri e propri neologismi e modi di dire oggi di uso comune in rete, è infatti approdato a dirigere la costola web di uno dei più importanti siti "istituzionali" di settore, il Cucchiaio d'Argento in cui tutti i post di Appunti di Gola sono confluiti al momento della chiusura del blog il 19 settembre 2012. Una storia che meritava sicuramente un cenno e che nella prima stesura mi ero completamente scordato, mea culpa.


Vinix - 2011

Nel 2011, il progetto Vinix nato in embrione come esperimento di social networking nel 2007 prende una nuova veste più professionale e nel 2013 si rinnova ulteriormente gettandosi nella mischia delle startup innovative in ambito e-commerce con il primo vero social commerce italiano (disclaimer quasi superfluo).


Oggi siamo in piena assuefazione Facebook.
Probabilmente ce ne stancheremo o forse no, la storia è ancora tutta da scrivere. Quel che è certo è che anche grazie all'esplosione dell'e-commerce online, dal 2013-2014 la pubblicità online nel settore ha iniziato a tirare in modo serio e a consentire ai migliori progetti editoriali di espandersi e crescere su basi più solide potendo contare su entrate più costanti. L'importante è che siamo ancora tutti qui sulle nostre gambe e con le nostre storie.

Questo non è che un punto di vista raccontato da una delle angolazioni possibili. Partendo da una differente, fermi i capisaldi, i co-protagonisti possono essere anche tutti diversi. Ho voluto rimaneggiare questo vecchio pezzo perché resti un po' di storia e segno delle tappe più importanti, di quello che è stato e di quello che sarà.
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