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#13 Commenti

  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Filippo il tuo articolo è molto lungo e sicuramente merita un'attenta lettura, ma il tempo come al solito è tiranno. L'articolo di Serra l'ho letto, e non mi è piaciuto, come, dopo più di vent'anni, non mi entusiasma più quasi niente di ciò che scrive. Ma non capisco bene il punto: Farinetti è un bravo imprenditore che cerca di fare più soldi che può. Ha creato dei supermercati di lusso (che in nord Europa esistevano già da un bel po'), e offre prodotti industriali di buon livello. In merito a Expo credo che sarebbe stato più chiaro non mettergli in mano tanto spazio. Ma tant'è, si sa come funzionano le grandi opere. La cosa certa e grave, anzi gravissima, è la sua difesa a spada tratta sulla sponsorizzazione di MacDonald e Coca cola. E questo dovrebbe far pensare e far riconsiderare anche la sua figura, compresa l'aurea di paladino del buon cibo italiano,così come si dovrebbe spogliare l'Expo di ogni significato etico e prenderla per quello che è, un investimento che secondo me non potevamo permetterci di fare e che non mi sembra essere come avrebbe dovuto (a voler essere cauta).

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    #1
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    La vicenda "Farinetti" ha avuto un vizio di partenza tipico delle nostrane (italiane) vicende: non c'e' stata gara d' appalto. Forse prendeva egualmente quanto assegnatoli, ma alle condizioni di concorrenza rispettate e non alle sue condizioni esclusive. Non e' solo questione di forma. I meccanismi e le conseguenze di gare d'appalto corrette (in altri paesi sono rispettate) generano percorsi virtuosi che migliorano, se non ottimizzano, i risultati. Se e' vero che parlare dopo "e' facile" , e comunque qualcuno lo aveva fatto osservare (Andrea Scanzi - Mov. 5Stelle ecc.), e'anche vero che nessuno puo' affermare che non ci sarebbe stato esito diverso. Quantomeno avrebbe evitato sospetti e le antipatie di cui ora si lamenta. In quanto poi alla bufala " Expo dei prodotti di nicchia" era anche da metter in conto visto come le premesse a partire dallo stravolgimento del piano iniziale da area verde a ennesima speculazione a base di cemento e cambi d' uso del territorio (vedi servizio della Gabanelli).
    Farinetti e' tipico personaggio alla Renzi (di cui non a caso e'grande elettore), tanto fumo tanto "attivismo" ma alla fine si reiterano i vecchi sistemi. Io ricordo la presentazione del progetto con Boeri....cosa e' rimasto?

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    #2
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Fumo? Ma avesse fatto un decimo di quello che ha fatto Farinetti, Renzi! :) Almeno Farinetti se promette una cosa la fa non come questo pagliaccio paffutello. Sulla questione della gara d'appalto sono eticamente d'accordo ma non sono così dentro al sistema per capire perché, alla luce del sole come in effetti è stato fatto, abbiano scelto per l'assegnazione diretta. Il vizio di opportunità nei modi probabilmente c'è, fossi un competitor sarei incazzato ma io sono un consumatore e banale osservatore e mi pare che Eataly fosse il miglior compromesso possibile per il "servizio" da fornire ad Expo.

    Produzioni di nicchia finché volete ma qui si parla di servizio generale di ristorazione a Expo, ristorazione con un po' di allure patinata così come piaceva dire a Morichetti, un po' vera e un po' di gomma dove il sacro si mischia al profano dove non è tutto perfetto ma dove la cosa divene gestibile organizzativamente.

    Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica sulla questione degli sponsor Coca Cola e Mc Donald's sono d'accordo a metà. Sul fronte etico, ci mancherebbe siamo tutti d'accordo. Coca Cola e Mc Donald's non sono l'esempio di sostenibilità per il pianeta (anche se poi bisognerebbe andare a studiarsi per bene l'impatto ambientale che questi colossi hanno nel mondo rispetto ad altri molto meglio piazzati a livello di immagine ma anche qui si entrarebbe in una serie di distinguo senza fine dalle opposte fazioni e dagli opposti interessi e affinità elettive) che ci si aspetterebbe ma - c'è un ma grosso - appunto sono "sponsor". Cioè coloro che sponsorizzano, coloro cioè che sono sufficientemente grandi da tirar fuori i soldi che servono per far girare la baracca. Vuoi il gioco, servono gli sponsor. Poi anche lì, ci si può mettere a fare la selezione degli sponsor su base etica o su base di grandezza ma vedrete che a furia di selezionare e selezionare su un fronte così smaccatamente commerciale (gli sponsor appunto) che quasi sembra una banalità dirlo, si arriverebbe ad avere una serie di candidati eccellenti di questa ideale selezione che non sarebbero in grado di sostenere nemmeno un decimo delle spese. Questi soggetti, virtuosi, sono quelli che dovrebbero stare DENTRO a Expo come espositori (e in buona parte spero ci siano), altra cosa sono gli sponsor mainstream che giocano tutto un altro campionato.

    Se fai una roba come Expo non ce la fai a coprire le spese facendoti sponsorizzare dal piccolo artigiano di eccellenza. Il piccolo artigiano di eccellenza è colui che porta il valore a Expo, è il CONTENUTO. Lo sponsor paga per esserci per farsi vedere, niente di più, niente di meno.

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    #3
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Lorenzo, concordo. Filippo, senza arrivare a parlare di etica, parola quanto mai lontana da tutto ciò, si parla dei più famosi produttori e diffusori di cibo spazzatura; non solo, per non perdere un colpo gli abbiamo anche permesso lo spottino sulla pizza oltretutto in concomitanza con expo. In un carrozzone in cui mancano solo Pippo Pluto e Paperino non si trattava di cercare sponsor più o meno virtuosi, bensì di mantenere un filo di decenza in primis, e quindi evitare di fare qualcosa che mi suona come una martellata sulle palle (degli altri). Ripeto, un investimento deve avere i presupposti per essere fatto, e qui non ci siamo perché tutti 'sti quattrini non mi sembra che li abbiamo, e poi bisogna saperlo/volerlo fare abbastanza bene, o almeno provarci. E un Farinetti che sbandiera il fine di expo (nutrire il pianeta) a chi critica la scelta di mac donald e coca cola , be', la dice lunga.

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    #4
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma capirei se avessero affidato a Mc Donald's e Coca Cola la gestione della parte ristorazione e food invece sono solo sponsor al di là dell'immagine che comunque mi pare pervada le nostre case ad ogni ora del giorno e della notte attraverso i normali media, mi pare che la gestione della parte risto e food sia suddivisa prevalentemente tra Eataly e Coop.

    Leggo che l'intero spazio di 8.000 mq è allestito direttamente a cura di Eataly con una spesa che supera gli 8 milioni di euro (di Farinetti). Degli incassi dei ristoranti, il 5% va a Expo, il 95% per buona parte - giustamente - va ai ristoratori e solo quel che resta va a Farinetti al netto di tutte le spese.

    Al di là della retorica quindi, c'è qualcuno che sa indicarmi una valida alternativa italiana - altrettanto efficace - che potesse prendersi in braccio un impegno tecnico/logistico da 30 milioni di visitatori, oggettivamente? Perché è anche questione di fattibilità delle cose, di concretezza delle aspettative. Expo è un luogo / spazio / evento per antonomasia mainstream, per dirla come quella famosa reclam? What did you expect? :)

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    #5
  • Villa Chiarini Wulf Azienda Agricola biologica

    Be', adesso devo lavorare (!) però da tempo vorrei scrivere un post su expo con cifre alla mano etc. Credo che lo farò a giorni sul nostro sito e qua pubblicherò una versione edulcorata :))

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    #6
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    innanzitutto per poter affermare che nessun'altro avrebbe fatto meglio si sarebbe dovuto permettere a tutti i soggetti potenzialmente interessati di gareggiare alle stesse condizioni. Cosa non avvenuta. In secondo luogo dovremmo stabilire cosa intendiamo noi per futuro e privilegiare percorsi forse meno sponsorizzati da marchi planetari che mettono il denaro ma poi offuscano qualsiasi novita' reale. E' lo stesso discorso delle cantine sociali si distribuiscono denari ai conferitori (parlo di quelle trentine) ma non si incentiva la crescita tecnica e culturale dei singoli con il risultato di prodotti banali ed omologati. Prendiamo Vinitaly: teoricamente aperta a tutti ma se guardiamo poi i servizi in TV la fanno da padrone le grosse aziende (Antinori, Zonin e company). Allora sono meglio le kermesse alternative o di garage, almeno si scoprono e sostengono percorsi che mirano alla diversificazione e a valorizzare le peculiarita' di territori e vignaioli. Non si tratta in definitiva di criticare per il desiderio o l' abitudine a farlo ma di modi diversi di concepire le cose e poiche' ci avevano illuso che sarebbe stata la volta di poter assistere ad un approccio diveso (ripeto rivedersi le interviste a Boeri ecc.)be....il disappunto ci sta tutto e anche le critiche.

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    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Io non avevo alcuna illusione e, giusto per chiarire, per me i soldi di Expo sarebbero stati infinitamente meglio spesi in scuole o in altre 2000 cose precedenti però allo stesso tempo sono uno che si entusiasma per le cose italiche per cui visto che l'hanno messa in piedi con un dispendio di soldi impressionante (molti, certo, persi e mangiati, non credo assolutamente per la parte relativa a Farinetti, molto più per la parte cantieristica, mafie varie, ecc.) mi metto tra quelli che tifano che sia un successo anche perché conviene a tutti noi.

    Sulla visione, le prospettive di futuro, il modello di vita preconizzabile temo non avremo grandi soddisfazioni ma nemmeno mi attendevo che Expo ci svelasse il buono, il bello e il giusto della vita. Da expo mi aspetto che sia una manifestazione di rilievo internazionale degna del nostro paese e in grado di portare un'immagine positiva dell'Italia nel mondo, questo si, questo è quello che mi auguro. Gli sponsor che ci sono qui sarebbero stati in qualsiasi altro paese.

    Infine, per precisione, nessuno - meno che mai io - ha affermato che "nessuno avrebbe potuto far meglio", dimmi dove lo hai visto scritto eventualmente. Io ho posto un quesito sincero e diretto, ho chiesto ai detrattori di Farinetti di dirmi chi avrebbe potuto far meglio perché, anche se la gara non c'è stata, immagino che qualche nome in mente lo avrete se siete così convinti che lui non vada bene.

    Poi, considerate una cosa non banale, attraverso bando di gara internazionale anziché assegnazione diretta (contestabile finché si vuole e in buona parte a ragione come ho esposto più sopra) ci sarebbe stato un altro grosso rischio tecnico-tattico e cioè che a gestire tutta la ristorazione di expo ci fosse qualche gruppo estero che, sinceramente, mi avrebbe sconsolato molto più della scelta di Farinetti).

    Un caro saluto, Fil.

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    #8
  • Stefano Giannini Maioli Gourmand

    Stefano Giannini Maioli Gourmand

    Leonardo concordo pienamente con il tuo disappunto, purtroppo questo è lo stato delle cose in cui verte il nostro paese al momento attuale!!! Saluti Stefano

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    #9
  • Stefano Giannini Maioli Gourmand

    Stefano Giannini Maioli Gourmand

    Scusami intendevo Lorenzo, pardon!!!

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    #10
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Dimenticavo: capisco che criticare Farinetti risulti irritante. In un paese dove nulla o quasi si muove criticare qualcuno che, qualche cosa fa, va difeso a prescindere. Ora cosa faccia e abbia fatto Farinetti andrebbe analizzato al netto delle chiacchere e della propaganda. Tolto il fumo che gli vengano riconosciuti gli eventuali meriti. Detto questo pero', sarebbe bene quando si discute di un argomento, non personalizzarlo e valutare le cose nel merito. Se ci sono state irregolarita' o favoritismi all' italiana vanno considerati per quello che sono anche se vi e'coinvolto il signor Farinetti altrimenti prevale la logica che le regole valgono solo per qualcuno. E' purtroppo la logica che in italia gli aiuti statali vanno sempre ai soliti noti...alla faccia della concorrenza e del liberismo....

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    #11
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Io attendo sempre che mi forniate almeno uno straccio di nome plausibile alternativo e credibile. Non dieci, uno e ne prenderei nota volentieri visto che mi sfugge. Le critiche a Farinetti a me non irritiano, probabilmente non irriteranno più nemmeno lui, ne leggo ogni giorno e di certo io non sono il suo difensore, dico e scrivo quello che penso (spero di aver enucleato ancor più chiaramento al commento 8) cercando civilmente di esprimere le mie opinioni, buone o meno che siano. Sulle regole, se in un ambito di questo tipo esiste un criterio di assegnazione diretta al fianco di un criterio di assegnazione per bando e questo criterio può essere applicato discrezionalmente e soprattutto legalmente cosa ti posso dire, può essere non opportuno, poco bello, poco ortodosso ma di certo non può essere parificato a cose illecite o ruberie varie. Come dicevo più sopra magari l'assegnazione diretta è stata scelta proprio per evitare di ritrovarsi la ristorazione di Expo in Italia appaltata a qualche gruppo estero, magari è prassi che la risto sia gestita dal paese ospitante o sia assegnata direttamente, sinceramente non lo so.

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    #12
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Riporto qui il commento di Antonio Scuteri di Repubblica letto su facebook questa mattina sullo stesso tema dell'assegnazione:

    <i>"Io lo posso anche trovare inopportuno, però è stato legale. Anche a Identità Golosa è stata dato senza gara. Anche al Cirque du Soleil, anche a Peck. E la ristorazione generale è andata a Cir Food per chiamata diretta dopo che per due volte la gara era andata deserta"</i>

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    #13

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