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#20 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    D'accordo su tutto eccetto, forse, lo stimolo alle recensioni di cui capisco la ratio ma trovo un po' inelegante oltre che fastidioso e pressante nei confronti del cliente. Concordo soprattutto sull'evitare di ritenere il lettore mediamente stupido. Il lettore non è mediamente stupido e sa leggere tra le righe le recensioni forzatamente positive o negative. Sono convinto che in generale i ristoratori diano anche un peso eccessivo alle critiche su tripadvisor, se lavorano bene, tutto sommato hanno molto poco da temere imho.

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    #1
  • Slawka G. Scarso

    Slawka G. Scarso

    Beh, però qui non si tratta di pressare il cliente a recensire e mi guarderei bene dal suggerire qualcosa del genere. Se trovo un modo delicato di ricordare alle persone che una loro recensione su Tripadvisor è gradita, posso solo aumentare le recensioni. Ma ovviamente ci vuole una certa grazia, come in ogni aspetto del servizio.

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    #2
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Se i numeri da soli bastassero a giustificare l'esistenza di Tripadvisor e ad avvalorarne il successo non ci sarebbe nulla da aggiungere e nulla da obiettare. Io però la vedo diversamente. Son proprio i numeri uno dei motivi della sua "nocività" in quanto ne accrescono esponenzialmente l'impatto sugli utenti indirizzandone, giocoforza, le scelte. E' un problema che investe anche altri campi del web, sia del settore commerciale ma anche dell'informazione ecc. La maggior pericolosità, nel caso in questione, sta nel fatto che si è nel campo dell'alimentazione e non mi sembra che Tripadvisor aiuti a fare le scelte migliori ne a educare gli utenti a imparare a farlo. Chi ha cultura eno-gastronomica difficilmente si affida a Tripadvisor e chi cultura in tal senso non ha, non è provvisto degli strumenti per discernere tra recensioni di comodo, altre di utenti dai gusti gastronomici improbabili, altre telecomandate (molte per ottenere punteggio e ottenere il certificato di "eccellenza"!? da esibire in bella vista sull'entrata del locale ecc. La cosa è particolarmente deleteria quando riguarda locali di centri non molto grandi, dove la concorrenza è limitata. Ci sono ristoranti e trattorie (lo dico per conoscenza diretta) che, a mio avviso, non meriterebbero nemmeno la licenza e figurano ai primissimi posti nella classifica. Pretendere o sollecitare comportamenti virtuosi da parte dei ristoratori nel rispondere alle recensioni o nel commentarle mi sembra mero esercizio dialettico. Quale chef riconoscerebbe di lavorare male ? E, comunque, le smentite varrebbero quanto le accuse; i commenti alle recensioni positive, interessati. Devo ammettere che, piaccia o non piaccia, fenomeni come Tripadvisor, specie ai tempi di internet, sono inevitabili e pensare di cancellarli donchisciottesco. Quello che eviterei è di accettare come positivo tutto ciò che esiste, magari per senso di impotenza o "perchè comunque fa business".

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    #3
  • Slawka G. Scarso

    Slawka G. Scarso

    @Lorenzo, partiamo da presupposti diversi. Io, come dicevo nel primo punto, sarei per ricordare che gli utenti non sono stupidi, né ingenui. Anche chi non è addetto ai lavori sa che le recensioni troppo positive o troppo negative vanno prese con le pinze, soprattutto se quella persona non ha dato altri contributi al sito. Secondo uno studio di Phocuswright, tanto per citarne uno, gli utenti di Tripadvisor leggono in media 6-12 recensioni prima di decidere su un'insegna. Mi sembra già un segno che ci sia attenzione nel filtrare i contenuti.
    Quanto al fatto che chi si occupa di enogastronomia non usi Tripadvisor mi sembra una generalizzazione - io ad esempio conosco parecchi colleghi che comunque lo usano, con attenzione ma lo usano. Io stessa lo uso. Poi magari ignoro i risultati che si riferiscono a insegne con cucina evidentemente dozzinale, ma con un po' di attenzione ho scoperto anche posti molto carini. Serve usare un po' di attenzione ma non possiamo sempre dare per scontato che la gente sia stupida o ignorante.

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    #4
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Intanto distinguiamo tra "stipida" e "ingnorante". Sono due termini che non necessariamente devono abbinarsi. "Stupida" è un offesa immotivata. "Ingnorante" significa non edotta o non a conoscenza. Che in Tripadvisor capiti ti trovare anche il locale buono va da se. Nel mucchio c'è, per forza di cose. Il problema è avere o non avere gli strumenti per riconoscerlo. La fortuna non mi sembra il mezzo più adatto. Che i "gastronomicamente colti" lo usino, magari occasionalmente, magari per curiosità o scommessa o perchè le guide di cui si fidano non prevedono alcun locale degno di nota in una certa località ( vedi ad esempio Slow Food a Ferrara) è certamente possibile. Non molto tempo fa, non io, ma un gruppo di Chef e operatori del settore, avevano sollevato perplessità sugli effetti prodotti dalle recensioni di Tripadvisor auspicando addirittura alcuni correttivi, come, ad esempio l'eliminazione dei certificati e attestati di cosidetta "eccellenza" o simili. Certo, qualcuno possiede più acume di altri nelle scelte, ma la regola dovrebbe essere " tutelare i più deboli ". Poi capisco. Se in TV si permette a santoni e cialtroni di spacciare merci e financo medicinali o cure "miracolose" in confronto Tripadvisor è nulla. Rimango dell'idea che sarebbe più utile incentivare strumenti più consoni oltre che effettuare, da chi preposto, più controlli in un campo così delicato per la salute pubblica.

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    #5
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Mi permetto ancora un paio di considerazioni. Le guide rilasciano una sola recensione per ogni ristorante o trattoria in base ai propri parametri di valutazione. Saranno giudizi opinabili e potranno non corrispondere alle attese dell'utente. In questo caso, dopo qualche constatazione negativa, finirà con il non affidarsi più a quella guida. In Tripadvisor l'utente si trova davanti ad un coacervo di giudizi contrastanti, spesso interessati, a volte rancorosi, raramente espressione di una conoscenza di quali siano i minimi requisiti di una cucina salutare oltre che di buon livello. Non basta che un cibo non sia tossico, diciamo con Fabio Picchi, chef fiorentino, semettiamo di dire "mangiamo cio che non fa male" per dire "mangiamo cio che fa bene"
    In questo senso, forse, una buona guida è più utile di Tripadvisor. Se non altro perchè una buona guida tien conto anche di fattori (igiene del locale - procacciamento delle materie prime - qualità dei tempi di cottura ecc.) spesso trascurati dall'utente comune concentrato più su "quanto era gustosa la carbonara".
    Un secondo aspetto è quello della manipolabilità delle recensioni ( un gestore ne può, non solo commissionarle ad amici e parenti, ma inserirne di persona quante ne vuole) il che configura una forma, seppur non perseguibile legalmente, di concorrenza sleale.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ah ma se è per questo Lorenzo ci sono anche siti con il tariffario delle recensioni fasulle, di tutto e di più. Questo però è un post che offre alcuni spunti al ristoratore che, credimi sulla parola, è il primo frequentatore di tripadvisor. Nemmeno io do alcun valore ai certificati di eccellenza di tripadvisor e non è una mia lettura se non in casi di emergenza in cui sia l'unica fonte disponibile (il bello di questo genere di servizi è che coprono bel bene e nel male pressoché qualsiasi località). Però è un dato di fatto che porti molte persone e quindi denaro e quindi attenzione. I consigli dispensati in questo post, tutti più che buoni, sono sulla linea dell'approccio lato ristoratore più che consumatore / avventore.

    Io resto dell'idea che in rete tutto viene distillato dalla massa di opinioni. Puoi fare tutte le recensioni positive o negative che vuoi a pagamento o a torto di qualcuno ma alla fine la rete ti subbissa con la sua forza livellatrice e la realtà secondo me emerge. C'era un mio vecchio post sul tema, sempre attuale credo dove credo si capisca bene il mio punto di vista sul tema:
    https://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=6436

    Ciao, Fil.

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    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Mi sovviene un altro esempio.
    Tra le tante cose che ho visto in rete come reazioni alle stupidaggini di trippa, uno degli approcci più splendidi è senz'altro quello dello Chef Matteo Fronduti del Manna di Milano. Il suo approccio è riprendere le recensioni più assurde sul suo locale, pubblicarle sul suo profilo facebook e recensirle a sua volta con una controcritica spassosamente sarcastica. Ecco, questo è uno degli approcci da ristoratore più belli che ho visto mentre assolutamente non concepisco quelli che si stracciano le vesti per le recensioni negative.

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    #8
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Certo la rete ha come caratteristica di essere una Babele dove ci sta tutto, lo dice la stessa autrice del post come premessa. Forse il livellamento di cui tu parli, che è reale, è verso il basso visto che, nelle recensioni, le incompetenze superano di gran lunga le competenze. Mi sembra lo specchio ciò che sta avvenendo nel paese anche a livello politico e culturale. Che serva a portare clienti non mi trova molto d'accordo. Più che portare clienti serve a orientarli in una direzione anzichè in un'altra. Non si decide di uscire a cena perchè esiste Tripadvisor, semmai ci si serve di Tripadvisor per decidere dove. Quindi se ne beneficia un ristoratore lo fa a scapito di un'altro. Nulla da recepire se le informazioni fossero corrette, della serie "che vinca il migliore". Di fatto non è così. Poi, difronte al fatto che esiste e non lo si possa evitare, c'è chi reagisce con maggior classe o ironia e chi meno. Ma può essere anche solamente che io, avendo una certa età, abbia una visione delle cose "romantica" e non al passo dei tempi...

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    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma guarda, ho la stessa visione romantica che hai tu e sono pure dei pesci quindi vinco a man bassa, solo che là fuori difficilmente vince il più meritevole.

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    #10
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    E aggiungo, la livella di cui parlo io è positiva che è sull'emarginazione degli estremi fasulli, troppo buoni o troppo cattivi, un po' in tutti i settori e in tutti i siti, per fortuna. Poi è chiaro che il livello qualitativo delle recensioni così come della critica è quello che è, c'è di tutto, per cui, mediamente, la livella è sicuramente media o medio bassa. Ma non era un peana sulla bontà di trippa mi pare, più sul come conviverci, credo.

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    #11
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Avevo capito che erano suggerimenti per conviverci ma è proprio questo adeguarsi a tutto ciò che succede che mi preoccupa (e naturalmente non mi riferisco solo al caso in questione). Ai miei tempi (si dice così no?) c'era un po' più di spirito critico o anche ribelle, a volte certo velleitario, ma almeno si puntava in alto. Pensa anche solo al livello della musica di quegli anni...

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    #12
  • Vinisani.org - D. Sciutteri

    Vinisani.org - D. Sciutteri

    Caro Fil, secondo te quanti consumatori conoscono la Tecnica del Guanto Rovesciato ( per farcire un pennuto).

    Voglio spiegarmi: il valore di un piatto non è dato solo dal mi piace o non mi piace.
    questo lo fanno gli Americani purtroppo con facebook .

    Ma da altri valori aggiunti, tra questi: impegno, capacità, tecnica, volontà per creare un piatto.

    Purtroppo il web porta in basso il livello.
    Almeno che non sia un social di nicchia dove i clienti non sono solo consumatori, ma buongustai.

    Chi va da M deve giudicare il mio sudato lavoro con lo stesso occhio, con lo stesso gusto, con lo stesso non gusto che ha.

    Ma vada aquel paese.

    Ciao
    Mimmo

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    #13
  • Vinix Team

    Vinix Team

    Ma qui non si sta disquisendo - o almeno non credo fosse questo l'intento del post - sulla bontà qualitativa della critica su tripadvisor. Qui si prende atto dell'esistenza di un sito che fa milionate di visite e che indubitabilmente nel bene e nel male ha un impatto e si danno alcuni suggerimenti sensati per non esserne travolti in negativo. Poi sono completamente d'accordo che vada preso per quello che è e sono il primo a dire che i ristoratori danno troppo peso a trippa, se ne fanno proprio una malattia.

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    #14
  • Slawka G. Scarso

    Slawka G. Scarso

    «Poiché sono gli utenti stessi a inserire i ristoranti, non si può scegliere di non essere presenti. Tanto vale imparare a usare al meglio questo strumento, a vantaggio della propria attività». Non ho capito cosa non era chiaro di queste due frasi all'inizio del pezzo :-)

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    #15
  • Roberta Zennaro

    Roberta Zennaro

    buonasera personalmente mi sento di confutare tutti i cinque punti con la forza di chi come me pretende di leggere verità o almeno mezze verità in una recensione e non mezze bugie (quando va bene) come fa TA. personalmente provengo come cultura personale ed esperienza professionale dalle guide cartacee e utilizzerò sempre quelle per scegliere hotel o ristoranti in giro per il mondo. oppure userò i consigli di amici in carne e ossa o infine il mio intuito che di rado sbaglia, dopo anni e anni in giro. PUNTO 1 gli utenti si purtroppo sono ignoranti cioè non sanno cosa sta dietro un ristorante, parlano e scrivono atteggiandosi ad esperti che non sono e non possono essere. gli esperti sono i professionisti. PUNTO 2 inserire/ registrare la propria struttura su TA ha costi economici enormi come qualsiasi balzello imposto da altrim molto meglio sarebbe non esserci e chiedere di farsi togliere perché richiede un impegno che può significare togliere risorse in cucina e in sala almeno per molte strutture familiari e piccole. PUNTO 3 rispondere in malo modo è reazione umana alle nefandezze di certi recensori che oltre a non saper mangiare non sanno neppure scrivere. PUNTO 4 ignorare le recensioni positive richiede pure tempo anche se credo che ogni ristoratore normale abbia piacere a ringraziare gli ospiti che si son trovati bene da lui. PUNTO 5 stimolare - non stimolare gli ospiti a recensire, boh cui prodest? un vero ristoratore di qualità non vive su TA ma certo ne può morire. speriamo che pian piano gli utenti si aprano gli occhi e se ne allontanino. saluti. roberta

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    #16
  • Slawka G. Scarso

    Slawka G. Scarso

    @Roberta, io parto da un presupposto: se una persona ha pagato per un servizio, allora ha tutto il diritto di esprimere un giudizio in merito. Cosa che non si applica ovviamente alle recensioni fasulle scritte dai concorrenti, certo, ma non è neppure detto che si applichi sempre ai giornalisti enogastronomici - alcuni sono virtuosi, altri decisamente meno, eppure scrivono per "professione".
    Tu parli di balzelli ma in realtà le funzioni a pagamento di Tripadvisor sono opzionali. Certo, essere presenti su TA richiede tempo ma a giudicare da quanto "spammano" alcuni ristoratori su Facebook, direi che un po' di tempo per stare online lo sanno trovare, no?
    Per ultimo, dici che un utente di Tripadvisor non sa cosa sta dietro a un ristorante - ma quanti giornalisti si rendono davvero conto di cosa c'è dietro un ristorante? Mi viene in mente uno splendido pezzo scritto da Gabriele Zanatta di recente per Identità Golose, dopo la sua esperienza come cameriere all'Osteria Francescana - mettersi nei panni degli altri è un'esperienza che fanno in pochi, anche tra i professionisti.
    Non voglio certo dare contro alle guide cartacee, io stessa collaboro e ho collaborato con le guide, ma quella dello struzzo non è mai stata una grande strategia imprenditoriale.

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    #17
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Se strategia imprenditoriale è affidarsi a Tripadvisor siamo messi davvero male. Comprendo che in periodi di crisi si raschi il fondo del barile, ma non è un bel constatare. Sono d'accordo con Roberta, Tripadvisor fa gioco sopratutto, se non quasi del tutto, ai locali di livello basso che ottengono ( o si creano ad arte) valutazioni, per tipo e numero, enormemente superiori ai meriti. Potrei portare egli esempi concreti di alcuni locali che, "per fama" non lavoravano e da quando esibiscono il certificato di "eccellenza" Tripadvisor riescono ad acalappiare turisti e passanti ignari. Qualcuno suggerisce che il tempo è galantuomo e alla lunga la gente si accorgerà. Magra consolazione e, a che prezzo! Vorrei ripetere un concetto: un ristorante non è un negozio di ferramenta. Se ci danno delle viti sbagliate pazienza. Una cattiva ristorazione incide sulla salute della gente. Sarebbe utile operare per accrescere la consapevolezza delle persone, non per favorire o giustificare, espedienti discutibili, in nome del business. Dovrebbe farlo chi governa ma anche gli addetti ai lavori. Questo sì, alla lunga gioverebbe ad un settore, che dovrebbe rappresentare uno dei fiori all'occhiello della nostra economia.

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    #18
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Quindi? Il tuo punto Lorenzo qual è?
    Facciamo come se trippa non ci fosse?
    Per capire.

    Ciao, Fil.

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    #19
  • Maurizio Garilli

    Maurizio Garilli

    Come tutti gli strumenti anche Tripadvisor va usato con criterio e spirito critico. Nessuno pretende che quello che viene recensito sia il verbo del Signore, ma il fatto che una comunità di consumatori possa liberamente esprimere un parere è molto positivo. Il cibo è l'argomento più democratico che esista...tutti abbiamo un'idea personale su questo argomento, sia chi si alimenta giusto per vivere, sia chi dal cibo ricava un piacere maggiore. E' giusto quindi che tutti (in modo educato e senza offendere nessuno) possa esprimere su tale argomento un suo parere. Perchè mai se un cliente è rimasto deluso da una cena in un ristorante famoso non dovrebbe dirlo? Anche gli chef sono uomini e posso incappare nella classica "serata storta", e devono saper accettare le critiche anche da normali clienti (che in definitiva sono quelli che pagano). Per esprimere un giudizio su un piatto degustato al ristorante bisogna essere solo gastronomi? Quanti allora potrebbero farlo? E poi mettiamoci d'accordo...quando le recensioni sono positive i ristoratori sono i primi a sbandierare il Certificato d'Eccellenza ottenuto applicando la vetrofania sulla porta...quando le recensioni sono negative allora sono false, scritte da persone che non capiscono nulla e che vogliono solo arrecare danno all'immagine dell'attività. Per quanto riguarda le guide cartacee poi stendiamo un velo pietoso...qualcuno non è ancora a conoscenza che pagando hai tutte le forchettine, stelline e bicchierini che vuoi? Se questa è l'oggettività che si cerca.....

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    #20

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