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#7 Commenti

  • Emanuele Rolfo az agr Cà di Cairè

    Emanuele Rolfo az agr Cà di Cairè

    Speriamo in bene ! questa situazione è ridicola e va assolutamente sistemata, si deve dare la possibilità alle aziende, ai diretti produttori di lavorare ed operare dove meglio credono senza tanti cavilli burocratici, balzelli che servono solo a far lievitare i prezzi di vendita e far si che intorno ad un prodotto ( in questo caso il vino ) dove c'è interesse di scambi commerciali , gravitino organismi, istituzioni ( leggi perditempo) che con l'indotto del prodotto stesso non hanno nulla a che fare, anzi ne gravano sopra per frenare, per speculare, per tassare.

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    #1
  • Roberta Zennaro

    Roberta Zennaro

    che brutta situazione ... faccio qualche domanda a voi esperti: 1. ma chi ci guadagna? 2. questa è la situazione europea quindi nei paesi extra UE o peggio fuori europa è ancora peggio giusto? grazie roberta

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    #2
  • Stefano Soro

    Stefano Soro

    Che tristezza.
    Da italiano residente all'estero dico che le regole in vigore penalizzano produttori e consumatori, premiando forse solo le rendite di posizione di alcuni distributori. Inoltre stimolano la "creatività" di alcuni operatori che spediscono lo stesso all'estero, senza dichiarare, dichiarando "degustazioni", etc. (e, visto che nella mia esperienza si tratta di piccoli produttori locali, non riesco neanche a rimproverarli troppo - lo so, sbaglio).

    Visto che lavoro da un sacco di tempo in un'Istituzione europea - in un altro campo, non mi occupo di accise e mi occupo di vino solo fuori dall'orario di lavoro - dico che temo che la cosa prenderà un sacco di tempo prima di muoversi, sperando che si muova: i vari Paesi membri sono gelosissimi e molto, MOLTO guardinghi per tutto quello che ha riguarda le questioni fiscali, nelle quali la dimensione comunitaria è davvero troppo atrofica.

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Roberta Zennaro, la risposta alla prima domanda non è semplice nel senso che qualche monopolio di fatto (distributori/importatori) sicuramente è tutelato però viene più da pensare ad un'inefficienza del sistema a voler esser buoni e al fatto che la visione del vino come prodotto soggetto ad accisa per ragioni etico/sociali è un problema tutto nordico o quanto meno dei paesi non avvezzi al consumo abituale del vino anche come prodotto di cultura (lo sballo del week-end nei paesi del nord è vissuto in maniera molto più sistematica e radicale di quello italiano sotto un certo punto di vista, quindi è normale che abbiano voluto imporre restrizioni su questo genere di prodotti contenenti alcool). Togliessimo però anche il fardello dell'accisa, resterebbe quello del versamento dell'iva nel paese di destino a complicare e non solo per il vino.
    E fuori europa non è peggio, anzi, paradossalmente è più semplice.

    A Stefano Soro invece dico che spero non abbia ragione sui tempi. La soluzione prospettata dai vari gruppi di lavoro che si sostanzia all'incirca nel concetto di one stop shop, cioè una specie di ufficio che consenta alle aziende produttrici di assolvere tutti gli obblighi necessari (accise e iva) nel paese mittente, non solo è smart ma è anche la soluzione che non modificherebbe di una virgola i proventi attuali dei singoli stati membri.

    Considerata l'esplosione dell'e-commerce con l'eventuale introduzione di questa soluzione a livello europeo e l'immane indotto che europa e singoli stati membri avrebbero da questa crescita enorme, viene da chiedersi che cosa stiano aspettando e quali siano le ragioni delle tempistiche così lunghe. Nel frattempo è stata avviata una consultazione aperta a privati e aziende (a cui anche noi con Vinix abbiamo partecipato con le nostre osservazioni) e credo che siamo finalmente sulla strada buona. Spero anche veloce però! :)

    Ciao, Fil.

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    #4
  • Alemat

    Alemat

    Situazione davvero ridicola, se non fosse tragica. Grave limitazione alla libera circolazione delle merci, uno dei fondamenti su cui si basa la UE. Si penalizzano in modo assurdo e anacronistico i piccoli produttori e i consumatori finali. La soluzione proposta sembra intelligente, perché non viene adottata in tempi brevi, anzi subito?

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    #5
  • Stefano Soro

    Stefano Soro

    Spero anch'io di avere torto marcio sui tempi, davvero.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ci stanno lavorando e anche grazie al molto lavoro di sensibilizzazione fatto da Fivi e, prima ancora, da questo stesso network.

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    #7

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