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Vendita a distanza di vino, a quando lo sblocco?

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Vendita a distanza di vino, a quando lo sblocco?
Matilde Poggi, presidente FIVI, non molla, anzi, va avanti a spron battuto e meno male.
Sembra paradossale dirlo ma la vendita diretta di vino ai privati in europa è ormai nelle sue mani, almeno per quanto riguarda l'Italia, indubbiamente una grande responsabilità. Il lavoro di sensibilizzazione prima e sollecitazione poi, nazionale e - a cascata - a livello europeo, dura ormai da qualche anno e come sappiamo le cose burocratiche non sono mai veloci. Certo è che grazie alla tenacia di Matilde Poggi e alla forza del messaggio proveniente dall'unica associazione di categoria che è riuscita a raggiungere una massa critica degna di nota e quindi in grado di farsi ascoltare, l'Italia è in prima fila per proposte e soluzioni. Un problema che ormai va preso di petto e risolto perché completamente fuori dal tempo e dalla realtà di un mondo sempre più interconnesso, un problema contrario al senso di libera circolazione delle merci che rende evidente la necessità di un intervento immediato a costo di infrangere qualche privilegio e qualche protezionismo.

Oggi è arrivato un aggiornamento da Studiocru, ufficio stampa FIVI, che fa ben sperare, i lavori procedono, qui di seguito il testo del comunicato.

L'Europa non è unita quando si tratta di spedire vino da un paese all'altro. La denuncia arriva da Matilde Poggi, presidente dei Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), intervenuta oggi a Roma al convegno “L’eredità di Expo” in Sala Aldo Moro presso la Camera dei Deputati.
Per inviare vino da un paese all'altro, sia ad un rivenditore che ad un consumatore finale, oggi è necessario avviare una pratica doganale e dotarsi di un domicilio fiscale nel paese di destinazione con il quale assolvere al pagamento delle accise. Una procedura che non solo rende economicamente sconveniente, se non proprio impossibile, un e-commerce su scala europea, ma complica la vita a tutti i vignaioli che, dopo una visita in cantina da parte di turisti stranieri, devono spesso rinunciare alle vendite che ne potrebbero derivare.
Una soluzione al problema è già stata proposta da CEVI (la Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti, di cui FIVI è membro e della quale Matilde Poggi è vicepresidente) al Gruppo di contatto Accise della Commissione Europea.
“I vignaioli – spiega la Poggi – propongono una cosa molto semplice: ogni produttore potrebbe assolvere in proprio e nel proprio paese d'origine le imposte sul valore aggiunto e le accise secondo le aliquote del paese di destinazione delle merci. Una camera di compensazione potrebbe quindi calcolare quanto dovuto a ciascun stato membro”.
Questo impianto è stato accolto in pieno dallo studio "Evaluation of current arrangements for movement of excise goods released for consumption» realizzato per conto della Commissione Europea e approvato dal Gruppo di contatto Accise lo scorso 3 luglio.
“Sono già passati cinque mesi – conclude la Poggi – e in sede Europea non si è mosso ancora nulla. Auspichiamo che la situazione possa essere presto sbloccata e pertanto abbiamo chiesto agli onorevoli Roberto Caon ed Emanuele Prataviera, oltre che al Sottosegretario alle Politiche Agricole e Forestali Giuseppe Castiglione, di attivarsi per sostenere la nostra posizione nella prossima riunione del Gruppo di contatto Accise che si terrà a Bruxelles il 9 dicembre”.

Per scaricare lo studio della UE:
http://bookshop.europa.eu/en/evaluation-of-current-arrangements-for-the-cross-border-movements-of-excise-goods-that-have-been-released-for-consumption-pbKP0614146/


Vedi anche questo perzzo sulla soluzione:
"mini one stop shop"


[Foto credit: Mauro Fermariello]
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#7 Commenti

  • Emanuele Rolfo az agr Cà di Cairè

    Emanuele Rolfo az agr Cà di Cairè

    Speriamo in bene ! questa situazione è ridicola e va assolutamente sistemata, si deve dare la possibilità alle aziende, ai diretti produttori di lavorare ed operare dove meglio credono senza tanti cavilli burocratici, balzelli che servono solo a far lievitare i prezzi di vendita e far si che intorno ad un prodotto ( in questo caso il vino ) dove c'è interesse di scambi commerciali , gravitino organismi, istituzioni ( leggi perditempo) che con l'indotto del prodotto stesso non hanno nulla a che fare, anzi ne gravano sopra per frenare, per speculare, per tassare.

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    #1
  • Roberta Zennaro

    Roberta Zennaro

    che brutta situazione ... faccio qualche domanda a voi esperti: 1. ma chi ci guadagna? 2. questa è la situazione europea quindi nei paesi extra UE o peggio fuori europa è ancora peggio giusto? grazie roberta

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    #2
  • Stefano Soro

    Stefano Soro

    Che tristezza.
    Da italiano residente all'estero dico che le regole in vigore penalizzano produttori e consumatori, premiando forse solo le rendite di posizione di alcuni distributori. Inoltre stimolano la "creatività" di alcuni operatori che spediscono lo stesso all'estero, senza dichiarare, dichiarando "degustazioni", etc. (e, visto che nella mia esperienza si tratta di piccoli produttori locali, non riesco neanche a rimproverarli troppo - lo so, sbaglio).

    Visto che lavoro da un sacco di tempo in un'Istituzione europea - in un altro campo, non mi occupo di accise e mi occupo di vino solo fuori dall'orario di lavoro - dico che temo che la cosa prenderà un sacco di tempo prima di muoversi, sperando che si muova: i vari Paesi membri sono gelosissimi e molto, MOLTO guardinghi per tutto quello che ha riguarda le questioni fiscali, nelle quali la dimensione comunitaria è davvero troppo atrofica.

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    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Roberta Zennaro, la risposta alla prima domanda non è semplice nel senso che qualche monopolio di fatto (distributori/importatori) sicuramente è tutelato però viene più da pensare ad un'inefficienza del sistema a voler esser buoni e al fatto che la visione del vino come prodotto soggetto ad accisa per ragioni etico/sociali è un problema tutto nordico o quanto meno dei paesi non avvezzi al consumo abituale del vino anche come prodotto di cultura (lo sballo del week-end nei paesi del nord è vissuto in maniera molto più sistematica e radicale di quello italiano sotto un certo punto di vista, quindi è normale che abbiano voluto imporre restrizioni su questo genere di prodotti contenenti alcool). Togliessimo però anche il fardello dell'accisa, resterebbe quello del versamento dell'iva nel paese di destino a complicare e non solo per il vino.
    E fuori europa non è peggio, anzi, paradossalmente è più semplice.

    A Stefano Soro invece dico che spero non abbia ragione sui tempi. La soluzione prospettata dai vari gruppi di lavoro che si sostanzia all'incirca nel concetto di one stop shop, cioè una specie di ufficio che consenta alle aziende produttrici di assolvere tutti gli obblighi necessari (accise e iva) nel paese mittente, non solo è smart ma è anche la soluzione che non modificherebbe di una virgola i proventi attuali dei singoli stati membri.

    Considerata l'esplosione dell'e-commerce con l'eventuale introduzione di questa soluzione a livello europeo e l'immane indotto che europa e singoli stati membri avrebbero da questa crescita enorme, viene da chiedersi che cosa stiano aspettando e quali siano le ragioni delle tempistiche così lunghe. Nel frattempo è stata avviata una consultazione aperta a privati e aziende (a cui anche noi con Vinix abbiamo partecipato con le nostre osservazioni) e credo che siamo finalmente sulla strada buona. Spero anche veloce però! :)

    Ciao, Fil.

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    #4
  • Alemat

    Alemat

    Situazione davvero ridicola, se non fosse tragica. Grave limitazione alla libera circolazione delle merci, uno dei fondamenti su cui si basa la UE. Si penalizzano in modo assurdo e anacronistico i piccoli produttori e i consumatori finali. La soluzione proposta sembra intelligente, perché non viene adottata in tempi brevi, anzi subito?

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    #5
  • Stefano Soro

    Stefano Soro

    Spero anch'io di avere torto marcio sui tempi, davvero.

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    #6
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ci stanno lavorando e anche grazie al molto lavoro di sensibilizzazione fatto da Fivi e, prima ancora, da questo stesso network.

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    #7

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