assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#9 Commenti

  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bello questo parallelo.
    Il punto 4) e il punto 5) sono evocativi.
    Il 4) è lo specchio di certi personaggi di fronte al banchetto del vino alla fiera. Fanno maggiore impressione di quelli al punto 3), entusiasti a prescindere, perché in effetti recitano una parte per sentito dire ed è un po' triste. Però è come dici, chi non vuol sentirsi parte del gruppo? Un atteggiamento umano e comprensibile.
    Quelli al punto 5) invece sono l'altra faccia della medaglia del punto 4). Se la tua comunicazione da professionista è quella, io continuerò a non capirci un tubo o, peggio, ad emulare le tue cazzate e non se ne esce.

    Il mondo del vino è da sempre chiuso ed autoreferenziale, entrarci dentro vuol dire scardinare alcune modalità comunicative che sono ormai radicate, non è questione facile, se ne parla da anni.

    link a questo commento 0 0
    #1
  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Personalmente credo che le persone del punto 3, al netto di coloro che per vanità o emulazione desiderano solo "far parte del club", siano le più genuine ed interessanti.

    Non possedere strumenti per interpretare in maniera critica forme d'arte lontane dal proprio sistema di valori non vuol dire non poter godere della suggestione che quel quadro, quella scultura o quel vino possono evocare.
    Anzi: proprio il "wow mi piace, anche se non lo capisco" è una delle reazioni più belle, in entrambi i mondi. I quali, secondo me, sono fatti per il godimento, e dovrebbero recuperare quella dimensione ludica ed edonistica che spesso viene subordinata dagli "esperti" alla comprensione degli aspetti puramente tecnici.

    link a questo commento 0 1
    #2
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Frequentando il vino, i musei e anche i ristoranti con discreta assiduità, ho il seppur piccolo, dubbio, che il cameriere, con "Ok ti porto un buon acciaio", un pizzico di sarcasmo ce l'abbia voluto infilare. Non lo escluderei a priori. Ho visto ancora sguardi sadici illuminarsi di fronte a sprovveduti avventori di musei o o di enoteche...

    link a questo commento 0 0
    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Si ma a che pro il sarcasmo?
    E' un cliente, formato o meno che sia dovresti servirlo al meglio delle tue possibilità. Ti porto un buon acciaio comunica qualcosa che nel caso in cui il cliente sia un neòfita capisce solo lui e nel caso in cui non lo sia potrebbe risultare addirittura urticante. Ah, la difficile arte del servire, 'ché anche quella è un arte eh :)

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Alle volte c'è un malcelato divertimento nel divertirsi alle spalle di esseri sprovveduti. E' una cosa che mi è capitato di notare in qualche occasione. Non necessariamente con cattiveria. Naturalmente non intendo dire che quello esposto nel post si uno di questi casi. Intendevo solo aggiungere un po' di pepe...

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Bè un cameriere che si diverte alle spalle di uno sprovveduto non fa bene il suo lavoro.

    link a questo commento 0 0
    #6
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Filippo, quanti sommelier propinano "paroloni" servendo un vino mentre tra loro pensano: "tanto questo capis minga gnent." ? Eppure, se funziona, per il titolare del locale sono OK.

    link a questo commento 0 0
    #7
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Non saprei, sono locali che tendo ad evitare in genere :)

    link a questo commento 0 0
    #8
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    PS. per la cronaca è capitato anche a me . O si prendeva troppo sul serio il sommelier o, più probabilmente, non ho un aspetto tale da suggerire che io possa essere un "esperto".

    link a questo commento 0 0
    #9

inserisci un commento