assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

#6 Commenti

  • Fabio Capurro

    Fabio Capurro

    io mi sono innamorato del vino anni fa e, allo stesso modo, qualche anno dopo delle birre vere, non dei prodotti industriali che ne portano il nome, e non ho problemi ad abbinare il vino alla pizza e la birra ai ravioli ;-)

    link a questo commento 0 1
    #1
  • Maria Grazia Melegari @SoavementeWB

    Maria Grazia Melegari @SoavementeWB

    Un articolo molto bello ed utile. Io ho però un'idea di questo tipo: mentre per il brrofilo, l'apprezzamento del vino segue una "via facile", visto che il vino è un prodotto che ha alle spalle una cultura consolidata con tutto ciò che ne consegue ( corsi, degustazioni ecc.), per il vinofilo o winelover che dir si voglia, il percorso non è così scontato. La cultura della birra in Italia ( mi pare, ma non vorrei sbagliare) è più recente, restando più di nicchia, anche se si sta rapidamente diffondendo. Facendo l'esempio della mia esperienza personale, l'interesse per la birra è arrivato dopo molti anni di frequentazione del vino. Direi che comincia ad interessarmi il mondo delle birre artigianali, ma ancora non sono giunta al punto di sentire necessaria una "formazione". Complimenti a Stefano Ricci.

    link a questo commento 0 0
    #2
  • Stefano Ricci

    Stefano Ricci

    Ti ringrazio. Tutto vero, ma nessuno impedisce di cambiare lo status quo. Io mi sono appassionato di birra e poi, essendo curioso, ho messo il naso anche in altre bevande, anche se ovviamente non ne ho la stessa competenza. Non so se partendo dal vino sarei oggi arrivato alla birra (probabilmente sì) e come. Io quello che non capisco dei vinofili (alcuni almeno) non è nemmeno la forma mentis snobista, ma la scarsa curiosità. Io sono curioso di tutto in fatto di bevante e di cose buone in generale. Vado ai festival di whiskey, di rum, di gin, di vino, di cidro, faccio viaggi birrari ma anche vinicoli, sono stato a Jerez, andrò a Porto... È una questione di curiosità e mi chiedo come tanti esperti di vino non possano essere altrettando curiosi

    link a questo commento 0 1
    #3
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Ma anfatti, è solo un problema di giro sbagliato secondo me :)
    Vedi la gente sbagliata. Se vai a guardare la maggior parte dei tuoi amichetti enofili (tra cui mi metto d'imperio) insieme a tanti altri, condividono, chi in modo più avanzato e chi meno non solo la stessa duplice passione per la birra ma anche per i cocktail, i distillati, ecc.

    Se prendi il neosommelier appena uscito dal corso, ecco, è il tipico esempio che calza con la tua descrizione.

    L'umiltà invece, bè quella è caratteriale, o ce l'hai o non ce l'hai.

    link a questo commento 0 0
    #4
  • Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini

    Io che il vino, non solo lo amo, ma lo produco anche, a fine serata, dopo batterie estenuanti di degustazione, cerco di non farmi mai mancare una buona birra artigianale defaticante e, sperando di non far inorridire nessuno, in passato, quando ho avuto più tempo, mi le sono anche prodotte imparando a fare le cotte grazie all'amicizia con bravi brassicoli. Non vedo antagonismo alcuno, anzi vedo complementarietà.. Sul discorso prezzi/costi invece qualcosina ci sarebbe da dire, ma è un discorso inutile, tanto le logiche del mercato non le facciamo noi ma il mercato stesso. Beviamo e godiamo!

    link a questo commento 0 0
    #5
  • Paolo Bertola

    Paolo Bertola

    Condivido tutto.
    Tranne il discorso dei costi (non dei prezzi di vendita).

    Comprare sacchi di malti/orzi/luppoli e tenerli in magazzino per quando si fa la cotta è cosa ben diversa da avere/curare/vendemmiare una vigna o un meleto (sidri).
    E poi avere in vasca semilavorati da proteggere.....

    Bell'articolo.
    Bravi

    link a questo commento 0 0
    #6

inserisci un commento