assistenza whatsapp: +39 347 211 9450

Russian wine gentlemen, da San Pietroburgo la Russia del vino che non ti aspetti, oltre vodka e luoghi comuni

inserito da
Russian wine gentlemen, da San Pietroburgo la Russia del vino che non ti aspetti, oltre vodka e luoghi comuni
Se pensate che i russi siano solo bevitori accaniti di vodka o di lussuose etichette blasonate, preparatevi a conoscere una nuova categoria, quella dei wine gentlemen (and ladies) formatasi e evolutasi negli ultimi anni, amatori del vino attenti e eruditi con una cultura enoica che non ha nulla da invidiare a quella europea. Siamo a San Pietroburgo, la splendida ex capitale imperiale, la città più "europea" e raffinata in Russia e incontriamo tre ambasciatori di questa emergente cultura del vino russa, raffinata e sofisticata: Denis Rudenko, Artur Sarkisyan e Kiril Burlutskiy. Tre russian wine gentlemen (non moschettieri) se mi passate il termine, a cui faremo delle interviste per tracciare l'interessante evoluzione del gusto a cui oggi si assiste in "Madre Russia" e cogliere i suoi molteplici aspetti.


Denis Rudenko

Cominciamo con Denis Rudenko, giornalista e comunicatore del vino, giudice in concorsi internazionali e fondatore del club 750 ml (www.750ml.ru) il più importante wine club in Russia, considerato una delle persone più preparate in materia nel Paese.




Denis, tu sei considerato uno dei più grandi esperti del vino in Russia, cosa hai visto cambiare negli ultimi anni per quanto riguarda la cultura del vino?

Sono cambiate molte cose, molto rapidamente. 5-7 anni fa in Russia c'era poca conoscenza in materia in generale e pochi professionisti del vino veramente preparati. Oggi la situazione é ben diversa e ciò che mi rallegra é che ci sono molti ragazzi giovani che stanno cercando di capire il vino. I giovani russi oggi viaggiano abitualmente in Europa, hanno imparato a conoscere e bere il buon vino italiano e francese e rientrando a casa in Russia vorrebbero trovare dei vini buoni anche qui. La gente ha cominciato a prestare più attenzione alla qualità e quando va in un bar o in un ristorante vorrebbe bere bene. La cultura del vino in Russia sta crescendo, oggi i ragazzi attorno ai 25-30 anni vogliono bere vino, non più vodka. Anche l'interesse verso la birra é cresciuto notevolmente, il fenomeno della birra artigianale é molto attuale anche qui, in particolare maniera nelle grandi città. 

Che tipo di vino si beve oggi in Russia? E per quanto riguarda i vitigni autoctoni, c'è interesse verso questo argomento anche qui? 

In seguito alle sanzioni politiche che ci sono state imposte dopo l'annessione della Crimea é nato anche un interessante fenomeno riguardante il vino- la gente ha cominciato a bere vino russo, non unicamente vino importato. L'embargo in un certo senso la stimolato i produttori locali a cominciare a lavorare con più criterio e attenzione, la qualità del vino russo in generale é cresciuta. Anche il pubblico ha risposto mostrando più attenzione e interesse verso il vino domestico. Come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere. Per quanto riguarda i vitigni autoctoni, si, é un trend in crescita anche qua, anche se più lentamente. Le persone educate e con una certa cultura del vino, in qualsiasi parte del globo si trovino, arrivano prima o poi ad interessarsi alle varietà rare e indigene. Penso che ancora sia troppo prematuro per dire che questo sia un trend, comunque l'interesse verso i vitigni autoctoni e i vini biologici sta crescendo anche qui.

Come sta evolvendo invece la situazione per quanto riguarda l'educazione? Sei il fondatore del wine club 750 ml (www.750ml.ru) il più grande in Russia, raccontaci qualcosa in più.

Si, 750 ml é il più grande wine club russo, é aperto a tutti. Chiunque può controllare la nostra agenda online , iscriversi e partecipare alle lezioni e alle degustazioni. Usiamo ampiamente i social media per promuovere le attività del club. In generale il numero dei web-based wine clubs in Russia sta crescendo, quando ho cominciato a farlo io, ero un pioniere, ora ce ne sono almeno una decina. Le degustazioni non sono care, in media costano tra i 25-40 euro, si assaggiano circa 10 vini accompagnati da una lezione esplicativa. Il nostro wine club ha sede a Mosca, in media facciamo 3-4 degustazioni alla settimana, le frequentano molti ragazzi giovani. Credo che questo tipo di degustazioni sia un'ottimo modo per sviluppare la propria cultura del vino senza che ciò comporti investimenti significativi, molto adatto quindi alle persone giovani. Dirigo anche un secondo wine club, più professionale, che si chiama " In Vine" dove assaggiamo vini alla cieca e con maggior approfondimento.

E per quanto riguarda il fenomeno del wine blogging, sta crescendo anche qui in Russia?

Per essere un wine blogger bisogna essere molto bravi con i social media e avere un'ampia cultura del vino. Oggi in Russia ci sono non più di 10-20 wine bloggers, ma i numeri stanno crescendo.

Come vedi il futuro della cultura del vino russa?

Viviamo in un'epoca molto dinamica e incerta ed è veramente difficile predire come andranno le cose in futuro. Ciò che sto cercando di fare é di promuovere la cultura del vino più che posso e di educare il più alto numero di persone possibile. Sono felice che alle mie degustazioni vengono molti giovani, spero che qui in Russia il consumo del vino prenderà sopravvento su quello dei superalcolici e che sempre più gente apprezzerà e sarà in grado di capire questa bevanda.


Artur Sarkisian: Mister Russian Wine

Continuiamo le nostre interviste con Artur Sarkisyan, comunicatore del vino e curatore di "Author's guide on Russian Wine" (www.ruswineguide.ru) l'unica guida nazionale sui vini russi, giunta ormai alla sua terza edizione e disponibile anche in inglese.



L'europeo medio difficilmente assocerebbe la Russia al concetto di vini di qualità, eppure negli ultimi anni l'industria del vino russo ha fatto notevoli progressi, guidata da giovani enologi spesso con esperienze europee. Le zone attorno al Caucaso vantano un significativo numero di vitigni autoctoni e terroir interessanti, la Russia ha avuto anche il suo primo produttore biodinamico- Uppa Winery di Pavel Schvets nella penisola della Crimea, patria della leggendaria Massandra ed uno dei terroir più interessanti del Paese.
Un altro aspetto interessante del vino russo é la presenza di vitis amurensis, la vite originaria del continente asiatico. Il nome specifico di questa vite deriva dalla sua provenienza, dalle zone fluviali della valle del fiume Amur. Nei tempi dei sovietici la vitis amurensis é stata usata per creare incroci in laboratorio resistenti alle malattie.
Ecco cosa ci racconta Artur Sarkisyan della evoluzione del vino russo negli ultimi anni:

Artur, raccontaci a grossi tratti le tappe più importanti della storia moderna del vino russo.

La nuova storia del vino russo è in realtà molto recente, é successo tutto sostanzialmente negli ultimi 10 anni. All'inizio c'erano i consulenti stranieri, poi un gruppo di persone interessanti e interessate al vino rientrando da esperienze all'estero si chiesero se era possibile fare vini di qualità anche qui, sul terroir locale di casa. Si sviluppò in particolare maniera la regione di Krasnodar dove attorno al 2005 si cominciò a piantare nuovi vigneti con criteri qualitativi e selettivi. Oggi possiamo dire di essere riusciti a fare certi vini che non hanno nulla da invidiare a quelli europei. La scena del vino russo é molto dinamica, le cose cambiano davvero rapidamente.

Credi quindi che il vino russo potrebbe essere anche esportato oltre che servire il mercato domestico?

Perché no? La Russia potrebbe diventare un brand. Siamo un Paese vasto e variegato, con climi e terroir molto diversi, ogni regione é unica. Il prossimo anno verrà creato anche un sistema di denominazioni. Abbiamo vari vitigni autoctoni senza equivalenti in Europa come Krasnostop ( la Valle di Don), Kokur Beli ( Crimea), Sary Pandas ( Crimea), Kefessiya ( Crimea), Sibirkovy ( Rostovksa), Tsimlansky Chorni ( Valle di Don) ecc.
Nei tempi sovietici oltre a quelli autoctoni sono stati creati anche diversi vitigni ibridi. Particolarmente interessante per quanto riguarda i vitigni indigeni é la regione Rostovska. Se mi perdonate questo paragone, si potrebbe dire che Krasnodar é la Bordeaux russa, mentre Rostovska sarebbe la Borgogna.

Quindi credi nel futuro del vino russo?

Si, io ci credo nel vino russo. I consumi domestici stanno crescendo così come l'interesse e l'apprezzamento. La qualità sale rapidamente, ogni anno i vini che assaggio per la mia guida sono migliori e spero che presto la Russia comincerà a esportare i suoi vini.


Kiril Burlutskiy: un ragazzo di Yalta molto vintage

Kiril Berlutski é il più giovane del trio, é nato a Yalta e comincia la sua carriera nel vino in una maniera piuttosto divertente - come portiere in un ristorante con spogiarelli a Ekaterininburg. Scopre il vino e ne rimane affascinato, decide di approfondire e si iscrive alla scuola di sommelier. Arriva a Pietroburgo nel 2007 " per caso"- viene qui con l'intenzione di visitare degli amici, ma rimane stregato dalla bellezza della città e decide di stabilirsi qui.



Oggi dirige una propria scuola di sommelier chiamata Wine Jet (www.wine-course.com) ed è uno degli ideatori di Saint Petersburg Wine Bar Festival. Oltre a tutto questo, Kiril é anche fondatore dell'unico vintage wine club del Paese dedicato esclusivamente agli amanti delle vecchie annate. La mia ultima sera a San Pietroburgo ho il piacere ( e l'onore!) di partecipare ad una delle loro degustazioni dedicata ai vini di Margaux (1978-1986) durante la quale assaggiamo certi mostri sacri come un Chateau Margaux del 78, un Rausan-Segla del 81, un Chateau Palmer 81. Difficilmente potrei volere un finale migliore al mio wine trip nella città imperiale.

Kiril, tu sei l'ideatore del San Petersburg Wine Bar Festival, raccontaci qualcosa in più sulla cultura dei wine bar nella città.

Si, il fenomeno dei wine bar é una cosa che é iniziata qui a San Pietoburgo, a Mosca per esempio fino allo scorso anno non era arrivata questa moda. San Pietroburgo é la più aperta delle città russe, il confine con la Finlandia é a pochi chilometri e la influenza dell'Europa qui si sente molto forte. Nelle altre città del Paese i wine bar non sono popolari.

Infatti San Pietroburgo é sempre stata per la Russia una specie di "finestra sull'Europa"! Raccontaci qualcosa in più sulla scena dei wine bar nella città.

La scena qui é di certo la più dinamica in Russia, oggi nella città ci sono più di 35 wine bar la maggior parte con cucina. Abbiamo wine bar di diverse fasce di prezzi, economici come per esempio Tonnet, a prezzi medi come la maggior parte dei posti e anche wine bar di lusso come per esempio Big Wine Freaks. Abbiamo certi wine bar che offrono anche ottima cucina d'autore come " Vinnoi skaf" ( La Dispensa del vino) e " Mechtateli" ( I sognatori). Il primo wine bar della città, "Grand Cru" fu aperto 5 anni fa e rimane tutto'ora uno dei posti migliori. Un'altra particolarità della nostra città é che abbiamo anche un wine bar chiamato Garagiste con offre solo vini di garagisti russi!

Sono stata invitata come ospite al Saint Petersburg Wine Festival insieme ad altri giornalisti europei, quale è la tua aspirazione con questo festival?

Con questo festival vorremo mostrare al mondo che qui a San Pietroburgo c'è una vera cultura dei wine bar che non ha nulla da invidiare alle altre grandi città europee.

Hai anche una scuola per sommelier, che tipo di gente la frequenta?

Sono persone molto variate, sia come età, sia come background culturale. Nella mia scuola insegnano 12 relatori, all'anno ho circa 300 alunni.

Ultima domanda, sei anche fondatore dell'unico vintage wine club russo, idea piuttosto stravagante e originale, raccontaci qualcosa in più.

Si, l'idea nacque 2 anni fa quando con alcuni amici collezionisti decidemmo di cominciare a bere insieme bottiglie delle nostre cantine private. Cominciò come un gioco, poi l'idea prese forma e oggi siamo un vero e proprio vintage wine club. Siamo diventati 10 membri e ci incontriamo regolarmente una volta alla settimana. Sono incontri tematici, con vini di una determinata zona con almeno 10 anni alle spalle. Stasera sarà il nostro 66 incontro e il tema sono i vini di Margaux.


Gli incontri con questi affascinanti russian wine gentlemen finiscono qui. Parto da Pietroburgo innamorata di questa splendida e raffinata città che si é rivelata anche , enogastronomicamente parlando, decisamente superiore alle aspettative. Ci tornerò di certo per la prossima edizione del Wine Bar Festival e per chi si vorrà aggregare.. le notti bianche di Pietroburgo profumeranno anche di vino!


Wine bar consigliati:

Mechtateli ( I sognatori)
Nab Reki Fontanki 11
San Pietroburgo

Vinnoj skaf ( La Dispensa del Vino)
Via Rubinshteyna 9/3
San Pietroburgo

Garagist Wine Bar
Vosstaniya ulitza 1
San Pietroburgo

Vincent Restaurant
Theatre square 16/11
San Pietroburgo

Big Wine Freaks
Instrumentalnaya 3
San Pietroburgo

Grand Cru
Nabereznaya Reki Fontanki 52
San Pietroburgo

Le Tour De Vin 
Bolshaya Konyushenaya uliza 2
San Pietroburgo

Jean-Jacque Rousseau
7 Liniya V.O.24
San Pietroburgo

Fancy Food Bar
Malyj Prospekt 26-28
San Pietroburgo





[Foto credit: degli intervistati, dai rispettivi profili pubblici su Facebook]

  • condividi su Facebook
  • 2347
  • 0
  • 2

#3 Commenti

inserisci un commento