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Vini naturali buoni, una scommessa possibile

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Vini naturali buoni, una scommessa possibile
Di recente sono stato come visitatore al "LIVE WINE" a Milano, un salone dedicato in toto ai vini naturali. Chi mi conosce, sa che sono sempre stato scettico riguardo a questi "trend" che, a mio parere, lasciano un po' il tempo che trovano e non sono altro che trovate commerciali mascherate da un presunto rispetto per la natura. E, per assurdo, questi saloni dei vini naturali, li visito tutti! Perché voglio capire, voglio imparare, perché forse questa è la strada giusta.

A Milano mi sono confrontato sull'argomento con molti produttori ed ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Certo, per arrivare alla produzione di vini che possano definirsi naturali, la strada che dovró percorrere è ancora lunga. Come mi ha consigliato Marco Colicchio, un giovane produttore del Lazio, con appena 1 ettaro di terreno vitato, bisogna sperimentare, bisogna lavorare benissimo in vigna e ci vuole tanta passione e pazienza. Ho degustato vini davvero strepitosi da tutti quanti: anche questi produttori hanno cambiato modo di lavorare, abbandonando un modo di produrre che dava vita a vini "puzzolenti" e difettosi.

Il confronto più emblematico l'ho avuto con un simpatico omone di nome Damijan Podversic, con il quale, discutendo di quei produttori naturali che vogliono far passare i difetti dei loro vini come garanzia di naturalezza, mi ha detto questo: "Vai da uno di questi produttori e preparagli un bel piatto di pasta lasciata cuocere per due ore. Lui ti dirà che è scotta e che quindi non è buona. A quel punto tu rispondigli che è uguale al suo vino! Il vino è piacevolezza, poesia e non solo tecnica. Infatti a mio figlio ho detto di fare il liceo classico e non l'agraria!"

Dopo essermi confrontato con così tante realtà diverse dalla mia e con dei così buoni prodotti, sto realmente pensando di convertire la produzione vinicola della mia azienda al "naturale". Non che ora non siamo attenti alla naturalità dei nostri prodotti (vedi basso contenuto di solforosa, utilizzo minimo e nullo di trattamenti chimici in cantina e fitofarmaci che vengono autodebellati dalla pianta) ma mi piacerebbe andare oltre. Sarà un processo lungo, difficoltoso, ma un passo alla volta, arriveró al traguardo.
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