#13 Commenti

  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Grazie Andrea per questa intervista.

    Dalle risposte che ha dato alle tue domande, ho avuto la sensazione che M. Rolland sia certamente un enologo famoso e ricchissimo. Allo stesso tempo, mi ha dato l’impressione che, su diversi argomenti, pecchi di colpevole superficialità.
    La sua totale confusione fra i termini “biologico” e “naturale”, ad esempio: me l’aspetto da un ragazzo che è uscito ieri dalla scuola enologica, non da uno come lui…

    La battuta sullo svegliarsi la mattina e decidere di cambiare totalmente filosofia nella gestione della vigna: questa cosa qui detta da un professionista è di una ovvietà disarmante. Il grande enologo non può non sapere che non si può cambiare protocollo di lavorazione dalla sera alla mattina; ancor di più, proprio se parla di “filosofia”, non può non capire che lavorare in biologico non significa solo non fare 14 trattamenti…

    E liquidare il movimento suscitato da Nossiter con l’affermazione che a lui sono arrivati tanti nuovi clienti… beh. Probabilmente ci fa, non ci è, ma ci fa in un modo così banale…

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    #1
  • Vincenzo Monteleone

    Vincenzo Monteleone

    Affidarsi a un consulente internazionale non vuol dire implicitamente rinunciare alla propria identità? Sicuramente la sua conoscenza porta ad ottenere risultati di vendita ma forse omologa. Bisogna sempre forzare il profilo di un vino per incontrare il più possibile il gusto del grande pubblico? Amare il vino non implica accettare l'anima di una sua sfaccettatura anche se un pò scontrosa e non facile? Deve esserci ovviamente dinamismo e miglioramento (il vino si deve anche vendere!) ma mi piace pensare che questo non porti a farlo diventare qualcosa di totalmente diverso tradendo quello che è l'uva e il terroir d'origine. PS: questa è solo l'opinione di un semplice appassionato, non me ne vogliate :D

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    #2
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Michdel Rolland e Robert Parker, un binomio che, anche senza aver visto Mondovino, si sa, hanno determinato fortune e disgrazie, più di ogni altro, in campo enologico. Aziende che, senza le micro-ossigenazioni di Rolland o i 100 punti di Parker, venderebbero ancora a 20 euro e ora possono vendere a 100/200 euro quando non molto di più (Chateu Valandraud es.). Altro retaggio a loro dovuto, e fortunatamente in regresso come fenomeno, l'abuso di barriques, anche in zone dove la tradizione voleva la vinificazione in tonneau, col risultato di ottenere dei vini tutti alla vaniglia, e provocare la reazione di vignaioli come Mascarello (famosa la sua etichetta: "No barriques, no Berlusconi"). Vini spesso 100% legno nuovo, che dopo un po' che li bevevi ti davano la nausea, ma non ti azzardavi a dirlo, perchè era di moda...
    Per un periodo ho trattato vini francesi e italiani. Andavano, non in base alla qualità, ma al punteggio Parker. Qualsiasi cosa, purchè ben classificata.
    AL "mercato" del vino, sicuramente hanno fatto bene, alla sua evoluzione qualitativa, sicuramente non altrettanto bene.

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    #3
  • Stefano Giannini Maioli Gourmand

    Stefano Giannini Maioli Gourmand

    mahh.....

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    #4
  • Chinaglia Graziano

    Chinaglia Graziano

    Michdel Rolland l'ho letto in un'altra intervista oggi stesso dove profetizzava che il vino entro il 2050 sarà come la coca cola, leggo questa e sottostima tutti quei territori che produrranno quella tipologia di vino"vini mediocri" ; poi afferma che i migliori territori futuri per vini di qualità saranno (senza fare la lista) il parallelo 48°, ma la Cina sta investendo massicciamente in quel parallelo. Scommetterei che i prossimi ingaggi stellari li farà proprio in Cina, oltre che a Montefalco, Tanto questi personaggi saltano qua e la come dei Quanti.

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    #5
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    Marilena sono d'accordo con te, è un uomo molto astuto e ho pensato che le risposte date siano vere al 50%, a molte, cioè a quelle imbarazzanti, ha sempre glissato in maniera furba e a quella a cui ha dato la risposta spesso ha solo confermato cose banali. Su Nossiter sono anni che dice la stessa cosa, non ha cambiato versione. Sul naturale la risposta è stata: il vino è già un qualcosa di naturale per cui se vogliamo parlare di cose serie dobbiamo contrapporre BIO e convenzionale che comunque per lui non sono in guerra in quanto il BIO rappresenta ancora una percentuale piccola rispetto al totale vino mondiale

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    #6
  • Michela Muratori

    Michela Muratori

    Quando ho visto Mondovino sono rimasta traumatizzata per qualche giorno (tipo una teenager dopo aver visto twilight saga ahah!!).. "oxygéner oxygéner oxygéner" !!
    Rolland è un grande, il suo punto è che IL VINO E' NEL BICCHIERE E BASTA. A quanto pare lui, da grande alchimista come si definisce anche qui, riesce a farne sempre di ottimi e la gente lo paga a vagonate per questo, per questo è un grande!

    Alla faccia di chi come tanti (come noi pure ahah!) si sbattono per promuovere microdiversità di suoli e variabilità climatica o varietale, hanno vigneti di proprietà e fanno viticolture attente... lui invece via di mischioni super spettacolari in cantina e vini da favola ahah... ovviamente si ride per non piangere ma il vino che si beve oggi nel molto è molto più il suo che il tuo Marilena o il mio aimé, credo qualcosa si dovrebbe imparare
    ;-)

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    #7
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    Comunque ogni dubbio lo ha cancellato lo stesso Michel Rolland, definendosi non un enologo, definizione che comunque dubbi ne avrebbe lasciati, bensì un alchimista. In pratica "operatore di laboratorio". Per qualche anno, in una cantina vinicola, ho lavorato e ho constatato di persona cosa si può fare "in laboratorio" appunto... E ancora non c'erano le tecnologie di cui dispone oggi Rolland.

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    #8
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    hai ragione Michela, la sua è una visione globale del vino lontanissima da come si fa il vino in Italia per il 90% dove si punta tutto sul piccolo e sul territorio. Parlare con lui comunque arricchisce l'appassionato di vino. Poi, certo, ognuno fa le sue considerazioni

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    #9
  • Filippo Ronco

    Filippo Ronco

    Qui su Vinix, notoriamente, parliamo di tutto e sotto ogni tipo di punto di vista. E' nel dibattito e nei commenti che si possono far valere le proprie opinioni, a noi offrire gli spunti.

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    #10
  • Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Marilena Barbera - Cantine Barbera

    Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog
    Dire che il vino è già naturale non aggiunge nulla né alla conoscenza del VINO, né alla conoscenza dei vini. Uno come lui la differenza la sa eccome: mi aspettavo, però, che fosse un po' più intelligente di come appare dall'intervista ;)

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    #11
  • Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog

    lo è, probabilmente la fretta (aveva un aereo a breve) e il suo intervistatore non sono stati utili alla causa :)

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    #12
  • Lorenzo Conci

    Lorenzo Conci

    l'intervista è gradevole e garbata, ma, anche non avesse avuto l'impellenza dell'aereo, nn credo avrebbe detto cose molto diverse. Primo, perchè non si sputa dove si mangia, in secondo luogo perchè una dose di cinismo ( per molti si tratta di "realismo"), in chi pratica determinate attività è necessaria o si perirebbe sotto il peso dei dubbi e dei rimorsi.

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    #13

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