Armenian wine renaissance

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Armenian wine renaissance
L'Armenia è un Paese misterioso e affascinante con una millenaria storia vinicola. Ha un ruolo importante e simbolico nella storia del vino e dell'umanità ed è proprio li che Noè, discendendo dal monte Ararat dopo il grande diluvio universale, pianta la prima vite come simbolo della nuova alleanza tra Dio e l'umanità. La recente scoperta della cantina nella grotta Areni 1 risalente a 6100 anni fa, la più antica trovata fin ora, conferma l'Armenia come la più probabile patria originaria del vino.

Visitiamo la regione di Vayotz Dzor, una delle più interessanti a livello di terroir non solo per quanto riguarda l'Armenia e incontriamo Hovakim Saghatelyan uno dei soci di Trinity Canyon Vineyards, piccola azienda vitivinicola volta alla produzione di vini artigianali biologici. I vigneti nella Vayotz Dzor sono tutti a piede franco, la filossera qui non è mai arrivata. È una delle pochissime zone a livello mondiale dove è possibile piantare viti senza portainnesto.

Nei paesi ancora si trovano vigne vecchissime ultracentenarie che danno uve di straordinaria complessità e profondità organolettica. Il clima è rigido, inverni freddi ed estati secche e torride. L'altitudine dei vigneti è tra i 1200 e i 1400 metri il che conferisce ai vini grande eleganza e finezza. Indubbiamente Vayotz Dzor è uno dei grandi terroir mondiali.

Viaggio in Armenia tra karasi e vini antichi
Hovakim Saghatelyan mentre assaggia il vino da karasi


Hovakim ci racconta del percorso del vino armeno nei tempi del comunismo (pare che nei piani di Stalin il Paese da vino dovesse essere la Georgia, mentre all'Armenia era assegnato il ruolo minore di Paese da "cognac"). La produzione del vino venne quindi ridotta drasticamente e le uve vennero destinate quasi esclusivamente alla produzione di distillati. Il vino continuò a sopravvivere quasi solo a livello domestico.

 A partire dal nuovo millennio si assiste tuttavia ad una sorta di rinascimento enoico armeno. Imprenditori di origine armena dalla diaspora sono rientrati in patria investendo nel settore vitivinicolo. Uno dei più noti in questo senso é Zorik Gharibian dall'azienda Zorah, che oggi fa uno dei più celebri vini armeni. Questo é il caso anche di Hovakim stesso, rientrato in Armenia dagli Stati Uniti per investire nel Paese. Per lui e i suoi soci fare vino è un modo di riconnettersi con le proprie radici e riscoprire la propria identità armena.

Il popolo armeno è uno tra i più antichi al mondo ed anche uno dei più martoriati. Oggi il Paese si estende su nemmeno il 20% dei suoi territori storici e le ferite del genocidio non sono ancora guarite e dimenticare.

Viaggio in armenia, tra karasi e vini antichi
L'apertura del vino interrato nel karasi


I vini di Trinity propongono due linee, una più classica ed europea sempre basata su vitigni autoctoni ed una tradizionale, volta a riscoprire il metodo antico di vinificazione in karasi (anfore interrate), caratteristico per la zona. Quest'ultima linea suscita a mio avviso maggior interesse. Ho avuto l'occasione di assaggiare l'ultimo esperimento di Trinity, un vino ancestrale a base di Areni noir, antico vitigno autoctono vinificato in karasi a fermentazione spontanea, con raspo e senza aggiunta di solfiti. L'ho trovato straordinario. Vino primordiale in cui echeggia una musica d'altri tempi.

Parlando di musica e arte, c'è da aggiungere che Hovakim stesso è persona molto artistica e creativa fiero del suo essere armeno e della sua cultura. Scrive libri e poesie, sa cantare e raccontare antiche leggende armene con molto fascino e calore. Fa vino con amore e autentico sentimento e non è la frasetta costruita di una brochure.

Viaggio in Armenia, tra karasi e vini antichi
L'anfora interrata appena aperta.


Insieme a Hovakim e Artem, il suo enologo, abbiamo aperto le karasi interrate per assaggiare il nuovo vino. Inizio marzo, quando le temperature salgono, le karasi sigillate vengono aperte dopo il lungo riposo invernale nel grembo della terra e il vino "risorge", come risorge la Natura stessa. L'assaggio del primo vino, sangue della terra nel vero senso della parola, è stato un momento mistico e indimenticabile. Sono convinta che se il il rinascimento del vino armeno ha come protagonisti persone con la sensibilità e l'ispirazione di Hovakim, Artem e Zorih questo Paese saprà arrivare molto lontano.

Viaggio in Armenia tra karasi e vini antichi
Hovakim Saghatelyan insieme a Nicoletta Dicova al momento dell'apertura del karasi.



Trinity Canion Vineyards
Noravank Monastery Road, Armenia
www.trinitycv.com


Zorah
Rind, Armenia
www.zorahwines.com
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