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Sorgente del vino Live, intervista a Paolo Rusconi

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Sorgente del vino Live, intervista a Paolo Rusconi
Prosegue il nostro cammino di avvicinamento a Vinitaly 2016 che quest'anno accompagniamo con una serie di interviste ai protagonisti delle maggiori e più amate fiere nazionali. Oggi incontriamo Paolo Rusconi, fondatore insieme alla compagna Barbara Pulliero di Sorgente del Vino Live, una delle più belle manifestazioni di vino artigianale in Italia giunta ormai alla sua ottava edizione. Parleremo con Paolo di vini, viti e vite e della magia di fare le cose..a fior di piedi.


Paolo, mi ricordo ancora come se fosse ieri la prima volta che sono venuta a Sorgente del Vino accompagnando Pino Ratto quando si svolgeva ancora ad Agazzano. Come vi è venuta l'idea di organizzare questo salone e cosa è cambiato dalla prima edizione ad oggi?

La prima edizione di Sorgentedelvino LIVE è stata nel marzo 2009 e nel febbraio di quest'anno si è svolta l'8a edizione. Viviamo in un territorio altamente vitato dove però sono pochissimi i vignaioli che hanno un approccio naturale al lavoro in vigna e in cantina e nel 2009 erano molti meno di oggi.


Le fiere del vino naturale in Italia secondo te sono un fenomeno che si potrà ancora espandere o pensi che siamo arrivati al punto di saturazione?

Le fiere del vino in Italia sono poche rispetto alla Francia, credo quindi che il punto di saturazione sia ancora molto distante. C'è piuttosto un problema di approccio: in Francia le fiere del vino (non solo naturale) sono molto frequenti, distribuite su tutto il territorio nazionale, a fianco di manifestazioni importanti per numero di vignaioli partecipanti ce ne sono molte di medio-piccole dimensioni che promuovono la vendita diretta.

In Italia le manifestazione dei vini naturali hanno caratteristiche diverse:
molte non agevolano la vendita diretta, tendono ad essere più grandi e si concentrano in un territorio ristretto:

Nord: Emilia (Piacenza, Parma, Modena, Bologna, quest'anno Ferrara), Lombardia (Milano ripetutamente e Lecco), Veneto ma tutto attorno a Verona nella settimana di Vinitaly, Liguria e qualcosina in Piemonte
Centro: Roma (ripetutamente) e Abruzzo
Sud e isole: quest'anno Sardegna, biennale in Puglia.

Il numero di produttori è in crescita, quindi è interessante allargare anche il numero dei "bevitori" e queste manifestazioni possono o dovrebbero permetterne l'aumento.


Quale è per te l'essenza dell'identità di Sorgente del Vino, cosa la rende unica nel panorama delle altre fiere del vino naturale in Italia?

In tutte le manifestazioni del vino naturale in Italia sono presenti produttori che hanno completato il proprio percorso di ricerca e lavorano in modo completamente naturale sia in vigna che in cantina (quindi biologico o biodinamo in vigna, nessun additivo o lieviti selezionati in cantina tranne un po' di solfiti) accanto a produttori che sono sulla strada verso una produzione completamente naturale e che in cantina usano ancora qualche additivo o tecnica non del tutto naturale, lieviti selezionati (acquistati o selezionati dalle proprie vigne non fa differenza), deacidificazione, chiarifiche, filtrazioni, controllo della temperatura, enzimi, o che qualche volta superano i livelli di solfiti dichiarati dai regolamenti che si danno le associazioni di vino naturale.

Quello che rende unica Sorgentedelvino LIVE è che noi non chiediamo di sottoscrivere un disciplinare o una carta di intenti che non avremmo la forza di verificare, non proclamiamo che sono presenti solo produttori che lavorano in modo strettamente naturale. Scegliamo di invitare (qualche volta anche sbagliando) persone che ci sembra stiano facendo un buon lavoro e accettiamo che ciascun produttore parli liberamente e senza vergogna del proprio lavoro raccontando quello fa e facendo - davvero - quello che dice. Rinunciamo agli slogan che sarebbero molto comodi per una comunicazione più semplice, ma ci piace dire le cose come stanno.


E per quanto riguarda in generale il vino naturale in Italia, come l'hai visto cambiare ed evolvere in questi anni in termini qualitativi e di identità?

I cambiamenti maggiori li abbiamo visti nella qualità dei vini: se 10 anni fa capitava di assaggiare alle fiere vini non corretti oggi questo è sempre più raro nei vini italiani, mentre rimane un problema su molti vini francesi. La maggior parte dei vignaioli naturali italiani esce con vini pronti, mentre spesso i francesi portano in degustazione vini che hanno ancora bisogno di evoluzione in bottiglia e per il consumatore medio questo è un problema perché non capisce il percorso che farà il vino, ma lo giudica per quello che assaggia in quel momento.

Parlando invece di identità bisogna ricordare che il vino naturale rappresenta l'1% della produzione enologica nazionale, forse il 2% della produzione enologica francese, da questa prospettiva mi sembra che l'identità del prodotto sia forte e ben delineata. Ci sono molti più produttori consapevoli e consumatori informati rispetto a pochi anni fa e questo è un bene.

Se si guarda invece più da vicino questo 1% , sembra che sia meno netta l'identità di movimento che da piccolo gruppo di amici è diventato un vero e proprio movimento che include persone diverse spinte a fare e a bere vini naturali per ragioni personali molto differenziati: chi lo fa per motivi ecologici, chi perché sono più buoni, chi perché è di moda, chi per motivi etici politici e sociali, chi perché intravede migliori opportunità di vendita e chissà quante altre ragioni. Sono tutti buoni motivi, tutti validi motivi, ma bisogna accettare il fatto che ciascuno abbia una ragione diversa e questo sembra difficile anche se lo accettiamo (anzi, lo desideriamo) nel vino che vogliamo differente annata dopo annata, territorio dopo territorio, vitigno dopo vitigno.


Tu stesso sei un produttore di vino naturale, raccontaci qualcosa di più sui tuoi vini.

Fatto rigorosamente coi piedi, è un omaggio al territorio, un recupero della tradizione e nello stesso tempo un gran bel gioco, una sfida. Nasce dalla mia passione per la trasformazione della materia, non ho vigna ma fortunatamente posso raccogliere le uve da amici che lavorano molto bene in vigna. L'idea di partenza è quella di fare il vino di casa, cercando di applicare criteri moderni come la cernita accurata dei grappoli, e una grande pulizia della vasca, secchi e il poco altro che uso per vinificare. E' un vino fatto oggi che poteva essere fatto così 1000 anni fa, non uso pigiatrice, pompa o altri attrezzi elettrici, ma solo un piccolo torchio verticale manuale.


E alla fine un'ultima domanda, secondo te cosa berremo tra 10 anni, che mondo del vino naturale ti immagineresti?

Non si può immaginare il vino naturale slegato dalla realtà che gli sta attorno. Tra 10 anni i segnali che vediamo oggi si saranno sviluppati: il consumatore medio berrà il vino biologico industriale pensando di bere vino naturale, ma i veri vini naturali continueranno ad essere presenti forse tornando a non dichiararlo.


[Foto di Daniela Zanella su gentile concessione di Sorgente del Vino Live]
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