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Grande e bella notizia: l’Assemblea dei soci del Consorzio del Prosecco DOC ha approvato l’impianto di nuovi vigneti per 3.000 ettari entro luglio 2017.

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Grande e bella notizia: l’Assemblea dei soci del Consorzio del Prosecco DOC ha approvato l’impianto di nuovi vigneti per 3.000 ettari entro luglio 2017.
Leggo su "La Tribuna di Treviso" che l’assemblea dei Soci del consorzio del Prosecco DOC di giovedì scorso ha approvato l’aggiunta di altri 3.000 ettari alla superfice attuale da qui al giugno 2017.
Una misura che mi trova totalmente d’accordo e grazie alla quale si passerà dagli attuali 20.250 ha a 23.250 ha.
1.500 ha saranno destinati ai produttori storici mentre gli altri 1.500 saranno appannaggio di nuovi produttori con precedenza ai giovani ed ai vigneti biologici.
Ricordo che i dati relativi alla vendemmia 2015 presentati dall’Avepa lo scorso dicembre rilevavano solo in Veneto 22.593,25 ha coltivati a glera. Quindi l’attuale vigneto è già in grado di coprire la nuova superfice ammessa dalla DOC Prosecco.
I timori di un appiattimento della qualità del prodotto non hanno ragion d’essere, almeno per tre motivi:

1) Trattandosi di un prodotto DOC, la rispondenza ai parametri di qualità analitici ed organolettici richiesti dal disciplinare è garantita dai controlli, analisi ed assaggi delle commissioni che portano alla certificazione delle partite. Detto in altre parole nel caso di un prodotto DOC, non solo per il prosecco, l’esistenza di partite con qualità inferiore a quella prevista è impossibile per definizione.

2) La vocazione pedo-climatica della nuova superfice ammessa è equivalente a quella dei terreni attualmente in produzione (ricordo che parliamo in larghissima misura di agricoltura di pianura). Detto in altre parole l’ettaro di merlot è in grado di produrre glera per Prosecco DOC con la medesima qualità dell’ettaro a fianco che già lo fa.

3) In realtà l’estensione di 3.000 ettari non implica automaticamente un aumento di produzione complessiva rispetto alla vendemmia 2015.
La produzione potenziale di Prosecco DOC di 23.250 ha corrisponde a 3.610.000 hl, mentre quella della vendemmia 2015, compresi complementari ed utilizzo della riserva vendemmiale, è stata di 3.409.000 hl (fonte Avepa).
Considerando però di non utilizzare la riserva vendemmiale e di tenere a riserva il 20% della produzione “normale” (massimo consentito dalla legislazione vigente) scendiamo ad una disponibilità di 2.888.000 hl, inferiore rispetto a quella dell’ultima vendemmia.
Detto in altre parole, con questa estensione di 3.000 ha il Consorzio tornerà nelle condizioni di poter regolare l’offerta in base alla domanda di mercato, oscillando tra una disponibilità complessiva di 2.888.000 hl e di 4.331.000 hl (nel caso di utilizzo di tutta la quantità “normale” + la riserva vendemmiale).
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