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Presentare e gestire i progetti di promozione sui Paesi Terzi con fondi europei in modo semplice ed efficace

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Presentare e gestire i progetti di promozione sui Paesi Terzi con fondi europei in modo semplice ed efficace
Avvertenza: questo è sia un post che un annuncio pubblicitario della mia attività di consulenza, tienine conto nel leggere quanto segue.

Lo scorso 18 aprile è stato pubblicato il Decreto Ministeriale n. 32072 che indica le modalità per presentare i progetti di promozione del vino nei Paesi extra UE beneficiando del contributo del 50% sulle spese sostenute. Ho pensato quindi che sarebbe stato utile segnalare le novità di questo decreto rispetto alle modalità passate e condividere alcune cose che ho imparato nella gestione di questi progetti e finanziamenti, che ho seguito prima in Santa Margherita e poi in Bosco Viticultori fin da quando sono stati istituiti.

Nelle cantine infatti è diffusa l’opinione che la presentazione, realizzazione e rendicontazione di questi progetti sia burocraticamente difficile e complessa e quindi assorba molto tempo, vincoli l’operatività aziendale e renda in certa misura aleatoria l’approvazione delle spese effettuate (con conseguente perdita del contributo). Di conseguenza, soprattutto le cantine medio piccole, hanno spesso rinunciato ad accedere a questi finanziamenti perché, in sintesi, il gioco non valeva la candela.

Io sono sempre stato sostanzialmente in disaccordo con questa visione. Gli adempimenti richiesti per beneficiare del contributo comunitario non richiedono molto di più di quanto non si faccia normalmente in azienda e possono essere soddisfatti con una corretta impostazione di partenza ed un po’ di ordine. Da un certo punto di vista possono persino aiutare a migliorare la gestione aziendale, un po’ come per le certificazioni di qualità. Ecco come, punto per punto.

1. Siate esigenti con la Società di consulenza che fa la presentazione, gestione e rendicontazione dei progetti.

Come dicevo, lo spirito del Regolamento Comunitario e dei Decreti attuativi del Ministero delle Politiche Agricole non chiedono cose molte diverse da quelle che si dovrebbero normalmente fare in una buona gestione aziendale. Ho visto le procedure complicarsi per semplificare il lavoro delle società di consulenza a cui è affidata la redazione, presentazione, esecuzione e rendicontazione del progetto. Ricordatevi sempre che voi siete il cliente, per cui è la società di consulenza che deve risolvere, eliminando o almeno riducendo, i problemi che la gestione dei progetti OCM può creare in azienda, NON VICEVERSA.


2. Non create troppe procedure ad hoc, integrate quelle richieste dal bando OCM con quello che già fate per controllare la gestione della vostra azienda (e se non fate niente, adottate le richieste del bando).

Questo è un principio generale che vale anche per le certificazioni di qualità. Più di una volta ho visto aziende che invece di adattare ed integrare i loro processi secondo le richieste della norma di qualità, continuavano ad operare come prima AGGIUNGENDO una serie di procedure per soddisfare le richieste della certificazione (più nella forma che nella sostanza). Dopodiché incastrare l’operatività “normale” nelle procedure di qualità calate dall’alto diventava una fatica enorme. La cosa era doppiamente frustrante perché si perdeva anche l’occasione di migliorare l’efficienza e l’efficacia dei processi aziendali con l’occasione della certificazione.

Con i progetti OCM è lo stesso. Sicuramente già adesso documentate le attività che fate sui mercati, approvate la grafica dei folder prima della stampa, fate un budget per gli incoming e tenete i riscontri delle spese. Fare queste attività all’interno di un progetto OCM richiede solo di anticipare un po’ e dettagliare meglio la programmazione per dare il tempo agli organismi pubblici di esaminare la pianificazione e rilasciare le eventuali approvazioni. Tra l’altro vi permette di avere un maggior controllo su quello che fanno i vostri importatori, perché non è una vostra richiesta negoziabile, ma è una norma di legge. Lo so che gli importatori si lamentano, ma l’aumento del budget disponibile grazie al 50% di contributo basta a calmarli (se sono operatori seri).


3. Con i contributi OCM si possono fare praticamente tutte le attività di promozione, esclusa qualsiasi cosa che preveda uno sconto o sia legata al prezzo.


Per conoscere lo specifico della attività ammesse dalle diverse regioni bisognerà aspettare i bandi regionali. Vale però il principio enunciato nel titolo: qualsiasi cosa che preveda la comunicazione di uno sconto o di un prezzo non può essere finanziata da contributi comunitari. Tutto quello che sotto qualsiasi forma promuove la qualità, la sicurezza alimentare e ambientale dei vini DOC, IGT e varietali comunitari, sì. Al punto 5 trovate esempi delle principali attività ammesse, ordinate in base alla semplicità di realizzazione gestione e rendicontazione.


4. Pensate in anticipo.


I tempi di approvazione dei materiali promo-pubblicitari da parte degli organismi pubblici sono generalmente rapidi per gli standard della Pubblica Amministrazione, ma rischiano di essere molto lunghi per l’operatività aziendale che vive “sull’oggi per oggi” (e comunque non è un bel vivere). Allora anticipate i problemi. Anche se il banner pubblicitario è programmato per giugno, realizzate la grafica e sottoponetela per approvazione a gennaio. Non solo sarete sicuri di averlo pronto per giugno, ma sarete pronti anche se capita un’opportunità prima.


5. Pensate semplice.


Tra le diverse attività di promozione messe in atto da un’azienda alcune sono più facili da seguire ed altre meno. Se le attività sono fatte all’interno di un progetto OCM questa differenza di complessità si moltiplica. Quindi prevedete sempre nel progetto le attività più semplici da realizzare e rendicontare, che fareste comunque. Se il finanziamento ammesso viene ridotto rispetto al progetto presentato vi concentrerete su queste.

Cataloghi in lingua straniera o in inglese oppure in italiano+altre lingue sono ammessi al contributo.
Lo stesso vale per i siti in più lingue.
La pubblicità.
La partecipazione a fiere.
L’incoming.
La pubblicità su qualsiasi media, sia come costi di produzione che di spazi.
L’utilizzo di un consulente.

Queste sono tutte attività di facile gestione e rendicontazione. Più complessa la realizzazione e gestione (e quindi rendicontazione) di attività sul punto vendita, sia horeca che enoteche e grande distribuzione. Per queste attività sarà necessario pianificare per tempo nel dettaglio ed avere la garanzia di personale professionale e preciso per la realizzazione in loco (soprattutto se voi non potete presidiare).


6. Il bando 2016 favorisce i nuovi beneficiari, le piccole imprese e le aggregazioni.

Proprio per evitare che i contributi vadano sempre alle stesse cantine e si utilizzino per promuovere i vini sempre negli stessi Paesi, il Decreto Ministeriale di quest’anno prevede una serie di novità che hanno l’obiettivo rendere più facile l’accesso alle aziende medio piccole.

a) L’importo minimo dei progetti è stato dimezzato, portandolo a 50.000 euro/anno per Paese. Quindi con un investimento da parte delle aziende o loro aggregazioni di 25.000 euro/anno. Nel caso in cui il progetto sia rivolto ad un solo Paese, l’importo minimo è di 100.000.

b) Nei criteri di priorità per la valutazione dei progetti verranno privilegiati i progetti:
  
- Presentati da nuovi beneficiari, intesi come aziende che non hanno beneficiato di    contributi con il precedente bando 2014-2018;
  
- Rivolti a nuovi Paesi Terzi o Nuovi Mercati in Paesi Terzi, intesi come Paesi o aree geografiche di Paesi Terzi nei quali il beneficiario non ha realizzato azioni beneficiando di contributi con il precedente bando 2014-2018;
  
- Dove sono presenti micro/piccole imprese;
  
- Che raggruppano il maggior numero di imprese.

La spinta verso progetti promossi da aggregazioni di piccole imprese quindi è evidente. Nella mia esperienza l’Associazione Temporanea di Imprese è lo strumento più duttile e flessibile (certo che un bel progetto FIVI stuzzica la mia fantasia, magari c’è già e io non lo so).


Fin qui il post.
E la pubblicità? Beh è che io tutte queste cose le so fare perchè le ho già fatte in azienda, ossia dal vostro stesso lato della scrivania. Posso affiancare l’azienda che ha già la sua società di consulenza e/o partecipa già ad un’aggregazione per impostare ed organizzare il lavoro in modo che occupi voi ed i vostri dipendenti per il minor tempo possibile. Oppure posso aggiungere a questo anche la stesura, presentazione, gestione e rendicontazione del progetto collaborando con società di consulenza di provata esperienza, serietà e professionalità. E qui “provata esperienza” non è un modo di dire: è che li scelgo perchè ci ho già lavorato insieme con soddisfazione e successo.

Se vi interessa mi trovate alla mail: lorenzo.biscontin@biscomarketing.it
In bocca al lupo a tutti per la presentazione dei nuovi progetti!
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