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#5 Commenti

  • Giovanni Rossi

    Giovanni Rossi

    Non capisco un paio di cose: prima lei dice che aveva previsto un calo del prezzo dopo il vinitaly "vista la piena disponibilità a soddisfare i consumi" ma poi dice che il prezzo del prodotto non dipende dal suo costo di produzione ne dalla sua disponibilità (quindi contraddicendo quanto detto da lei stesso a inizio articolo e, da quanto so, contraddicendo anche le più basilari regole di mercato, almeno quello libero). E poi non le tornava l'aumento delle certificazioni, bè, sono aumentati gli ha di glera denominati doc e aumentati gli impianti di prosecco, quindi anche le certificazioni, cosa c'è di strano? E poi non trovo una corrispondenza tra il prezzo sventolato nel titolo (2,75 sterline) e quanto riportato in seguito nell'articolo, tabelle comprese, cioè non dice dove effettivamente si trova sto prosecco a 2,75 (e io personalmente ritengo, come gia visto in prima persona in uk, il prosecco a quel prezzo è frodato, ossia non è prosecco). Se c'è un problema che può impensierire il prosecco ora, è una bolla dovuta a un rialzo eccessivo dei prezzi, che potrebbe far venire alla ribalta altri spumanti charmat dell stessa qualità (ce ne sono molti) che vengono venduti a prezzo migliore, ad ogni modo non credo succederà; il prosecco come prodotto è un marchio fortissimo ormai, difficile scalzarlo. Stia tranquillo, il prosecco al momento può dormire sonni tranquilli, ed anche i suoi produttori. Inoltre aggiungo che la produzione che esiste da pochi anni di spumanti inglesi probabilmente andrà ad intaccare più il mercato dello champagne che quello del prosecco, dato che la maggiori parte di spumanti made in uk sono metodi classici, di conseguenza la clientela che li acquista è un'altra, e non quella che acquista usualmente prosecco.

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    #1
  • Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Davide, grazie del commento. Il prezzo di un prodotto dipende dal valore che gli dà il mercato, non dal suo costo di produzione. Poi se il valore che il mercato riconosce al prodotto è inferiore al suo costo di produzione c'è un problema di sostenibilità economica, che è una questione leggermente diversa. L'argomento lo trova spiegato meglio in un mio precedente post linkato alla fine di questo.
    Non mi tornava che il trend delle certificazioni in marzo fosse (fortemente) più alto rispetto a quello di febbraio perchè prevedevo un trend di vendite opposto. Gli ettari di glera in più della vendemmia 2015 rispetto a quella del 2014 sono gli stessi sia per febbraio che per marzo.
    Il prezzo di 2,75 riportato nel titolo si riferisce al prezzo al netto delle tasse sul consumo e dell'accisa, perchè questo è il prezzo confrontabile con il prezzo ex works per capire se, e quanto, le insegne di supermercati stanno guadagnando dalla vendita del prosecco.
    Nella tabella sono riportati i marchi delle insegne a cui si riferiscono i prezzi e nell'album linkato dopo la tabella ci sono ci sono le immagini dei siti dove si vedono bottiglie e prezzi.
    Per inciso sulla questione che spesso viene citata in caso di prezzi bassi di prosecco "taroccato", ricordo che sia falsificazione dei contrassegni di Stato che la messa in vendita di un prodotto a denominazione d'origine senza che abbia le caratteristiche, sono reati penali.
    In sintesi quello che volevo sottolineare è che l'attuale trend positivo dei consumi è drogato da prezzi di vendita a scaffale insostenibili rispetto ai prezzi di acquisto alla cantina.
    Sono il primo a rallegrarmi del successo del Prosecco ed a sperare che continui, ma non sto tranquillo perchè mi piacerebbe che si approfittasse della situazione positiva per rafforzare il valore percepito del prodotto. Non sto tranquillo anche perchè le certificazioni di aprile pare siano state pari a quelle dell'anno scorso.

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    #2
  • Giovanni Rossi

    Giovanni Rossi

    Scusi se continuo ad essere polemico, capisco che Il prezzo di un prodotto dipende dal valore che gli dà il mercato, ma non solo da quello, sarebbe riduttivo considerare solo il mercato, a mio parere. Ad ogni modo il valore del prosecco sfuso, e anche dell'uva glera, è alle stelle; e questo si è a causa del mercato(dato che non è giustificato da rese, costi di lavorazione etc), se poi le grandi catene uk lo vendono facendoci sopra margini bassissimi, sarà una loro strategia, e ad ogni modo non credo porterà ad una crisi, o ad una eventuale interruzione della distribuzione sul mercato inglese, in quanto il prosecco è un prodotto molto richiesto su quel mercato. Poi come dice lei riguardo a rafforzare il valore percepito del prodotto, più forte di così il prodotto prosecco non può essere,dimostrato appunto dal prezzo delle uve e dello sfuso (questo è il vero valore "drogato" a mio parere). Ma finchè l'uva e lo sfuso costano molto ma le bottiglie restano a un costo compatibile per il mercato e la clientela a cui questo prodotto si rivolge, non vedo il problema; che semmai potrebbe essere l'alzare troppo i prezzi, perche appunto potrebbe creare una bolla, o andare a competere con altri spumanti (metodi classici) che per natura si trovano su un altro livello di qualità, consumatori, e prezzo. In conclusione non ho capito se nel suo articolo ipotizza un crollo del prosecco sul mercato inglese, o cosa.

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    #3
  • Giovanni Rossi

    Giovanni Rossi

    Perdonate inoltre ripetizioni e qualche accento in meno, purtroppo scrivo da uno smartphone

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    #4
  • Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Lorenzo Biscontin - biscomarketing

    Senza nessuna polemica, il marchio prosecco dimostrerà di avere la forza per sostenere lo sfuso a 2,20 - 2,50 euro al litro quando questi prezzi saranno trasferiti al consumatore. Al momento ancora non lo sappiamo.
    Si stima che circa il 70% del prosecco doc vendemmia 2015 è stato venduto atr 1,50 e 1,70 euro/litro, contro 1,10-1,20 della vendemmmia 2014. Ed infatti la GDO italiana ha accettato aumenti di circa 0,30 euro/btg. L'effetto di questo auemnto non lo sappiamo ancora perchè la decorrenza dei listini è stata dal primo aprile.
    Nel 2012, dopo che il prezzo della vendemmia 2011 è andato tra 1,60 e 1,80 euro/litro, il prezzo del prosecco doc frizzante a scaffale in Germania è andato da 1,99 a 2,45 euro e le vendite si sono dimezzate (- 20 milioni di bottiglie). Quest'anno, da marzo, c'è stato lostesso aumento a scaffale e quindi dovremmo cominciare oggi a vedere l'effetto sulle vendite.
    Che i supermercati inglesi vendano sottocosto per me è un problema perchè è una situazione che non può durare. Nel 2015 ci hanno rimesso gli imbottigliatori, nel 2016 ci stanno rimettendo un po' gli imbottigliatori, un po' i distributori ed un po' i supermercati. E' una situazione che non può durare.
    Tra l'altro le aspettative di domanda elevata che mantengono alti i prezzi dello sfuso si basano su prezzi a scaffale che richiederebbero prezzi all'origine ben più bassi.
    Il mercato è finto oggi, come era finto alla vendemmia 2014 quando quotava 1,10 malgrado la situazione di evidente carenza.
    Cosa succederà ai consumi quando in UK le catene adegueranno i prezzi ai costi di acquisto? Io non sarei così tranquillo.
    Se per caso non l'avesse visto a suo tempo, questo è il link del mio post di febbraio dove analizzavo disponibilità di Prosecco DOC 2015 e previsioni di domanda https://www.vinix.com/myDocDetail.php?ID=8223
    Dopodichè aspettiamo di vedere cosa succederà nelle prossime settimane, mesi e anni.

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    #5

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