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Economics: il sottile equilibrio tra ebitda, volumi e prezzo di vendita delle maggiori cantine italiane

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Economics: il sottile equilibrio tra ebitda, volumi e prezzo di vendita delle maggiori cantine italiane
Modelli di gestione aziendale diversi possono portare ugualmente al successo in termini di risultato economico. C'è un modello per il successo nella gestione delle prime cantine italiane? 

La risposta più articolata si può ricavare dall’analisi dei tre grafici a bolla che seguono, dove sono rappresentati prezzo medio di vendita a bottiglia, fatturato ed Ebitda per le prime 17 cantine italiane (ho ridotto l’analisi rispetto alle prime 30 cantine del post sui bilanci perché per alcune cantine dalla diciottesima in poi mancava il dato dell’Ebitda). Il grafico che segue rappresenta il fatturato delle prime 17 cantine italiane rilevata dalla classifica pubblicata dalla giornalista Anna Di Martino (www.annadimartino.it), messo in relazione con il prezzo medio di vendita a bottiglia. 



La dimensione delle bolle rappresenta il fatturato, per cui a bolla di superfice più grande corrisponde un fatturato maggiore. Importante: la dimensione delle bolle è proporzionale al fatturato quindi il grafico mostra quali sono i rapporti delle cantine in termini di dimensione del business.

L’asse delle ordinate, quello verticale, rappresenta il prezzo medio di vendita a bottiglia. Quindi le cantine la cui bolla si colloca più in basso avranno un prezzo medio di vendita a bottiglia più basso rispetto a quelle collocate più in alto.

L’asse delle ascisse, quello orizzontale, invece ha semplicemente lo scopo di ordinare le cantine in modo da rendere leggibile il grafico.

Andando da destra a sinistra le cantine sono in ordine decrescente di fatturato (come si nota anche dalla dimensione delle bolle), ma la distanza tra le bolle in senso orizzontale è costante e non ha alcun significato particolare (in altre parole è ordinale e non cardinale). Dal grafico si nota che ci sono livelli di fatturato simili ai diversi livelli di prezzo, segno che convivono sul mercato modelli di gestione basati su prezzi bassi ed alti volumi, con modelli basati su alto valore aggiunto e volumi più ridotti. Ad ogni modo c’è una leggera correlazione inversa tra fatturato e prezzo medio, quindi c’è una lieve tendenza ad aumento del prezzo medio di vendita con il calare del fatturato.

L’indice di correlazione rimane basso, ma diventa positivo se si analizzano solo le prime 10 aziende per fatturato. Questo però è dovuto più all’eccezione rappresentata da Antinori (che ha un fatturato alto a prezzi alti), che non da una diversa situazione comune alle prime 10 cantine. Il secondo grafico è impostato sulla medesima struttura, ma le bolle rappresentano l’Ebitda invece del fatturato. Attenzione l’ordine delle cantine sull’asse orizzontale rimane il medesimo di prima, basato sul fatturato in ordine decrescente.



Nell’analizzare il dato dell’Ebitda bisogna tenere presente che le cooperative tendono ad avere un valore più basso rispetto alle aziende di capitale (S.p.A. o S.r.l.) perché la liquidazione dei conferimenti contabilmente va a finire nei costi di produzione. In altre parole, mentre normalmente l’Ebitda deve coprire i costi non operativi E l’utile d’impresa, nel caso delle cooperative l’utile distribuito ai soci è già compreso nei costi operativi.

Questo quindi rende poco confrontabili i valori dell’Ebitda tra cooperative ed aziende di capitale, mentre il rimane significativo confrontare le cooperative tra loro e le aziende di capitale tra loro.

Ricordo che in questo grafico sono aziende cooperative (in tutto o in parte): Caviro, Riunite & Civ, Mezzacorona, Cavit, Cevico, Cantina di Soave e Collis. In termini di Ebitda giganteggia Antinori che, molto probabilmente, influenza la correlazione positiva diretta tra Ebitda e prezzo medio (ossia l’Ebitda cresce al crescere del prezzo medio). Se si esclude Antinori dal campione infatti, la quota dell’Ebitda delle prime 29 cantine sul totale diventa più bassa rispetto a quella del fatturato, indicando che l’Ebitda in proporzione al fatturato aumenta al diminuire della dimensione aziendale. Una conferma a questa lettura dei dati viene anche dal valore del prezzo medio a bottiglia, che, escludendo Antinori, è di 2,74 euro/bottiglia per il totale delle aziende osservate e di 2,47 euro/bottiglia per le TOP 29.

L’ultimo grafico in analisi è la sovrapposizione dei primi due.



In questo modo si riesce ad avere una visione immediata del rapporto tra fatturato ed Ebitda per le prime 17 cantine italiane. Si nota che ci sono alcune cantine con un Ebitda proporzionalmente maggiore del fatturato (il cerchio viola è più largo di quello arancione): Antinori, Frescobaldi e Ruffino. Per Santa Margherita la proporzione di fatturato ed Ebitda in questo scenario competitivo è esattamente la stessa. Per le altre cantine l’Ebitda è proporzionalmente minore rispetto al fatturato.

Ma di quanto?
Se si osservano le cooperative si va dal minimo di Cavit al massimo di Mezzacorona. Attenzione non significa che la prima vada peggio dell’altra. Dipende dai costi, ma, soprattutto dipende dalle scelte di liquidazione dei conferimenti dei soci. Potrebbe darsi il caso che le due cooperative abbiano costi di gestione operativa simili e Cavit abbia deciso di liquidare una % più elevata dell’utile ai soci, mentre Mezzacorona abbia preferito distribuire meno per far fronte, ad esempio, ad ammortamenti generati in seguito ad investimenti strutturali.

Tra le aziende di capitali secondo me va segnalata la performance di Botter, che mostra uno degli Ebitda proporzionalmente più elevati rispetto al fatturato, con un prezzo medio tra i più bassi.

Botter negli ultimi anni ha scalato posizioni nella classifica del fatturato proprio grazie all’aggressività di prezzo. Normalmente questa viene considerata una politica penalizzante in termini di redditività, però il suo risultato di Ebitda dimostra che è possibile invece ottenere una redditività superiore alla media.
Le chiavi di volta probabilmente si ritrovano nell’efficienza creata dalle economie di scala (Botter ha uno dei valori più alti di bottiglie vendute per dipendente) ed in una scrupolosa gestione dei costi.
 
Per il resto direi che il grafico si spiega da solo.

Aggiungo qui sotto quattro grafici più classici che raffigurano i rapporti tra fatturato, bottiglie vendute, prezzo medio ed Ebitda e che ho utilizzato per contestualizzare l’analisi dei tre grafici precedenti. La loro spiegazione sarebbe quindi ridondante, considerateli un bonus per i più curiosi. Direi quindi che c'è vita sia nella parte alta che in quella bassa del prezzo di vendita e sia nella grande che nella piccola dimensione, basta trovare l'ecosistema (di mercato) adatto.










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